beatrice luzzi signorini merlo

“NON C’È DA MERAVIGLIARSI PER LE CONDOGLIANZE ANTICIPATE AL GRANDE FRATELLO” – FRANCESCO MERLO AL VELENO SU “BEATRUCE” LUZZI, CHE HA CHIESTO DI DARE L’ESTREMO SALUTO ALLA EX SUOCERA CHE, NON ANCORA MORTA, LE SEMBRAVA PIÙ DI LÀ CHE DI QUA: “NELLO SFATTO MELODRAMMA DEL GRANDE FRATELLO, CON QUESTO SIGNORINI TUTTO PRESO E COMPRESO DAL LUTTO IMMINENTE, PERSINO LA MORTE ALTRUI È UNA PATACCA, UNA PANTOMIMA DA SCIACALLETTI DELL’AUDIENCE, IETTATORI CON LA PATENTE DI PIRANDELLO E DI TOTÒ”

 

Lettera di un lettore a “Repubblica”

beatrice luzzi e il saluto all ex suocera al grande fratello 4

Caro Francesco Merlo, al “Grande Fratello” sono andate in onda le condoglianze anticipate.

 

Una opinionista ha chiesto di dare l’estremo saluto alla ex suocera che, non ancora morta, le sembrava più di là che di qua. «Se ne andrà in queste ore» diceva, e preferiva rimanere al GF anziché al capezzale della moritura. Signorini le ha chiesto: «Come si chiamava?». «Laura». «Ciao Laura». Sorrisi, applausi. Sipario.

Giuliano Guida Bardi — Cagliari

 

francesco merlo

Risposta di Francesco Merlo

«Ammazzala, quant’è lunga st’agonia», diceva Ettore Petrolini che, da vivo, dava per morto se stesso, chiamava la propria malattia di cuore «la signora Angina» e al prete che gli si avvicinò con l’olio santo: «Adesso sì che sono fritto».

 

Ma era un modello di comicità macabra mentre quello del Grande Fratello è un modello di idiozia macabra, il peggio del grottesco televisivo fatto di moine, di mossette e di musetti, una falsa incontinenza di emozioni con piccoli gemiti e singhiozzi trattenuti, lacrime furtive e subito sorrisi di risarcimento perché “al pubblico piace chi piange e mai chi si compiange”.

beatrice luzzi

 

La regia è di Alfonso Signorini che — ricordate? — pubblicava le foto in panza e braghe di chi parlava male di Berlusconi, che invece era ritratto come un re. Con lui, in Italia, anche il gossip è diventato un trucco politico ed è stato addomesticato pure il retroscena. Non c’è da meravigliarsi dunque, caro Giuliano, per quelle che felicemente definisci “le condoglianze anticipate”, il seppellimento della viva. Nello sfatto melodramma del Grande Fratello , con questo Signorini tutto preso e compreso dal lutto imminente, persino la morte altrui è una patacca, una pantomima da sciacalletti dell’audience, iettatori con la patente di Pirandello e di Totò.

FRANCESCO MERLO

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