LUTTAZZI IS BACK! - IL COMICO DESAPARECIDO PUBBLICA “LOLITO”, 2 ANNI DI SCRITTURA SU BERLUSCONI - “NON MI RITENGO MIGLIORE DI LUI, ANZI. LENNY BRUCE DICEVA ‘SONO CORROTTO COME IL CARDINALE SPELLMAN, MA È LUI CHE VUOLE FARE IL CARDINALE” - I PLAGI BRUCIANO: “LE STESSE PAROLE IN DUE CONTESTI DIVERSI FANNO RIDERE PER DUE MOTIVI DIVERSI, QUINDI SONO DUE BATTUTE DIVERSE. L’ACCUSA DI PLAGIO È SEMPRE RIVOLTA CONTRO ARTISTI ERETICI” - HA VINTO 1 MLN € DA LA7…

Malcom Pagani per "Il Fatto Quotidiano"

Satyricon. Dodici anni fa. Daniele Fabbri. Quello che per arte, omaggio e filiazione indossa il cognome, Luttazzi, di un capro espiatorio, il ragazzo romagnolo che confonde perfidia e dolcezza, il cattolico messo sulla croce di un servile realismo più sacrale di qualunque religione.

Gli stessi occhi di ieri, qualche ruga in più, i cani di paglia alle spalle, la strada infuocata da un coraggio ottuso, sordo, ora comprensibilmente diffidente. Beveva caffè radioattivo, Luttazzi. Vestiva un'atletica magrezza e prima che la satiriasi declinasse in vendetta, con gli strumenti della satira, nel Satirycon della contemporaneità ragionava ad alta voce con otto milioni di persone.

Argomenti sconvenienti. Mafia, stragi, corruzione. Politica, sesso e chiesa. Reale e assurdo in ritmica alternanza. La nostra storia. Il Passato. Il presente. La promessa di futuro.

In un aprile crudele, a condannarlo da Sofia senza giusto processo, più dell'ignavia di un'opposizione complice, l'applauso del pubblico pagante. Piaceva e quindi spaventava. Scuoteva e venne eliminato.

Nel dubbio tra arrendersi ed esprimersi, Daniele Luttazzi ha preferito esistere. Pensare. Scrivere molto. Parlare poco. Ora ci sono 529 pagine. "Lolito". Figlio di un terremoto e di uno sbadiglio nella Milano del '36. Ardito delle conquiste. Esegeta del "manubrio". Schiavo del desiderio. Crociato in terra d'Africa.

Autore, anche, per Mondadori (anno di grazia 2018) di volumi postumi e immortali: "Donne che ho leccato in ingenti quantità". Di coincidenti opposizioni letterarie solo apparentemente divergenti: "Labbra contro glande".

Statista e chansonnier, Silvio Lolito. Pieno d'amore per lo ‘strumento', utilizzatore finale intriso di un'incrollabile autostima: "Lolito. Luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-to: la punta della lingua fa tre passetti lungo la vulva per battere, al terzo, sul clito. Lo.li.to".

Una parodia di Nabokov. Colta, felice, disperata. L'indizio di un'ispirazione matura. La traccia di un'ossessione che trascina fanciulle adolescenti a vendersi : "Da oggi funzionerò a monetine" e adoratori di Priapo a comprare perché la carne è debole e il proprio dio, se si è unti del Signore, non si tradisce.

Luttazzi, dov'era finito?

Qui, in questo libro. Un minuto dopo le dimissioni di Berlusconi, mi sono reso conto che sarebbe tornato. Mi sono seduto al tavolo, ho immaginato la struttura e ho capito che si sarebbe trattato di un lavoro molto impegnativo. Per finirlo, avrei dovuto lavorare tutti i giorni. Sono stato su Lolito per due anni. Due degli anni più belli della mia vita. La scommessa era uscire prima delle elezioni.

Scommessa vinta.

