garko tarallo adua del vesco alessi

“CON TARALLO TANTI SONO DIVENTATI STAR” - IL DIRETTORE DI “NOVELLA 2000”, ROBERTO ALESSI, SCENDE IN CAMPO A DIFENDERE ALBERTO TARALLO: “ERA CONSIDERATO UN GRANDE PRODUTTORE DI FICTION E ORA SI LEGA IL SUO NOME ALLA PAROLA SETTA, SI DICE “LUCIFERO”. SI ADOMBRA L'IDEA CHE TUTTO QUESTO PORTÒ AL SUICIDIO DI TEODOSIO LOSITO - CI VUOLE POCO PER DISTRUGGERE UN UOMO, SOPRATTUTTO SE È STATO MAGARI ANCHE INGIUSTO COME CAPO” - LE DIFESE DI LUCHERINI E GIOVANNI CIACCI

Roberto Alessi per “Libero quotidiano”

*Direttore Novella 2000

 

ROBERTO ALESSI

Noi lo conoscevamo bene. Lui è Alberto Tarallo, il grande produttore, quello che ora indicano, a mio parere a sproposito, Lucifero, quello della setta (setta?) di Zagarolo, indicato così dai media dopo le confidenze tra Adua Del Vesco e Massimiliano Morra, al Grande Fratello Vip e un tempo star della scuderia Tarallo, che ha prodotto le fiction più amate di Mediaset come "Il bello delle donne" e "Pupetta Maresca". Adua con Tarallo ha fatto sette fiction, Morra altrettante, entrambi non hanno lavorato per nessun altro produttore. E oggi al GfVip lo accusano e vanno giù pesanti.

 

Sì, noi lo conoscevamo bene Tarallo, mi dicono in tanti senza problemi, e alla fine, anche se ne parlano con i dovuti "ma" e "sebbene", non ne parlano certo come del capo di una setta satanica: anche se tutto può essere, non dormivamo a casa sua. E "noi" sono il mitico ufficio stampa Enrico Lucherini, che ha lavorato per la casa di produzioni di Tarallo, la Ares. Donatella Rettore, mito della musica pop italiana, amica di Tarallo da 40 anni, lo considera «un fratellone anche se ci siano persi da tanto».

ALBERTO TARALLO TEODOSIO LOSITO

 

L'attore Francesco Testi, che mi dice che ha chiuso con lui dal 2015 perché si opponeva al suo amore per l'attrice, da anni sua compagna, bella e per bene, Reda Lapaite. Il fotografo Marco Rossi, che mi confessa che non lo incontra da decenni per scelta, ma che gli riconosce di aver lavorato tanto e bene con lui. L'elenco continua con Giovanni Ciacci («È un orrore che tutti si scaglino ora contro di lui, quando in fondo senza di lui oggi non sarebbero nessuno») e la lista continua anche con un nome mitico come Virna Lisi, che ho intervistato prima che morisse: «Ho lavorato bene, ruoli che mi sono piaciuti e che mi hanno fatta crescere, perché nel mio lavoro si cresce sempre se si fa con la mia passione», mi diceva dopo aver interpretato "Caterina e le sue figlie" e "Baciamo le mani" della Ares, fiction entrambe scritte da Teo Losito, compagno di Tarallo, morto suicida nel 2015.

Alberto Tarallo con Michela Miti e Tini Cansino al club 84 - 30 gennaio 1984- ph Marcellino Radogna

 

L'elenco dei "noi lo conoscevamo bene" si conclude con il mio nome, Roberto Alessi. Sì, perché, pur non dovendogli niente (ho sempre fatto solo il giornalista) pure io l'ho conosciuto bene, tanti anni fa, ma all'inizio degli anni Novanta l'avevo perso. Poi l'ho rivisto chiamato da lui per una proposta che non si fece mai.

 

Presi da lui anche qualche servizio fotografico proprio con Gabriel Garko (superstar della sua scuderia, ora super ospite al GfVip) e la Del Vesco, sempre "sua", pubblicati poi da Novella 2000 con la mediazione di Enrico Lucherini, che seguiva gli artisti della Ares. Alberto Tarallo era considerato un grande produttore di fiction come "La signora della città", tratto da un romanzo firmato da Silvana Giacobini, e "L'onore e il rispetto". Ora si lega il nome di Tarallo alla parola setta (scritto dai giornali), si dice Lucifero (detto da Massimiliano Morra al Gf).

alberto tarallo con ursula andress all easy going 1977 foto marcellino radogna

 

Si adombra l'idea che tutto questo portò al suicidio (scritto da più parti) per Losito, ragazzo geniale, un tempo cantante, andato anche a Sanremo, poi sceneggiatore di grande successo, che ha scelto di andarsene nel modo peggiore, nel gennaio del 2019, sconfitto dal male di vivere. Tarallo lo adorava, anche se era lontano da smancerie ostentate.

