principe harry william meghan markle

“HARRY NON STA BENE. È UNA CELEBRITÀ DI SERIE B” – A RANDELLARE SUL PRINCIPE HARRY, CHE CON LA SUA AUTOBIOGRAFIA HA FATTO INCAZZARE TUTTI I SUDDITI DEL REGNO, ARRIVA L’AMICO DI RE CARLO, JONATHAN DIMBLEBY: “QUELLE CHE CHIAMA RIVELAZIONI SONO ILLAZIONI” – MENTRE IN INGHILTERRA HARRY E MEGHAN SEMBREREBBERO ODIATI DA TUTTI, NEGLI STATI UNITI LA COPPIA POTREBBE RISULTARE PIÙ SIMPATICA RISPETTO A UNA FAMIGLIA REALE SEMPRE MENO INTRIGANTE - HARRY AVREBBE TENTENNATO NELLA PUBBLICAZIONE DEL LIBRO DOPO CHE…

Paola De Carolis per www.corriere.it

 

spare l autobiografia del principe harry

Non accenna ad assestarsi il polverone sollevato dall’autobiografia del principe Harry. Sulla scia delle anticipazioni del libro, e della pubblicazione prima del tempo in Spagna, non c’è dettaglio che non venga soppesato e discusso. Come era forse inevitabile, un volume di diverse centinaia di pagine, scritto – a giudicare dagli estratti resi noti – in modo riflessivo e pacato – viene ridotto a titoli cubitali strillati sui tabloid. 

 

Non sorprende, allora, che dopo la visita nel Regno Unito in occasione del giubileo di platino di Elisabetta, la scorsa estate, il duca del Sussex meditò seriamente di cancellarne l’uscita. Questo, almeno, è quanto scrive il Times, citando una fonte della casa editrice di New York. 

 

Se i Windsor per ora hanno preferito non rilasciare commenti nonostante le critiche rivolte a William, al loro entourage, a Camilla, a Carlo, è sceso oggi in campo Jonathan Dimbleby, amico del re, autore della sua biografia e dell’intervista televisiva degli anni 90 in cui Carlo ammise per la prima volta di aver tradito Diana con Camilla solo «dopo che il matrimonio era irrimediabilmente naufragato». 

 

principe harry e meghan markle 3

È chiaro, ha detto Dimbleby, che Harry «non sta bene» ed è «un uomo profondamente traumatizzato». Il suo è un libro degno di una «celebrità di serie B». «Quelle che chiama rivelazioni sono illazioni».

 

Se nel Regno Unito la reazione dei media è principalmente negativa nei confronti del duca, le cifre sulle prevendite del libro e sugli spettatori dei documentari di Netflix indicano che tra il pubblico c’è interesse per la versione di Harry. 

 

Negli Usa, ha sottolineato Tina Brown, editrice e scrittrice nonché amica di Diana, il duca sta vincendo la battaglia per la popolarità rispetto a una famiglia reale che sembra sempre meno rilevante o intrigante, come ha dimostrato «la tiepida reazione alla visita dei principi di Galles a Boston». 

 

La sezione del libro che parla del suo periodo in Afghanistan è probabilmente quella che si rivelerà più nociva per Harry. L’esercito non ha gradito il tono con il quale il principe ha parlato dei nemici uccisi o il fatto che abbia rivelato il totale di vite interrotte (25). 

 

Jonathan Dimbleby CON RE CARLO

Per il colonnello Tim Collins, famoso per un brillante discorso ai suoi uomini alla vigilia della guerra in Iraq, Harry «ha tradito il codice». «Le forze armate – ha detto – lo hanno sempre accolto in famiglia senza curarsi di cosa fosse successo prima. Ha tradito quella fiducia come ha tradito la sua famiglia sanguigna».

 

Tra i temi evidenziati dalle memorie di Harry – Il Minore il titolo, nelle librerie dal 10 gennaio – c’è il problema del ruolo dello «spare», ovvero il secondogenito, la cui ragione d’essere, anticamente, era legata alla necessità di avere un sostituto nel caso succedesse qualcosa all’erede. Oggi i fratelli del primogenito non hanno mansioni precise. 

 

Lo sanno Anna, Andrea ed Edoardo, fratelli di re Carlo, che hanno dovuto costruirsi una vita e non sempre hanno trovato la formula giusta (Andrea docet). Il libro di Harry inizia con un riferimento al fatto che tutti i famigliari - dal padre Carlo alla nonna Elisabetta – abbiano utilizzato il termine nei suoi confronti. Sicuramente non ha aiutato.

re carlo, la moglie camilla, william, kate middletonprincipe harry meghan markle

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…