Il libro è una memoria post mortem apparentemente dolorosa e confessionale, in cui, nel consapevole dolo del narratore, si insinua il dubbio che nelle grottesche accuse dirette all'imputato, allignino arbitrio ed esagerazione. Una tecnica che Berlusconi usa da 20 anni per buttarla in caciara. Lolito non è un solo volume su Berlusconi, ma un romanzo sul berlusconismo e sul Paese che l'ha sostenuto.

In una metafora letteraria.

Beba, la Lolita minorenne di Lolito, è l'Italia. A poco a poco, nella narrazione si insinuano elementi grotteschi che creano orrore. La satira non è "scrivere battute". Scrivere battute è solo sudoku. La satira è quello che ci fai con quelle battute. La satira è satira solo quando sovverte lo schema concettuale comune. Cioè ideologie e pregiudizi.

Sacro e profano?

La sana oscillazione tra sacro e profano che chiamiamo dubbio. Non c'è sacro senza profano alla maniera di Rabelais.

Lei si ritiene migliore di Berlusconi?

Al contrario. Il mio modello è Lenny Bruce, che diceva: "Io sono corrotto come il Cardinal Spellman, ma è lui che vuol fare il cardinale". Il resto è moralismo. Il delitto di Berlusconi è l'estetizzazione del reato e anche Lolito, come tutto il resto, si può leggere in molti modi.

Quel è la struttura del libro?

Ci sono tre livelli di lettura. Primo livello: il libro è una satira del berlusconismo e del rapporto tra Berlusconi e l'Italia attraverso la parodia della Lolita di Nabokov. Il secondo: il libro è una parodia di tutti i libri di Nabokov. Il terzo: il vero libro è il commento in appendice che spiega le tecniche dell'intertestualità moderna, di cui il romanzo non è che un lussuoso esempio. Come in un videogame si passa da un livello a quello successivo, da un divertimento a quello successivo in base alla propria abilità.

Il libro abbonda di riferimenti.

Agli autori che Nabokov ammirava, detestava o di cui non parlò mai. Come Heinz Von Lichberg, giornalista nazista. Nel 1916 scrisse un racconto in cui un uomo di mezza età si innamora della figlia minorenne della sua affittuaria. Nome della bambina e titolo del racconto: Lolita.

All'età di Lolita lei dov'era?

A Santarcangelo di Romagna, dove sono nato, in una famiglia animata da un attivo cattolicesimo. Esisteva il collateralismo. Dalla parrocchia, per chi voleva fare politica, la destinazione naturale era la Dc.

A Sant'Ermete, una frazione nei pressi del mio paese, c'era da anni una fogna a cielo aperto. Odori nauseabondi, lentezze intollerabili per sanare il problema. Mi interessai alla causa, fui il primo degli eletti. Dopo due anni fatta chiudere la fogna me ne andai.

Poi nella merda finì davvero.

A ciascuno il suo lavoro. Il satirico fa il satirico, il bastardo fa il bastardo.

La sua coerenza ha facilitato il compito?

Non è coerenza. È carattere.

Ricorda il giornalista interpretato a Mai dire gol? "Questa edizione va in onda in forma ridotta per venire incontro alle vostre capacità mentali". Se si fosse occupato di vela sarebbe ancora lì.

Conventio ad excludendum. Se possono non parlano di te. Se devono, ne parlano male. Prenda l'accusa di plagio. Mi ha fatto sorridere per la sua ingenuità. Blogger anonimi e incompetenti e giornalisti in cerca di scoop estivi scambiano per plagio legittime tecniche intertestuali della letteratura moderna. E pretendono da me spiegazioni che erano sul blog apertamente, a disposizione, fin dal 2005.

Vennero mostrati filmati inequivocabili

Montati ad arte. Il successo della diffamazione ai miei danni è dovuto al fatto che la gente condivide un pregiudizio, quello del realismo referenziale, cioè credere che il senso della parola gatto sia l'animale reale gatto.

Chi crede questo pensa che una parola abbia lo stesso senso in tutti i contesti in cui è usata. È assurdo. Il rapporto tra parola e mondo non è diretto. A interagire con il mondo sono le pratiche umane, le tecniche, sistemi di convenzioni che sono implementati socialmente perché servono a certi scopi.

