mughini moana

LETTERA D'AMORE A MOANA POZZI – MUGHINI RICORDA “LA PRIMA STAR A FIGURA INTERA DEL PORNO ITALIANO” - LA SUA DIVINIZZAZIONE? POTRÀ ESSERE ANCHE ECCESSIVA MA CON LEI POTEVI CHIACCHIERARE MEGLIO CHE CON TANTE GIORNALISTE FEMMINISTE" – "LA SUA MORTE NON È MISTERIOSA. HA PAGATO OLTREMODO LA SUA NOTORIETÀ E I SUOI GUADAGNI, MA ERA UNA SCELTA A SUO MODO CORAGGIOSA, ALTRO CHE LE SCIACQUETTE DEI SOCIAL..." – "QUELLA SERA CHE MI INVITO’ A SALIRE A CASA SUA…"

Andrea Bonzi per www.quotidiano.net

 

moana pozzi

Sono passati 25 anni. Il 15 settembre 1994, in una clinica di Lione, moriva Moana Pozzi. Aveva solo 33 anni, e faceva la pornostar. Anzi, era la stella dell’hard più nota. Da quel momento, come una Marilyn a luci rosse, Moana Pozzi entra nel mito. Non era una pornostar come tutte le altre: le apparizioni televisive (celebre la passerella di nudo integrale a L’araba fenice, su Italia 1, nel 1988), i talk show, i libri in cui dava le pagelle agli amanti (La filosofia di Moana, edito nel 1991 a proprie spese), facendo nomi e cognomi, da Marco Tardelli a Beppe Grillo e Bettino Craxi, potente segretario del Psi, nonché l’avventura elettorale col Partito dell’amore, l’avevano fatta uscire dal recinto dell’hard, trasformandola in un’icona nazionale, nel bene e nel male. La sua storia la rendeva unica. Nata a Genova il 27 aprile 1961 da una famiglia borghese, allieva del Conservatorio, nel 1979 lasciò la famiglia e iniziò la carriera di modella e attrice. 

giampiero mughini

 

moana pozzi (4)

La prima pellicola a luci rosse è del 1987 (Fantastica Moana): diventa, insieme a Cicciolina, la stella di Diva Futura, l’agenzia di Riccardo Schicchi. Nel 1992 si presenta con il Partito dell’Amore (fondato da Cicciolina, che poi ne era uscita) alle elezioni politiche. Gli ultimi cinque mesi della sua vita, Moana li ha vissuti nella clinica francese, nel più stretto riserbo e senza apparire mai. Subito dopo il decesso è stata cremata. Non mancano le speculazioni: ufficialmente è morta di cancro, ma in tanti attribuiscono all’Aids o all'epatite cronica infettiva la sua fine (scarsi, allora, i controlli e le protezioni per chi lavorava nel porno). Il mito vuole che non sia mai morta, e che sia ancora viva, all’estero. Ma è, purtroppo, solo una leggenda.

 

moana pozzi 5

"La divinizzazione di Moana? Potrà essere anche eccessiva, ma era una ragazza piacevole e intelligente. Quasi 40 anni fa, Moana lanciò una sfida: lei, che proveniva da una buona famiglia borghese di Genova, è stata una delle primissime persone a rivendicare pubblicamente l’uso del proprio corpo per trarne vantaggio e notorietà". Giampiero Mughini, giornalista e scrittore, racconta così Moana Pozzi, la pornodiva scomparsa a soli 33 anni, il 15 settembre 1994. Esattamente un quarto di secolo fa.

 

Mughini, che ricordo ha di Moana Pozzi e di quel periodo – tra fine anni Settanta e Ottanta – in cui le pornodive lanciate da Riccardo Schicchi avevano una fama che andava oltre le luci rosse?

"Ho conosciuto bene sia Schicchi, l’architetto che aveva inventato Cicciolina, sia le ragazze che lavoravano per lui. Moana era la star della sua scuderia – termine che non uso in senso spregiativo, beninteso –: le ragazze, per esibirsi in modo discinto e invitante, guadagnavano 3 milioni di lire a serata; Moana ne percepiva ben 12. E immagino che, anche sui set a luci rosse, guadagnasse quattro volte tanto le altre"

 

Moana diceva: «Faccio l’amore e non ho sensi di colpa». Un po’ una Marilyn a luci rosse. Si può dire che – grazie anche a comparsate televisive, interviste, libri – sia stata la prima pornostar a essere percepita dalla gente comune come una persona vera?

