delle piane negri

“MI ODIO DAI PIEDI AI CAPELLI” – LA BOMBASTICA INTERVISTA DEL 2008 DI DOTTO A CARLO DELLE PIANE – “IL MIO SOGNO PROIBITO? SETTE GIORNI CON LA FACCIA DI CLOONEY. COSI’ MANDEREI A FARE IN CULO MOLTE DONNE CHE NON NE VOGLIONO SAPERE DI ME” - CON CARLO RAMBALDI ABBIAMO SCHERZATO SUL FATTO CHE SI ERA ISPIRATO A ME PER IL SUO EXTRATERRESTRE DI SPIELBERG - IL NASO È UN DONO DI NATURA? NO. UNA TREMENDA PALLONATA IN FACCIA DA BAMBINO” - "MI OFFRIRONO UNA PARTE IMPORTANTE NE “IL NOME DELLA ROSA” MA…" - L'OSSESSIONE PER L'IGIENE- VIDEO

 

Giancarlo Dotto per la Stampa

 

carlo delle piane

Strana coppia. La faccia più dadaista del cinema italiano e la  moglie del ministro. Lui è Carlo Delle Piane, lei  Sabina Negri, ex di Calderoli, imperversante bionda da Chiambretti, autrice teatrale e ora anche attrice nella sua pièce sull’orrore chirurgico della società moderna (“Ho perso la faccia”, a Milano dal 4 novembre, al San Babila), attendibile nella parte di una siura libidinosa, incluso il vocione cavernicolo alla Sandro Ciotti.

 

Diventano definitivamente complici la sera in cui lei gli strofina la schiena con acqua e sapone nel bagno di un ristorante romano. Carlo delle Piane è un ossessivo grave. Il mondo per lui è un agguato permanente. Mani contagiose ovunque. Quella sera aveva incrociato tre comici molto espansivi. Aldo, Giovanni e Giacomo lo  riconoscono e prendono a tastarlo per la felicità, pacche e abbracci. Delle Piane s’incupisce, si sente mancare, chiama Sabina. Implora. “Accompagnami in bagno”. E’ il rito lustrale dell’acqua che purifica.

carlo delle piane sabina negri

 

In mancanza di un Gange sotto casa, si ricovera in qualunque bagno pubblico. Non a lavarsi, ma a scorticarsi vivo. A strapparsi letteralmente la pelle. Ha le tasche piene di kleenex, non tocca mani, soldi, carte di credito, accendini, nemmeno il proprio. Sistema tre sigarette in fila sul tavolo e se le fa accendere dagli altri.  Stasera è di ottimo umore. Ha incredibilmente intrecciato le mani con i compagni di scena a fine spettacolo, nella chiamata in proscenio.

 

Resta l’inflessibile divieto a varcare il suo camerino. Sabina è l’eccezione. La vuole vicino a sé. Ogni tanto la sfiora con una carezza lieve sulla fronte, il massimo che gli è consentito. Fumano come ciminiere allegre. Igienista ma non salutista, Delle Piane. A 72 anni e 60 di carriera è pronto a ricevere dalle mani (in questo caso farà un’eccezione) del presidente della Repubblica, prossimo 14 novembre, il premio “Vittorio De Sica”. Un vero signore. Mi fa passare davanti all’ingresso del ristorante.

“Ma mica per educazione. Così la porta la tocca lei...”

 

 

Stare dentro un corpo. Nel suo caso, un ring per fobici o per folli.

“Con gli anni mi ci sono affezionato. Lo tengo in ordine. A 72 anni non ho  rotoli, un filo di pancia. Certo, è quello che è, un corpicino non modellato al meglio...Coltivo un sogno da sempre vivere almeno una settimana con le fattezze di George Clooney”.

carlo delle piane

Cosa non le piace del suo corpo?

“Tutto. Dai capelli ai piedi”.

Che cosa farebbe in quella settimana con la faccia di Clooney?

“Intanto manderei a fare in culo le molto donne che non ne vogliono sapere di me”.

 

Le farebbe cadere ai suoi piedi per poi respingerle?

