giacomo manzù

“PAPÀ NON SOPPORTAVA LA MARZOTTO; UNA VOLTA ALL’AMBASCIATA AMERICANA, LE DISSE: MI RICORDO DI LEI, È L’AMANTE DI GUTTUSO. E SE NE ANDO’” – GIULIA MANZONI RACCONTA IL PADRE GIACOMO MANZU’, GIGANTE DELLA SCULTURA DEL ‘900 - "BEVEVA CHAMPAGNE SENZA SOSTA FINO ALL’ALBA E GIRAVA SEMPRE CON UN MILIONE DI LIRE  IN TASCA. QUANDO I MIEI SI SEPARARONO L’HO VISTO PIANGERE COME UN RAGAZZINO" – GLI INCONTRI CON ANDREOTTI E COSSIGA, LE CAMICIE “SGARGIANTI SPESSO IMPATACCATE DI CRETA”, LA CASA DI APRILIA (ORA IN VENDITA) E IL LAVORO IN VATICANO: “SUBÌ UN SACCO DI INGERENZE, MA PAPA RONCALLI GLI DISSE..."

Beba Marsano per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

giacomo manzu

Lui, bergamasco, il suo Olimpo lo trovò a mezz’ora da Roma: Campo del Fico ad Aprilia, poggio vista mare foderato di macchia in un «silenzio divino». Lo comprò e vi costruì la casa della vita. Una dimora a un solo piano di quasi 700 metri quadri, più il laboratorio grande quasi il doppio, in 20 ettari di terra: il regno di Giacomo Manzù (1908-1991), gigante della scultura del Novecento.

 

Giulia Manzoni, presidente della fondazione intitolata al padre (che volle declinarsi il cognome in dialetto), vive ancora qui. Forse, per poco. «La proprietà, smisurata per me sola, è in vendita (richiesta iniziale 4,5 milioni di euro, ndr ); l’atelier, però, è vincolato, ci stanno i suoi ferri e qualche gesso». Qui anche le ceneri dello scultore, traslate nel 2020 dal vicino museo di Ardea, custode delle oltre 400 opere donate da Manzù allo Stato italiano nel 1979.

giacomo manzu famiglia

 

Quando lei nacque suo padre era già artista di fama. Come lo ricorda?

«Sebbene non fosse per niente alto, da piccola lo vedevo grande, grandissimo. Per me era un semidio, non riuscivo a riconoscere in lui la figura paterna; provavo soggezione, quasi timore e cercavo la sua attenzione in ogni modo, anche maldestro, facendo per esempio i dispetti a mio fratello Mileto».

 

Che tipo era?

marta marzotto

«Sicuro, autoritario, solitario e di poche parole; col suo vocione lo sentivo dare ordini a collaboratori e domestici, ma quando i miei genitori per un periodo si separarono l’ho visto piangere come un ragazzino».

 

Sua madre — Inge Schabel, danzatrice classica, tedesca di Monaco di Baviera — ne è stata musa, compagna, complice, collaboratrice...

«Si conobbero a Salisburgo, in quel momento lei era modella di Oskar Kokoschka.

A dispetto dei quasi trent’anni di differenza, fu subito amore folle, estremo, perverso per dinamiche psicologiche, come emerge dalla biografia di mamma, Lo scultore e la ballerina».

 

Manzù la ritrasse un’infinità di volte secondo la sua pratica di operare per cicli: gli Amanti, la Danza, i Cardinali, le Crocifissioni. Quale, tra tutte, l’opera più sofferta?

guttuso marta marzotto

«La Porta della Morte per San Pietro in Vaticano. Lo impegnò per quasi vent’anni, anni di ripensamenti, cambi di rotta, tensioni con la commissione vaticana per le continue ingerenze che ne limitavano la libertà; quando papà fu sul punto di mollare, papa Giovanni gli disse: tu non ascoltarli e fai come vuoi».

 

I due che rapporti avevano?