"Sì, più di Cicciolina. In quegli anni, quando incontravi la Staller e le chiedevi che giorno fosse, si voltava verso Schicchi prima di rispondere, sembrava davvero una sua creatura. La prima persona a figura intera del porno italiano è senza dubbio Moana".

 

E Moana che pensava di sé? Al di là delle dichiarazioni pubbliche, ovviamente...

fantastica moana

"Mi ricordo una sera, a Napoli, c’erano Schicchi,Moana e altre ragazze, tra cui la mia amica Petra Scharbach, si esibivano in un teatro. Finito lo spettacolo, Moana mi disse: ‘Quando ero sul palco, mi chiedevo che cosa pensassi di me’. Io pensavo facesse un lavoro rispettabile, era una persona con cui potevi chiacchierare meglio che con tante giornaliste femministe di oggi".

 

Ci racconta un aneddoto particolare su Moana?

moana pozzi diva futura

"Sempre quella volta a Napoli, tornai con lei in macchina. Io non guido, quindi, quando arrivammo a pochi metri da casa sua – stava vicino a San Pietro, a Roma –, mi disse: ‘Giampiero, sali che ti chiamo un tassì’. Io, per motivi di pura discrezione, perché non volevo pesarle ulteriormente, le risposi di non preoccuparsi, sarei rimasto lì in attesa. Lei pensò che non volessi entrare in casa sua in quanto la ritenessi un po’...sacrilega, diciamo. Questo per dire della sensibilità della donna che, va da sé, era bellissima, grazie anche a qualche ritocco del chirurgo, certo. Ma oggi, quale showgirl non ne fa".

 

Quanto ha pesato la sua morte misteriosa – un tumore, ma si è parlato anche di Aids – nel farne un personaggio che è entrato nella memoria collettiva?

mughini

"La sua morte non è affatto misteriosa. Sono convinto abbia contratto l’Aids, in quel contesto e in quel periodo era facile. Ha pagato oltremodo la sua notorietà e i suoi guadagni, ma era una scelta a suo modo coraggiosa, altro che quelle sciacquette – ma io userei anche termini più forti – che popolano social e blog oggi e ne traggono un vantaggio economico".

 

MUGHINI

Moana scrisse un libro in cui dava i voti ai suoi amanti: Tardelli, Craxi, Grillo e molti altri. Le rivelazioni ebbero molto risalto. Sarebbe possibile oggi una situazione analoga, soprattutto pensando alla politica?

"Vedo una mediocrità spaventosa, mancano i personaggi. Non c’è un’altra Moana Pozzi, ma non ci sono neppure più politici all’altezza. Oggi lo sguainare cosce, culi e tette è un genere professionale: io faccio l’ingegnere, tu la dottoressa, tu la sciacquetta. Io non sono sui social, ma quando vedo le notizie su questa o quella influencer mi viene da ridere. Rispetto a loro, Moana quell’attenzione la meritava: ha imposto un personaggio che non c’era".

 

 

moana pozzimoana pozzi maurizio ferraraMOANA POZZI E GIAMPAOLO COFANO 2moana pozzi al seggiomen moana pozzinovello novelli moana pozzimoana pozzi partito dell amoremoana pozzi al seggiomoana pozzi (2)fabio fazio moana pozzimoana pozzi riccardo schicchifabio fazio moana pozzimoana pozzi foto riccardo schicchimoana pozzimoana pozziMOANA POZZI BY ITALIAN OCEAN DRIVEmoana pozzi (3)moana pozzi tinto brassmoana pozzi lato b (2)moana pozzi 14moana pozzi (8)moana pozzi 7moana pozzi 1moana pozzimoana pozzi 12moana pozzi porn video 1moana pozzi 13moana pozzi (9)moana pozzi (6)moana pozzi 15moana pozzi

Ultimi Dagoreport

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...