“SONO A DIETA? QUESTI SONO CAZZI MIEI. CURVY? TI DO UNA PIZZA. MA PIUTTOSTO DIMMI CHE SO’ GRASSA” – MICHELA GIRAUD A “LA ZANZARA” RISPONDE COLPO SU COLPO A CRUCIANI: “TU TI LAVI? NO, E ALLORA...” – “IL CATCALLING? TROIA ME LO PUOI PURE DIRE, MA IO POI TE MENO” – L’ATTRICE HA ESORDITO ALLA REGIA COL FILM “FLAMINIA”. ALLA PRIMA, ALL’ADRIANO DI ROMA, AVVISTATI STEFANO COLETTA, CHE COME DAGO DIXIT PUO’ ANDARE ALL’INTRATTENIMENTO RAI SE VA IN PORTO LA FUSIONE DAY-PRIME TIME DI MELLONE, L’EX DG RAI AGOSTINO SACCA’, SERENA DANDINI, LEO GULLOTTA, BIGGIO E... - VIDEO

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Paolo Aruffo per https://www.ilfattoquotidiano.it/ - Estratti

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Tra gli ospiti di Giuseppe Cruciani a La Zanzara, il programma di Radio 24, anche Michela Giraud.

 

(…) A Giraud – durante la puntata dello scorso 8 aprile – per esempio ha chiesto se facesse diete dimagranti. La sua risposta è stata epica: “Tu ti lavi? No, e allora“. Ma vediamo nel dettaglio lo scambio di battute.

 

 

“Michela Giraud, buonasera. Io non vado al cinema dai tempi di mio nonno. Ma comunque, questo film – Flaminia – quando esce?”, ha esordito Cruciani. “In sala dall’11 aprile. La protagonista, nonostante io sia della Roma, è della Lazio”, ha detto lei. Però poi la discussione è subito virata, con Cruciani che ha chiesto all’attrice se avesse o meno l’alluce valgo. Quando lei ha risposto di sì (“leggermente”), lui ha detto: “Quindi sei curvy e hai pure l’alluce valgo”. Giraud ha sbottato: “Curvy? Ti do una pizza.

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Non si dice. Ma piuttosto dimmi che so’ grassa così ti posso menare. Scusa eh, è una definizione. Piantala di dare queste etichette. Come quando uno dice: ‘Due botte te le darei’ oppure ‘Ma sei bella anche così’. Cos’è sta roba? Generalmente questa roba te la dice gente che è una busta di cocce di fave.. non dirmi niente, non c’è bisogno di dare definizioni”.

 

“Vabbè ma stai bene con te stessa o no?”, ha incalzato lui. Allora l’ospite: “Ma che vuol dire ‘stai bene con te stessa’? Ma non è che uno sta sempre bene con se stesso. Le diete? Sono ca**i miei. Scusa ma tu ti lavi? No, e allora? Se siamo insieme, nello stesso ambiente, diventano anche affari miei”. “Io faccio due docce a settimana – ha detto Cruciani -. Senti.. a te, se per strada, ti dicono ‘che figa che sei?’, ‘hai una bella faccia’, ‘tr**a’? Insomma, il classico catcalling.. io odio le femministe del 2024, qualsiasi loro battaglia”.

 

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Allora Giraud: “Hai detto tutte cose diverse, quindi dipende. Scusami: ma chi sono queste femministe? Comunque tu lo sai che ci sono alcune cose per cui basta stare in ascolto, non serve fare una battaglia uomini contro donne. Il catcalling? Anche no. A una certa uno può passeggiare senza che uno ti dice: ‘Ammazza che cu*o che c’hai’. Non è violenza sessuale, però.. ‘Tro*a’ me lo puoi pure dire, ma io poi te meno”.

 

Quindi Giraud ha aggiunto: “Io ho scelto la via dell’aggressività, però non è una cosa che va bene per tutti. Se qualcuno mi manda una sua foto intima, facendo sexting? Dipende dalle situazioni, dalla confidenza che abbiamo.

 

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Ti dico una cosa: una volta ero in sauna e uno, un bellissimo ragazzo, questo arriva, apre le gambe e fa vedere tutto. Quindi la bellezza non c’entra niente (Cruciani sosteneva che fosse quello l’elemento decisivo, ndr). A un certo punto devi capire che persona sei. Se tu mi mandi una foto del ca**o vuol dire che sei insicuro, ma cosa devi farmi vedere? Che ci faccio? Ti mando da un andrologo”. Insomma, questo il tenore dell’intervista, nata probabilmente semplicemente per promuovere l’esordio alla regia di Michela Giraud.

 

 

FLAMINIA

Estratto dell’articolo di Lucilla Quaglia per “Il Messaggero - edizione Roma”

 

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Pioggia di stelle al cinema Adriano per la prima di "Flaminia". L'esordio alla regia di Michela Giraud, centrato sui must delle ragazze che vivono a Roma Nord, ma anche sul tema dell'autismo. Argomenti imperdibili che attirano diversi volti noti. Perché si chiedono in tanti, nell'affollato foyer, come mai la cineasta parli di queste girls come sempre ossessionate dall'essere sorridenti, in perfetta forma fisica e soprattutto ricche. Se lo chiedono, per esempio, l'attrice Maria Teresa Borela e Stefano Coletta.

 

La regista arriva con la sorella Cristina, a cui il film è ispirato. Ecco anche Serena Dandini, l'attore e conduttore Fabrizio Biggio, Marco Carrara, Agostino Saccà, produttore del film, l'attore e regista Andrea Dianetti, l'attrice Nicole Rossi. E ancora la conduttrice Diletta Parlangeli che posa per uno scatto con Giancarlo Commare, in chiodo rosso, e lo sceneggiatore Francesco Marioni. Appaiono il giovane attore Giulio Forges e poi Giampaolo Morelli e Maria Chiara Giannetta. Mentre sfila il cast formato da Lucrezia Lante della Rovere, Edoardo Purgatori, Fabrizio Colica, Francesca Valtorta, Rita Abela, Catherine Bertoni de Laet, Ludovica Bizzaglia.

 

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Si va in sala. Parte la storia di Flaminia De Angelis (Giraud), tutto quello che una ragazza di Roma Nord dev'essere: sorridente, ossessionata dalla forma fisica e soprattutto ricca o meglio arricchita. Sotto la pressione di sua madre Francesca, sta per sposare Alberto, figlio di un diplomatico, regalando all'intera famiglia l'agognata scalata sociale.

 

Tutto è pronto quando nelle giornate patinate di Flaminia piomba Ludovica, la sorellastra, un uragano di complessità dal cuore ingestibile. Trentenne nello spettro autistico, Ludovica irrompe nella vita di Flaminia come un terremoto. […]

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