«Confidenziali; erano della stessa città, Bergamo, nati entrambi in famiglie povere; si assomigliavano pure, sembravano fratelli».

 

Manzù era cattolico e comunista.

«Era uomo di fede e di alti principi morali, premio Lenin per la Pace 1966; leggeva tutti i giorni l’Unità , per lui non esistevano altri giornali».

 

giacomo manzu famiglia copia

 

In un’intervista disse: «Io non credo all’ispirazione, la lascio ai dilettanti; credo solamente nel lavoro». Era così?

«Considerava se stesso un artigiano e l’arte un mestiere. Ogni giorno — come un impiegato o un operaio — andava in studio o in fonderia, ne aveva fatta costruire una qui, in tenuta. Colle Manzù comprendeva tutto il suo mondo: l’atelier, la casa, gli affetti. Era uomo stanziale e di famiglia; il suo posto preferito la cucina, dove lo trovavi spesso a mangiare pane inzuppato nel latte».

 

(…)

Cosa lo divertiva?

«Fare la spesa. Una volta alla settimana andava ad Anzio con l’autista nelle sue botteghe di fiducia — il macellaio, il pescivendolo, gli alimentari — e al ritorno tirava fuori tutto come fosse un bottino. A volte si metteva a cucinare i piatti di quando era bambino, cose pesantissime: minestroni con orzo e fagioli che bollivano per cinque-sei ore e sughi con cipolle, non una, ma dieci; lui andava oltre in tutto. Anche nel bere».

 

Esagerava?

giulia manzoni figlia di manzu

«Esagerava. Beveva champagne, in certi periodi fin dal mattino; ne ordinava una cinquantina di casse alla volta da Chiarotti a Roma e le stipava in cantina, voleva stare tranquillo. Mamma era disperata, lo portò a disintossicarsi in Germania; i medici gli tiravano le orecchie, ma il fegato non stava poi così male. All’ultimo dovette accontentarsi di un vinello bianco locale diluito con acqua».

 

Con mostre, riconoscimenti, committenze internazionali del massimo prestigio, Giacomo Manzù, amato da critica e mercato, viene baciato dal successo in vita.

«Ne era orgoglioso, ma ugualmente insoddisfatto. Viveva un eterno conflitto tra ciò che voleva e ciò che faceva. Quando si sentiva sconfitto dalla materia, distruggeva con rabbia quel che non gli riusciva e lo vedevamo rientrare in cucina mesto, con le mani blu».

giacomo manzu 79

 

La pagina più dolorosa, la morte di Pio...

«...il figlio avuto dalla prima moglie Tina, designer di automobili di grande talento.

Fu Pio a progettare per la Fiat la 127. Ebbe l’incidente in autostrada, vicino a Torino, forse un colpo di sonno, su una 500 modificata da lui, aveva trent’anni. Quando arrivò la notizia fu uno choc. Papà si attaccò alla bottiglia e fumava tantissimo, come conseguenza ebbe una specie di ischemia. Quando si chiudeva nel dolore tendeva a distruggere e a distruggersi».

 

Era un proverbiale misantropo. Evitava i viaggi, usciva poco, rifuggiva da salotti e mondanità, ma non visse da isolato.

«Venivano a trovarlo in tanti; critici come Cesare Brandi, politici come Andreotti e Cossiga, anche Christian Barnard, al quale fece il ritratto. E gli amici, da Dino De Laurentiis con Silvana Mangano a Renato Guttuso accompagnato dalla moglie Mimise. Papà non sopportava la Marzotto; una volta, a un ricevimento all’ambasciata americana, lei lo avvicinò cinguettando: Maestro, si ricorda di me? Certo — rispose — lei è l’amante di Guttuso. Quindi girò i tacchi e la piantò lì».

 

Quali scultori apprezzava?

giacomo manzu 59

«Due: Picasso per la genialità nel lavorare tutti i materiali e Fidia per i panneggi, tutto ciò che era movimento lo affascinava».

 

I suoi maggiori collezionisti?

