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“SIAMO BRAVE PERSONE, MA TALVOLTA CI TOCCA FARE COSE RIPROVEVOLI” - NELLA SERIE TV “YELLOWSTONE” C'È IL RACCONTO DI UN’AMERICA ANTICA E SELVAGGIA MA ATTUALISSIMA (MOTIVO PER CUI FA RECORD DI ASCOLTI) - C'È TUTTA L'INSOFFERENZA PER IL POTERE CENTRALE, IL SENSO DELLA GIUSTIZIA FAI-DA-TE, IL FUCILE COME MIGLIORE AMICO, L'ONORE E IL DOVERE, LA TERRA CONTRO IL DENARO - E SUL FRONTE SUSPENSE NON MANCA NULLA: VENDETTE, TRADIMENTI, SICARI E ATTENTATI - VIDEO

 

Adriana Marmiroli per “La Stampa”

 

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È l'Iliade e l'Odissea d'America il western, l'epopea e la tragedia. È il modo per raccontare le proprie origini e attraverso quelle esaltare il proprio presente. Ecco perché è genere evergreen: solo in questa stagione sono annunciati i film Butcher' s Crossing sul cacciatore di bisonti Nicholas Cage e il ritorno di Walter Hill alla regia con Dead for a Dollar, protagonista il cacciatore di taglie Christopher Waltz.

 

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Debutta alla festa di Roma Django, serie liberamente ispirata al classico di Corbucci ora diretto da Francesca Comencini, e sono già su piattaforma due western che si ibridano: il paranormale Outer Range con Josh Brolin (Prime Video) e la spy story The Old Man con Jeff Bridges (Disney+). Mentre Kevin Costner, che è un po' il volto di questa ondata, ha annunciato che tornerà dietro la macchina da presa per Horizon, miniserie ambientata ai tempi della Guerra Civile, e che interpreterà The Gray House con Morgan Freeman, nei panni di due spie infiltrate nell'alto comando dei Confederati.

 

Ma il vero caso è Yellowstone (ora su Sky on demand e in chiaro sul sito della 7): dal 2018 sono state realizzate 5 stagioni , due prequel e uno spinoff. Lo showrunner Taylor Sheridan, che l'ha ideato insieme a John Linson, incarna l'anima dell'America prodonda: ha due ranch in Texas e nella serie si è ritagliato il personaggio del cowboy da rodeo Travis. Ambientato tra boschi e valli del Montana, racconta della famiglia dei Dutton: un padre padrone, sovrano assoluto di un piccolo regno (un Kevin Costner magistrale, roccioso e duro, mai forse così carismatico), e i suoi figli che si sbranano per l'approvazione paterna e l'eredità.

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Contro di loro i nativi americani che sentono come proprie quelle terre, il Parco Nazionale che vorrebbe estendersi, gli affaristi. La famiglia, pur disunita, fa fronte comune. Niente che non si sia visto in altre serie, a partire da Succession con il magnate ormai senescente, i fratelli-coltelli, l'impresa di famiglia che fa gola a tutti. Si tratti di terra o imperi editoriali, poco cambia. In entrambi i casi si parla di mondi che paiono al tramonto, dinosauri in via di estinzione nell'era digitale.

 

Yellowstone ha come sfondo la natura incontaminata di uno degli Stati più selvaggi degli Usa, dove il tempo pare essersi fermato al XIX secolo. C'è una parte di America che si riconosce in babbo Dutton: c'è l'idiosincrasia per il potere centrale, il senso della giustizia fai-da-te, il fucile sotto il letto, l'onore e il dovere, la terra contro il denaro. Sul fronte suspense non manca nulla: vendette, tradimenti, sicari e attentati.

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Nel finale della terza stagione si assiste a un tentativo di sterminio dei Dutton degno del Trono di spade. Forse anche per questo la puntata di debutto della quarta ha battuto ogni record: vista da più di 14,5 milioni di spettatori, anche più di The Walking Dead . E ora è stato lanciato il trailer della quinta, che Paramount Network manderà in onda dal 13 novembre (in Italia su Sky Atlantic): Dutton/Costner eletto governatore giura di sostenere la costituzione del Montana dai nemici stranieri e domestici: «Amo il Montana ma faccio questo per la famiglia». Spiega al figlio minore che a lungo ha scalpitato per non diventare come papà: «Siamo brave persone, ma talvolta ci tocca fare cose riprovevoli».

 

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Il ranch Yellowstone come gli States e la loro politica internazionale? Intanto la saga si allarga. Prima il tassello 1883 (su Paramount+): il viaggio estenuante sui carri, la morte, le violenze e gli stenti, la natura estrema, i banditi e gli indiani (visti con molto rispetto, per non dire amore), che molto spiega del presente.

 

Mentre è previsto per l'estate prossima 1923 con la seconda generazione dei Dutton che si scontra con le insidie del proibizionismo e della Grande Depressione che si spingono fin in quelle terre remote. Del cast fanno parte Harrison Ford ed Helen Mirren (chissà se anche loro solo con piccoli camei come Tom Hanks e Billy Bob Thornton in 1883). Poi sarà la volta di uno spin off, questa volta ambientato in Texas: sempre ai giorni nostri, sempre tra novelli cowboy ultimi sopravvissuti di un fulgido passato.

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