solenghi marchesini lopez trio

“PER LO SKETCH SU KHOMEINI FUMMO RIMPROVERATI DA PRODI”. ECCO COSA CI DISSE – TULLIO SOLENGHI MEMORIES: "LA MIA IMITAZIONE DI SAN REMO SCATENÒ UN PUTIFERIO TRA IL PUBBLICO DEI CATTOLICI – GLI ELOGI DI LAURENCE OLIVIER (“ERA UNA SCENA MUTA”), GLI ESORDI CON GRILLO, L'INCONTRO IN HOTEL CON BAUDO CHE APRÌ LA PORTA IN MUTANDE (“UNA VISIONE TRAUMATICA”), L’ULTIMO RICORDO DI ANNA MARCHESINI E IL NIPOTE DI 3 ANNI CHE PROMETTE BENE: "UN GIORNO GLI CHIEDO SE AVESSE FATTO UNA PUZZETTA?". E LUI: "NONNO, I PICCOLI LE CHIAMANO PUZZETTE, NOI GRANDI LE CHIAMIAMO SCORREGGE” - VIDEO

 

Emilia Costantini per il “Corriere della Sera”

 

«Venni notato da Laurence Olivier», esordisce con una punta di orgoglio Tullio Solenghi. «Avevo 21 anni, era il mio esordio nei "Due gemelli veneziani" con Alberto Lionello protagonista. andiamo in tournée a Londra e salgo per la prima volta su un aereo.

solenghi marchesini

 

Quella sera all'Old Vic c'era lui in platea: noi tutti elettrizzati dalla sua presenza. A fine spettacolo torniamo nei camerini e vedo Olivier che va diretto a complimentarsi con Lionello il quale, poco dopo, mi chiama. Io tremo, perché quando lui ti chiamava, era per redarguirti, per qualcosa che era andata storta e invece... mi dice che il grande attore aveva elogiato la mia interpretazione».

 

In quale ruolo? «Non certo da protagonista... era una scena muta, completamente mimica. Portavo delle valige in scena: erano una decina e, facendo finta di inciampare, cadere, rialzarmi, partivano le risate del pubblico... Posso fregiarmi di aver ricevuto un elogio dal mitico Oliver per una scena senza parole: le parole sono venute in seguito, quest' anno sono 50 anni esatti da quando ho iniziato nel 1971».

 

Da dove ha iniziato?

SOLENGHI ANNA MARCHESINI

«Non avevo precedenti artistici in famiglia, tranne mio padre che faceva il pittore. I miei primi successi li ho avuti tra i compagni di scuola, li facevo divertire con le mie battute, le imitazioni... e proprio uno di loro mi suggerisce di iscrivermi al bando per entrare nella scuola del Teatro di Genova. Io ero incredulo e, digiuno di teatro, mi presentai recitando "A Silvia" di Leopardi con tutti gli accenti dei dialetti italiani. L'allora direttore Luigi Squarzina si sbellicava dalle risate, ma io non capivo se rideva di me o per me... Venni ammesso».

 

Papà e mamma contenti?

«Abbastanza tranquilli, ma il primissimo mio spettacolo che vennero a vedere, dovetti spiegargli il mio ruolo...».

 

Perché?

solenghi il trio

«Ero in "Madre courage" di Brecht, protagonista Lina Volonghi. Per farmi riconoscere dai miei, detti indicazioni a mia madre: quando entrano due soldati a spostare il cannone in scena, quello dietro sono io. Però mamma fu gentile e mi disse: si vede che hai della stoffa... Certo che ce l'avevo, dato che in scena indossavo una palandrana che mi arrivava fino ai piedi, di stoffa ce n'era molta».

 

Poi, però, ha virato sul cabaret, dividendosi il palcoscenico con Beppe Grillo...

