guillermo mariotto

SONO STATO UNA GRAN MIGNOTTA, IL SESSO ERA UNA VERA E PROPRIA DROGA: FINITO L’EFFETTO, DOVEVO CERCARNE DI NUOVO”. LE CONFESSIONI HOT DI GUILLERMO MARIOTTO: “HO AVUTO ANCHE UNA TRESCA CON IL COWBOY DEI “VILLAGE PEOPLE”. ANNI D’ORO, NON C’ERA NEMMENO L’AIDS. MA ORA SONO DIVENTATO UN CAMILLIANO LAICO E MI RELAZIONO SOLO CON LO SPIRITO SANTO, SONO LONTANO DA PASSIONI CONTURBANTI: IL SESSO RUBA TEMPO” - "QUANDO SONO ARRIVATO IN ITALIA, DA SAN FRANCISCO, SEMBRAVA DI ESSERE NEL MEDIOEVO. IO A 16 ANNI AVEVO GIÀ..."

Alessio Poeta per Gay.It https://www.gay.it/televisione/news/guillermo-mariotto-intervista

 

GUILLERMO MARIOTTO

Faccia da bravo ragazzo, sorriso malizioso, look da santone, sangue metà venezuelano, metà veneziano e una passione sfrenata per la libertà. «A 53 anni ho finalmente raggiunto un equilibrio dei sensi» racconta a Gay.It, tra il serio e il faceto, Guillermo Mariotto, direttore creativo della maison Gattinoni e giurato del fortunato programma di Raiuno Ballando con le Stelle. «Oggi so perfettamente cosa voglio, ma anche cosa non mi fa stare bene, e questo mi rende sereno e felice con me stesso.»

 

Quindi non se ne sta solo soletto, perché in passato, per sua stessa ammissione, è stato un gran puttaniere?

(ride, ndr) Oramai potrei vivere di ricordi. Scherzi a parte, da quando mi relaziono con lo Spirito Santo, non ho più bisogno di nulla. Sono il primo a rimanere sbigottito da questo mio periodo lontano da passioni conturbanti, ma sono seriamente appagato da altro. Alla mia tenera età ho capito che il sesso ruba tempo, spazio ed energie. Era diventato una vera e propria droga: finito l’effetto, dovevo procacciarmelo di nuovo.

 

guillermo mariotto

Non le manca?

No, perché l’evoluzione personale non può passare solo da una scopata fine a se stessa. Finito il momento di piacere cosa rimane? Nulla!

 

Questa svolta spirituale quando è arrivata, Mariotto?

C’è sempre stata, ma va e viene. Solo ora ho capito che attraverso il sacrificio raggiungo la serenità. Lo so, è un intreccio strano, ma bisogna saper leggere tra le righe per capirlo. Una volta credevo che il sacrificio fosse una grandissima rottura di palle, mentre oggi non potrei più farne a meno.

 

Mi dica cosa la rende felice.

GUILLERMO MARIOTTO VOTO ZERO AD ANTONIO RAZZI A BALLANDO CON LE STELLE

L’assistenza agli altri. Sono diventato un Camilliano Laico. Assisto i malati, non dal punto di vista pratico e medico, ma da quello spirituale. All’Ospedale Sant’Andrea di Roma ho incontrato Sofia:  una bambina speciale con diversi problemi alla schiena. Lei è una fan di Ballando con le Stelle e quando mi vede è così felice che piange. Chi altro potrà mai darmi gioia più grande?

 

Nessuno.

Appunto, nemmeno un uomo o una donna.

 

Lei, per amor di battuta, è più da bosco o da riviera?

Mi disturbano tutte le etichette, ma sono gay. Non ho mai avuto segreti, né tantomeno tabù.

GUILLERMO MARIOTTO

 

Che infanzia ha avuto?

Un’infanzia strana. Un ricordo? La mia stanza da letto. Stanza dove mi rinchiudevo per paura di essere scoperto, visto che in Venezuela c’era una corrente a dir poco machista. Era una paura infondata la mia. Al contrario di molti, non ero femminile e non sono mai stato attratto da trucchi, tacchi a spillo e parrucche, e le dirò di più: mi sentivo piuttosto strano perché immaginavo che i gay fossero solo quello. Ad illuminarmi, involontariamente, fu mio padre quando portò a casa una rivista dove in copertina c’erano due uomini, molto maschili, che si baciavano. Li capii che non ero così strano.

