olga tokarczuk peter handke

“IL NOBEL? UN PREMIO IGNORANTE CHE FA STRAGE DI LETTERATURA” – MARCELLO VENEZIANI ARMA LA PENNA E STRONCA LA MASSIMA ONORIFICENZA LETTERARIA AL MONDO: “ANCHE QUEST'ANNO TRIONFA IL POLITICAMENTE CORRETTO. VINCONO HANDKE E TOKARCZUK, POLACCA VERDE E DI SINISTRA, CHE VUOLE ‘SUPERARE I CONFINI’. CHI NON SI ALLINEA, DA TOLSTOJ A JOYCE O A UNGARETTI, VIENE DA SEMPRE IGNORATO. MEGLIO IL PREMIO IKEA CON VERSI SMONTABILI E TESTI RICOMPONIBILI DIRETTAMENTE A CASA VOSTRA"

Marcello Veneziani per “la Verità”

peter handke 9

 

Dopo l' incidente sessista dell' anno scorso, avevate dubbi che avrebbero premiato una donna col Nobel per la letteratura? Magari verde, fan di Greta... Così è stato, con Olga Tokarczuk, polacca, verde, «di sinistra», che scrive «per superare i confini», premiata in tandem con Peter Handke.

 

Si va per gender e non per valore, per messaggio ideologico e non per qualità. L' anno scorso la massima onorificenza letteraria al mondo non fu assegnata per una palpatina sessista compiuta dodici anni prima. Si può bloccare un evento letterario planetario per un episodio di molestie sessuali, sottomettere il genio alla mannaia del Me too? Non l' hanno fatto neanche a Hollywood dove sono più fricchettoni correct, dopo la vicenda Weinstein, ben più devastante perché toccava pure gli Oscar mentre qui non ci sono premiati abusanti o abusati sessualmente. Nella fattispecie è un mistero il nesso tra la grande letteratura e la piccola libidine di un fotografo, marito di una componente della giuria del premio. In passato la mancata assegnazione del Nobel fu per ragioni come una guerra mondiale; da ultimo invece è avvenuto per una toccatina al culo.

 

VENEZIANI

Direbbe Sigmund Freud che siamo nella fase anale della letteratura...

Ma sul Nobel torno su un mio chiodo fisso, ben più grave della censura ai molestatori. Se vediamo l' elenco dei premiati dal 1901 a oggi, scopriamo decine di autori premiati ignorati dai posteri, dimenticati dalla Letteratura, irrilevanti o marginali. Ma quel che è peggio, il premio più prestigioso del mondo ha dimenticato o rimosso quasi tutto il grande Novecento letterario. Vi faccio alcuni nomi. Vi dice niente uno come Marcel Proust o come Franz Kafka, o come James Joyce oppure Oscar Wilde? Il Nobel li ha ignorati. La stessa sorte, la stessa omertà, ha colpito giganti come Eugene Ionesco e Aldous Huxley, Paul Valéry e G.K. Chesterton, George Orwell ed Ezra Pound, Ernst Junger e Louis-Ferdinande Céline.

peter handke 8

 

Niente Nobel. Per non dire di Leon Bloy ed Henri de Monterlhant, Fernando Pessoa e Yukio Mishima, Emil Cioran e Gottfried Benn, George Bernanos e Stefan Zweig, Karl Kraus e Hugo von Hofmannsthal, e Lev Tolstoj fino a J.R.R.Tolkien... L' elenco potrebbe continuare tra i vertici della letteratura mondiale negati a Stoccolma. Non è stata risparmiata nemmeno la letteratura italiana, dove il Nobel ha dimenticato i due poeti italiani più amati e imitati al mondo, Gabriele D' Annunzio e F.T.Marinetti.

 

marcello veneziani

Prima di loro il Nobel ha trascurato Giovanni Pascoli e poi Giuseppe Ungaretti; andando random, non c' è traccia di Curzio Malaparte e Cesare Pavese, Giovanni Papini e Giuseppe Prezzolini, Giovannino Guareschi e Dino Buzzati e tanti altri.

Sorprendono invece i premiati: da Grazia Deledda a Dario Fo, poi un po' meglio con Salvatore Quasimodo e soprattutto con Eugenio Montale e per fortuna o per errore ci sono pure i nostri Giosuè Carducci e Luigi Pirandello.

 

Ma i quattro quinti della nostra grande letteratura sono stati ignorati dagli svedesi.

Curiosi pure i filosofi premiati col Nobel: un trittico, Bertrand Russell, Henri Bergson e Jean-Paul Sartre (che rigettò il premio), ma parlando di letteratura filosofica perché escludere grandi scrittori di filosofia come Benedetto Croce, José Ortega y Gasset, Miguel de Unamuno, George Bataille, Roger Callois, Gabriel Marcel.

peter handke 6

 

Insomma il Nobel è una strage di letteratura, un premio ignorante. In molti casi di assegnazione o di non assegnazione, ha contato il politically correct se consideriamo che quasi nessun grande autore scomodo è stato premiato, se non prima del tempo in cui si è reso imperdonabile (penso a Knut Hamsun o a W.B.Yeats e a Aleksandr Solzenicyn, prima che attaccasse il materialismo occidentale) e la stragrande maggioranza dei grandi non premiati e da me citati non erano certo progressisti, liberal, dem e marxisti.