«In Italia Gianni Agnelli, Carlo Ponti, che acquistò buona parte degli studi preparatori per la Porta della Morte, e Pietro Barilla, che commissionò a Manzù la sua unica opera astratta, Grandi pieghe al vento, colosso di 12 metri d’altezza; prima doveva andare in America, poi all’ingresso dello stabilimento di Parma, alla fine, non ricordo il perché, è rimasta da noi».

 

(…)

Altri vezzi?

«Avere in tasca, pure in casa, almeno un milione di lire, indossare camicie sgargianti spesso impataccate di creta e farsi fare scarpe su misura, anche se poi non le metteva.

giacomo manzu 69

Come quella volta a Milano, per l’inaugurazione dell’opera fatta realizzare da Campari, che uscì dal Principe di Savoia in ciabatte. E io mi vergognai da morire».

giacomo manzu 34giacomo manzu 3GIACOMO MANZU - SENZA TITOLOLOLLO MANZU'giacomo manzu 68

Ultimi Dagoreport

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…

francesco de dominicis vittorio de pedys

FLASH - NULLA ACCADE A CASO: FRANCESCO DE DOMINICIS, GIA' RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DELLA FABI, VA A GUIDARE LE RELAZIONI ESTERNE DI SIMEST, CHE SOVRINTENDE ALL'INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE - A VOLERLO E' STATO IL PRESIDENTE DI SIMEST, VITTORIO DE PEDYS, VICINO A FRATELLI D'ITALIA - DE DOMINICIS FU SOSPETTATO DI ESSERE LA "TALPA" DEL GAROFANI-GATE, CIOE' DI AVER SPIFFERATO A "LA VERITA'" DI BELPIETRO LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCO GAROFANI, CONSIGLIERE DI MATTARELLA, CHE A UNA CENA PRIVATA PARLAVA DEL FUTURO DEL PD INVOCANDO UNO “SCOSSONE” (CHE “LA VERITÀ” TRASFORMO' IN UN FANTOMATICO PIANO DEL QUIRINALE CONTRO MELONI)

marco rubio giorgia meloni donald trump jd vance vaticano papa leone xiv pietro parolin

DAGOREPORT – MARCO RUBIO ATTERRERÀ GIOVEDÌ A ROMA NON TANTO IN QUALITÀ DI SEGRETARIO DI STATO AMERICANO, BENSÌ COME CANDIDATO AL DOPO TRUMP – RUBIO SA BENISSIMO CHE LA SUA CORSA ALLA CASA BIANCA È PERDUTA SENZA IL DECISIVO VOTO DEI CATTOLICI AMERICANI, CHE NON HANNO PRESO PER NIENTE BENE L’IGNOBILE GUERRA A COLPI DI INSULTI DELL’IDIOTA-IN-CAPO A PAPA LEONE – UNA VOLTA OTTENUTO DA TRUMP IL VIA LIBERA PER IMBARCARSI PER ROMA, RUBIO È RIUSCITO A STRAPPARE UN INCONTRO CON IL SUO OMOLOGO DELLA SANTA SEDE, IL CARDINALE PIETRO PAROLIN, MA IL DISCO VERDE PER UN’UDIENZA AL COSPETTO DEL TOSTISSIMO PAPA PREVOST NON C’È, PER ORA – PER L’ARRIVO DI RUBIO, L’AMBASCIATORE USA (IN VACANZA) IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, STA ORGANIZZANDO UNA BELLA CENETTA CON I MINISTRI TAJANI E CROSETTO – PER RUBIO UN INCONTRO PREVISTO ANCHE CON LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” CHE, VISTI I NEGATIVISSIMI SONDAGGI ITALIANI SUL PRESIDENTE PIÙ MENTECATTO DELLA STORIA, L’HA MOLLATO AL SUO DESTINO RINCULANDO A TESTA CHINA TRA LE BRACCIA DELL’EUROPA….