GUILLERMO MARIOTTO

 

L’adolescenza?

A soli 16 anni andai via da Caracas per raggiungere San Francisco: capitale, allora, del divertimento e, soprattutto della libertà. Parliamo della fine degli anni ’70. Un periodo storico fatto di macho man e Village People. Pensi che ebbi anche una tresca con il cowboy del gruppo. Anni d’oro. Non c’era nemmeno l’AIDS.

 

L’ha conosciuto da vicino?

Non personalmente, per fortuna, ma ho perso tantissimi amici. Sia lì, che in Italia.

guillermo mariotto

 

La sua famiglia, allora?

Non ha mai saputo nulla. Sono fuggito presto. Ero un bambino sveglio e precoce, tanto che a 16 anni avevo già fatto la maturità. Moltissimi anni dopo, mia madre, dal nulla, mi disse: “Hai fatto sempre le scelte giuste”. Una medaglia d’oro sul mio petto.

 

Il suo più grande amore qual è stato?

Non faccio nomi e cognomi. Quando si tratta di me, sono un libro aperto, quando si tratta degli altri, ho rispetto.

 

E io che pensavo mi rispondesse: la moda.

Ah, allora scriva pure lo Spirito Santo. Sarò stato pure una gran mignotta, bonariamente parlando, ma guai a toccarmi la fede.

 

Nella sua ultima collezione è pieno di serpenti. Un simbolo più profano, che sacro..

Sbaglia! Il serpente è il simbolo dell’eternità. Dell’infinito. Banalmente viene visto come un animale cattivo, ma esotericamente è molto importante.

 

Come è arrivato in Italia?

sofia bettizza guillermo mariotto laura laurenzi

Studiavo disegno industriale e per fare un dispetto ad un fidanzato di allora, accettai uno stage a Roma. Più che un viaggio mi sembrò un salto nel tempo. In Italia sembrava di essere nel Medioevo, ma l’arte mi conquistò talmente tanto che, da allora, non me ne sono più andato.

 

A breve, in Italia, ripartirà l’Onda Pride. Scenderà in piazza per manifestare per i diritti lgbt?

Non scenderò in piazza perché io manifesto tutti i giorni: sia in Tv, che in società. E sa come lo faccio? Apparendo per quello che sono. Dimostrando la mia professionalità e il mio cuore, e facendo capire ai più che non c’è nessuna differenza tra me e un eterosessuale. Tra poco riceverò la ‘Stella d’Italia’, un’onorificenza molto importante che confermerà il percorso della mia vita, e questa sarà una grande vittoria per me, ma anche per tutta la comunità lgbt.

 

ballando mariotto

Sì, ma non tergiversi. Il Gay Pride, come manifestazione, le piace?

Non mi dispiace, ma ho un concetto di manifestazione tutto mio. Non giudico chi lo fa, chi ci va, chi ci crede e chi pensa che sia producente.

 

Cerchiobbottista.

Nonostante il mio ruolo a Ballando con le Stelle, nella vita di tutti i giorni non giudico nessuno. I gay, se posso fare un appunto, come tanti altri gruppi, commettono un solo errore: la ghettizzazione. E la ghettizzazione genera distacco, separazione, e io, piuttosto che allontanare, preferisco unire.

 

L’idea di unirsi civilmente le è mai passata per la testa?

Non sia mai! Ho a che fare tutti i giorni con le nevrosi delle spose e delle loro famiglie, che non mi sposerei per nulla al mondo. Lo farei solo in quanto ammortizzatore sociale, ma per il resto: no, grazie.

 

ballando mariotto giurati

E quella di diventare padre?

La verità? No! Ho già fatto da padre ai miei fratelli più piccoli e quell’esperienza mi è bastata. Vengo da una famiglia di donne diventate madri, tutte, molto giovani. Le dico solo che la mia bisnonna era già nonna a 29 anni, e rimasi traumatizzato dal vederla distrutta quando morì mia nonna. Tra una lacrima e l’altra, sulla bara, urlava: “la mia bambina”. Rientrato a casa da quel funerale promisi a me stesso che non avrei mai provato quel dolore.

 

guillermo mariotto augusta iannini

Crede che due persone dello stesso sesso possano essere bravi genitori?