 

eva grimaldi con alberto tarallo ph marcellino radogna

Eppure Morra e Del Vesco insinuano che gli atteggiamenti di Tarallo, che lo ha amato per 19 anni, abbiano inciso. Morra e la Del Vesco, entrati nella casa del Grande Fratello Vip come nemici per la pelle (erano stati insieme, poi lui s' era dato e lei lo aveva umiliano al loro primo incontro dentro alla Casa), poi, a poche ore dall'odio e dalle lacrime, improvvisamente amici, e parlando davanti alle telecamere del loro passato, hanno descritto quel mostro del loro scopritore, Tarallo, appunto, vuotando il sacco. Con Tarallo erano diventate star in tanti.

 

Era successo a Gabriel Garko, a Pamela Prati, scoperta quando faceva la commessa, a Tinì Cansino, che aveva una figlia da mantenere e lui ne ha fatto la stella di Drive In, a Eva Grimaldi che lavava i bicchieri in un bar, e lui ne fece una celebrità, pure lei fuggita dalla scuderia di Tarallo dove la carriera era messa prima di tutto. Setta? Lucifero? Istigazione al suicidio? «Un'assurdità», mi dice Lucherini, «Andavo spesso da loro, non vivevo da loro, certo, ma possibile che non mi sia accorto di nulla?». «Ma puoi immaginare? Tarallo alle prese con le messe nere? Me lo ricordo, era un fratellone, buono, affettuoso», mi dice la Rettore.

alberto tarallo - LA BANDA DEL GOBBO

 

«Mi ricordo che l'ho conosciuto proprio con lei a Verona, al Festivalbar. Lui era il suo truccatore... Da truccatore era passato ad agente di Dalila Di Lazzaro. Poi un giorno mi ha parlato di "La signora della città", dal libro di Silvana Giacobini, che diventò una fiction di successo. Aveva conosciuto Losito che divenne il suo compagno e lo sarebbe rimasto per 19 anni, fino al suicidio di Teo». Con Losito Alberto creò la Ares «Tutto ciò è una vergogna», mi dice Ciacci, che prima di diventare un personaggio popolare in tv, è stato costumista e stylist, che ha conosciuto tutto "il giro" di Tarallo.

 

«Probabilmente sarà stato tremendo lavorare con lui, pretendeva da quei ragazzi e ragazze che trovava in giro, il massimo, proibendo loro di vivere come erano abituati, e tentava di trasformarli in attori professionisti».

alberto tarallo con pamela prati hotel hilton 1985 ph marcellino radogna

 

Eva Grimaldi per ora preferisce il silenzio, che per alcuni è un assenso. Ripeto, non lo sentivo più dall'inizio degli anni Novanta... Sarà cambiato, certo, ed eravamo ormai più che scollati, visto che non ha mai voluto parlare con me (l'ho chiamato e gli ho scritto) nemmeno del suicidio di Teo... ma è possibile che quello che mi sembrava un uomo perennemente impegnato, perfino triste, quotidianamente alle prese con diete sempre traditrici, che si era creato un suo gruppo di lavoro ristrettissimo, una sorta di famiglia in cui nessuno era ammesso, sia diventato una sorta di Lucifero a capo di una setta? Magari mi ricrederò, ma ricordo che ci vuole poco per distruggere un uomo, soprattutto se è stato magari anche ingiusto come capo, e che ora conta molto meno per attori che ancora professionisti sono solo sempre meno giovani promesse.

giovanni ciacci. enrico lucherini

Ultimi Dagoreport

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - UNA VOLTA DIVENTATA “INAFFIDABILE”, AGLI OCCHI DI TRUMP A COSA PUÒ SERVIRE GIORGIA MELONI? A NIENTE, QUINDI PUÒ TORNARE A LEGGERE TOLKIEN AI GIARDINETTI DI COLLE OPPIO – PAOLINO MIELI A “OTTO E MEZZO” LANCIA LA BOMBA DOPO LO SCAZZO ROMA-WASHINGTON: “C’È UNA CERTEZZA DI VENDETTA. È QUALCOSA DI ANALOGO DEL SIGONELLA DI CRAXI. TRUMP SE LA LEGHERÀ AL DITO. A CRAXI LA FECERO PAGARE IN MANIERA DEFINITIVA. A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” – COSA E QUANTO RISCHIA DAVVERO LA  SORA GIORGIA? PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO, BEGONA, A CUI È STATO RITIRATO ANCHE IL PASSAPORTO…

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…