mara venier

“ALLA MIA ETÀ NON DEVO DIMOSTRARE PIÙ NIENTE: QUEST’ANNO SO’ PURE UN PO’ CECATA, ME VOGLIO DIVERTI’” - MARA VENIER TORNA IL 15 SETTEMBRE CON “DOMENICA IN” E, COME GIA’ RIVELATO A DAGOSPIA, TORNA A PARLARE DELLA SUA ESTATE “DA INCUBO” PER L'EMORRAGIA ALLA RETINA DELL’OCCHIO DESTRO E LE SUCCESSIVE 3 OPERAZIONI: “ME NE ASPETTANO ALTRE DUE. L'UMORE NON È DEI MIGLIORI. SONO TUTTA TV E MEDICI, MA LAVORARE MI AIUTA A DISTRARMI” – LA PUZZA DI ALCOL DI GLENN FORD E "L’INSOPPORTABILE" NAOMI CAMPBELL: “LE AVEVAMO DATO 40 MILIONI DI LIRE, E DUE RISPOSTE DAMMELE NO?!”

https://www.dagospia.com/rubrica-2/media_e_tv/quot-zia-quot-mara-venier-racconta-dagospia-sua-ldquo-estate-de-405698.htm

 

 

Renato Franco per corriere.it - Estratti

 

mara venier

Per Mara Venier «è stata un’estate complicata, diciamo pure da incubo». L’incubo è iniziato a luglio. «Avevo cominciato da poco a girare il film di Ferzan (Ozpetek), avevo dei fastidi all’occhio, vedevo male ma pensavo fosse colpa degli occhiali sempre sporchi. Non ci ho fatto caso, non gli ho dato peso, è stato un errore mio, se avessi capito subito che qualcosa non andava avrei guadagnato tempo».

 

La diagnosi?

«Un’improvvisa emorragia alla retina dell’occhio destro che nel giro di 5 giorni si è espansa sempre di più. Un lunedì sera guardando la tv mi sono resa conto che vedevo solo metà televisore, ho chiuso l’occhio sinistro e mi sono accorta che non vedevo niente: tutto scuro, tutto nero. La mattina dopo ero già in sala operatoria».

mara venier

 

Ora come sta?

«Pochi giorni fa ho fatto la terza operazione, me ne aspettano altre due. È una cosa lunga, sperando di riguadagnare la vista. Ora vedo qualcosa, ma ancora molto sfuocato. Sono in buone mani, ma è stato un trauma».

 

L’umore?

«Non è dei migliori, mi ha aiutato l’impegno nel film di Ozpetek, dal punto di vista psicologico lavorare mi ha fatto bene, mi ha spinto a reagire e andare avanti. Per due volte sono stata operata e il giorno dopo ero sul set. Si addiceva al personaggio, con gli occhiali, sempre dimessa e struccata». Sorride: «Perfetta per il ruolo».

 

Le cause?

ozpetek mara venier

«Ho fatto analisi, controlli, tac, ma a oggi non abbiamo capito perché è successo. Io penso ci sia una componente di stress».

 

Per aggiungere altro stress ora comincia la nuova edizione di «Domenica In» (al via il 15).

«Ma no, lavorare mi aiuta a distrarmi. Passo il tempo tra una riunione di redazione e una visita di controllo: sono tutta tv e medici. Cerco di vedere il bicchiere mezzo pieno, non sono più una bambina e qualche acciacco d’altra parte devo pur averlo».

 

Con «Domenica In» non riesce proprio a smettere?

«Anche quest’anno avevo deciso di non farla più, ma non so dire di no. Questa però sarà davvero l’ultima, anche se lo dico da sei anni. Giuro: questa è l’ultima, è una promessa che faccio prima di tutto a me stessa».

 

(...)

 

zucchero mara venier

Ha intervistato tutti: l’ospite più difficile?

«Beh, Naomi Campbell è stata insopportabile: non voleva rispondere a niente, è arrivata con 8 ore di ritardo e a ogni domanda continuava a ripetere is my privacy. Le avevamo dato quaranta milioni di lire, e due risposte dammele no?!».

 

L’ospite più generoso?

«Ricordo Tony Curtis incontrato in una suite al Four Seasons, dicevano che avevo solo mezzora. Lui si è presentato in mutandoni, giacca da smoking e guanti da driver: era divino e non andava più via. Mi voleva invitare a cena, ma io parlavo quattro parole in croce di inglese».