Sì. All’estero ne ho visti tanti di bambini, felici e sereni, nati da coppie omosessuali. La sessualità dei genitori, con l’educazione e l’amore, c’entra ben poco.

 

Andiamo al sodo: lei, con il mondo gay, non è che vada proprio a braccetto. Lo scorso anno, a Ballando con le Stelle, con la coppia Ciacci-Todaro ci andò giù pesante.

Cazzate. È televisione! Ivan Zazzaroni crollò, per i tanti attacchi esterni, e io fui costretto, per amor dello spettacolo, ad accendere gli animi. Niente di scritto, né tantomeno richiesto da qualcuno, ma non se ne poteva più. Canino si alzava in piedi, la Lucarelli saltava il turno perché icona gay e la Smith giudicava solo il ballo.

 

Lei è dal 2005 che fa il giurato nel programma di Milly Carlucci. Dica la verità: non si è stufato?

guillermo mariotto autografa la locandina

No, assolutamente. Io lì mi diverto tantissimo e poi a Ballando ho la possibilità di esercitare la mia naturale propensione alla critica. Accettai di partecipare, ben 14 anni fa, perché dovevano essere quattro puntate e invece, come canta qualcuno: “Siamo ancora qua!”. Quando Milly Carlucci mi cercò per la primissima edizione non avevo capito niente, tanto che mi presentai al colloquio con le stampelle, perché mi sarebbe dispiaciuto dirle di no. Invece, lei, mi cercava per fare il giurato. Lanciai le stampelle e le dissi: “Sono pronto.”

 

Chi vincerà questa edizione, Mariotto?

Mi creda: non ne ho idea. Il pubblico, così come la giuria, è sempre imprevedibile.

 

Nel programma, lei, è notoriamente spietato, ma quando Milly la guarda, lei si placa.

Trova? Tra noi c’è molta complicità. Il volume dei pensieri lo decidiamo con uno sguardo. È una professionista e conosce perfettamente l’animo del suo pubblico. Ad ogni modo, io non sono spietato, più semplicemente non sono buonista.

 

guillermo mariotto

Ballando, quest’anno, sta andando benissimo. Merito di un cast interessante o di una concorrenza affannata?

Mai come quest’anno c’è una spiritualità interessante nel nostro studio che, a quanto pare, arriva e funziona. I miei colleghi non credo se ne siano nemmeno accorti, ma il fatto che andiamo molto d’accordo la dice lunga.

 

Non andavate d’accordo?

Poco e niente, quest’anno, invece, c’è una piacevole armonia. Oggi provo uno strano affetto per tutti loro.

 

Nessuna rivalità, quindi, con Fabio Canino?

Scherza? Lui è un democristiano doc, io no!

 

Gli altri?

Quest’anno sono arrivato a supportare le idee della Smith, a condividere l’ironia da bar sport di Zazzaroni e ad apprezzare il coraggio di Selvaggia. Un coraggio a dir poco commovente.

 

Di tutti i giurati che ha avuto vicino, chi ricorda con minor piacere?

Con minor piacere, nessuno. Ricordo con piacere Lamberto Sposini, lui il giorno, io la notte, e Amanda Lear. Fu proprio lei ad insegnarmi a stare in tv. Mi disse: “Per andare bene in tv bisogna guardare sempre dalla parte opposta.” E aveva ragione.

guillermo mariottoria antoniou con guillermo mariotto (1)mariotto 3MARIOTTO - BALLANDO CON LE STELLE

Ultimi Dagoreport

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…

elly schlein giuseppe conte roberto vannacci

FLASH – IL CAMPO LARGO LITIGA ANCHE SU VANNACCI! SCHLEIN, CONTE E COMPAGNI SONO DIVISI SU COME FRONTEGGIARE LE SPARATE E I VIDEO INDECENTI DELL’EX GENERALE - C’È CHI VORREBBE DENUNCIARLO, PRENDERLO DI PETTO E INCALZARLO PER LA SUA PROPAGANDA NEO-FASCIA CONVINTO CHE VADA ARGINATO CON LE CATTIVE. MA ALTRI, TRA CUI GIUSEPPE CONTE, CHE INVECE PENSANO SIA MEGLIO LASCIARLO SCORRAZZARE LIBERO. IL RETROPENSIERO È: “PIÙ CRESCE VANNACCI, PEGGIO È PER LA MELONI” (ALMENO FINCHÉ NON SI ALLEANO)