eva robins

“LA PRIMA VOLTA CHE VIDI IL PISELLO CHE S’INDURIVA, PENSAVO DI AVERE UNA QUALCHE FORMA DI MALATTIA” - EVA ROBIN’S CI ACCOMPAGNA NELLE SUE MUTANDE E NEL SUO PASSATO HOT: "LA PRIMA VOLTA CHE HO FATTO L’AMORE AVEVO UNDICI ANNI, ERO CON UN ARCHEOLOGO CHE MI AVEVA INCANTATO MOSTRANDOMI TUTTI I MINERALI. LUI ERA UN POCHINO PIU’ GRANDE: MI HA INIZIATA, NESSUNA VIOLENZA. ALL’EPOCA NON ERA CONSIDERATA UNA MOLESTIA" - "FILM PORNO? MI HANNO PROPOSTO CINQUE FILM DA GIRARE IN DIECI GIORNI. UNA QUANTITÀ ESAGERATA DI DENARO E C’ERA ANCORA LA LIRA. RISPOSI CHE NON AVEVO I GENITALI COSÌ…" - FOTO PORCELLINE 

Marina Perzy per DIVA E DONNA

 

EVA ROBINS

Libera, trasgressiva, scandalosa, discreta nello stesso tempo, nasce uomo all’anagrafe, ma vive da donna. La prima ermafrodita ora si dice transgender con entrambi i sessi che la resero un’icona degli anni ottanta. Tra bellezza, intelligenza, simpatia e bravura, debutta come cantante, si afferma come attrice, in cinema con grandi registi, in teatro in ruoli impegnati e drammatici. In tv la scopre Gianni Boncompagni e Irene Greco. Il suo rapporto con l’amore tra uomini e donne. Vittorio Sgarbi rivela a Non è la D’Urso, una storia a tre di molto tempo fa riportandola alla ribalta. Non ama i reality e ora poteva entrare nel GFVIP.

EVA ROBINS E MOANA POZZI

 

L’incontro al Grand Hotel et de Milan, tra lusso ed eleganza nella sua stanza e iniziamo dal bagno specchiandoci e confrontando i segni del tempo e quali creme sono le migliori. Erano gli anni ottanta, al tempo di Belle al Bar quando la vidi la prima volta a Roma, la conobbi con Atina Cenci, era bellissima e anche adesso tiene il passo. Preferiamo poi la stanza da letto tanto che le ho scattato una foto nell’armadio. Sempre simpatica e imprevedibile.

 

EVA ROBINS

Da bambina, anzi da bambino com’eri? Con cosa giocavi?

Diciamo i classici: soldatini, le bambole…non giocavo con i maschi ma con le femmine.

 

Pensavi di fare l’attrice fin da allora?

Sono cresciuta e allevata in due collegi il primo di suore e l’altro di preti quando già ero alle medie e diciamo che sono stata addestrata al ballo e alla recitazione fin da bambino, nel collegio dove mi trovavo, c’erano i saggi e già interpretavo ruoli femminili.

 

Eri un maschietto fino a che età?

Verso i tredici quattordici anni, ho fatto la transizione.

 

Sei stata sempre molto riservata, un contrasto con il periodo che viviamo dove trash e confessioni mirabolanti impazzano o mi sbaglio?

Sì forse da una parte, ma per esempio nelle interviste mi lascio andare come se facessi una seduta psicoanalitica, facendo il punto della situazione, e dicendo anche cose a volte inaudite.

ROCCO SIFFREDI E EVA ROBINS

 

Tornando indietro al collegio, che ricordi hai, ora si chiama bullismo… tu lo hai subito?