 

La delusione?

«Andammo a casa di Glenn Ford, una villa stupenda a Beverly Hills. Ci fece aspettare, poi ci ha ricevuto in camera da letto: era tutto buio, tutto cupo, c’era una flebo, una puzza di alcol tremenda, il pappagallo per i bisogni sotto il letto. Fu il crollo di un mito. Ho guardato i miei e me ne sono andata via. Quel momento però mi è rimasto impresso per sempre, mi ha fatto capire Hollywood e lo star system: li vedi e li immagini come imperatori, ma alla fine sono tutti soli e infelici».

mara venier

 

Tempo di bilanci: l’orgoglio professionale?

«Ero conosciuta solo come la compagna di Renzo (Arbore), non venivo certo considerata per il mio valore, ma perché ero la fidanzata di un grande. Avevo un complesso di inferiorità nei suoi confronti, ero insicura, non avevo grandi ambizioni — non sono ambiziosa, tutto mi è capitato per caso. Grazie a Renzo arrivai alla Domenica In 1993-94 e improvvisamente diventai una che conta, ero considerata, quel riconoscimento mi ha reso molto orgogliosa. Con la mia prima Domenica In ho dimostrato di valere qualcosa, se dopo tanti anni sono ancora qua vuol dire che qualcosa di buono l’ho fatto».

 

La delusione più grande?

«Quando la Rai mi chiuse la porta in faccia: signora Venier lei è troppo vecchia, non ci serve più. Il direttore di allora, Giancarlo Leone, disse chiaramente al mio agente che ormai Mara Venier rappresentava una televisione vecchia, non andavo più bene. Fu un colpo tremendo, improvviso. Una settimana prima mi avevano detto che avremmo parlato del futuro e invece poi nessuno mi ha più risposto al telefono».

 

A chi deve dire grazie?

«In quel momento mi ha salvata Maria (De Filippi). Mi chiamò per Tú sí que vales, dovevo fare una sola puntata e sono rimasta tre anni, conquistando un pubblico più giovane, da lì sono rinata. E poi la Rai mi ha richiamato. Il mio agente in sede di trattativa mi disse che non dovevo dire subito di sì, ma a cena con il dg Orfeo e il direttore Teodoli dopo due bicchieri di prosecco ho ceduto di schianto».

 

mara venier ghali

Il bilancio sentimentale?

«In amore non ho avuto delusioni, ho amato e sono stata riamata incondizionatamente. Ho sempre seguito il cuore, non ho mai calcolato nulla. Con Renzo siamo uniti come non mai, lui ogni tanto mi ricorda che sono sposata, ma sono legata a un uomo intelligente (Nicola Carraro), che non ha gelosie retroattive e mi lascia libera di voler bene alle persone che ho amato. Voglio bene a Renzo, a Jerry (Calà)».

 

Pure a Jerry Calà? Nonostante lui l’abbia tradita già alla vostra festa di matrimonio?

«Jerry me ne ha fatte di tutti i colori, ma ormai è un fratello, è famiglia. Mi rende molto orgogliosa avere vicino a me le persone che ho amato».

 

(...)

 

Tanti partner in tv: con chi ha legato di più e con chi di meno?

mara venier jerry cala

«Mi sono sempre trovata bene con tutti. Pippo (Baudo) è stato un maestro di televisione, Renzo un maestro di cuore: mi spronava a essere me stessa. Non posso dimenticare Corrado, aveva qualcosa di diverso: una persona normale, empatica, generosa, ironica. L’ho adorato».

 

Tra 50 anni dove si vede? Inferno, Paradiso o ancora «Domenica In»?

«Sono più da Paradiso che da Inferno, dai. Però mi vedo bene ancora a Domenica In».

E meno male che poche righe fa aveva promesso di smettere.

mara venier melania rizzoli vittorio feltrimara venier e la figlia con ultimomara veniermara venier simona venturamara veniermara venier (2)mara venier mara venier nicola carraro (6)jerry calà mara veniermara venier simona ventura mara venierBARBARA D'URSO MARA VENIERmara venier francesco bechis

 

renzo arbore e mara venier a domenica in show2mara venier renzo arbore franco schipani

