franco battiato

“IL VALORE LETTERARIO DEI MIEI TESTI? ‘PROSPETTIVA NEVSKIJ’ MI SEMBRAVA UNA CAZZATA” – LA BOMBASTICA INTERVISTA DI MALCOM PAGANI A FRANCO BATTIATO PER I 70 ANNI DEL MAESTRO – "IO DEI GUSTI DEI FANS ME NE FREGO. UNA VOLTA UN GRUPPO PUNK CAMBIÒ LE PAROLE A “UP PATRIOTS TO ARMS” (‘MANDIAMOLE IN PENSIONE QUELLE FACCE DI MERDA/ CI HANNO ROTTO I COGLIONI’). MI SONO DIVERTITO PIÙ IN QUELL’OCCASIONE CHE A CANTARE MIGLIAIA DI VOLTE L’ORIGINALE” – LA DIFFERENZA CON DALLA, LA POLITICA E LA CADUTA DAL PALCO – VIDEO

 

Malcom Pagani per il “Fatto Quotidiano” pubblicata da Dagospia il 24 marzo 2015

 

franco battiato

   La voglia di vivere a un’altra velocità, la stessa di sempre: “Ora cammino con le stampelle, ma tra un po’ le butto. Mi dicono ‘Franco, calmati, ci vuole ancora un mese’. Si sbagliano. Penso che nel giro di una settimana la mia frattura non sarà che un ricordo”. Ragionando nell’imminenza della celebrazione su quelli di un’esistenza intera: “Io lavoro sulla spiritualità, cosa vuole che me ne freghi del mio compleanno?” Franco Battiato non si emoziona per il dato anagrafico.

 

franco battiato 1

Oggi compie settant’anni, lo fa guardando in faccia Milo, Catania e il suo passato. Anche se il tempo cambia molte cose, e opinioni e amicizie non sono necessariamente più quelle di ieri, di tanto in tanto un grido copre ancora le distanze: “In effetti rompendomi il femore al Petruzzelli un po’ devo aver urlato”. Era metà Marzo e Battiato – tornato da un lungo viaggio europeo tra Londra, Parigi, Oviedo e Barcellona e l’Irlanda: “Una cosa pazzesca, a Dublino, introducendo il concerto in inglese mi interrompevano dalla platea ‘parla italianoooo’” – chiudeva la tournée in Puglia cantando di ritmi ossessivi e danzatori bulgari:

 

 “A bordo palco c’era un certo fanatismo. Un entusiasmo impossibile. Cerco di ringraziare e durante la canzone vado a toccare le mani delle ragazze in prima fila. Quelle mi prendono per il braccio. Perdo l’equilibrio, inciampo e cado all’indietro. Ciao Battiato. Una cosa allucinante”.

FRANCO BATTIATO

   

Quindi, la cronaca racconta di una corsa in ospedale.

   Avrei fatto bene a rimanere sdraiato. Farmi spostare a braccia nei camerini non è stata una buona idea. Oltre al dolore, ha provocato una sovrapposizione ossea che ha complicato l’operazione. Ma non si poteva fare altrimenti.

  

 Perché?

   E che potevo aspettare l’ambulanza sul palco con il pubblico in sala a piangere il morto? C’erano millecinquecento persone. Non era il caso.

   

Quanto affetto però.

PIPPO BAUDO FRANCO BATTIATO

   Corsi e ricorsi. Mi sembra di essere tornato agli anni ’80, quando negli alberghi della Versilia, dietro compenso, gli inservienti vendevano ai fan la vista notturna sul cantautore dormiente. In altre forme, si sta verificando tutto quel che mi accadde allora. In Europa avevo previsto esibizioni poco più lunghe di un’ora. Tra un bis e l’altro, non sono mai riuscito a lasciare il teatro prima di due ore e mezza. All’epoca mi turbai, oggi l’affetto mi fa un’altra impressione. Del successo, in generale, non me ne è mai importato nulla.

   

Dice sul serio?

   Non ho mai compiaciuto nessuno. Sono partito dallo sperimentalismo, ho scritto canzoni popolari, girato film, dipinto quadri senza mai accontentarmi della culla protetta o delle sicurezze.