«Sì, dopo essermi procurato un'orchite da classici, non ne potevo più... non cavavo un ragno dal buco, decisi di tentare la strada del cabaret e a quel tempo la mecca di questo genere era Milano, dove venni scritturato in un locale che si chiamava "Il refettorio" e dove si esibiva anche Beppe... abbiamo la stessa età. Io aprivo il primo tempo, lui arrivava nel secondo, ci siamo conosciuti così. Ma tutti e due eravamo sconosciuti e in sala il pubblico era scarso. Una sera c'erano solo 3 persone e Beppe fu lapidario: "Stasera abbiamo fatto ridere il 70% degli spettatori, 2 su 3"».

 

solenghi lopez

In gergo teatrale si dice: fare il forno, giusto?

«Sì, ma poi fu Pippo Baudo, che aveva sentito parlare di noi, a volerci scritturare per una prima trasmissione da fare insieme. La cosa divertente è che ci accolse in una camera d'hotel a Milano: bussiamo alla porta e lui era in mutande... una visione traumatica...».

 

Avrebbe mai immaginato che il suo compagno di scena fondasse il Movimento 5 stelle? «No, mi ha sorpreso, ma fino a un certo punto perché Beppe, sin dai suoi esordi, nei monologhi andava spesso sulla politica, non diceva parole a vanvera, era preparato e molto motivato. I suoi non erano spettacoli comici, ma invettive paradossali su fatti veri... Il suo movimento nasce come anti-politica».

 

Il Trio, Lopez-Marchesini-Solenghi, invece nasce nel 1982 per divertire.

il trio solenghi

«Quando cominciavamo a collezionare i nostri primi successi, fummo chiamati dall'allora direttore di Rai 1 Emmanuele Milano, perché aveva dei progetti per noi. Eravamo felicissimi, ma siccome spesso accade che le belle promesse dei dirigenti non vengono mantenute, decidemmo di portarci appresso un piccolo walkman, nascondendolo nella borsa di Anna: volevamo registrare e, semmai, aver poi la possibilità di fargli risentire le sue parole, per costringerlo a rispettare gli accordi.

 

Ci organizzammo facendo le prove a casa: Massimo imitava la voce del direttore, Anna e io rispondevamo alle sue proposte, e così via... tanto per vedere che effetto faceva. Eravamo d'accordo che, al segnale convenuto, Anna avrebbe infilato la mano in borsa per accendere il registratore. Purtroppo, nel momento clou, Anna infila la mano, ma sbaglia tasto: schiaccia il play e si sente la voce di Lopez che imitava Milano».

tullio solenghi foto di bacco (2)

 

E cosa accadde?

«Il direttore resta sconcertato, non capiva cosa stesse succedendo, noi fummo abili nel confondere le acque e le promesse vennero mantenute: nacquero i "Promessi sposi"».

 

E nacquero poi tanti altri successi nei grandi show: da «Fantastico» a «Domenica in» al Festival di Sanremo...

«La mia imitazione di San Remo, però, scatenò un putiferio tra il pubblico dei cattolici». Perché? «Riferendomi al cantante Christian, esordivo nella scenetta con la mia predica, dicendo: per Christian, con Christian, in Christian...».

 

Un altro putiferio lo ha scatenato con l'imitazione di Khomeini, con relative minacce da un gruppo di integralisti islamici...

«Era il periodo della diatriba tra l'America di Reagan e l'Iran: si affrontavano a muso duro, ma pare che gli americani vendessero sottobanco le armi agli iraniani. Io mi immagino un Khomeini nato a Barberino del Mugello che, confrontandosi con la moglie, sora Komeynes interpretata da Anna, si lamentava del fatto che Reagan gli aveva mandato i missili con le istruzioni in giapponese, in cinese... e non ci capiva niente! La cosa finisce su tg e giornali di tutto il mondo e siccome, a causa nostra, l'Imam si era molto arrabbiato per la presa in giro, i nostri diplomatici a Teheran furono rispediti in Italia. Loro, ignari, quando seppero che la causa era il nostro scherzo, non ci volevano credere!».

IL TRIO MARCHESINI SOLENGHI LOPEZ CON ALBERTO SORDI

 

Avete avuto paura di ripercussioni?

«Qualche anno dopo, durante una serata in cui ritiravo un premio, fui avvicinato da Prodi che mi disse con parole dolci ma severe: voi avete scritto lo sketch più costoso della tv...».

Perché?