Ultimi Dagoreport

vespa meloni berlusconi

DAGOREPORT - VABBE’, HA GIRATO LA BOA DEGLI 80 ANNI, MA QUALCOSA DI GRAVE STA STRAVOLGENDO I NEURONI DI "GIORGIA" VESPA, GIA' BRUNO - IL GIORNALISTA ABRUZZESE, PUPILLO PER DECENNI DEL MODERATISMO DEMOCRISTO DEL CONTERRANEO GIANNI LETTA, CHE ORMAI NE PARLA MALISSIMO CON TUTTI, HA FATTO SOBBALZARE PERFINO QUELLO SCAFATISSIMO NAVIGATORE DEL POTERE ROMANO CHE È GIANMARCO CHIOCCI – IL DIRETTORE DEL TG1, PRIMO REFERENTE DELLA DUCETTA IN RAI, E’ RIMASTO BASITO DAVANTI ALL’”EDITORIALE” DEL VESPONE A "CINQUE MINUTI": "DAZI? PER IL CONSUMATORE ITALIANO NON CAMBIA NULLA; SE LA PIZZA A NEW YORK PASSERÀ DA 21 A 24 EURO NON SARÀ UN PROBLEMA". MA HA TOCCATO IL FONDO QUANDO HA RIVELATO CHI È IL VERO COLPEVOLE DELLA GUERRA COMMERCIALE CHE STA MANDANDO A PICCO L’ECONOMIA MONDIALE: È TUTTA COLPA DELL’EUROPA CON “GLI STUPIDISSIMI DAZI SUL WHISKEY AMERICANO’’ - VIDEO

elon musk donald trump matteo salvini giorgia meloni

DAGOREPORT - LE “DUE STAFFE” NON REGGONO PIÙ. IL CAMALEONTISMO DI GIORGIA MELONI NON PUÒ PIÙ PERMETTERSI DI SGARRARE CON MACRON, MERZ, URSULA, CHE GIÀ EVITANO DI CONDIVIDERE I LORO PIANI PER NON CORRERE IL RISCHIO CHE GIORGIA SPIFFERI TUTTO A TRUMP. UN BLITZ ALLA CASA BIANCA PRIMA DEL CONSIGLIO EUROPEO, PREVISTO PRIMA DI PASQUA, SAREBBE LA SUA FINE -  UNA RECESSIONE PROVOCATA DALL’AMICO DAZISTA TRAVOLGEREBBE FRATELLI D’ITALIA, MENTRE IL SUO GOVERNO VIVE SOTTO SCACCO DEL TRUMPUTINIANO SALVINI,

IMPEGNATISSIMO NEL SUO OBIETTIVO DI STRAPPARE 4/5 PUNTI AGLI ‘’USURPATORI’’ DELLA FIAMMA (INTANTO LE HA “STRAPPATO” ELON MUSK AL CONGRESSO LEGHISTA A FIRENZE) - UN CARROCCIO FORTIFICATO DAI MEZZI ILLIMITATI DELLA "TESLA DI MINCHIA" POTREBBE FAR SALTARE IN ARIA IL GOVERNO MELONI, MA VUOLE ESSERE LEI A SCEGLIERE IL MOMENTO DEL “VAFFA” (PRIMAVERA 2026). MA PRIMA, A OTTOBRE, CI SONO LE REGIONALI DOVE RISCHIA DI BUSCARE UNA SONORA SCOPPOLA…

luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - LA CACCIA GROSSA AL LEONE DI TRIESTE INIZIA COL CDA DEL 24 APRILE MA SI CONCLUDERÀ A MAGGIO CON L’OPS DI MPS-CALTAGIRONE-MILLERI SU MEDIOBANCA CHE, UNA VOLTA ESPUGNATA COL SUO 13% DI GENERALI IN PANCIA, APRIRÀ LA VIA A CALTARICCONE PER ARRIVARE AL COMANDO DEL PRIMO FORZIERE D’ITALIA (843 MILIARDI) – CHE SUCCEDERA' QUANDO SCENDERANNO IN CAMPO I PEZZI GROSSI: ANDREA ORCEL DI UNICREDIT E CARLO MESSINA DI INTESA? - INTANTO, OGNI GIORNO SI REGISTRA UNO SCAZZO: SE IL PROXY ISS SOSTIENE MEDIOBANCA, IL PROXY GLASS LEWIS INVITA GLI AZIONISTI A PUNTELLARE MPS - (POTEVA MANCARE L’ANGOLO DEL BUONUMORE CON DAVIDE SERRA DEL FONDO ALGEBRIS?)…