 

battiato cover

Come per magia quelli che mi apprezzavano in una veste, mi hanno dato retta anche quando mutavo essenza senza pretendere che somigliassi a un juxe-box e che a ogni monetina inserita, corrispondesse un loro desiderio. Mi hanno lasciato essere come volevo e se posso dirlo spudoratamente, io sono cambiato e ho fatto tutto il mio percorso solo per loro. Me ne frego delle sicurezze e me ne frego di offrirle. Sa cosa mi diceva Lucio Dalla?

   

Il suo amico Dalla.

   Il mio amico Dalla, certo. ‘Io inseguo il

pubblico, Franco. Tu ti fai inseguire’. Sembra una cazzata, ma è vero. Io dei gusti dei fans me ne frego, loro lo sanno. Non ho mai fatto una capatina su Facebook. Non esiste. Se lo possono scordare.

   

Senza Facebook, ma con settant’anni sul groppone.

   Tanto non dominiamo nulla, quindi anche l’età, come molto altro, resta un’astrazione. Giada Colagrande, la moglie di William Dafoe, mi ha mandato un documento importantissimo per spiegarmi il mio piccolo incidente fisico. Lei sapeva esattamente quel che mi sarebbe accaduto.

   

franco battiato da giovane

Un’indovina?

   Potrei parlarle di astrale karmico e di cerchi della vita, ma semplificherò perché la gente è scettica e scherza su cose serissime.

   

La delude?

   La delusione è nell’osservare qualsiasi volo ridotto alla tangibilità. Grazie a David Bohm, la scienza è entrata nel campo del misticismo, ma i fisici fanno finta di nulla e sembra che abbiano bisogno sempre di una prova. Di una dimostrazione empirica. Per capire che due persone si amano, devi vederli scopare?

   

Torniamo a Giada Colagrande. Che documento le ha mandato?

   Uno scritto in cui, in parole poverissime, mi dice che nel futuro mi attende quel che il mio inconscio sta preparando. Si va di 9 anni in 9 anni, così per un’altra frattura o per una qualsiasi altra manifestazione rilevante, possiamo riparlarci nel 2024. (Ride).

   

franco battiato

Rimanendo al 2015 cosa possiamo dirci?

   Che abbiamo perso per strada una qualità umana che sarà impossibile recuperare.

   

Ha nostalgia di qualcosa?

   La nostalgia non è un valore. Se la provassi non avrei scritto una canzone come Sui giardini della preesistenza.

   

“Voglio di nuovo gioia nel mio cuore/ un tempo in alto e pieno di allegria” diceva.

   L’unica cosa per cui si può avvertire nostalgia sono i paradisi perduti. Gli angeli nascosti. Ciò che di meraviglioso, magari fugacemente, abbiamo incontrato. Se c’è una cosa bella dell’età che avanza, è in questo miracolo: saper riconoscere la bellezza. Quando mi passa davanti, adesso, la colgo.

   

“Vorrei tornare indietro per rivedere il passato, per comprendere meglio quello che abbiamo perduto” cantava.

la voce del padrone battiato

   Forse oggi non basterebbe neanche capire. Mi ricordo molto bene i veri siciliani di un tempo. Quelli del dopoguerra. Gente che aveva voglia di vivere e di pensare con la propria testa.

   

Poi cosa è successo?

   Siamo entrati nel regno della vanità. Ci hanno fottuto lì. Prenda i politici di oggi: quando li osservo ho pietà per loro. Mi sento male: santo dio, ma da dove vengono?

   

Non soffrirà per loro?

   Quando vedo gente incapace di spogliarsi delle propria bestialità, soffro sempre. Anche se è una bestialità in giacca e cravatta. Detto questo, aiuterei anche uno come Lupi, uno che mi fa schifo. Anche Renzi. Anche Berlusconi che è un mostro totale. Detesto i politici di oggi, ma non escludo possano cambiare.

franco battiato da giovane

   

Perché li aiuterebbe?

   Perché siamo tutti uguali. È inutile dire “Quello è cretino”. Non è escluso che una faccia di merda, un ladro o un delinquente, un giorno non possa essere illuminato da un’intuizione, redimersi e superarti nel percorso della virtù e della conoscenza. Sa qual è una cosa interessante dell’esistenza?

   

Dica pure.

