augias leonardo sgarbi

“LEONARDO ARRESTATO PER OMICIDIO È SOLO UN BEL TITOLO DA PRIMA PAGINA”, AUGIAS STRONCA LA SERIE TV SUL GENIO DEL RINASCIMENTO – LA REPLICA DI SGARBI: "IL LEONARDO DI DAN PERCIVAL E ALEXIS SWEET È UN UOMO CON LE SUE DEBOLEZZE. PECCATI VENIALI E LICENZE DELLA SCENEGGIATURA NON INTACCANO IL PROFILO PIÙ INTIMO DELL’UOMO. SI CONSOLI AUGIAS. NON SI VEDE IL RIDICOLO. QUESTO LEONARDO È TROPPO UMANO"

Vittorio Sgarbi per il Giornale

 

augias

H a fatto discutere, e fa discutere, per il successo di pubblico e per le licenze, la serie tv Leonardo diretta da Dan Percival e Alexis Sweet e interpretata da Aidan Turner e Matilda De Angelis (con Freddie Highmore, Giancarlo Giannini, Robin Renucci).

 

Già la presenza di una figura femminile deuteragonista, Caterina da Cremona, che Leonardo avrebbe ucciso, crea perplessità, come altri arbitri storici per accrescere e potenziare l' interesse narrativo. La cosa non piace per esempio a Corrado Augias: «Leonardo arrestato per omicidio è solo un bel titolo da prima pagina. Tanto più che il vecchio binomio tra amore e morte ha sempre funzionato. Questa volta però a danno dello stesso protagonista, falsandolo in modo così grossolano da mandare in malora anche l' utilità sociale dell' opera romanzesca che per i romantici giustificava le licenze narrative».

 

leonardo

È un commento severo. A me disturbano piuttosto i disegni e i dipinti improbabili, invece di convincenti fac simili, di facile elaborazione, e gli interni del Castello Sforzesco con affreschi e cortili di epoca successiva a quella di Leonardo, pur nel racconto in costumi e ambienti ricercati. L' esperienza del volo, per esempio, avviene in un cortile circolare di metà Cinquecento, trent' anni dopo la morte di Leonardo.

 

A un certo punto si vede una scala a spirale di disegno manieristico, nello stile del Vignola (1507-1573). Ma sono, nel vivace e animato racconto, particolari di interesse marginale, peccati veniali, e non compromettono una sceneggiatura sapiente e serrata, che intende illustrare la psicologia di un uomo versatile, curioso e appassionato che, attraverso la pittura, cerca di interpretare il mondo e comprenderne le ragioni ultime. È un modo per rendere la storia appassionante oltre le fonti dell' epoca.

 

sgarbi

Vasari ci dice di Leonardo tutto quanto è utile per capirne il carattere, il temperamento, l' umore, e ci racconta anche la sua continua ansia di fare altro. Scrive Vasari: «volse la natura tanto favorirlo, che dovunque e' rivolse il pensiero, il cervello e l' animo, mostrò tanta divinità nelle cose sue». Ecco, la parola «divinità». La competizione di Leonardo è con Dio, e la «divinità» delle sue creazioni è quello che pare immediatamente agli occhi di Vasari: «che nel dare la perfezzione, di prontezza, vivacità, bontade, vaghezza e grazia, nessun altro mai gli fu pari».

leonardo 4

 

È un' ammissione importante per Vasari, allievo di Michelangelo, ostile a Leonardo, che Vasari considerava il più grande degli artisti. Michelangelo, per quanto grande, aveva il limite della sua perfezione. Leonardo invece aveva una visione così ampia e così aperta che «nessun altro mai gli fu pari». «Trovasi che Lionardo per l' intelligenzia de l' arte cominciò molte cose, e nessuna mai ne finì».

 

Leonardo non voleva portare a termine, realizzare un pensiero, riprodurre una realtà in modo meccanico, con una mimesi perfetta, «parendoli che la mano aggiugnere non potesse alla perfezzione de l' arte ne le cose che egli si imaginava»: la perfezione era nella sua mente, la mano poteva trascrivere l' essenziale di quello che lui aveva sentito e intuito, non tutto, non era importante riprodurre tutto. «Con ciò sia che si formava nella idea alcune difficultà tanto maravigliose, che con le mani, ancora che elle fussero eccellentissime, non si sarebbono espresse mai». Le mani non erano sufficienti a raccontare il suo sogno, la sua visione, la sua ansia d' infinito.

leonardo 3

 

