ornella vanoni vittorio feltri

“MI SCAPPA LA PIPÌ, DOVE CAZZO VADO A FARLA?” – NEL SUO NUOVO LIBRO VITTORIO FELTRI RACCONTA QUELLA VOLTA CHE ORNELLA VANONI SI ANDO’ A “LIBERARE” DIETRO UNA PIANTA DURANTE UNA CERIMONIA: “FECE IL TUTTO CON UNA DISINVOLTURA INVIDIABILE IN MEZZO A CENTINAIA DI PERSONE INGESSATE” – "UN’ALTRA VOLTA PRIMA DI ESIBIRSI MI DISSE: 'SAI CHE NON MI RICORDO COSA CAZZO DEVO CANTARE?" – GLI SPINELLI A CENA E LA CANZONE “L’APPUNTAMENTO”: “PERCHE’ MI ROMPI SEMPRE I COGLIONI CON QUESTA?” – VIDEO

 

Da “il Giornale”

 

vittorio feltri cover

S' intitola Com' era bello l'inizio della fine. I grandi incontri della mia vita (in uscita oggi per Mondadori) ed è il nuovo libro di Vittorio Feltri che contiene il racconto dei suoi incontri con alcuni personaggi celebri: da Fausto Bertinotti a Umberto Veronesi, da Nadia Toffa ad Antonio Di Pietro fino a Giulio Giorello e molti altri. Per gentile concessione dell'editore e dell'autore, anticipiamo qui il ritratto di Ornella Vanoni.

 

Ornella Vanoni è sempre stata la mia cantante preferita, ero un ragazzino e lei già una cantante che cominciava ad affermarsi quando l'ho vista per la prima volta in tv, e subito ne sono rimasto colpito. La sua voce era tanto particolare che poteva sembrare un po' afona, in verità era molto melodica.

 

Allora amavo la musica leggera, invece oggi la detesto perché le canzoni mi risultano tutte uguali, ripetitive e noiose. Poi sono cresciuto, mi sono trasferito a Milano per lavoro e finalmente ho conosciuto di persona Ornella, della quale mi hanno affascinato anche l'eleganza, il tatto, il modo cortese di rapportarsi agli altri. Erano i primi anni Novanta quando siamo capitati in uno stesso ristorante e ci siamo salutati, lei mi conosceva per via della mia professione, abbiamo fatto quattro chiacchiere. Un giorno mi invitò a casa sua, in largo Treves, a Milano, un appartamento magnifico.

ORNELLA VANONI

 

Quella sera eravamo soltanto in tre, oltre alla padrona di casa eravamo Maria Luisa Trussardi e io. Ornella era sola e tesseva anche un po' l'elogio della solitudine, sebbene poi avesse rammentato con malinconia e tenerezza alcuni dei suoi compagni, incluso il cantante Gino Paoli, di cui parlava con grande affetto.

 

Mi sono fatto l'idea in quel momento che Ornella Vanoni fosse immortale. Insomma, beveva il suo vino, fumava i suoi spinelli, come ci aveva confessato, era una donna completamente disinibita, talmente libera da non essere in sintonia con la sua generazione, una che se ti deve mandare a quel paese lo fa in due secondi lordi. Mi appariva una dea.

VITTORIO FELTRI

 

Si è creato tra noi un feeling, spesso la incontravo nei ristoranti, allora univamo le compagnie. Un giorno un club di Varese mi regalò un cavallo splendido, tra gli invitati alla cerimonia di consegna c'era anche Vanoni. A un certo punto, la dea, ancora nel bel mezzo della manifestazione, mi si avvicina e mi dice: «Vittorio, mi scappa la pipì, dove cazzo vado a farla?». Eravamo in un giardino e io, per scherzare, le ho risposto: «Ti posso dare un consiglio. Vedi, qui c'è un bel prato, lì una bella pianta, vai e sistema la pratica». E Ornella lo ha fatto.