Mi isolavo, scappavo, io non sono molto un animale da gruppo ecco perché non ho mai fatto i reality. Facevo delle escursioni in questa soffitta enorme, ci potevi girare in bicicletta, piena di cose, arredi, scenografie, tessuti, costumi, sentivo e respiravo il profumo del palcoscenico, scaffali immensi, lì era il mio mondo privato, il mio posto incantato. Io ero sempre molto delicata, non mi aggregavo ai giochi così detti maschili, mi comportavo come una principessa, va da sé che ero sempre presa dal più forte del gruppo…non sessualmente naturalmente, ma c’erano già questi ruoli predestinati.  

VITTORIO SGARBI E EVA ROBINS

 

A proposito di sesso, c’è sempre l’età, dove ci scopre e si osserva il nostro corpo, com’è stata per te la prima volta che hai preso confidenza con te stessa/o?

La differenza intendi dire? La prima volta che vedevo il pisello che s’induriva, pensavo di avere una qualche forma di malattia, sai le suore non ci educavano sessualmente, poi cercando e verificando il confronto con i miei compagni capii, che avevano anche loro quella malattia lì!

 

I tuoi genitori, la tua famiglia? Parlami di loro

Avevo solo mia madre, quando mi ha partorito, mio padre se ne era già andato, e lei era felice di averlo abbandonato, dato che non lo voleva più; lo aveva trovato a letto con la sua migliore amica proprio mentre era incinta di me.  Lei aveva un albergo a Lugo di Romagna che gestiva, i miei fratelli, un maschio e due femmine, figli di altro padre, erano invece gestiti dalla nonna. Con loro un rapporto però nullo, sparpagliati e con strade diverse. Da adulta ho rivisto e frequentato mio padre, era un playboy, un bellissimo uomo, soprannominato faccia d’angelo.

eva robins vittorio sgarbi

 

Diciamo che per discesa (alchimia) le assomigli un po’?

Diciamo più ascesa…! Sì il carattere è molto simile, anche le fattezze del viso, mia madre era sicuramente più maschile, erano una bellissima coppia. Mia madre però è stata il genitore fantastico, la figura più importante una spalla vera per me. Lei mi ha sempre accettato.

 

Questo tuo convivere con le tue due parti, l’equilibrio che dici di avere, un tuo bilancio?

EVA ROBINS

Due parti incedibili: una era la vanità e Robertino era la testa che governava la parte quella più frivola…vanitosa. Insieme facevano la forza.

 

A distanza nel tempo pensi sia stato un privilegio, o un ostacolo avere le due possibilità di vivere sesso e sentimenti? Ripensamenti?

Alcuni durante la transizione spesso hanno crisi e bisogno di sostegno psicologico, non è stato il mio caso, io no, la crisi lo avuta più nei momenti di défaillance amorosa, perdevo il centro di me stessa, solo se qualcuno interferiva in campo affettivo, altrimenti sono sempre stata molto solida.

 

EVA ROBINS

Parliamo allora d’amore come lo hai vissuto o vivi. Ricordo durante i famosi anni 80 i ragazzi soprattutto per te impazzivano, ma tu come hai vissuto l’amore nelle diversità tra uomo e donna?

Passando da esaltazione a distruzione nello stesso tempo. Le ustioni d’amore le ho avute con gli uomini, con le donne mi sono accompagnata, fortificata, confrontata e sono stata sostenuta dalle donne; gli uomini mi hanno sempre fatto perdere il senno, per cui io li vivo male, come una catastrofe nella mia fase interiore.  

 

Perché cosa ti fanno scattare?

EVA ROBINS

La paura per esempio di essere abbandonata per qualcun altro, invece con le donne non mi sentivo così, ero più temprata più sicura, meno esposta, l’uomo è il mio punto debole. Poi oltremodo ora con la maturità non sono interessata all’uomo figura intera, ma solo la zona genitale in caso, quella scoperta lì, per il resto non sono coinvolta; con le donne avevo un universo da scoprire e su cui appoggiare così da crescere; con gli uomini invece mai non mi hanno mai fatto crescere ma scivolare verso l’abisso.