Tutto questo è già chiaro nella perfetta definizione di Vasari, che aveva colto la vera attitudine di Leonardo, così diversa da quella di ogni altro artista, accanito nel cercare la perfezione. Quando il primo sistematore della grande pittura del Rinascimento, Bernard Berenson, alla fine dell' Ottocento iniziò ad affrontare Leonardo, anche lui, come Vasari, colse una diversità evidente: «Leonardo è l' unico di cui si possa dire, e in senso assolutamente letterale: nulla toccò che non tramutasse in bellezza eterna». Anche Berenson ci pone la questione di Dio: «Qualunque cosa tocchi Leonardo diventa bellezza eterna, che si tratti della sezione di un cranio, della struttura di una foglia, dell' anatomia di muscoli, col suo istinto della linea e del chiaroscuro egli li trasfigurò per sempre in valori che creano la vita».

 

È l' obbiettivo dichiarato della serie tv, che lo trasferisce nella interpretazione umanissima e sensibile di Aidan Turner.

 

leonardo 8

I disegni di Leonardo concorrono con la vita, sono vivi. Leonardo crea vita, non riproduce la realtà. E Sebastiano Serlio, il grande studioso di architettura, conclude con una definizione che rispecchia quanto ho fin qui descritto: «Nel vero la teorica sta nell' intelletto, ma la pratica consiste nelle mani». Intelletto per i pensieri, pratica nelle mani: «perciò lo intendentissimo Leonardo Vinci non si contentava mai di cosa ch' ei facesse, e pochissime opere condusse à perfettione: e diceva sovente la causa esser questa: che la sua mano non poteva giungere all' intelletto».

 

È il limite che ci trasmette lo sceneggiato. C' è una perfetta concordia nell' interpretazione di Leonardo con le fonti storiche. Nel ricostruire la sua vita, Vasari ci racconta alcuni altri passaggi fondamentali.

 

leonardo 5

«Adunque mirabile e celeste fu Lionardo, figlio di Ser Piero da Vinci, che veramente bonissimo padre e parente gli fu, nell' aiutarlo in giovanezza. E massime nella erudizione e principii delle lettere, nelle quali egli arebbe fatto profitto grande, se egli non fusse stato tanto vario et instabile». Leonardo poteva essere un grande scrittore, un grande letterato, ma era «vario et instabile». Appena cominciava a fare qualcosa, subito si distraeva e pensava di fare altro: «percioché egli si mise a imparare molte cose e, cominciate, poi l' abbandonava».

 

Torna costantemente questa idea dell' incompiuto, dell' imperfetto che nel film è fragilità, instabilità: «Ecco nell' abbaco egli in pochi mesi ch' e' v' attese, fece tanto acquisto, che movendo di continuo dubbi e difficultà al maestro che gl' insegnava» - è tipico di Leonardo il dubbio, creare difficoltà, generare incertezza in chi gli insegna - «bene spesso lo confondeva». Il maestro si confondeva davanti a un allievo tanto critico. «Dette alquanto d' opera alla musica»: e qui emerge il suo mestiere primario, il cantautore.

 

leonardo 7

Leonardo sa che la musica è la prima espressione della creatività dell' uomo. La scrittura, l' alfabeto hanno seimilacinquecento anni, la pittura dodici-quindicimila, la musica invece è il primo modo con cui, attraverso la voce, l' uomo esprime un' emozione, un sentimento. Il dipinto rimane sulla pietra, nel mondo primitivo, la musica e la danza si esauriscono nell' hic et nunc, accadono nel momento in cui le vediamo, poi spariscono, non rimangono. Sono due arti straordinarie, effimere, come l' uomo.

 

È difficile raccontarlo; per questo la serie tv si arricchisce di spunti narrativi avventurosi in cui l' azione e le relazioni (anche quelle inventate), come dire i tempi di Leonardo, siano lo scenario per le sue idee, anche diminuendo la dimensione intellettuale dell' artista e dello scienziato che fece parlare Benedetto Croce e Giovanni Gentile di un Leonardo filosofo, quale possiamo trovare nel volume appena pubblicato da La nave di Teseo.

 

leonardo 6

All' inizio della quarta puntata, le sceneggiato restituisce a Leonardo la pienezza del suo pensiero, efficacemente parafrasato: «Ho passato tutta la mia vita cercando di avvicinarmi alla verità di Dio, attraverso la bellezza, cercando di definire e comprendere gli aspetti dell' anatomia umana con la precisione di un' equazione matematica. Ho studiato innumerevoli volti, cercando di non cogliere solo l' apparenza, ma chi sono realmente. Ho cercato nella verità di Dio anche la mia. Ho sentito la bellezza di Dio in fugaci momenti e sono convinto che viva in tutti, eppure non l' ho ancora trovata in me».