meloni giuli buttafuoco venezi biennale

DAGOREPORT! LA MELONA È INCAZZATISSIMA CON PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PRESIDENTE DELLA BIENNALE. LA MINCHIATA DI RIAPRIRE IL PADIGLIONE RUSSO HA MESSO IN GROSSA DIFFICOLTÀ LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” CON LA CORRENTE PRO-UCRAINA DEI CAMERATI D’ITALIA CAPEGGIATA DALL’EMINENZA DI PALAZZO CHIGI, GIOVANBATTISTA FAZZOLARI (CONIUGATO CON UNA SIGNORA UCRAINA) – L’UNIONE EUROPEA HA REVOCATO I DUE MILIONI DI FINANZIAMENTO ALLA RASSEGNA. E LA DUCETTA SI È RITROVATA GETTATA NEL "BUTTAFUOCO INFERNALE" DIVENTATO BANDIERA DELLA SINISTRA (ALTRO CHE ALFIERE DELL’EGEMONIA DELLA DESTRA) - LA BATOSTA PER LA DUCETTA E’ POLITICA: I SONDAGGI DANNO PERSO IL COMUNE DI VENEZIA CHE, DOPO IL CASO BEATRICE VENEZI, SI RITROVA SPUTTANATA LA SUA BIENNALE (LA CITTÀ DEL DOGE HA SEMPRE VOTATO A SINISTRA FINO ALL’ARRIVO DI BRUGNARO) - ORA CHE SI FA? ALLA VERNICE DEL 5 MAGGIO CI SARA’ ANCORA BUTTAFUOCO, CHE NON INTENDE RASSEGNARE LE DIMISSIONI. DOPO IL BUCO NELLA LAGUNA DEGLI ISPETTORI DI GIULI, A RIMUOVERE IL RIBELLE SICULO CI PENSERA', DOPO IL 5 MAGGIO, IL BUON FAZZOLARI - LA LETTERA A BUTTAFUOCO CON L'ELENCO DEGLI ARTISTI RUSSI IN CARCERE...

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani nicole minetti carlo nordio

DAGOREPORT – DOPO IL REFERENDUM, IL DILUVIO: IL VOTO DEL 22-23 MARZO HA APERTO UNA VORAGINE CHE STA INGHIOTTENDO GLI INQUILINI DI PALAZZO CHIGI, MENTRE SI RESPIRA GIA' ARIA DI SMOBILITAZIONE NEGLI APPARATI DI STATO - OGNI GIORNO C’È UNA CADUTA D'IMMAGINE PER IL GOVERNO MELONI (DAL CASO PIANTEDOSI-CONTE A QUELLO MINETTI, DAGLI SCAZZI TRA GIULI E BUTTAFUOCO AL RIBALTONE IN MPS FINO ALLO SPIONE DEL DEO), A CUI SI AGGIUNGE L'IMPLOSIONE DI FRATELLI D'ITALIA E LA GUERRA DI LOGORAMENTO DI SALVINI E LE VELLEITÀ MODERATE DELLA NUOVA FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI – PER LA DUCETTA LA PAURA DI CROLLARE E DI FINIRE DI COLPO DALL'ALTARE ALLA POVERE, COME E' GIA' SUCCESSO PER RENZI, SALVINI, DI MAIO E CONTE, E' ALTISSIMA - A LIVELLO INTERNAZIONALE, DOPO IL “VAFFA” DI TRUMP, LA DUCETTA È ISOLATA (MERZ NON SI FA TIRARE PER LA GIACCHETTA) E NON HA PIÙ UN EURO DA SPENDERE PER LE MANCETTE PRE-ELETTORALI – SOLO L’INAZIONE DELL’OPPOSIZIONE LE PERMETTE DI STARE ANCORA INCOLLATA A PALAZZO CHIGI E, GRAZIE ALL’APPARATO MEDIATICO “FIANCHEGGIATORE”, DI “INSABBIARE” MOLTE BEGHE POLITICHE. MA GLI ITALIANI NON HANNO L’ANELLO AL NASO: SONO LORO A PAGARE 2 EURO AL LITRO IL GASOLIO…