 

EVA ROBINS

L’opposto delle donne che solitamente vogliono mettere su famiglia con un uomo, forse sapevi non poterlo fare ed eri così più vulnerabile?

Dimentichi che io sai sono sempre stata educata da maschietto, quindi ho la testa di un uomo…con un corpo da donna…non sono di testa una donna!

 

Chiaro! Della fedeltà che ne pensi?

La vedo non nelle azioni, la fedeltà per me è intesa nel non tradire il rapporto con gli amici, nell’uomo, per carità ho sbagliato tante volte perché confessavo le mie trasgressioni con altri e il rischio era o perdere il rapporto o prendere dei gran ceffoni! Mi sono fatta furba. Io sono infedele nel lato sessuale ma fedele nei sentimenti, ora ho diverse relazioni, con ognuna taccio dell’altro.

 

EVA ROBINS

Come persona come ti definisci in generale?

Una con molti entusiasmi e molte passioni, che vive alla giornata e il momento che sto calpestando, con qualche ombra su come procederà il resto dell’esistenza …ma diciamo non è il mio tema psicanalitico questo.

 

Una delle tue passioni è dipingere quando non fai teatro e i tuoi quadri hanno uno imprinting personalissimo, spiegami la tua arte?

eva robins e alessandra di sanzo 2

Faccio tre tipologie di quadri: i rifatti che sono delle vecchie foto o oleografie dove io intervengo e stravolgo il soggetto, gli intrusi che sono quadri di maniera nei quale io inserisco un elemento che passeggia nel quadro, poi altri quadri veri e propri. Amo artisti come Becon, Pizzicanella, Dalì, in questo periodo Nicola Samorì. Il mio sogno è diventare sempre più brava e presente anche in quest’altro linguaggio oltre al cinema e la tv.

 

Hai mai avuto il famoso momento che se scegliendo qualcosa o altro tutto sarebbe cambiato?

eva robins e alessandra di sanzo

Nei sentimenti no, forse se proprio penso a quando mandai all’aria il mio contratto Fininvest con il programma che conducevo di Gianni Boncompagni, Primadonna sarei potuta diventare, molto ma molto ricca e popolare, ma avevo capito che non era la mia storia o quello che volevo. Dovevo vendere delle cose al telefono in un gioco alle 19.30, dove chiamavano in diretta. L’idea, era quella di trasformare un transessuale in un soggetto del quotidiano.  Dopo un mese di repliche feci di tutto per far saltare il contratto; e stato per me il periodo più faticoso che ricordo, forse per la gente la popolarità è un vantaggio, io invece non la vivevo proprio così. Credo che da allora, non feci più televisione di un certo tipo, reputata inaffidabile.

 

So che sei stata provinata anche per entrare nella casa del GFVIP

Si sono stata visionata e qui quando ti fanno l’interrogatorio, sono delle frasi alle quali rispondi di preliminare al provino, io ho detto delle cose che evidentemente hanno fatto capire che non ero la persona adatta…

vittorio sgarbi eva robins

 

Perché?

C’erano degli scrutinatori tra i quali Irene Greco che già mi conosceva dai tempi famosi di Boncompagni e per la Repubblica delle Donne con Chiambretti, e credo mi hanno trovato non adatta. Io sono libera, ma anche prigioniera di certe abitudini mie. Stare rinchiusa in una sorta di carcerazione non fa per me. Ti dicevo che non sono da reality non sono da vita da gruppo…

 

Debutti come cantante, nel cinema hai lavorato con grandi registi come Damiano Damiani, Maurizio Nichetti, Simona Izzo e Dario Argento una definizione per ognuno di loro?

Damiano Damiani uomo eccezionale e tosto, dai modi burberi, ricordo in una scena che dovevo girare con Elliott Gould e Tomas Milian, per i primi piani avevo finito le lacrime e Damiani mi tirò un ceffone con le sue mani grandi e così ho ricominciato a piangere!