«L'Italia faceva opere pubbliche importanti in Iran, ma i pagamenti arrivavano sempre molto dilazionati. Dopo l'incidente diplomatico, per l'offesa subita dall'Imam a causa nostra, si bloccarono per un bel po' di tempo».

SOLENGHI

 

Perché nel 1994 il glorioso Trio si è sciolto?

«Il primo a mordere il freno, a sentire il bisogno di seguire un proprio percorso, fu Massimo. Anna e io abbiamo continuato a lavorare insieme e abbiamo persino scritto un film: "La cicogna strabica", che però non è stato mai accettato da un produttore, vabbè... capita. Poi abbiamo fatto cose diverse separatamente, ma le impronte dei nostri sederi sul divano a casa di Massimo, dove ci sedevamo tutti e tre a pensare e a scrivere i nostri testi, sono rimasti indelebili: i cuscini erano a forma di glutei».

 

Tra voi non avete mai litigato?

lopez solenghi

«Battibecchi tanti, vere e proprie liti mai. Non riuscivamo proprio, perché alla fine ci veniva da ridere. Come quella volta che ero a Milano con Anna: la città era coperta di neve e io l'aspettavo infreddolito in macchina sotto l'albergo per andare in teatro assieme. Lei ritarda a scendere, mi stavo congelando e, quando finalmente appare, comincio a urlare, urla anche lei... poi parto con l'auto ma, a causa della neve che aveva creato una serie di dossi, ci sembrava di stare sulle montagne russe... e la litigata è finita in un trionfo di risate».

 

Il suo ultimo ricordo di Anna, scomparsa nel 2016?

solenghi

«Andai a casa sua, stava male, ed era allettata. Mi raccontò la trama del libro che stava scrivendo, intitolato: "È arrivato l'arrotino". Le chiesi il perché di questo titolo strano e lei mi risponde che, ormai sempre chiusa in casa, sentiva dalla finestra aperta solo il rumore del traffico cittadino, però ogni tanto emergeva, dalla grigia colonna sonora, la voce dell'arrotino, che rompeva la monotonia... Nonostante la malattia, il suo grande talento era intatto».

 

Una carriera di mezzo secolo che condivide anche con una moglie, sposata quasi mezzo secolo fa, per l'esattezza 47 anni fa, due figlie: un uomo e tre donne... Difficile?

IL TRIO LOPEZ MARCHIESINI E SOLENGHI

«Il mio lavoro ti porta lontano e può provocare delle distrazioni, io ho sempre considerato la famiglia prima di tutto, irrinunciabile. Inoltre il mio è un mestiere che dà privilegi, ma non ne ho mai abusato. Non ho ville a Ibiza, ma un buen ritiro sul lago di Trevignano... ho sempre tenuto un profilo basso».

E per fortuna ha due nipotini maschi.

«Eccome no? Quello di 5 anni, Samuele, l'ho candidato al Nobel».

trio khomeini

Perché?

«Un giorno era al mare con la mamma, mia figlia Alice la quale, mentre fa il bagno, sente un pizzicore sulla gamba e intravede nell'acqua un affarino piccolo, che definisce forse un lombrico. E il figlioletto, 5 anni, dice: no mamma, quello è un isopode di mare... lo aveva letto su un libro illustrato sugli animali. Poi c'è Filippo, 3 anni, secondo figlio di Alice: mentre giocavamo un giorno in casa, io avverto un inconfondibile olezzo nella stanza e gli dico: tesoro, hai fatto una puzzetta? E lui risponde: Nonno i piccoli le chiamano puzzette, noi grandi le chiamiamo scorregge».