“Si...Intendiamoci, ho un grande rispetto per le donne. Quei pochi rapporti che ho avuto, sono stati sempre molto sofferti. Colpa del mio carattere. Si stancavano di me. Del mio egoismo”.

Geloso?

“Delle mie cose, dei miei dischi, dei miei libri, delle mie case, del mio telefono anche”.

Geloso del telefono?

“Impedivo loro di toccare qualunque cosa. Le vedevo sul set o nel residence dove dormo ogni tanto. Loro si sentivano delle prostitute e mi lasciavano....E’ la mia mania dell’igiene. Era così anche mia madre. La trovavo a mezzanotte che strofinava i vetri”.

 

Più che una casa, un bunker di filo spinato.

 “Non sto bene con me stesso, più gli anni passano e mi deprimo. Non è tanto la sofferenza della solitudine, quanto la consapevolezza di questo mio carattere. Vivo isolato...E’ la mia fatica di andare avanti”.

carlo delle piane 5

A un certo punto si presenta in scena in bermuda e camicia a fiori. Boato del pubblico in sala. Sembra di rivedere Pecorino, l’asimmetrico monello dei film con Totò.

“A salvarmi dalla depressione e dal rancore è quella che io chiamo la mia amica follia. Se dovessi rinascere vorrei essere un delfino, immerso in ogni secondo della mia vita nell’acqua profonda dell’oceano. Pulito che più pulito non si può, dentro e fuori. Ci parlo con il delfino che è in me”.  

Parla con il delfino che è in lei?

“Fino a qualche tempo era un rapporto conflittuale, non capivo, ero stordito. Oggi mi sento meno inquinato, mi sento più delfino”.

C’è anche un passaggio nello spettacolo in cui fa il verso a E.T.

“Ci abbiamo scherzato con Carlo Rambaldi a Procida sul fatto che si era ispirato a me per il suo extraterrestre di Spielberg. Non ho mai avuto il complesso della mia bruttezza, ma da giovane quando mi segnavano per strada non capivo se lo facevano per ammirazione o per dire: “dove cazzo va quell’alieno”. 

Il sesso è sfrenata corporalità. Proibitivo per un fobico.

“Non è il mio caso”.

carlo delle piane

 

Chiede le analisi del sangue alle sue fidanzate?

“Qualcosa del genere. Superati i test igienici, il corpo della donna mi piace. Mi lascio andare. Il rimpianto è un altro. Aspetto che i miei nipoti crescano per spiegare loro perché non li ho mai abbracciati, perché non ho mai giocato con loro”.

Gli ossessivi si vedono di solito quando vanno a letto.

“Mi lavo molto. A furia di lavarmi, ho le mani logore, rovinate...Dormo completamente nudo da sempre. Non mi addormento subito. Rivedo ogni volta il film della giornata, tutte le persone con cui mi sono comportato male e mi rimprovero”.

L’incidente automobilistico del ’73. In coma per un mese. Il lento risveglio.

“Un anno, prima di tornare alla normalità. In questi casi qualcosa nel cervello è toccato in modo irreversibile”.

 

Mai pensato a un’analisi, magari interminabile?

“Il papà di una mia amica è un grande psicanalista, ma ho sempre evitato per la paura di essere condizionato. Io sono un credente a modo mio. Ho un rapporto diretto con l’aldilà. Con la Madonna soprattutto ci parlo spesso....Non mi confesso, non racconto i miei fatti a un estraneo che magari è peggio di me, ma prendo la comunione. Con le mie precauzioni...”.

Quel naso, si fa per dire, è un dono di natura?

“No. Una tremenda pallonata in faccia da bambino. Certo, non è che prima avessi un nasino alla francese. Più che un naso, lo definisco un percorso improbabile”.

 

Deve tutto a Pupi Avati.

“Gli devo molto. Ma anche lui mi deve molto. Certi suoi personaggi, senza di me rischiavano il patetico”.

Scopre con Pupi Avati di essere un grande attore o ne aveva già il sospetto?

carlo delle piane

“Dopo l’incidente, a metà degli anni ’70, ero sempre incazzato. Pensavo di avere delle qualità, mi sentivo pronto per ruoli importanti, più impegnativi”.

