lucio presta amadeus fabrizio salini

MEGLIO UNA PAGNOTTA OGGI CHE L’OBLIO DOMANI – COSA C’È DIETRO ALLA CLAMOROSA MARCIA INDIETRO DI AMADEUS SU SANREMO? GLI UOMINI DI SALINI HANNO FATTO CAPIRE AL SUO AGENTE “BRUCIO” PRESTA CHE I DUE MINISTRI CHE HA PERCULATO SU TWITTER SI ERANO MESSI DI PUNTA - NON SOLO AVREBBERO FATTO SANREMO IN UN ALTRO LUOGO E SENZA PUBBLICO, MA AVREBBERO FATTO A MENO DI “AMA”. VALE LA PENA RINUNCIARE A QUASI UN MILIONE DI EURO DI CACHET PER UN CAPRICCIO DA DIVA?

amadeus presta

1 – DAGOREPORT

 

Cosa c’è dietro alla clamorosa marcia indietro di Amadeus, che prima aveva frignato per l’assenza di pubblico a Sanremo e ora “si rimette nelle mani del Cts” e invece del passo indietro vuole fare “un passo avanti”?

 

Semplice. Gli uomini di Salini hanno fatto capire al suo agente “Brucio” Presta che i due ministri che aveva perculato su Twitter (definendoli  ‘inadeguati’) si erano messi di punta.

 

Non solo avrebbero fatto Sanremo in un altro luogo e senza pubblico, ma addirittura avrebbero fatto a meno di Amadeus per fare spazio a un altro conduttore più “aziendalista”, un Carlo Conti qualunque che Sanremo l’ha fatto e pure con successo.

LUCIO PRESTA CONTRO FRANCESCHINI E SPERANZA

 

Vale la pena rinunciare a un ricco cachet per un capriccio da diva?

 

Presta ha capito che la Rai aveva scoperto il suo bluff, la minaccia da parte di Amadeus di ritirarsi da direttore artistico e di non fare Sanremo rischiava di diventare un boomerang.

 

Sabato pomeriggio il comunicato dell’Ansa e il clamoroso dietrofront del conduttore: della serie avete vinto voi, facciamo Sanremo, anche senza pubblico. Meglio una pagnotta oggi che l’oblio domani…

 

2 –ORIETTA BERTI: NON SI FERMA UN FESTIVAL

Marinella Venegoni per “La Stampa”

 

carlo conti con la mascherina 1

Amadeus aveva detto che senza pubblico non avrebbe guidato il Festival, ma ieri è tornato in campo per la registrazione del nuovo spot della Tim, sponsor unico del festival, e si dice pronto a proseguire: lui, ultimo baluardo del filone nazionalpopolare della tv, non può certo tradire le famiglie a casa che finalmente a inizio marzo avranno un programma di cui parlare.

 

dario franceschini con la mascherina 2

L'industria si è messa saggiamente al riparo preparando un protocollo ragionevole da integrare con le disposizioni del Comitato Tecnico Scientifico, più atteso della canzone vincitrice. Tutti dicono la loro, e i cantanti in gara? Zittissimi. Ho consumato l'agenda nei giorni scorsi: un silenzio tombale. Chissà cosa c'è da compromettersi. Si finisce sempre per invidiare gli americani che si espongono, da cittadini liberi: si pensa a Lady Gaga che canta davanti a Biden, ai comizi di Springsteen.

 

 

amadeus fiorello

Qui tira una brutta aria, i mesi di streaming e di silenzio hanno fatto del male. Ma poi una voce rompe il silenzio ed è la decana, Orietta Berti, 77 anni orgogliosamente portati, Covid preso e brillantemente superato, a raccontare le preoccupazioni che uno non penserebbe.

 

 

Cara Orietta, ci dica una volta per tutte quanto è importante per un interprete avere o no il pubblico davanti, al Festivalone.

«E' essenziale, ti dà l'emozione che tu devi esprimere. Ma poi, se il pubblico non è lì, devi pensare che ti guarda in tv. Il mio parere è che, pubblico o non pubblico, noi andiamo lì per cantare, è un'occasione importante e ci dobbiamo adattare».

 

C'è una scuola di pensiero, detestata dai vertici Rai, che dice che bisognerebbe rinviare

ORIETTA BERTI

«Ma come si fa, sei legato a tanti vincoli. Sanremo è come una catena di montaggio, un lavoro di fabbrica. Ci sono l'editore della canzone, gli autori che te l'hanno scritta; il maestro che ha già fatto due arrangiamenti: per la canzone che hai inciso e in base all'orchestra di Sanremo.

