UN LETTORE CI SCRIVE: “CARO DAGO, SPIACE PER NADIA TOFFA E NESSUNO MERITA DI MORIRE COSÌ (DUE ANNI DI PURA SOFFERENZA PER LE CURE), MA POSSIAMO DIRE CHE L'AFFERMAZIONE DEL 12 FEBBRAIO 2018 (O GIÙ DI LÌ) DELLA STESSA TOFFA DI AVER SCONFITTO IL CANCRO ERA UNA CAZZATA BELLA E BUONA? DOPO DUE MESI NON CURI IL CANCRO. NEMMENO CON IL PENSIERO POSITIVO E LA RADIO. RIMANE INCOMMENTABILE LO SFRUTTAMENTO DE ‘LE IENE’ CHE HA SPETTACOLARIZZATO LA MALATTIA E PURTROPPO MORTE DI UNA LORO DIPENDENTE…”

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Riceviamo e pubblichiamo:

 

NADIA TOFFA NADIA TOFFA

Caro Dago, spiace per Nadia Toffa e nessuno merita di morire così (due anni di pura sofferenza per le cure), ma possiamo dire che l'affermazione del 12 febbraio 2018 (o giù di lì) della stessa Toffa di aver sconfitto il cancro era una cazzata bella e buona? Dopo due mesi NON curi il cancro. Nemmeno con il pensiero positivo e la radio. Furono tacciati di essere cattivi e hater tutti quelli che misero in dubbio queste parole, quando magari in tanti fecero solo notare che le cose purtroppo non stanno così.

 

Spiace per la donna dietro il fenomeno mediatico e speriamo almeno che ora possa riposare in pace. Rimane incommentabile lo sfruttamento delle IENE che ha spettacolarizzato la malattia e purtroppo morte di una loro dipendente. Aspettiamoci ora uno speciale post mortem targato IENE; evidentemente il programma ha l'esclusiva dove sapremo tutto, tuttissimo sulla morte della loro inviata. Già l'annuncio della dipartita è stato affidato alle IENE e non alla famiglia, come sarebbe usanza e anche buona norma.

Domanda: ma perché le IENE hanno questa passione morbosa per la disinformazione relativa alla salute? Saluti dagli sciacalli,

Lisa

 

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