BEPPE GRILLO CON SOLENGHI FIORETTA MARI BEPPE GRILLO PIPPO BAUDO Tullio Solenghi SKETCH TRIO SU IRANprodisolenghi il triotriotriotrio anna marchesinitrioIL TRIO MARCHESINI SOLENGHI LOPEZ

Ultimi Dagoreport

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 (INSIEME A TORINO E ROMA, DOVE LA VITTORIA DEL CENTROSINISTRA E' DATA PER CERTA) - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

claudia conte piantedosi pasquale striano del deo

FLASH – FATTO LO SCOOP, GABBATA LA STORIA. PROMEMORIA PER I LETTORI: CHE FINE HANNO FATTO LE VICENDE CHE SEMBRAVANO DOVER TERREMOTARE IL PAESE, DAL CASO DEI DOSSIERAGGI ILLEGALI DI EQUALIZE ALLE RIVELAZIONI SU DEL DEO E LA SQUADRA FIORE, FINO AI DOCUMENTI NEI CASSETTI DEL FINANZIERE PASQUALE STRIANO E ALLA MAI CHIARITA RELAZIONE TRA LA PREZZEMOLONA CIOCIARA CLAUDIA CONTE E IL MINISTRO DELL’INTERNO, MATTEO PIANTEDOSI? DA BOMBE PRONTE A FAR SALTARE IN ARIA MOLTE POLTRONE, SONO DIVENTATE MICCETTE BAGNATE DI CUI SI È PERSA TRACCIA SU TUTTI I GIORNALONI…

francesco de dominicis vittorio de pedys

FLASH - NULLA ACCADE A CASO: FRANCESCO DE DOMINICIS, GIA' RESPONSABILE DELLA COMUNICAZIONE DELLA FABI, VA A GUIDARE LE RELAZIONI ESTERNE DI SIMEST, CHE SOVRINTENDE ALL'INTERNAZIONALIZZAZIONE DELLE IMPRESE ITALIANE - A VOLERLO E' STATO IL PRESIDENTE DI SIMEST, VITTORIO DE PEDYS, VICINO A FRATELLI D'ITALIA - DE DOMINICIS FU SOSPETTATO DI ESSERE LA "TALPA" DEL GAROFANI-GATE, CIOE' DI AVER SPIFFERATO A "LA VERITA'" DI BELPIETRO LE DICHIARAZIONI DI FRANCESCO GAROFANI, CONSIGLIERE DI MATTARELLA, CHE A UNA CENA PRIVATA PARLAVA DEL FUTURO DEL PD INVOCANDO UNO “SCOSSONE” (CHE “LA VERITÀ” TRASFORMO' IN UN FANTOMATICO PIANO DEL QUIRINALE CONTRO MELONI)

marco rubio giorgia meloni donald trump jd vance vaticano papa leone xiv pietro parolin

DAGOREPORT – MARCO RUBIO ATTERRERÀ GIOVEDÌ A ROMA NON TANTO IN QUALITÀ DI SEGRETARIO DI STATO AMERICANO, BENSÌ COME CANDIDATO AL DOPO TRUMP – RUBIO SA BENISSIMO CHE LA SUA CORSA ALLA CASA BIANCA È PERDUTA SENZA IL DECISIVO VOTO DEI CATTOLICI AMERICANI, CHE NON HANNO PRESO PER NIENTE BENE L’IGNOBILE GUERRA A COLPI DI INSULTI DELL’IDIOTA-IN-CAPO A PAPA LEONE – UNA VOLTA OTTENUTO DA TRUMP IL VIA LIBERA PER IMBARCARSI PER ROMA, RUBIO È RIUSCITO A STRAPPARE UN INCONTRO CON IL SUO OMOLOGO DELLA SANTA SEDE, IL CARDINALE PIETRO PAROLIN, MA IL DISCO VERDE PER UN’UDIENZA AL COSPETTO DEL TOSTISSIMO PAPA PREVOST NON C’È, PER ORA – PER L’ARRIVO DI RUBIO, L’AMBASCIATORE USA (IN VACANZA) IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, STA ORGANIZZANDO UNA BELLA CENETTA CON I MINISTRI TAJANI E CROSETTO – PER RUBIO UN INCONTRO PREVISTO ANCHE CON LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” CHE, VISTI I NEGATIVISSIMI SONDAGGI ITALIANI SUL PRESIDENTE PIÙ MENTECATTO DELLA STORIA, L’HA MOLLATO AL SUO DESTINO RINCULANDO A TESTA CHINA TRA LE BRACCIA DELL’EUROPA….