 

Erano gli anni in cui figurava nelle locandine di “Siamo tutti pomicioni”, “I sette magnifici cornuti”, “La signora gioca bene a scopa?”. Si era lasciato un po’ andare. 

“Anni di confusione. Poi con Pupi la svolta. In America impazzirono per “Una gita scolastica” e “Regalo di natale”. Sembravo una star americana. Mi applaudivano per le strade di Miami. “Un attore straordinario da Oscar”, scrissero i giornali locali”.

 

Suona strano che alla festa del cinema di Roma non ci sia uno spazio dedicato ai sessant’anni di Delle Piane.

“Me lo sarei meritato, ma il cinema italiano non mi ha mai dato un cazzo. Solo premi, tanti premi”.

La coppa Volpi a Venezia per “Regalo di Natale”.

“Era così sicuro di vincere Walter Chiari, che la notte prima aveva festeggiato con i suoi amici. Stavo a casa con mia madre, a Roma, dovetti partire in fretta e in furia”.

Ha dovuto stringere molte mani quella sera.

“Purtroppo sì”.

 

giancarlo dotto

Gioca a poker?

“Si, mi piace. L’ideale al tavolo è Alessandro Haber. Perde sempre”.

Pupi non l’ha chiamata per il suo ultimo film.

“Si è allontanato da me da un po’ di anni. Non lo so perché, chiedetelo a lui...”.  

Ha lavorato con i più grandi,Totò, Sordi, Gassman, Mastroianni, Aldo Fabrizi.

“Il più grande di tutti era Alberto Sordi. Ma l’unico con cui ho avuto una frequentazione al di fuori del set è stato Aldo Fabrizi. Un attore molto sottovalutato. Ostico ai più per la sua sincerità”.

 

Rapporto col denaro?

“Pessimo. Non so curare i miei interessi. Mi offrirono una parte importante ne “Il nome della rosa”, un cast prestigioso con Sean Connery. Mi avrebbero dato anche un coach per imparare l’inglese. Ci pensai una notte e poi rifiutai: non ce la faccio”.

Il solitario pensionato di “Nessun messaggio in segreteria” s’inventa di vendere casa per scambiare due chiacchiere con qualcuno. Autobiografico?

“Per niente. Io non farei entrare nessuno in casa mia. Sabina mi dice sempre con affetto: “Tu vivi su un albero”. Si, vivo su un albero, ma per una mia scelta. Perché mi fa schifo quello che c’è sotto”.

 

carlo delle piane 9

(Sabina): “Mi ha conquistato di lui che, pur sentendosi un delfino, non è mai uno fuori dal mondo. L’ho sentito piangere al telefono per quello che stava capitando ai bambini del Rwanda, come fossero a casa sua...”.

 

 

 

 

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…

manfredi lefebvre d'ovidio dovidio aponte, palenzona bisignani porro scaroni cimbri costamagna brachetti peretti, caltagirone nagel jes staley nicole junkerman stella li mara carfagna

ALTA SOCIETÀ, BASSA MAREA - NON AVENDO UN CAZZO DA FARE (O MOLTI AFFARI DA CONCLUDERE), 700 PERSONAGGI ILLUSTRI SONO SALITI A BORDO DELLA "CRYSTAL SYMPHONY" PER LA ZUPPA DI NOZZE DELL’ARMATORE ITALO-MONEGASCO MANFREDI LEFEBVRE D'OVIDIO – 5-GIORNI-5 DI UN’INDICIBILE CROCIERA DA CIVITAVECCHIA A MALTA CHE HA VISTO LA PARTECIPAZIONE DI APONTE, PALENZONA, BISIGNANI, NICOLA PORRO, SCARONI, CIMBRI, COSTAMAGNA, BRACHETTI PERETTI, BERNABÈ, PASSERA, DOMPÉ, MARA CARFAGNA, MARCO CARRAI; CILIEGINA SULLA TORTA: LA GLACIALE STRETTA DI MANO TRA CALTAGIRONE E NAGEL - PIÙ PICCANTE LA PRESENZA A BORDO DI DUE PERSONAGGI CHE HANNO AVUTO A CHE FARE CON JEFFREY EPSTEIN: L'EX CEO DEL COLOSSO BANCARIO BRITANNICO "BARCLAYS", JAMES STALEY, CHE GESTIVA PERSONALMENTE IL PATRIMONIO MULTIMILIONARIO DEL FINANZIERE PORCONE. E LA SPLENDIDA NICOLE JUNKERMAN, NONCHÉ CONTESSA BRACHETTI PERETTI, CHE PER 20 LUNGHI ANNI E' STATA AMICA DEL DEFUNTO DEPRAVATO...