   La possibilità di elevarsi. Il fatto che qualcuno, un mascalzone o un assassino, guardandosi allo specchio, possa improvvisamente riflettere e capire: ‘Ma che cazzo di vita ho condotto fino a ora?’. Succede. Ed è più utile di una sciatta preghiera innalzata pigramente a dio nell’illusorio tentativo di salvarsi. Secondo il calendario del Bardo l’uomo ha sette possibilità di finire in zone elevatissime. Per certi parlamentari, l’eventualità è oggettivamente tenue. Mai dire mai però.

  

 Tra il ’79 e l’82 tra una bandiera bianca e un cinghiale della stessa tinta, l’Italia scoprì Battiato. È vero che ha retrospettivamente abiurato quel periodo.

   

La parola abiura non mi piace. Ho scritto delle cose più o meno buone e alle quali sono più o meno affezionato. Qua e là, ci sono canzoni a cui qualcuno ha avuto la generosità di riconoscere un valore letterario.

franco battiato nel 1972

 

All’epoca de Il re del mondo mi chiamarono molti poeti per congratularsi e chiedermi come avessi fatto a scrivere e a inserire senza anatemi del pubblico in un disco vendutissimo: “Strano come il rombo degli aerei da caccia un tempo/ stonasse con il ritmo delle piante al sole sui balconi”. Erano riconoscimenti liberi dall’invidia e dal livore. Telefonate che facevano piacere.

   

Lei cosa rispondeva?

   Che erano frasi venute così, senza particolare rovello. Senza impegno metodologico. Pensi che ai tempi di Prospettiva Nevskij, non ero convinto del testo. Scritto quella canzone tutta di seguito e poi la feci sentire a Giusto Pio: ‘Ma è bellissima’ disse. Io ero scettico, cercavo di convincerlo: ‘Sicuro? A me sembra una cazzata’. Fui lui a spingermi a inciderla: fosse stato per me sarebbe finita nella spazzatura.

   

È stato severo nel valutarsi in questi 40 anni di percorso?

franco battiato 2

   Credo giusto. Sono stato sempre assai poco geloso delle mie creazioni. Anni fa andai ad ascoltare un gruppo punk di Bologna in un teatro milanese in Via Larga. Mi si avvicina il leader e fa: ‘Suoneremo una cover di Up patriots to arms, ti dispiace se cambiamo qualche parola?’. ‘Ma cosa vuoi che me ne freghi?’. Detto fatto. Salgono sul palco e attaccano: ‘Mandiamole in pensione quelle facce di merda, ci hanno rotto i coglioni’.

   

Diverso dal suo “Mandiamoli in pensione i direttori artistici/ gli addetti alla cultura”. Si arrabbiò?

   Mi sono divertito più in quell’occasione che a cantare migliaia di volte l’originale.

franco battiato 3franco battiato 5franco battiato Franco Battiatobattiatofranco battiato con la royal philharmonic concert orchestrafranco battiato con la royal philharmonic concert orchestra 2franco battiato 1

malcom pagani

 

Ultimi Dagoreport

monte dei paschi di siena mps francesco gaetano caltagirone luigi lovaglio cesare bisoni gaetano caputi vittorio grilli

SALUTAME A “CALTA” – IL CDA DI MPS RIFILA UN ALTRO “VAFFA” ALL’83ENNE COSTRUTTORE: CESARE BISONI È STATO NOMINATO COME PRESIDENTE DEL “MONTE” CON I SOLI VOTI DELLA LISTA DI “PLT” – SI VOCIFERA CHE “CALTA-RICCONE” ABBIA LA DENTIERA AVVELENATA, IN PARTICOLARE, CON DUE PERSONE: IL PRESIDENTE DI MEDIOBANCA, VITTORIO GRILLI (CHE DOPO LA FUSIONE PRENDERÀ IL POSTO DI BISONI) E IL CAPO DI GABINETTO DI PALAZZO CHIGI, GAETANO CAPUTI. NON È SFUGGITO ALL’OTTUAGENARIO EDITORE DEL “MESSAGGERO” CHE ENASARCO, LA CASSA PREVIDENZIALE DEGLI AGENTI DI COMMERCIO IN OTTIMI RAPPORTI CON CAPUTI, ABBIA VOTATO A FAVORE DI LOVAGLIO COME AD…

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...