zuppi sinodo claudio giuliodori ruini bergoglio

DAGOREPORT – ATTENZIONE: SI AGGIRANO CORVI SUL CUPOLONE – CON BERGOGLIO ANCORA CONVALESCENTE, L’ALA CATTO-CONSERVATRICE DI RUINI SI È “VENDICATA” SUL LIBERAL ZUPPI: SUL DOCUMENTO NON VOTATO DALL’ASSEMBLEA SINODALE CI SAREBBERO INFATTI LE MANINE DELL’EX CAPO DELLA CEI AI TEMPI DI BERLUSCONI. COME? NEL PORTARE A SINTESI I TEMI DISCUSSI NEL LUNGO CAMMINO SINODALE, SONO STATI SBIANCHETTATI O “AGGIRATE” QUESTIONI CRUCIALI COME IL RUOLO DELLE DONNE NELLA CHIESA, LA TRASPARENZA SUGLI ABUSI E L’OMOSESSUALITÀ. PIÙ DI UN VESCOVO HA CRITICATO L’ASSENZA NEL TESTO DELLA SIGLA “LGBTQ” – LA MIGLIORE SPIEGAZIONE SUL CAMBIO DI CLIMA LA DA' UN PORPORATO ANZIANO: "ANNI FA, ALLA FINE AVREMMO ABBOZZATO E VOTATO..."

donald trump giorgia meloni

DAGOREPORT - CERCASI DISPERATAMENTE TALE MELONI GIORGIA, DI PROFESSIONE PREMIER, CHE DEFINIVA “UN’OPPORTUNITÀ” LA MANNAIA DEL DAZISTA TRUMP - DOVE È ANDATA A NASCONDERSI L’’’ANELLO DI CONGIUNZIONE’’ TRA AMERICA FIRST E L’EUROPA DEI "PARASSITI?" A CHE È SERVITA LA SUA “SPECIAL RELATIONSHIP” CON LO PSICO-DEMENTE DELLA CASA BIANCA CHE CINGUETTAVA: “MELONI È UN LEADER E UNA PERSONA FANTASTICA”? - CHE FOSSE TAGLIATA FUORI DAI GIOCHI, LA REGINA DI COATTONIA DOVEVA FICCARSELO IN TESTA QUANDO L’ALTRO GIORNO HA CHIAMATO URSULA PER SCONGIURARLA DI NON RISPONDERE CON I CONTRO-DAZI AL TRUMPONE. LA KAISER DI BRUXELLES LE HA RISPOSTO CON PIGLIO TEUTONICO CHE LA DECISIONE FINALE SULLA POLITICA COMMERCIALE DELL’UNIONE APPARTIENE SOLO A LEI. COME A DIRE: "A COSETTA NON T’ALLARGA’, QUI COMANDO IO!" - ED ORA “IO SONO GIORGIA” SI TROVA A DOVER AFFRONTARE UNA GUERRA COMMERCIALE CHE TOCCA MOLTO DURAMENTE LA SUA BASE ELETTORALE, E NON SOLO QUELLA CHE VIVE DI EXPORT, COME AGRICOLTURA, LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE, I TESSILI. UN BAGNO DI SANGUE E, IN PROSPETTIVA, UNA CATASTROFE POLITICA…

donald trump matteo salvini

FLASH! CHE FINE HA FATTO IL PIÙ TRUMPIANO DEL REAME, OVVERO MATTEO SALVINI? MENTRE I MERCATI CROLLANO PER LA TEMPESTA DEI DAZI SCATENATA DAL CALIGOLA DI MAR-A-LAGO, CON PIAZZA AFFARI CHE PERDE IL 3,6%, IL LEADER DELLA LEGA HA PERSO LA VOCE, DOPO CHE PER SETTIMANE HA DIFESO A SPADA TRATTA LE FOLLI POLITICHE DEL TYCOON. SOLO DUE GIORNI FA AFFERMAVA CHE “IL VERO NEMICO PER LE AZIENDE ITALIANE NON È TRUMP MA LE FOLLI IMPOSIZIONI DI BRUXELLES”. E ORA? – LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE DEL NORD, CHE HANNO SEMPRE VOTATO LEGA, COSA FARANNO? DOMENICA AL CONGRESSO DEL CARROCCIO, SENZA SFIDANTI, SALVINI SARÀ CONFERMATO SEGRETARIO. MA PER IL TRUMPUTINIANO MATTEO SONO IN ARRIVO CAZZI AMARI...