giuseppe cruciani

“RIVENDICO IL DIRITTO DI DIRE FROCIO, CULATTONE, FINOCCHIO, SE NON C’È L’INTENZIONE DI OFFENDERE. IL FATTO CHE QUALCUNO SI OFFENDA NON È UN MOTIVO PER VIETARE UNA PAROLA” - CRUCIANI CONTRO IL POLITICAMENTE CORRETTO: “DETESTO CHI COSTRUISCE CARRIERE SOSTENENDO DI ESSERE VITTIMA DEGLI ODIATORI - LA PROSTITUZIONE LEGALIZZATA? SCELTA DI CIVILTÀ - VANNACCI? NE APPREZZO LA LIBERTÀ DI PENSIERO. SONO MITE, SE QUALCUNO MI VUOLE MENARE, MI FACCIO MENARE - NON SONO RAZZISTA, MA L’IMMIGRAZIONE CLANDESTINA È DA COMBATTERE. RIVENDICO IL DIRITTO DI ESSERE EGOISTA - PARENZO A FAVORE DELL’OBBLIGO VACCINALE, IO CONTRO: ABBIAMO LITIGATO - LA CATALOGAZIONE LGBTQ? UN’ABERRAZIONE - MIA MADRE SI VERGOGNAVA DI ME PERCHÉ LE SUE AMICHE SI SCANDALIZZAVANO PER IL MIO TURPILOQUIO - HO SFIORATO UN’ESPERIENZA GAY AL MUCCASSASSINA: ERO ATTRATTO DA…”

 

Estratto dell’articolo di Candida Morvillo per il “Corriere della Sera”

 

giuseppe cruciani avvolto da una bandiera israeliana 9

Nello spettacolo con cui sta riempiendo i teatri, Giuseppe Cruciani difende il diritto a odiare, il diritto ad alzare muri contro i migranti, il diritto all’egoismo, urla «non possiamo farci carico di tutti i mali del mondo». Quindi, spacca la scenografia, mostra «la piramide degli stron..i», dice «in cima, c’è il maschio bianco occidentale eterosessuale, io» e spacca pure quella.

 

Nessuno più di lui incarna la ribellione al politicamente corretto. Una volta, ha condotto la Zanzara di Radio24 a torso nudo, in onore dell’ospite Luca Strongman, «atleta cerberus e sollevatore di camion»; un’altra, con la divisa da riservista israeliano. Tutti i giorni, in diretta chiamano ascoltatori che lui insulta e che lo insultano. L’altro giorno, uno gli ha detto «vaff… tu, tua madre, tuo padre, tua sorella, altro che Putin, sei un uomo di m…a». E un altro: «Io ascolto la vostra trasmissione da Palermo e mi viene lo schifo».

giuseppe cruciani foto di bacco (1)

 

Qual è l’insulto peggiore ricevuto?

«Servo della Meloni, lecchino, megafono delle destre, schifoso filoisraeliano. Ma gli insulti mi galvanizzano, perché ne riconosco l’origine».

 

La galvanizzano. Sta scherzando?

«Non per metterla sul piano alto, ma per dirla con David Parenzo che conduce con me, ogni giorno facciamo la colonscopia dell’Italia. Per esempio, abbiamo visto l’ascesa della Lega e poi di Giorgia Meloni prima degli esiti elettorali».

 

Domani, esce per Cairo Editore «Via Crux - Contro il politicamente corretto». È un manifesto, un pamphlet, una chiamata alle armi?

«Un po’ tutto quello che ha detto. Incarna il pensiero dell’uomo comune che si ribella al fatto che alcune cose non si possono più dire».

 

GIUSEPPE CRUCIANI

La cosa politically correct che detesta di più?

«Considerare le persone sulla base delle preferenze sessuali. A me non frega se uno è bisessuale, trisessuale, se fa le orge, lo valuto per quello che è e pensa. La catalogazione Lgbtq+ è un’aberrazione, lo dico da libertario, non da moralista di destra, eppure passo per omofobo anche se sono a favore di adozioni gay, utero in affitto e matrimonio gay uguale a quello etero».

 

Si è chiesto se passa per omofobo perché, al contempo, definisce gli omosessuali con espressioni irripetibili?

«Io rivendico il diritto di dire fro.io, cu..ttone, finocchio, se non c’è l’intenzione di offendere. Il fatto che qualcuno possa sentirsi offeso non è un motivo per vietare una parola, invece i tribunali stanno diventando il braccio armato del politicamente corretto».

VIA CRUX - COPERTINA

 

Se le sue intenzioni sono buone, che cosa le costa dire «omosessuale»?

«Sono contrario al linguaggio inclusivo: se inizi a imporlo, niente sarà mai abbastanza inclusivo. L’idea di limitare il linguaggio è totalitaria. Mi fa paura chi dice che i social dovrebbero essere liberi dall’odio. Se non ti piace essere insultato, basta non leggere i commenti.

 

Gli haters non esistono, hanno vita solo perché gli diamo importanza. E poi: gridare all’odio, ormai, è un modo per fare carriera e avere visibilità, io detesto chi costruisce carriere sostenendo di essere vittima degli odiatori». […]

 

E i suoi genitori?