LUCA ZINGARETTI E EVA ROBINS

 

Sei stata accettata molto come attrice nel cinema e anche nel teatro da registi, colleghi, insomma da un ambiente che sappiamo molto capace del contrario, anche in questo sei stata diversa.

Sono stata antesignana in effetti, ho sdoganato una certa sessualità legata al costume, per fortuna che hanno assecondato la mia inclinazione alla recitazione che avevo già da bambina. Maurizio Nichetti è uno spiritello, che saltella nel mondo dell’arte con sindrome di Peter Pan, Dario Argento è un uomo pieno di paure stranamente lui che te le fa venire le paure, è un uomo con tante sindromi.

 

Nel tuo maggior periodo di successo, lavorando anche con attori internazionali, non ti è venuto di varcare i confini e andare all’estero?

EVA ROBINS

Io sono una nostrana, ne ho fatto uno, con Charlotte Ramplin s’intitola Mascara, me ne proposero altri ma ho temuto l’emigrazione.

 

Se tu dovessi uscire a cena con chi? Hai qualche preferenza o desiderio?

Con Michela Brambilla la parlamentare! Mi piacerebbe molto, abbiamo molte cose in comune come gli animali, che trovo siano la scelta più grossa che abbiamo alla situazione affettiva.

 

Chi ha sofferto per te?

Tutte le donne, perché non sono mai coinvolta a 360 gradi e come fare il bagno con gli stivali, non ti bagni mai i piedi!

 

C’è qualcosa che vuoi dire a qualcuno o qualcosa? A Sgarbi ad esempio che ti ha tirato alla ribalta e con un fatto molto privato ti ha avvisato prima? Ti ha dato fastidio la cosa?

No ma non figurati se lui ti avvisa, lui è molto estemporaneo, fastidio…l’ho trovato impavido e di solito gli uomini non lo sono. Se proprio devo, ecco magari poteva risparmiare i dettagli di dire chi faceva cosa nel ring del letto.

 

EVA ROBINS

La tua prima volta che hai fatto l’amore come è stata da uomo, da donna?

Da ragazzino…avevo undici anni con un archeologo che mi aveva incantato mostrandomi tutti i minerali.

 

Quanto era grande?

Diciamo un pochino di più …lui mi ha iniziata, nessuna violenza niente di ciò. All’epoca non era considerata una molestia se poi eri consenziente, era solo, in effetti, la differenza di età. Se pensi che nell’antica Grecia, fossero i filosofi che iniziavano alle pratiche sessuali i ragazzini. Io ho avuto una sorta di accompagnamento nella direzione sessuale da una persona adulta, nessune cose brutte.

 

Fu solo tempo dopo il tuo passaggio a donna.

Sì assolutamente, un giorno andai a Riccione feci delle mege, due colpi di sole, tornai a Bologna e già mi chiamavano signorina! Avevo quattordici anni.

 

EVA ROBINS

Con l’aiuto del tuo vicino di casa che lavorando in ospedale, ti forniva gli ormoni, così tu non ha avuto bisogno d’interventi chirurgici, il seno era tutto naturale, ricordo le tue foto bellissime di Roberto Granata per Play Man che fecero grande scalpore. Che rapporto hai con il social e con tutto questo mondo che espone immagini.

Allergia, infatti, non curo né la mia pagina FB ma Chiara un’amica giornalista, su instagram mi hanno scippato il profilo. Quello che c’è non sono io non è curato da nessuno per me.

 

Hai dichiarato che ti sposerai, o pensi di farlo raccontami? Com’è la tua compagna?

Ho una persona da molti anni, e anche lei lo voleva fortemente il matrimonio, poi ho deciso di no per proteggerla dai media, dal fango mediatico essendo lei di una famiglia molto in vista bolognese.  Per me lei è una persona indispensabile per il mio percorso umano e affettivo.

 

EVA ROBINS

Figli?