 

Un'orchestra magnifica, e quegli strumenti devi farli suonare tutti, e paghi due volte. Il disco: c'è chi ha fatto missaggi e il transfer, i grafici che hanno lavorato alla copertina e fanno le didascalie, poi i distributori. Pensi a me che ho un cofanetto di 6 cd per 55 anni di carriera, e 22 inediti. Intanto le prove sono cominciate il 29 a Roma, l'Orchestra ha già studiato tutto: io ci vado il 2. Poi c'è anche un'altra cosa, non meno cruciale».

LUCIO PRESTA SU SANREMO

 

Cos' è l'altro aspetto cruciale?

«I vestiti che indossi. A quelli si lavora molto prima. Ci vuole un entourage. Di solito c'è una ditta di alta moda che ti offre collaborazione, prepara i modelli di carta che tu proverai prima che li trasformi in abiti.

amadeus riunione by lucio presta

 

 

Ma quest' anno, secondo le disposizioni già date perché il lavoro della Rai va avanti, per via della pandemia devi arrivare all'Ariston in auto già vestita e truccata, pronta per andare in scena: ci è stato detto di trovare stoffe che non si stropiccino, e quelle che avevo scelto io si stropicciano tutte. Ci vuole seta pesante, i miei si stanno attivando. Tenga conto che ogni atelier è legato alle proprie linee di stagione per i tessuti. Io debbo rifare tutto».

ORIETTA BERTI VERSIONE HOT

 

Ci dica qualche colore che ha scelto, tanto per stare un po' allegre

«Un Cipria, fucsia-ciliegia, rosso intenso fuoco, poi un rosa antico o lilla, e un blu notte luminoso. A me piace il blu Cina, una volta c'erano delle pentole così ha presente? E' lo stesso colore del fondo della bandiera europea».

 

Avrà pure girato un video, per la canzone che porta in gara. «Ci ho lavorato fino a notte l'altra sera. C'è una coppia di ballerini in rosso che danzano: lei, bellissima, è piena di tatuaggi, mi chiedo queste ragazze quando diventeranno vecchie e si vedranno i tatuaggi cadenti che cosa penseranno». Insomma come finirà?

LUCIO PRESTA AMADEUS A SANREMO

«Credo a un compromesso, Amadeus lavora da un anno a questo Festival, pensi solo valutare le vallette, le conduttrici, gli ospiti».

 

 

E il ministro Franceschini, arrivato buon ultimo a bloccare i figuranti, per tenere tranquillo il mondo del teatro e della lirica?

«Tutti hanno il loro modo di vedere le cose. Ci dobbiamo adattare a quello che succede. Pubblico o non pubblico non cambia niente. Poche volte io ho cantato senza, ormai c'è pubblico, in tv. Tre mesi fa ho cantato da Costanzo e c'era il pubblico con le pareti trasparenti. Se vogliono, hanno le soluzioni: manca un mese».

amadeus con lucio e nicolo presta

AMADEUS E FIORELLO CON LA PARRUCCA LA FACCIA DI AMADEUS DOPO LO SCAZZO TRA MORGAN E BUGOorietta bertiamadeus l'anno che verra' amadeus fiorello ferroamadeus fiorelloamadeus l'anno che verra'AMADEUS CON LA PARRUCCAamadeus fiorelloamadeusorietta berti io tu e le roseorietta bertifabio fazio orietta berti luciana littizzettoorietta bertiorietta berti come elton john sanremo2016 ORIETTA BERTI 9orietta bertiORIETTA BERTIORIETTA BERTI NUDOorietta berti hotOrietta Berti Orietta Berti ORIETTA BERTIORIETTA BERTIORIETTA BERTIpino strabioli presenta orietta berti al pubblico del gay villageorietta berti