A queste attività servono parole ed espressioni e così l'uomo crea il linguaggio. Il contenuto delle parole quindi non è né la realtà (realismo referenziale) né le nostre idee della realtà (idealismo) ma la pratica. Il senso di una parola (o di una proposizione) è la funzione che svolge all'interno di una pratica. Due frasi identiche in contesti diversi, hanno due funzioni diverse e quindi sono due frasi diverse.

Ad esempio?

Nel 2010 feci l'esempio di una battuta di Emo Philips: "A volte la gente mi si avvicina per chiedermi: ‘davvero a volte la gente ti si avvicina?'". Io ho dimostrato con i miei esperimenti sul palco che variando la prosodia che nella pratica poetica e comica è apportatrice di senso, cambia la funzione della battuta: da "insulto al comico" a "insulto al pubblico".

La stessa stringa di parole in due contesti diversi fa ridere per due motivi diversi, quindi sono due battute diverse. Questo è un grande risultato di cui sono orgoglioso. Se le estrapoli le battute dai contesti sembrano identiche, ma in questo modo hai tolto il loro senso fondamentale: la loro funzione. È come voler sostenere che due scatoloni siccome sono identici hanno lo stesso contenuto. E lo hai fatto perché in questo modo potevi darmi del disonesto. Questa è la mascalzonata che è stata organizzata contro di me e che certi giornali e tv hanno amplificato in modo vigliacco, non assumendosi una responsabilità ma dicendo "la rete dice che". Se cancelli una parte dell'informazione, non stai dando notizie, ma le stai creando.

In che senso?

Dopo anni di esilio forzato faccio il monologo a "Rai per una notte" e questo sconvolge a tal punto l'immaginario collettivo che qualcuno si sente in dovere di farmela pagare creando prove taroccate per bollarmi come disonesto.

L'accusa di plagio.

Fin dall'antichità, l'accusa di plagio non è mai disinteressata. È sempre stata rivolta contro artisti e intellettuali di cui si volevano censurare le opinioni temute, eretiche o eterodosse. La Chiesa nel medioevo la usava di continuo e il passo successivo era sempre il carcere e/o il rogo.

Avrebbe fatto una pessima fine.

In fondo mi è andata benissimo.

Sul web parlano di supercazzola.

Ho visto. "Luttazzi si è difeso male, è come Berlusconi, mente, altera le prove, non fa ridere". Sono gli stessi che credono all'altro grande pregiudizio: quello dell'autore originale. Come spiega Borges, neppure Omero è originale. Non esiste l'Adamo letterario. Joyce diceva di essere più che contento di passare alla storia come un: "paste and scissor man", uomo con le forbici, uomo copia e incolla.

Per scrivere Ada Nabokov attinge da Chateaubriand fino ad arrivare a quello che il senso comune considera plagio. La cosa è stata per me molto interessante dal punto di vista sociologico. Ho visto come nel finale di un film di Fellini il girotondo di nemici e detrattori.

Difficile pensare non c'entrasse il peccato originario del 2001.

Satyricon fu uno spartiacque. La mia intervista a Marco Travaglio fu un asteroide a ciel sereno. Dissero che era un complotto della sinistra, nulla di tutto questo. Semplicemente, a volte negli imperi al crepuscolo si creano smagliature alla periferia. Mi infilai in una di queste grazie al libero genio di Freccero.

Prima di ospitare Travaglio si era già fatto notare.

Alla prima puntata titoli, scandalo, riprovazione. "Vergogna, Luttazzi annusa le mutandine". Dico calma, questo è solo l'inizio. Contri, consigliere d'amministrazione Rai tuona: "A che livello siamo caduti. Gli resta solo la coprofagia". Argomento perfetto, penso. Mangerò la merda che mi state tirando addosso.

Poi l'intervista su "L'odore dei soldi". Il libro di Travaglio e Veltri sulle origini misteriose
delle fortune di Berlusconi.

