LA MAMMA ANTI-DROGA SI SCHIERA CON SALVINI E LE SFASCIANO L'AUTO - "NON MI SENTO USATA, SONO DALLA PARTE DEL LEADER LEGHISTA: L'IMPORTANTE È CHE QUESTA STORIA SIA VENUTA FUORI – LA PISTOLA? E’ REGOLARMENTE DENUNCIATA. CE L'HO DA 6-7 ANNI, DA QUANDO MI HANNO MINACCIATA DI MORTE – LA PRIVACY DELLA FAMIGLIA TUNISINA? E LA MIA DOVE STA QUANDO QUESTI TIPI SONO QUI SOTTO A SPACCIARE?"

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SALVATORE DAMA per Libero Quotidiano

 

annarita biagini salvini annarita biagini salvini

La signora Annarita Biagini ha dato fastidio. Prendendo Matteo Salvini sotto braccio e portandolo per un giro "panoramico" sul suo quartiere degradato, il Pilastro di Bologna, ha acceso un faro dove non doveva. Una piazza di spaccio dove i pusher vogliono continuare la propria attività al riparo dal clamore. Ed eccola la ritorsione: la sessantenne bolognese ieri mattina si è ritrovata la macchina con il parabrezza e i vetri laterali in frantumi. Un dispetto. Una intimidazione. Indagano le forze dell' ordine.

 

D' altronde che il suo fosse un rione difficile, lo sapeva: «Io la sera, quando esco a portare il cane, tengo sempre la pistola in tasca. È regolarmente denunciata, mi dispiace ma è così», ha confessato al Corriere. «Vivo qui da trent' anni e le cose negli ultimi tempi sono solo peggiorate. Tutti sanno quello che succede ma nessuno parla, ho spesso denunciato queste cose alle forze dell' ordine», ha detto la donna mostrando un dossier con foto e segnalazioni sulle attività degli spacciatori. «Chiedo semplicemente di poter uscire di casa tranquillamente e qui da un po' non mi sento sicura» (...)

 

2. ANNARITA BIAGINI

Da La Stampa

 

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Anna Rita Biagini vive da trent' anni al Pilastro, un quartiere difficile oltre l' anello della tangenziale bolognese, a duecento metri dal punto in cui la banda della Uno Bianca ammazzò tre carabinieri nel 1991. L' altra notte, dopo la visita di Salvini e le accuse di spaccio alla famiglia tunisina via citofono, qualcuno ha spaccato i vetri della sua auto con un mattone.

 

Sul gesto del leader leghista e sulle sue conseguenze su un ragazzo di 17 anni e sul padre, denigrati in diretta tv, non ha alcuna riserva: «Io avrei fatto la stessa cosa, avrei suonato al citofono come ha fatto Salvini, perché quando uno ha ragione è giusto fare così. Ho denunciato queste persone, le ho fotografate insieme ad altri e consegnato le foto alle forze dell' ordine. Spacciano qui sotto, dappertutto, e nessuno mi leva dalla testa che siano stati loro a rompermi i vetri della macchina».

 

salvini signora biagini salvini signora biagini

Non si sente strumentalizzata politicamente?

«Non mi aspettavo che ci sarebbero state telecamere e giornalisti, così come lo schieramento di polizia. Pensavo che ci sarebbe stato solo un colloquio con Salvini, poi è stato lui a trasformarlo in un evento pubblico. Può aver sbagliato, ma conosciamo Salvini e sappiamo com' è spontaneo. Io comunque non mi sento usata, mi sento dalla sua parte, e l' importante è che questa storia sia venuta fuori».

 

Com' è nata l' idea di incontrare il leader della Lega qui al Pilastro?

«Martedì ho ricevuto una telefonata del maresciallo dei carabinieri che mi ha detto che sarei stata avvisata del suo arrivo da un collaboratore di Salvini. Si fidava ciecamente di me perché sapeva che ho tutto in mano sulla situazione dello spaccio in quartiere, foto e prove».

 

Ma se suonassero al suo di campanello, accusandola di un reato grave, come reagirebbe?

«Non ho niente da nascondere, li farei entrare e mi farei spiegare com' è nata quella voce. Sono schietta e pulita».

 

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Sì ma la privacy delle persone?

«E la mia privacy dove sta quando questi tipi sono qui sotto a spacciare?».

 

È vero che gira armata?

«Solo di sera, quando esco col cane, porto con me una pistola regolarmente denunciata. Ce l' ho da 6-7 anni, da quando mi hanno minacciata di morte». (fra.giu.)

salvini al citofono salvini al citofono salvini al citofono salvini al citofono

 

 

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