MARCELLO VENEZIANI

In compenso si sono dati premi di genere o etnici (del tipo quest' anno si premia una donna, magari femminista, o si dà un premio terzomondista all' autore di un Paese povero).

 

Insomma la presa per i fondelli del Nobel è cominciata molto prima del palpatore Jean-Claude Arnault. Ma la Svezia è la patria del politically correct, più degli Stati Uniti, come testimoniò uno studioso svedese, Jonathan Friedman nel suo libro Politicamente corretto, la cui moglie, ricercatrice, fu accusata di razzismo solo perché documentò che in Svezia è stata un fallimento la politica multiculturale d' accoglienza dei migranti.

Il razzismo presunto è ex aequo alla palpatina del Nobel tra i peccati mortalmente scorretti.

 

olga tokarczuk 9

I verdetti, emessi da 18 svedesi, decretano da più di un secolo i falsi destini della letteratura e proclamano i presunti «Grandi» salvo poi essere smentiti dai lettori, dal tempo che è galantuomo e dai critici.

 

In realtà il Nobel è importante non per la letteratura ma per l' entità economica e dunque per i diretti interessati, a cui cambia la vita: un sacco di soldi, celebrità, conferenze e traduzioni... Con tutto il rispetto per l' intelligenza svedese, visto che capite poco di capolavori ed eccellenze letterarie, lasciate stare la letteratura, dedicatevi all' Ikea dove siete leader. Applicatevi ai mobili in serie, a basso costo, alle viti, ai bulloni, ai montaggi fai da te. Al posto del Nobel funzionerebbe meglio il Premio Ikea, con versi smontabili e testi ricomponibili direttamente a casa vostra.

peter handke 2peter handke 1olga tokarczuk 8olga tokarczuk 1handkehandkeolga tokarczuk 6olga tokarczuk 10olga tokarczuk 2olga tokarczuk 3olga tokarczuk 4olga tokarczuk 5olga tokarczuk 7peter handke 5

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni camillo ruini

FLASH – PERCHÉ GIORGIA MELONI HA UN INFERMIERE CHE ABITUALMENTE VA DA LEI? IL CARDINAL CAMILLO RUINI, NELL’INTERVISTA RILASCIATA A CAZZULLO, HA FATTO UNA RIVELAZIONE “DELICATA”: “CON GIORGIA MELONI C’È UN’AMICIZIA VERA, CI MANDIAMO SEMPRE A SALUTARE. L’INFERMIERE CHE VIENE DA ME PER CURARMI VA ANCHE DA LEI”. ORA, È NORMALE CHE UN 95ENNE DALLA SALUTE FRAGILE ABBIA BISOGNO DI UN CONTINUO SOSTEGNO SANITARIO. MA LA PREMIER, 49ENNE? HA ANCORA GLI OTOLITI IN FIAMME?

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? - LA MISURA ERA COLMA: NON SOLO PER IL DELIRIO DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO” DEL CSM, LIQUIDATO AL PARI DI UN'ASSOCIAZIONE A DELINQUERE, MA ANCHE PER IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI CHE, DOPO AVER CHIESTO DI ABBASSARE I TONI AL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA, IERI SERA E' TORNATA ALLA CARICA CON UN VIDEO CONTRO I MAGISTRATI - BENCHE' NOMINATO VICEPRESIDENTE DEL CSM DALLA DESTRA, IL LEGHISTA FABIO PINELLI NON POTEVA NON REAGIRE: SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – E NORDIO ABBASSO' LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” - VIDEO

antonio tajani friedrich merz ursula von der leyen manfred weber

DAGOREPORT – A FORZA DI FARE IL "MAGGIORDOMO" DI CASA MELONI, ANTONIO TAJANI È FINITO IN CUL DE SAC (E NON C’ENTRA SOLO L'ANTI-TRUMPISMO DI MARINA BERLUSCONI): TRATTATO DALLA DUCETTA COME UN VOYEUR E SPEDITO A WASHINGTON ALLA RIUNIONE DEL ''BOARD OF PEACE'' A FARE L'"OSSERVATORE", IL MINISTRO DEGLI ESTERI FA INCAZZARE IL PARTITO POPOLARE EUROPEO, DI CUI È VICEPRESIDENTE – DA WEBER A MERZ, IL ''BOARD OF PEACE'' È L'ENNESIMO SCHIAFFO DI TRUMP AI VALORI DELLA DEMOCRAZIA – IL TENTATIVO DISPERATO E FALLITO DELLA MELONA DI COINVOLGERE MERZ PER NON LASCIARE TAJANI AD ESSERE L'UNICO MINISTRO PRESENTE DEI GRANDI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA - IL CONTATTO TRA CONSIGLIERI DIPLOMATICI SULL’ASSE ROMA-BERLINO: I TEDESCHI HANNO RICORDATO A PALAZZO CHIGI LE "PERPLESSITA'" SULL'''OPERAZIONE COLONIALISTA'' DI TRUMP ESPRESSE DALLA SANTA SEDE DI PAPA LEONE...

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…