beppe sala navigli milano coronavirus

“SONO STATO IL PRIMO AD ARRABBIARMI. MA DICO NO ALLE NUOVE CHIUSURE”. OSPITE DI LABATE&CERVELLI A 'RADIO 2', BEPPE SALA SI SMARCA DAI SINDACI E GOVERNATORI CHE VOGLIONO METTERE IL LOCKDOWN ALLA MOVIDA. IL PRIMO CITTADINO DA’ IL DISCO VERDE AL NUOVO STADIO E SI SCHIERA COL FRONTE CHE VUOLE RIPRENDERE IL CAMPIONATO DI CALCIO. “VEDIAMO COME SI MUOVE IL CONTAGIO MA SONO FAVOREVOLE ALLA RIIPRESA”. E SULL’AMBROGINO D’ORO…

Da Non è un paese per giovani – Rai Radio Due

 

beppe sala 19

Beppe Sala, sindaco di Milano, è stato ospite di Non è un paese per giovani su Rai Radio Due, condotto da Massimo Cervelli e Tommaso Labate

 

D Il tema degli assembramenti ha fatto saltare sulla sedia molti suoi colleghi delle istituzioni locali, che addirittura chiederebbero un passo indietro, delle restrizioni. Lei è d’accordo col provare a restringere il perimetro delle riaperture?

 

R Io sono stato il primo a richiamare un po’ all’attenzione, perché quello della riapertura è un buon investimento per tutti e ci serve. Da qui a dire che per quello che abbiamo visto bisogna immaginare di chiudere, direi di no.

 

beppe sala giustiziere dei navigli

D Il nuovo stadio di Inter e Milan potrà essere il manifesto della Milano che uscirà fuori dal Coronavirus?

 

R A me l’idea che attualmente è stata presentata non dispiace. Ero più freddo all’inizio, ma adesso non mi dispiace perché lascia molto verde, perché San Siro in qualche modo rimane e perché apre a molti sport e tra l’altro anche con un progetto di sport gratuiti, che va bene per la città. Non siamo arrivati ancora a una sintesi, perché il tema di discussone sono i diritti volumetrici associati: è chiaro che le squadre non fanno lo stadio solo per lo stadio in sé, perché non rientrerebbero dell’investimento, vogliono fare altro e lì c’è una discussione aperta.

 

D Sindaco, sappiamo che è prematuro visto che manca ancora qualche mese, ma dipendesse da lei avrebbe in testa un profilo, un identikit, una categoria a cui dedicare e assegnare l’Ambrogino d’Oro?

beppe sala 3

 

R Direi il personale medico e sanitario, che oggettivamente ha combattuto una battaglia con armi che erano quelle che erano. Viene un po’ da pensare alla guerra, agli italiani in Russa. Obiettivamente all’inizio non avevano protezioni. Usare la definizione eroi magari è eccessivo, ma direi a loro, senz’altro.

 

D Sotto la sua giurisdizione ci sono due delle più importanti squadre di Serie A, Inter e Milan, lei dal punto di vista personale, non da sindaco, è favorevole alla riapertura del campionato di calcio di Serie A per farlo arrivare alla fine?

 

R Io che sono interista come Tommaso Labate! Sono favorevole. Adesso vediamo come si evolverà il contagio e quanto riusciremo a tenere sotto controllo. Ma sì, sono favorevole a una ripresa.

 

 

Da Non è un paese per giovani – Rai Radio Due

 

Beppe Sala, sindaco di Milano, è stato ospite di Non è un paese per giovani su Rai Radio Due, condotto da Massimo Cervelli e Tommaso Labate

 

D Il tema degli assembramenti ha fatto saltare sulla sedia molti suoi colleghi delle istituzioni locali, che addirittura chiederebbero un passo indietro, delle restrizioni. Lei è d’accordo col provare a restringere il perimetro delle riaperture?

 

R Io sono stato il primo a richiamare un po’ all’attenzione, perché quello della riapertura è un buon investimento per tutti e ci serve. Da qui a dire che per quello che abbiamo visto bisogna immaginare di chiudere, direi di no.

 

D Il nuovo stadio di Inter e Milan potrà essere il manifesto della Milano che uscirà fuori dal Coronavirus?

 

sala

R A me l’idea che attualmente è stata presentata non dispiace. Ero più freddo all’inizio, ma adesso non mi dispiace perché lascia molto verde, perché San Siro in qualche modo rimane e perché apre a molti sport e tra l’altro anche con un progetto di sport gratuiti, che va bene per la città. Non siamo arrivati ancora a una sintesi, perché il tema di discussone sono i diritti volumetrici associati: è chiaro che le squadre non fanno lo stadio solo per lo stadio in sé, perché non rientrerebbero dell’investimento, vogliono fare altro e lì c’è una discussione aperta.

BEPPE SALA E GIUSEPPE CONTE CON LA PALA

 

D Sindaco, sappiamo che è prematuro visto che manca ancora qualche mese, ma dipendesse da lei avrebbe in testa un profilo, un identikit, una categoria a cui dedicare e assegnare l’Ambrogino d’Oro?

 

R Direi il personale medico e sanitario, che oggettivamente ha combattuto una battaglia con armi che erano quelle che erano. Viene un po’ da pensare alla guerra, agli italiani in Russa. Obiettivamente all’inizio non avevano protezioni. Usare la definizione eroi magari è eccessivo, ma direi a loro, senz’altro.

 

D Sotto la sua giurisdizione ci sono due delle più importanti squadre di Serie A, Inter e Milan, lei dal punto di vista personale, non da sindaco, è favorevole alla riapertura del campionato di calcio di Serie A per farlo arrivare alla fine?

 

R Io che sono interista come Tommaso Labate! Sono favorevole. Adesso vediamo come si evolverà il contagio e quanto riusciremo a tenere sotto controllo. Ma sì, sono favorevole a una ripresa.

BEPPE SALA INCAZZATO PER I RAGAZZI CHE BEVONO BIRRETTE SUI NAVIGLI

navigli questione di prospettivanavigli con il tele obiettivonavigli pieni di gente 5navigli pieni di genteassembramenti questione di prospettivanavigli pieni di gente navigli questione di prospettiva

 

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…