Ultimi Dagoreport

meloni board of peace marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI PORTA L’ITALIA NEL CLUB DEI PUZZONI GLOBALI! IL NOSTRO DISGRAZIATO PAESE SARÀ L’UNICA GRANDE POTENZA EUROPEA A ENTRARE NEL “BOARD OF PEACE” DI DONALD TRUMP, INSIEME A DITTATURE, REGIMI MILITARI, AUTOCRAZIE E MONARCHIE ASSOLUTE DOVE I GIORNALISTI VENGONO FATTI A PEZZETTI - IL NOSTRO PENSIERO VA A MARINA BERLUSCONI: UNA SETTIMANA FA IN UN’INTERVISTA AL “CORRIERE” HA TUONATO CONTRO TRUMP (“LA SUA UNICA REGOLA È CANCELLARE TUTTE LE REGOLE. E LUI LA CHIAMA LIBERTÀ”), E SI RITROVA IL SEGRETARIO DEL SUO PARTITO, ANTONIO TAJANI, IN PARTENZA PER WASHINGTON A BACIARE IL PANTOFOLONE DEL TYCOON, IN MODALITÀ MAGGIORDOMO DI CASA MELONI...

giampaolo rossi giorgia meloni gianmarco chiocci paolo petrecca

DAGOREPORT – RUMORS: DOMANI GIAMPAOLO ROSSI POTREBBE INCONTRARE GIORGIA MELONI PER FARE IL PUNTO SULLA DISASTRATA SITUAZIONE IN RAI - TRA UN PETRECCA-PATACCA E LE LITI PESCIVENDOLE TRA I CONDUTTORI DI RAI3 (GILETTI-RANUCCI-SOTTILE), IL “FILOSOFO DI COLLE OPPIO” SI TROVA DA UN PEZZO INVISCHIATO NELLE TRAME SOTTOTRACCIA DEI VARI CHIOCCI E SERGIO - CHE AVREBBE TANTA VOGLIA DI MOLLARE, E' UN EUFEMISMO, MA ROSSI SA BENE CHE A VIA DELLA SCROFA NON AMANO LE DIMISSIONI DEI CAMERATI (INIMMAGINABILI A UN MESE DA UN REFERENDUM CHE SI STA RIVELANDO SEMPRE PIU' A RISCHIO) - LA SOLUZIONE E' APPESA AL DISEGNO DI LEGGE DI RIFORMA DELLA RAI: A GIUGNO, UNA VOLTA APPROVATO DAL PARLAMENTO, LE DIMISSIONI DELL'INTERO CDA SAREBBERO UN BEAU GESTE PER DARE INIZIO AL NUOVO CORSO. E AL DISPERATO ROSSI SAREBBE TOLTO L'INGRATO FARDELLO (IL PROBLEMA E' COME ARRIVARCI A GIUGNO...)

giorgia meloni donald trump jd vance friedrich merz emmanuel macron giorgia s vision libro

MA COME SI FA… E SUL “CORRIERONE’’, COSÌ CARO ALLA FIAMMA MAGICA… EPPOI CHE BISOGNO C’ERA… 24 ORE DOPO CHE MERZ DAL PALCO DI MONACO HA RIDOTTO L’‘’ASSE GERMANIA-ITALIA’’ IN UN ASSE DEL CESSO, SFANCULANDO TRUMP E IL SOVRANISMO MAGA DI VANCE - CERTO, A PALAZZO CHIGI NON HA FATTO ALCUN PIACERE VEDERE IL QUOTIDIANO DI CAIRO ANNUNCIARE L’USCITA AD APRILE NEGLI USA DEL LIBRO ‘’GIORGIA’S VISION’’, IN CUI MELONI È INTERVISTATA DA SALLUSTI, CON LA PREFAZIONE DEL VICEPRESIDENTE AMERICANO JD VANCE, E CON FOTO DELLA COPERTINA SU CUI COMPARE LA FRASE DI TRUMP: “MELONI È UNA DELLE VERE LEADER DEL MONDO” - EPPURE SONO TRASCORSE APPENA 48 ORE DAL 10 FEBBRAIO QUANDO IL QUOTIDIANO DIRETTO (SI FA PER DIRE) DA LUCIANO FONTANA SPARAVA IN PRIMA PAGINA I SEGUENTI TITOLI: “MELONI-MERZ, SCOSSA ALL’EUROPA”, ‘’UE, LA VOLATA DI ROMA E BERLINO PER DARE PIÙ POTERE AGLI STATI’’…