Nello studio la tensione crebbe a livelli incredibili. Cade una scenografia e per istinto dico: "Abbiamo sventato un attentato" e il pubblico esplode in una risata liberatoria. A trasmissione finita, vado a casa. La mattina mi telefona Dario Fo. Mi dice: "Complimenti, ma ti capiterà questo, questo, questo e questo". E questo, questo, questo e questo successero.

Aveva ragione. Solo di querele le chiesero160 miliardi di vecchie lire.

Il mio avvocato ci scherzava su: "In quest'ufficio ho visto collassare clienti per molto meno". Il giorno D'Alema disse: "Satirycon è un boomerang per la sinistra". Mi si squarciò un velo.

In Italia il potere è diviso in clan di destra, di sinistra, religiosi, eccetera, ciascuno con i suoi sottoclan. Quello che non puoi immaginare venendo dalla provincia è che a volte un sottoclan di destra si allea con un sottoclan di sinistra, tu fai una battuta e la coltellata ti arriva alle spalle.

Nel 2007 La7 sospese il suo Decameron per una battuta. Recentemente il tribunale le ha dato ragione.

Dissero che avevo insultato Ferrara e che la mia battuta era un plagio da Bill Hicks. Secondo la sentenza la mia era satira e la battuta non era plagio. La 7 è stata condannata a risarcirmi un milione di euro. Del resto anche Ferrara ammise che si trattava di Satira. Ferrara non è un mascalzone.

Lei è permaloso?

Molto. Soffro le cattiverie gratuite, le avverto come un tradimento. Mi piace lo scontro aperto, ma leale, aperto.

Tornerà in tv?

Tornerei anche stasera stessa.

E perché allora non lo fa?

Perché le tv pretendono per contratto di poter censurare fra le mie opinioni quelle che non condividono. Purtroppo per loro la satira è libera.

 

Lolito-luttazziDaniele Luttazzi MARCO TRAVAGLIO DANIELE LUTTAZZI DANIELE LUTTAZZI Luttazzi Travaglio Daniele Luttazzi Rai per una Notte Ansa lttzzi04 daniele luttazziluttazzi trafittodaniele luttazzi ANSA 0021GIULIANO FERRARA ruby berlusconi Berlusconi Rubyberlusconi, santoroUN PO D ACQUA PER MASSIMO D ALEMA FOTO ANDREA ARRIGA

Ultimi Dagoreport

andrea orcel risiko friedrich merz unicredit commerzbank

DAGOREPORT - IL MURO ERETTO DA COMMERZBANK CONTRO UNICREDIT INIZIA A MOSTRARE LE PRIME CREPE – DOPO L’ANNUNCIO BY ANDREA ORCEL DEL SUPERAMENTO DELLA SOGLIA DEL 30% (E DEL 50 CONTANDO I DERIVATI), LA SECONDA BANCA TEDESCA HA CHIESTO L’AVVIO DI UN’INDAGINE ALLA BAFIN, LA CONSOB DI FRANCOFORTE. MA LA MOSSA PUÒ SOLO RALLENTARE, NON FERMARE L’OPERAZIONE – LO STESSO CANCELLIERE TEDESCO, FRIEDRICH MERZ, CHE PRIMA PARLAVA DI “ACQUISIZIONE OSTILE NON ACCETTABILE”, AVREBBE CAMBIATO IDEA DOPO LE INTERLOCUZIONI CON I GRANDI FONDI INTERNAZIONALI. PRESTO MERZ POTREBBE INCONTRARE ORCEL. E ANCHE IL FRONTE ANTI-ITALIA DEI SINDACATI TEDESCHI STAREBBE PERDENDO QUOTA – IL SEMPRE PIÙ VISPO ORCEL ACCELERA LA TRATTATIVA PER IL RISPARMIO GESTITO CON IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET. UNA VOLTA FATTO BINGO! POTRÀ TORNARE CON LA CORONA D’ALLORO A ROMA E PRENDERE A PERNACCHIE I SALVINI E GIORGETTI CHE LIQUIDARONO UNICREDIT COME “BANCA STRANIERA” STOPPANDO CON IL GOLDEN POWER LA CONQUISTA DEL “LORO” BANCO BPM…