rocco basilico - nicoletta zampillo - leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - FERMI TUTTI! COLPO DI SCENA NELLA TRIBOLATISSIMA “SUCCESSION” DEGLI EREDI DEL VECCHIO – DAGOSPIA PUÒ RIVELARE CHE NICOLETTA ZAMPILLO, VEDOVA DEL VECCHIO, CON UNA LETTERA AL BOARD DI DELFIN, HA DECISO DI DISCONOSCERE LA CESSIONE DEL 12,5% DELLE QUOTE DELLA HOLDING AL FIGLIO ROCCO BASILICO, AVUTO DAL MATRIMONIO COL BANCHIERE PAOLO BASILICO, APPOGGIANDO L’ALTRO FIGLIO LEONARDO, AVUTO DALLE SUCCESSIVE NOZZE COL PATRIARCA DI LUXOTTICA: “L’ATTO È STATO DA ME STIPULATO A SOLI TRE GIORNI DALLA MORTE DEL MIO COMPIANTO MARITO, ERA UN MOMENTO NEL QUALE, ANCORA DEVASTATA DAL DOLORE, NON ERO IN GRADO DI VALUTARE LA PORTATA E LE CONSEGUENZE” – LA MOSSA DELLA ZAMPILLO ARRIVA DOPO CHE ROCCO BASILICO HA FATTO RICORSO ALLA CORTE DEL LUSSEMBURGO PER BLOCCARE L’OPERAZIONE CON CUI LEONARDINO HA OTTENUTO L’OK PER PRENDERSI IL 25% DELLE QUOTE DI DELFIN DAI FRATELLI LUCA E PAOLA – NELLA LETTERA LA ZAMPILLO AGGIUNGE: “CON L’AUSILIO DEI MIEI CONSULENTI HO APPRESO CHE LA VALIDITÀ GIURIDICA DI QUELL’ATTO È FORTEMENTE DUBBIA…”

giuseppe del deo andrea pignataro spionaggio dossier

DAGOREPORT - IL MISTERO PIGNATARO S’INGROSSA - LO ZAR DEL GRUPPO ION, COLOSSO GLOBALE NEL SETTORE DEI SOFTWARE, DEI DATI FINANZIARI E DEL FINTECH, HA DATO L’ENNESIMA PROVA DI MANTENERE FEDE ALLA SUA OSSESSIONE PER LA RISERVATEZZA - RULLO DI TAMBURI, FIATO ALLE TROMBE: IL 30 APRILE SCORSO “IL MILIARDARIO OSCURO” HA LIQUIDATO L’EX SPIONE DI STATO, GIUSEPPE DEL DEO, DALLA CARICA DI PRESIDENTE ESECUTIVO DI CERVED SPA, CON UNA LETTERINA INVIATA AI “CLIENTI” (CHE PUBBLICHIAMO) - CERTO, LA SOCIETÀ NON È QUOTATA IN BORSA, COME DEL RESTO TUTTE LE AZIENDE DELL’INTRICATISSIMA RETE GLOBALE DI PIGNATARO, E QUINDI NON HA NESSUN OBBLIGO DI ‘’TRASPARENZA’’ - MA LE POLEMICHE POLITICHE E MEDIATICHE SEGUITE ALLO SBARCO DI DEL DEO ALLA CERVED, IL CUI CORE-BUSINESS È LA RACCOLTA, ELABORAZIONE E DISTRIBUZIONE DI INFORMAZIONI ECONOMICO-FINANZIARIE, UTILIZZATE DA BANCHE, AZIENDE E ISTITUZIONI, BEH, RIENTRAVA PER LO MENO NELLA SFERA DELL’OPPORTUNITÀ DARNE COMUNICAZIONE…