sabrina colle vittorio sgarbi evelina

“IL MATRIMONIO È UN LIMITE” – LO DICEVA, NEL 2015, VITTORIO SGARBI, CHE SOSTENEVA: “HO UNA RELAZIONE CON SABRINA COLLE, CHE HO CONVINTO, CONTRARIAMENTE AI SUOI PRINCIPI, CHE IL MATRIMONIO È UN LIMITE” – ORA VITTORIONE SEMBRA AVER CAMBIATO IDEA DATO CHE VUOLE CONVOLARE A NOZZE CON LA SUA COMPAGNA. MA AL “SÌ” HANNO DETTO NO I GIUDICI CHE, SU ISTANZA DI EVELINA SGARBI, FIGLIA DI VITTORIO, HANNO RICHIESTO UNA PERIZIA PSICHIATRICA PRIMA DEL MATRIMONIO - LA RIFLESSIONE DEL CRITICO D’URTO SULLE NOZZE È STATA CATTURATA NEL DOCUMENTARIO "SGARBISTAN"  - L’INCONTRO CON PHILIPPE DAVERIO, LA MANO FEMMINILE CHE TOCCA IL PACCO A SGARBI MENTRE È STESO A LETTO E IL RACCONTO DI FORATTINI CHE DISEGNAVA SEMPRE SPADOLINI CON IL PISELLINO: "UNA VOLTA MI DISSERO: COME HAI FATTO A..."

beatrice venezi andrea ruggieri nicola porro

DAGOREPORT! – A GRANDE RICHIESTA RIPROPONIAMO IL BECERO E VOLGARE DISCORSETTO DEL PARRUCCHINATO ANDREA RUGGIERI PER INTRODURRE UNA “LECTIO MAGISTRALIS” DI BEATRICE VENEZI, A UNA MANIFESTAZIONE DI QUELL’ALTRO MAÎTRE-À-PENSER DI NICOLA PORRO – IL RAFFINATISSIMO RUGGIERI DEFINISCE LA “BACCHETTA NERA” “UNA FIGA BESTIALE” E SOSTIENE CHE “IN QUESTA NAZIONE DI CAGACAZZI SI TROVA A DOVER ESSERE VALUTATA IN UN CURRICULUM ECCELLENTE DA QUATTRO PIPPE CHE DECRETANO CHE BEATRICE VENEZI È IN REALTÀ UNA SEGA COLOSSALE” – IL NIPOTE DI BRUNO VESPA ARRIVA A DIRE CHE “IN QUESTO PAESE FONDATO ORMAI SU PENSIERINI DA QUINTA ELEMENTARE, TUTTO QUELLO CHE NON È DI SINISTRA È AUTOMATICAMENTE FASCISTA” – DI PIÙ INDECENTE DI QUESTO SPROLOQUIO C’È SOLTANTO CHE SUBITO DOPO, SALGA SUL PALCO AD ABBRACCIARNE L’AUTORE LA DIRETTA INTERESSATA. EVIDENTEMENTE, VENEZI È D’ACCORDO SUL FATTO CHE I PROFESSORI, CHE VORREBBE A TUTTI I COSTI DIRIGERE, SIANO “QUATTRO PIPPE”. CI SI CHIEDE ALLORA PERCHÉ ABBIA MOSSO MARI E MONTI PER OTTENERE QUEL PODIO – VIDEO

donald trump va in pezzi

DAGOREPORT - COSA HA SPINTO TRUMP AD “ANNULLARE” LA PARTECIPAZIONE DEL SUO VICE PRESIDENTE JD VANCE ALLA CONFERENZA SULLA SICUREZZA, MANDANDO A MONACO IL MASSIMO AVVERSARIO DEL MOVIMENTO MAGA, IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO, “COLOMBA” DEI REPUBBLICANI? - I FATTI E I FATTACCI INANELLATI DURANTE L’ULTIMO ANNO DAL TRUMPISMO SONO ARRIVATI AL PETTINE. DAL DAZISMO GLOBALE CHE HA TRAFITTO LE TASCHE DEI CONSUMATORI AMERICANI AL PIANO DI DEPORTARE I PALESTINESI TRASFORMANDO GAZA IN UN “RESORT”, DAL DELIRIO DI COMPRARE LA GROENLANDIA AL PESTAGGIO DEL PRESIDENTE UCRAINO ZELENSKY, DALLE TRATTATIVE-FARSA CON PUTIN ALLA ROTTURA CON LA GRAN BRETAGNA, DALL'UNIONE EUROPEA "SCROCCONA" E ''PARASSITA'' ALLA SEPOLTURA DELLA NATO E DELL'ONU, GLI STATI UNITI INCOMINCIANO AD ESSERE PERCEPITI COME LA PRINCIPALE MINACCIA ALL'ORDINE GLOBALE, BEN PRIMA DELLA CINA – A NOVEMBRE LE ELEZIONI DI MIDTERM PREVEDONO TEMPI CUPI PER TRUMP…