sydney sweeney euphoria

BASTA STRONZATE! LA FIGA E' IN VENDITA. STA A TE. DECIDI TE. IL MERCATO DELLA CARNE E' APERTO. 7 GIORNI SU 7. IL PREZZO LO FAI TU - LE DONNE CHE VENDONO IL LORO CORPO SU ONLYFANS NON SONO SEMPRE DISPERATE. ANZI: SPESSO LO FANNO PERCHÉ LO VOGLIONO – DA “EUPHORIA” A “MARGO HA PROBLEMI DI SOLDI”, HOLLYWOOD HA SCOPERTO LE PIATTAFORME HARD A PAGAMENTO, MA PRESENTA SEMPRE LA SOLITA STORIELLA DELLO “STRUMENTO DI RISCATTO” PER POVERE DISPERATE – BARBARA COSTA: “SI TEME A DIRE CHE IL PORNO LO SI FA PER PERSONALE SCELTA DI LUSSURIA, FETISH, NINFOMANIA - NELLE SERIE TV, SE VENDI FIGA, VAI PUNITA. IL SENSO DI COLPA CI DEVE STARE. SE VOLESSERO ILLUSTRARE UNA PUR PORZIONE DI REALTÀ, QUESTE SERIE TV DOVREBBERO FAR DIRE AI PERSONAGGI CHE LORO VENDONO FIGA, SU ONLYFANS, PERCHÉ… MI VA E CI STA. PERCHÉ NON C’HO VOGLIA DI FARE ALTRO. NON HO ALTRI TALENTI. NON VOGLIO SUDARE ALTRIMENTI. E PERCHÉ PIÙ DI TUTTO VOGLIO I SOLDI - IL DENARO È IL VALORE CHE FA E TI DÀ (E SE LA VUOI) MORALITÀ. L’UNICA SOSTENIBILE..." - VIDEO

luigi lovaglio mps mediobanca

DAGOREPORT - MENTRE I GIORNALONI GIÀ SI BALOCCANO SUL RISIKO BANCARIO PROSSIMO MPS-BANCO BPM, NESSUNO SI DOMANDA CHE FINE HA FATTO L’INTEGRAZIONE (PREVISTA PER IL 3 GIUGNO) TRA LA BANCA SENESE E MEDIOBANCA (CHE HA IN PANCIA IL TESORETTO DEL 13% DI GENERALI) - CHE DIAVOLO DI DUBBI E PERPLESSITÀ SONO SORTI TRA I SOCI (DELFIN, BPM, FONDI INTERNAZIONALI, ETC.) CHE HANNO INASPETTATAMENTE APPOGGIATO IL RITORNO ALLA GUIDA DI MONTEPASCHI DI LUIGI LOVAGLIO, L’AD LICENZIATO PER GIUSTA CAUSA, DOPO AVER GESTITO LA VITTORIOSA SCALATA A MEDIOBANCA? - C’È CHI ACCENNA AI FONDI (BLACKROCK, NORGES, ETC.) CHE SAREBBERO PERPLESSI SULLE SINERGIE CHE SCATURIRANNO DALL’INTEGRAZIONE DELLE DUE BANCHE - C’È CHI METTE DI MEZZO I TEMPI ‘’AVVENTATI’’ PER PORTARE IN PORTO UN’OPERAZIONE CHE DEVE OTTENERE L’APPROVAZIONE DEI DUE/TERZI DELL’ASSEMBLEA MPS – UNA MOSSA CHE LOVAGLIO SA BENE CHE NON PUÒ PERDERE: IN CASO DI BOCCIATURA, DOVREBBE DIMETTERSI - (CHISSA' POI COME VA FINIRE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO SUL PRESUNTO CONCERTO RELATIVO ALL’OPS DI MPS SU MEDIOBANCA, IN CUI SONO INDAGATI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO...)

