john lennon e yoko ono

LENNON, IL GATTARO - LONDRA, FINE ANNI '60. JOHN VENDE CASA. TRA UN CENTINAIO DI VESTITI INDOSSATI DURANTE LE TOURNÉE CON I BEATLES E UN BAGNO GRANDE COME UN APPARTAMENTO, A TRAMORTIRE OTTAVIO FABBRI È L’ODOR DI PIPÌ DI GATTO. JOHN HA MICI DAPPERTUTTO, DI OGNI RAZZA E ANCHE ESEMPLARI BELLISSIMI – PARTY ROMANO PER JULIAN LENNON: BASTANO UN PO’ DI CANDELE PER FAR ARRIVARE I POMPIERI

Ottavio Fabbri per “Libero Quotidiano”

 

ottavio fabbri e marisela federici

Londra, fine anni '60. Ero a Londra per uno stage presso la Fabbri and Partners (Casa di Edizioni di proprietà della mia famiglia e della famiglia Rothschild). Mio padre si era intanto fissato di voler acquistare una proprietà nella campagna anglosassone.

 

Fissazione persistente in ogni città del mondo dove aveva occasione di fermarsi anche meno di una settimana, (e in generale una casa la comperava, per andarci poi anche meno di una settimana all' anno).

 

john lennon

Un giorno mi telefona da Milano per dirmi che aveva trovato su di un giornale inglese una inserzione per la vendita di una proprietà nella campagna non lontana da Londra, esattamente nel Surrey. «Ottavio vai a vederla, magari è interessante... C' è l' indirizzo. Ho parlato con una signora gentile dallo strano accento che ti aspetta».

 

«Papà, un' altra casa... ma chi ci va nel Surrey!?». Questa mia frequente e ormai rituale domanda alla vigilia di ogni nuovo acquisto, rimaneva sempre senza risposta, e dunque prendo un taxi e mi avvio nel Surrey con la pazienza del caso, ma anche curioso di vedere l' ultima così interessante novità.

john lennon e yoko ono

 

Non c' è un nome neanche sul campanello. Suono e mi apre la porta una signora molto piccola e molto sorridente. «Are you mister Fabri' s son?». «Yes madame». «My name is Yoko». Non ci posso credere: Yoko Ono la moglie di John Lennon. Lei nota la mia sorpresa e con un inchino di cortesia orientale mi fa entrare.

 

john lennon

Noto subito una quantità impressionante e distribuita per terra di registratori Revox, evidentemente del marito in via di trasloco "musicale", insieme ad altre strane masserizie fra cui padelle, chissà per quale cottura, più grandi della padrona di casa. Sento anche un odor di pipì di gatto che sarà il leit motif olfattivo per tutta la durata infinita della visita. Gatti dappertutto, di ogni razza e anche esemplari bellissimi.

 

john lennon

Comunque il sopralluogo continua con una anche superflua descrizione di Yoko, ormai amica da una vita. Non ho mai visto un tale insieme di oggetti, manichini, strane statue variopinte, e soprattutto di un centinaio di vestiti nell' armadio più grande e lungo certamente del Surrey, illustrato con minuta precisione per date di concerti e relativo abbigliamento di John durante le sue memorabili tournée con i Beatles. Ma è uno dei tanti bagni difficile da dimenticare.

 

Grande come una appartamento ha al centro una vasca da bagno di dimensioni da imperatore romano. Delle piastrelle a scacchi bianchi e neri che ricordano delle gigantesche parole crociate da settimana enigmistica e che confondono la vista che offre comunque una visione di una doccia così grande che forse Lennon usava cantando in doccia insieme a tutti i Beatles.

 

john lennon

Non so come dire a questa gentilissima signora che la casa, anche con giardino, è bellissima ma non penso che sia il genere che cerca mio padre. Neanche troppo delusa Yoko Ono mi accompagna alla porta sempre con solerte cortesia orientale e mi consegna un biglietto del prossimo concerto dei Beatles a New York, città dove John Lennon verrà ucciso nel 1980 da un mitomane davanti ad un portone di Centrai Park West all' ingresso del Dakota Building, sua fatale ultima dimora a Manhattan.