Questi pensieri chiedono di calarsi in un racconto per umanizzare Leonardo, non renderlo astratto e volto solo al pensiero e all' arte, ma dentro la vita, in una plausibile rappresentazione.

 

È un' interpretazione discutibile, ma coerente sul piano narrativo, nel tentativo di restituire il genio alla quotidianità, ai rapporti con il potere, ai tempi della vita. L' obiettivo è trasferire il genio nell' umano. Senza diminuire la tensione assoluta del rapporto con Dio. Ma il Leonardo di Dan Percival e Alexis Sweet è un uomo con le sue debolezze. Si consoli Augias. Non si vede il ridicolo. Questo Leonardo è umano, troppo umano.

leonardo 1

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

donald trump peter thiel mark zuckerberg sam altman ice minneapolis

IL NERVOSISMO È ALLE STELLE TRA I CAPOCCIONI E I PAPERONI DI BIG TECH: MENTRE ASSISTONO INERMI ALLE VIOLENZE DI MINNEAPOLIS (SOLO SAM ALTMAN E POCHI ALTRI HANNO AVUTO LE PALLE DI PRENDERE POSIZIONE), SONO MOLTO PREOCCUPATI. A TEDIARE LE LORO GIORNATE NON È IL DESTINO DELL'AMERICA, MA QUELLO DEL LORO PORTAFOGLI. A IMPENSIERIRLI PIÙ DI TUTTO È LO SCAZZO TRA USA E UE E IL PROGRESSIVO ALLONTANAMENTO DELL'EUROPA, CHE ORMAI GUARDA ALLA CINA COME NUOVO "PADRONE" – CHE SUCCEDEREBBE SE L’UE DECIDESSE DI FAR PAGARE FINALMENTE LE TASSE AI VARI ZUCKERBERG, BEZOS, GOOGLE, IMPONENDO ALL’IRLANDA DI ADEGUARE LA PROPRIA POLITICA FISCALE A QUELLA DEGLI ALTRI PAESI UE? – COME AVRÀ PRESO DONALD TRUMP IL VIAGGIO DI PETER THIEL NELLA FRANCIA DEL “NEMICO” EMMANUEL MACRON? SPOILER: MALISSIMO…

viktor orban giorgia meloni santiago abascal matteo salvini

FLASH – GIORGIA MELONI SI SAREBBE MOLTO PENTITA DELLA SUA PARTECIPAZIONE ALL’IMBARAZZANTE SPOTTONE PER LA CAMPAGNA ELETTORALE DI VIKTOR ORBAN, INSIEME A UN’ALLEGRA BRIGATA DI POST-NAZISTI E PUZZONI DI TUTTA EUROPA – OLTRE AD ESSERSI BRUCIATA IN UN MINUTO MESI DI SFORZI PER SEMBRARE AFFIDABILE ED EUROPEISTA, LA SORA GIORGIA POTREBBE AVER FATTO MALE I CONTI: PER LA PRIMA VOLTA DA ANNI, I SONDAGGI PER IL “VIKTATOR” UNGHERESE NON SONO BUONI - IL PARTITO DEL SUO EX DELFINO, PETER MAGYAR, È IN VANTAGGIO (I GIOVANI UNGHERESI NON TOLLERANO PIÙ IL PUTINISMO DEL PREMIER, SEMPRE PIÙ IN MODALITÀ RAGAZZO PON-PON DEL CREMLINO)

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…

 donald trump ursula von der leyen xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP SCHIFA L'EUROPA? E QUEL VOLPONE DI XI JINPING VUOLE USARLA PER FAR ZOMPARE L'ECONOMIA AMERICANA - IL PRESIDENTE CINESE HA FATTO UNA PROPOSTA “INDECENTE” ALLA COMMISSIONE EUROPEA DI URSULA VON DER LEYEN: “COMINCIAMO AD AVERE RAPPORTI ECONOMICI IN EURO”. TRADOTTO: LASCIATE PERDERE IL VECCHIO DOLLARO COME VALUTA DI RISERVA MONDIALE – XI SOFFIA SUL FUOCO: L’UE È IL PRIMO DETENTORE DEL DEBITO AMERICANO, PERTANTO HA IN MANO LE SORTI DELLA VALUTA USA (E QUINDI DELLA SUA ECONOMIA)

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…