 

NUDO DI ORNELLA VANONI VIAGGIATORI SERA

Nascosta dietro la pianta che le avevo indicato si è sollevata la gonna e si è liberata. Va da sé che chiunque avrebbe potuto vederla, dato che l'arbusto la celava appena. E fece il tutto con una disinvoltura invidiabile. Da quel pomeriggio è lievitata enormemente la mia simpatia nei suoi confronti, pure perché quello di fare la pipì ovunque, senza scomporsi, è più un atteggiamento maschile che femminile, una donna che lo faccia con quella nonchalance, in mezzo a centinaia di persone ingessate, è del tutto inusuale e quindi pure divertente.

 

NUDO DI ORNELLA VANONI VIAGGIATORI SERA

Adoro la sua brillantezza. Una volta ho partecipato a una trasmissione televisiva in cui lei avrebbe dovuto cantare, anch' io ero sul palco ed ecco che arriva un'altra confessione: «Vittorio, sai che non mi ricordo cosa cazzo devo cantare?». Ed ecco che arriva un altro mio consiglio: «Intona una canzone qualsiasi che ti venga in mente». Come sempre fu un successo clamoroso. Mi è capitato più volte di ascoltarla dal vivo e devo ammettere che è una dominatrice della scena, non soltanto per le sue qualità canore ma altresì per l'ironia, ha sempre la risposta pronta, è più rapida di un comico nel tirare fuori la battuta, tutto le riesce naturale. La sua spontaneità disarma. Osservandola mi sono persuaso che, se fossi nato donna, sarei stato Ornella Vanoni, mentre se Ornella Vanoni fosse nata uomo, sarebbe stata Vittorio Feltri. Entrambi ce ne infischiamo altamente di ciò che pensa la gente sul nostro conto.

ornella vanoni senza fine.

 

Una sera ero a cena al Baretto e sul tavolino avevo il mio tablet con il quale ascoltavo un po' di musica per rilassarmi. Mi stavo deliziando con le note di una delle sue canzoni, L'appuntamento, la più struggente oltre che in assoluto la mia prediletta, quando entra nella sala proprio Ornella Vanoni. Allora io le faccio notare questa strana coincidenza e lei: «Vittorio, con tutte le canzoni belle che ho fatto mi rompi sempre i coglioni con questa!».

 

feltri

L'ho seguita anche al Festival di Sanremo del 2021, dove Ornella era ospite d'onore. Alla sua veneranda età conserva una voce potentissima nonché la spontaneità, la disinvoltura e l'ironia ineguagliabili. Oggi per me Vanoni è ancora una dea, quantunque l'abbia vista fare la pipì, cosa che dovrebbe renderla ai miei occhi più umana.

 

Spero che continui a cinguettare perché quando la sento cantare è come se io regredissi insieme a lei alla mia giovinezza, in quanto le sue note mi riportano a tempi che non rimpiango ma che pure erano pieni di piccole cose andate perdute che mi hanno dato gioia e conforto.

 

ornella vanoni

Ornella Vanoni mi ha insegnato che si possono canticchiare le cosiddette «canzonette» senza diventare stucchevoli, banali e melensi. Vanoni interpreta l'amore, però soprattutto la solitudine, quella che prova e vive ella stessa. La solitudine è anche la via per creare, è legata un po' a un dolore esistenziale, non specifico, e ti fornisce la carica per essere più umano. Ed è questa umanità, ossia questa sensibilità, a farti luccicare allo sguardo del pubblico

ornella vanoni senza fine. ornella vanoni 1STREHLER VANONIVANONI TOGNAZZIVANONI PAOLI

 

vanonivirginia raffaele ornella vanoniornella vanoni 1ornella vanoni in i viaggiatori della seravanoni walter chiarivanoni toquinho vinicius de moraesplaymen ornella vanoniornella vanoni, fiorello e amadeusornella vanoni e amadeusornella vanoniornella vanoniOrnella Vanoni Giorgio Strehler playboy ita ornella vanoniornella vanoni e gino paoli

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...