 

Ho incontrato poi negli anni successivi Julian Lennon, figlio di Cynthia, sua prima moglie, a Roma, ospite della mia amica Claudia Ruspoli che ha organizzato per lui un aperitivo tra amici in una delle piu belle mansarde di rama, appunto a Palazzo Ruspoli.

yoko ono, john e julian lennon

 

Claudia aveva messo decine di candele sui davanzali e sui bordi delle grandi quattro vetrate della mansarda a forma di torretta, svettante sugli altri Palazzi Romani, in ogni caso sottostanti, per un forse non casuale posizionamento competitivo fra le più illustri e nobili dimore della aristocrazia romana.

 

Fatto sta che questa fila di candele riflettono sulle vetrate dei bagliori di fuochi lampeggianti a sembianza di un incendio. Dopo poco vedo spuntare al di là di una delle vetrate un elmetto. È un pompiere che in cima ad una scala si affaccia all' innocuo party immaginando già di dovere salvare qualche sbadato che aveva dato fuoco alla torretta Ruspali.

 

julian lennon 2

Claudia è più sorpresa di me e con principesca gentilezza fa entrare il pompiere seguito sulla lunga scala da altri pompieri che scavalcano il davanzale fra tante innocue fiamme e brindano con i nostri amici allo scampato pericolo. «I love Rome!» è il commento di umorismo very british di Julian Lennon, anche lui musicista nella memoria di tanto leggendario padre.

claudia ruspoli con marisela federici

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…

gianni alemanno giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT – SENZA UN’ALLEANZA CON VANNACCI, GIORGIA MELONI RISCHIA DI PERDERE LE PROSSIME ELEZIONI – E ALLORA A VIA DELLA SCROFA HANNO PROVATO AD AMMANSIRE IL GENERALE PER TIRARE IN COALIZIONE ANCHE FUTURO NAZIONALE – PECCATO CHE L’EX PARA’ SIA PAPPA E CICCIA, IN EUROPA, CON I NEONAZISTI DI AFD, NEL GRUPPO “EUROPA DELLE NAZIONI SOVRANE” – PER RENDERSI “POTABILE” A UNA COALIZIONE DI GOVERNO, VANNACCI DOVREBBE “RIPULIRSI” PARECCHIO, FARE PARECCHIE ABIURE, PENA L’OSTILITA’ DI BRUXELLES E DEL PPE (CHE HA IN AFD IL SUO NEMICO) – MA AL GENERALE CONVIENE DILUIRSI IN UN CENTRODESTRA CHE ANNACQUEREBBE LA SUA FASCIO-RETORICA O RESTARE ALL’OPPOSIZIONE E INGROSSARE I CONSENSI? LA SECONDA CHE HAI DETTO…

politecnico di milano rettrice donatella sciuto big mama

DAGOREPORT - L’ULTIMA FRONTIERA DELLA PARITA’ DI GENERE? LE UNIVERSITA’ MILANESI, PASSATE NEGLI ULTIMI DIECI ANNI DA ZERO A SEI RETTRICI - ORA, SULL’ESEMPIO DI MANFREDI A NAPOLI, QUALCUNA PENSA AL “GRANDE SALTO”. E’ IL CASO DELLA RETTRICE DEL POLITECNICO, DONATELLA SCIUTO: IN UNA INTERVISTA AL “CORRIERE” DICHIARA DI NON VOLERSI CANDIDARE E INVITA A VOTARE UN SINDACO DEL PD - DEL RESTO, NEL SUO ATENEO C’E’ APPENA STATO UN CONCORSO CON UNA SOLA CANDIDATA (GUARDA CASO!): LA EX PARLAMENTARE PD, LEYLA CIAGA’ – LA LAUREA IN URBANISTICA A BIG MAMA, LA CUI CANZONE “LA RABBIA NON TI BASTA” E’ STATA DEDICATA DALLA SCHLEIN ALLA MELONI. INSOMMA UN POLITECNICO ROSSO DI RABBIA…