Io ho animali, ho delegato tutto a loro, io mi addormento con la mia bimba, e anche la mia compagna è piena di cani e un gatto che le ho regalato io…e come un figlio!

 

Avevi fatto la modella per Chiara Boni e con Eva Henger, lei scelse la strada del porno e tu quella di attrice. Non ti hanno mai proposto film hard? Pornografia?

Come no, ma non avevo i genitali! Cinque film porno da girare in dieci giorni. Una quantità esagerata di denaro e c’era ancora la lira. Le ho risposto che non avevo i genitali così… da esporre in quaranta metri di schermo!

 

Il tuo rapporto con il denaro

Quando c’è né poco, m’ingegno per sopravvivere e mi diverto moltissimo, ma quando ci sono, sono una spendacciona. Ora però so fare la formichina.

 

Qualcosa che porti nel cuore

EVA ROBINS

Non esser stata vicino fino all’ultimo a una mia compagna Monica che se l’è portata via il mostro del cancro, ho dei sensi di colpa a volte per questo. Lo psicologo me lo sconsiglio!

 

Un sogno da realizzare?

Non essere ossessionata dalla faccia che casca dal gluteo che non mi risponde, insomma da tutte queste faccende fisiche. Mantenere la testa e gestire con la lucidità che ho sempre avuto, la vecchiaia che fa parte della globalità di tutti e questo già mi fa sentire in compagnia. Poi come diceva la mitica Anna Mazzamauro: “ La bellezza passa è la bruttezza che resta”!

EVA ROBINS NEL FILM TENEBRE

 

Il teatro è molto importante per te, hai fatto un tuo percorso e ne hai fatto tanto com’è capitato, dato che poi ti cimenti in ruoli drammatici e impegnati? Lo hai scelto?

Mi ha preso per il “colletto” Andrea Adriatico, un regista abruzzese e mi ha fatto debuttare con uno dei testi più impervi che credo ci sia e che aveva fatto Roberto Rossellini in cinema: La voce umana di Jean Cocteau. Da lì è stato un susseguirsi di bellissime esperienze e testi importanti.

 

EVA ROBINS

Sei passata da ruoli come in Belle al Bar, per la regia di Alessandro Benvenuti candidata nastro d’argento come attrice miglior attrice protagonista, a ruoli super impegnati in teatro, da Goldoni, a Shakespeare, a testi di Almodovar, a quello che mi dicevi il tuo preferito Giorni Felici di Samuel Beckett.  Il futuro?

Diverse proposte teatrali, come L'abbraccio del serpente, per la regia Roberto Piana con attori come Marcello Spinetta e Gianluca Ferrato, tre protagonisti e un serpente vero. Un altro soggetto per la regia di Andrea Adriatico molto speciale di cui non posso dire nulla perché finché non vai in scena il copione non ti è consegnato.

 

Sei  credente?

Ho una mia spiritualità, vado in chiesa ma più per guardare i decori, l’arte, perché è Dio che crede in Dio, se no, non c’è. Io prego. Prego per chi è scomparso o per chi ha bisogno, anche per casi di persone che non conosco; la preghiera ci fa bene!

EVA ROBINS

 

Non ti abbiamo più visto da Chiambretti perché?

Non mi ha chiamato… lui è sempre a caccia di macchiette nuove…

 

La politica come la vedi hai mai pensato di candidarti?

Non ho preferenze politiche, girai uno spot radicale anni fa quello sui profilattici. Ho sempre pensato che i politici sono come i pannolini…vanno cambiati spesso!

 

EVA ROBINS

Di Greta Thunberg e del clima che ne pensi?

Una grande coraggiosa, ancora piccola per rendersi conto cosa sta facendo. La copertina del Times!

 

Chiudiamo con un messaggio al mondo a chi legge?

Cito una frase di Ennio Flaiano: “ Coraggio il meglio è passato”.

EVA ROBINS

 

 

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