meloni giuli buttafuoco venezi biennale

DAGOREPORT! LA MELONA È INCAZZATISSIMA CON PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PRESIDENTE DELLA BIENNALE. LA MINCHIATA DI RIAPRIRE IL PADIGLIONE RUSSO HA MESSO IN GROSSA DIFFICOLTÀ LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” CON LA CORRENTE PRO-UCRAINA DEI CAMERATI D’ITALIA CAPEGGIATA DALL’EMINENZA DI PALAZZO CHIGI, GIOVANBATTISTA FAZZOLARI (CONIUGATO CON UNA SIGNORA UCRAINA) – L’UNIONE EUROPEA HA REVOCATO I DUE MILIONI DI FINANZIAMENTO ALLA RASSEGNA. E LA DUCETTA SI È RITROVATA GETTATA NEL "BUTTAFUOCO INFERNALE" DIVENTATO BANDIERA DELLA SINISTRA (ALTRO CHE ALFIERE DELL’EGEMONIA DELLA DESTRA) - LA BATOSTA PER LA DUCETTA E’ POLITICA: I SONDAGGI DANNO PERSO IL COMUNE DI VENEZIA CHE, DOPO IL CASO BEATRICE VENEZI, SI RITROVA SPUTTANATA LA SUA BIENNALE (LA CITTÀ DEL DOGE HA SEMPRE VOTATO A SINISTRA FINO ALL’ARRIVO DI BRUGNARO) - ORA CHE SI FA? ALLA VERNICE DEL 5 MAGGIO CI SARA’ ANCORA BUTTAFUOCO, CHE NON INTENDE RASSEGNARE LE DIMISSIONI. DOPO IL BUCO NELLA LAGUNA DEGLI ISPETTORI DI GIULI, A RIMUOVERE IL RIBELLE SICULO CI PENSERA', DOPO IL 5 MAGGIO, IL BUON FAZZOLARI - LA LETTERA A BUTTAFUOCO CON L'ELENCO DEGLI ARTISTI RUSSI IN CARCERE...

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani nicole minetti carlo nordio

DAGOREPORT – DOPO IL REFERENDUM, IL DILUVIO: IL VOTO DEL 22-23 MARZO HA APERTO UNA VORAGINE CHE STA INGHIOTTENDO GLI INQUILINI DI PALAZZO CHIGI, MENTRE SI RESPIRA GIA' ARIA DI SMOBILITAZIONE NEGLI APPARATI DI STATO - OGNI GIORNO C’È UNA CADUTA D'IMMAGINE PER IL GOVERNO MELONI (DAL CASO PIANTEDOSI-CONTE A QUELLO MINETTI, DAGLI SCAZZI TRA GIULI E BUTTAFUOCO AL RIBALTONE IN MPS FINO ALLO SPIONE DEL DEO), A CUI SI AGGIUNGE L'IMPLOSIONE DI FRATELLI D'ITALIA E LA GUERRA DI LOGORAMENTO DI SALVINI E LE VELLEITÀ MODERATE DELLA NUOVA FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI – PER LA DUCETTA LA PAURA DI CROLLARE E DI FINIRE DI COLPO DALL'ALTARE ALLA POVERE, COME E' GIA' SUCCESSO PER RENZI, SALVINI, DI MAIO E CONTE, E' ALTISSIMA - A LIVELLO INTERNAZIONALE, DOPO IL “VAFFA” DI TRUMP, LA DUCETTA È ISOLATA (MERZ NON SI FA TIRARE PER LA GIACCHETTA) E NON HA PIÙ UN EURO DA SPENDERE PER LE MANCETTE PRE-ELETTORALI – SOLO L’INAZIONE DELL’OPPOSIZIONE LE PERMETTE DI STARE ANCORA INCOLLATA A PALAZZO CHIGI E, GRAZIE ALL’APPARATO MEDIATICO “FIANCHEGGIATORE”, DI “INSABBIARE” MOLTE BEGHE POLITICHE. MA GLI ITALIANI NON HANNO L’ANELLO AL NASO: SONO LORO A PAGARE 2 EURO AL LITRO IL GASOLIO…