elly schlein giorgia meloni taruffi bonafoni de luca bonaccini

LA NUOVA LEGGE ELETTORALE PROPOSTA DA MELONI HA UN COMPLICE SEGRETO: ELLY SCHLEIN - OLTRE ALL’OBBLIGO PER UNA COALIZIONE DI INDICARE IL NOME DEL CANDIDATO PREMIER (ELLY E' SICURA DI BATTERE CONTE ALLE PRIMARIE), C’È UN NODO CHE STA SPACCANDO I PARTITI: LE PREFERENZE – IL “MELONELLUM”, CHE AVEVA ELIMINATO LA PREFERENZE PER "RESTITUIRE SOVRANITÀ" AGLI ELETTORI, TOGLIENDO POTERE AI CACICCHI E A FAVORE DELLE "NOMINE DALL'ALTO" DELLE SEGRETERIE NEI LISTINI BLOCCATI, È STATO BOCCIATO DA FORZA ITALIA E LEGA! - BRUTTO SCHIAFFO PER SCHLEIN CHE HA L'AMBIZIONE SFRENATA DI RIEMPIRE LE LISTE CON CANDIDATI A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA - MA I RISULTATI DELLE AMMINISTRATIVE RACCONTANO UN’ALTRA STORIA: NEI COMUNI VINCONO CANDIDATI CHE NON NASCONO CON PD-ELLY, NON PARLANO IL SUO LINGUAGGIO DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO A SINISTRA E, IN MOLTI CASI, NON APPARTENGONO NEMMENO AL PERIMETRO DEL “CAMPO LARGO” TEORIZZATO DALLA SEGRETARIA - SE IL SISTEMA DELLE "LISTE BLOCCATE" DOVESSE ANDARE IN PORTO CHI PORTERÀ I VOTI AL PD, I CARNEADI DI ELLY: BONAFONI, TARUFFI, CHIARA BRAGA?

giorgia meloni carlo calenda

FLASH! - CARI FRATELLINI D’ITALIA, SMETTETELA DI CORTEGGIARE CARLETTO CALENDA: CON L’ARMATA BRANCA-MELONI, NON ANDRÀ MAI E POI MAI - CALENDA CI HA INVIATO LA SEGUENTE PRECISAZIONE: “CARO DAGO, NON HO NESSUNA INTENZIONE DI CANDIDARMI A FARE IL SINDACO DI ROMA. NON HO MAI AVUTO CONTATTI CON LA DESTRA A QUESTO PROPOSITO E SE ME LO CHIEDESSERO RISPONDEREI “NO GRAZIE”. IL LAVORO IN CUI SONO TOTALMENTE IMPEGNATO È GUIDARE AZIONE ALLE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE” – COME SI DICE ALLA GARBATELLA: “ 'A GIO', SE VEDEMO…”

il messaggero francesco gaetano caltagirone giorgia meloni villa galleria borghese crosetto

FLASH! – DOPO LA BATOSTA BANCARIA DI MPS, L’IDILLIACO RAPPORTO TRA I FRATELLI DI MELONI E CALTAGIRONE MINACCIA DI INCRINARSI? - SBIRCIANDO “IL MESSAGGERO” DI OGGI SPICCANO DUE ARTICOLI CHE NON AVRANNO FATTO ALCUN PIACERE ALLA FIAMMA MAGICA – IL PRIMO È ADDIRITTURA UNO SCOOP, ESSENDO L’UNICO GIORNALE A RIVELARE UNA “LITE FURIBONDA A PALAZZO CHIGI” TRA LA DUCETTA E CROSETTO (CHE HA SMENTITO) – IL SECONDO È UNA PAGINATA DEDICATA ALL’AMPLIAMENTO DELLA GALLERIA BORGHESE, CARO A CALTA-RUTELLI-CHICCOTESTA, CHE IL “TIMES” DI LONDRA, IN COMPAGNIA DI FDI (FABIO RAMPELLI), HA DEFINITO “BLASFEMO”…