«Mio padre è morto nel 2008, prima dell’esplosione della Zanzara. Non so che cosa avrebbe detto e mi chiedo spesso se averlo avuto vivo avrebbe frenato la mia libertà di espressione. Era un signore, gran lavoratore, agente di commercio. Però era un libertario, votava Pli.

 

cruciani

Mia madre oggi sta male, ma prima, un po’, si vergognava perché le amiche si scandalizzavano per il mio turpiloquio. Un giorno, mi fa: ti ho fatto studiare, laureare, e ora dici le parolacce alla radio. Le ho risposto: è un po’ più complesso di così. Ma coi miei genitori non ho mai parlato molto di me, del mio lavoro, di chi sono. E comunque nella vita le parolacce non le dico».

 

Lei parla tantissimo di sesso, da dove arriva questa ossessione?

«È una cosa che mi piace e l’ho trasformata in un argomento perché piace a moltissime persone. Onlyfans lo abbiamo mediaticamente scoperto noi. Alcuni problemi della sessualità, come l’erezione, interessano a tutti; infatti, siamo popolarissimi tra gli urologi. Anche perché ho raccontato che mi sono operato una cisti al testicolo grossa come un terzo testicolo».

 

GIUSEPPE CRUCIANI

Ha pure raccontato di aver sfiorato un’esperienza gay e di essere stato con prostitute.

«Da ragazzo, a Roma, mi piacevano le serate del Muccassassina organizzate da Vladimir Luxuria, in cui immaginavi cose che succedevano nelle dark room. Ma vengo da una famiglia in parte papalina. Mio nonno Alfredo Rosati, cavaliere di cappa e spada, era nel cerimoniale del Papa.

 

Una sera, al Muccassassina, ho avuto un’attrazione per un tipo alla Freddie Mercury, vestito di pelle, ci siamo scambiati sguardi, avvicinati, ma al dunque non ho concluso. Forse il nonno Rosati nella mia testa mi ha bloccato».

 

Le spedizioni nelle case chiuse?

«Quattro, come esperimento sociale, all’estero, seguendo le rotte dei nostri putt..ieri costretti a emigrare più dei cervelli. Esperienze inutili, non mi è venuta voglia di ripeterle. Ma trovo la prostituzione legalizzata una scelta di civiltà, c’è un do ut des chiaro e trasparente. […]».

massimiliano minnocci alias il brasiliano con cruciani a la zanzara 9

 

È amico anche di Roberto Vannacci?

«Non lo sento spesso, ma gli ho presentato il libro due volte, coi manifestanti che volevano impedirlo. A Vicenza, c’erano duecento agenti della Digos a proteggerci. Una follia. Dopo, siamo rimasti svaccati sul divano a parlare fino alle due di notte. Non ne condivido tutte le opinioni, ma ne apprezzo la libertà di pensiero».

 

Come si spiega il suo successo?

«Col fatto che i suoi avversari politici lo hanno dipinto come un mostro. Ma non lo è».

 

Lo ha votato?

«Sì, ma ero indeciso fra lui e Stefano Bandecchi».

 

Il sindaco di Terni celebre per le sfuriate.

«Mi piace perché è pazzo come me, anche se ha eccessi che io non ho. Io sono mite, se qualcuno mi vuole menare, mi faccio menare. Quando a Radio24 ho esibito un salame e sono arrivati gli animalisti, sono scappato.

cruciani sgarbi

 

Mi interessano le risse verbali, non quelle fisiche. E se sei famoso, nella rissa, ci rimetti sempre tu, meglio passare per vittima. L’ho detto anche al mio amico Fedez. In generale, senza riferimenti alla presunta rissa».

 

Lei ritiene la monogamia impraticabile. Ha una compagna?

«Da tanti anni e stiamo molto bene insieme. È una persona sensibile, abbiamo caratteri diversi, ma abbiamo trovato un equilibrio».

 

zanzara selfie con parenzo cruciani e kyenge

Un suo cavallo di battaglia è la tolleranza zero contro gli immigrati.

«Non sono razzista, ma l’immigrazione clandestina è da combattere. Invece, per il politicamente corretto, l’immigrazione è di per sé buona e dobbiamo accogliere per senso di colpa. Ma io non mi sento in colpa di essere nato qui e rivendico il diritto di essere egoista. Senza egoismo, non ci sarebbero sviluppo e progresso». […]

 

Altri momenti drammatici?

«Sul Covid, io ero contro l’obbligo vaccinale e David a favore: abbiamo molto litigato, fu un periodo duro. Mi dispiaceva perché lo stimo e siamo amici. Io fui pure accusato di aver provocato la morte di Mauro da Mantova, un ascoltatore super complottista, contrario ai vaccini. Ma sono stato io a convincerlo a ricoverarsi, anche se ormai aveva la saturazione a 54». […]

giuseppe cruciani david parenzo foto di bacco (6)RENZI CRUCIANI LINUScruciani sgarbi x giuseppe crucianigiuseppe cruciani david parenzo foto di bacco (3)cruciani e parenzogiuseppe cruciani nel ruolo del testimone (6)GIUSEPPE CRUCIANI E LE TESTE DI AGNELLO

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