pietro tidei santa marinella

MEJO DI UNA COMMEDIA CON RENZO MONTAGNANI! – IL 76ENNE PIETRO TIDEI: “SUI SOCIAL SI COMPLIMENTANO TUTTI CHE ALLA MIA ETÀ... CI SIAMO CAPITI” – L’ARZILLO SINDACO DI SANTA MARINELLA E I VIDEO HOT: “FORSE POTREBBE ESSERCI STATO UN EPISODIO GOLIARDICO, UNA SIGNORA CHE ALZA LA GONNA PER MOSTRARE COME È DIMAGRITA. ASPETTO DI VEDERE I VIDEO PER RICORDARE. MIA MOGLIE DICE CHE HO L’ALZHEIMER. POVERA, DOPO 53 ANNI DI MATRIMONIO NON SE LO MERITAVA. SI È INCAZZATA MA MI HA PERDONATO" – IL RUOLO DEL CONSIGLIERE ANGELETTI E LA LOTTA DI TIDEI A FABIO QUARTIERI, PROPRIETARIO DEL RISTORANTE "L’ISOLA DEL PESCATORE"

Estratto dell’articolo di Stefano Cappellini per “la Repubblica”

 

PIETRO TIDEI

 «Vuole vedere la stanza dove è successo il fatto?». Siamo al secondo piano del Municipio di Santa Marinella, che non affaccia sul mare né sulle perle architettoniche di questa cittadina in provincia di Roma: da qui non si vede la villa Saracena dell’architetto razionalista Luigi Moretti né l’hotel Le Palme dove si è spiaggiata questa estate anche Giorgia Meloni, solo le meno affascinanti palazzine degli anni Sessanta e Settanta.

 

A parlare è il sindaco Pietro Tidei e «il fatto», come lo chiama lui, è ormai noto ai più: sesso in Comune. 

 

(...)

 

 

La saletta si trova proprio accanto al suo ufficio di rappresentanza, alle cui pareti, insieme alla foto di Mattarella, c’è quella di un giovane e sempre baffuto Tidei che solleva il pugno del leader dell’Olp Yasser Arafat: «Il giorno in cui gli diedi la cittadinanza onoraria di Civitavecchia. Ho fatto tanto per i palestinesi…».

 

PIETRO TIDEI

Il problema è che, secondo i detrattori, Tidei avrebbe fatto molto, e non sempre in modo trasparente, anche per altri, ma ci arriviamo tra poco.

 

Perché in questa storia che pare l’incrocio tra un film di Pietro Germi e uno del filone Banfi/Montagnani, nulla è come sembra a prima vista e trovare un capo e una coda ai fatti non è semplice. Di certo c’è che Tidei, da denunciante e accusatore, ora si trova di fatto anche nei panni dell’accusato, sebbene al momento non ci sia alcun atto di indagine nei suoi confronti.

 

Non è nemmeno esatto dire che il sindaco sia vittima dell’inchiesta da lui innescata. Le cimici che hanno immortalato gli incontri intimi non sono state messe dopo la sua denuncia, c’erano già. A metterle, si spera, non è stato Roberto Angeletti, il consigliere d’opposizione indagato (il 12 ottobre si decide sul rinvio a giudizio per lui e gli altri), che di mestiere, cosa fa? Il consulente della Procura di Civitavecchia proprio per le intercettazioni.

pietro tidei 9

 

Chi ricatta chi? Chi impiccia e chi imbroglia? Come si evince da altre intercettazioni, pubblicate ieri da La Verità, la stessa denuncia di Tidei è stata più sollecitata che spontanea. «Tutto vero – spiega il sindaco – io non volevo denunciare perché avevo capito che politicamente il complotto contro di me era già fallito. Ma i carabinieri hanno insistito, mi hanno detto che avevano elementi a supporto dell’accusa».

 

Ecco già un altro inghippo, perché dai colloqui intercettati tra Tidei e il comandante della stazione locale dei carabinieri, lo stesso che l’ha sollecitato a denunciare, salta fuori che il sindaco si è messo a disposizione del militare per aiutarlo a trovare un posto alla moglie che studiava da operatore socio-sanitario. Tidei si difende: «Ma ha capito di che lavoro parliamo? Assistenza agli anziani… Ché poi, se io chiamassi una struttura privata per sapere se hanno bisogno di personale, e non l’ho fatto, che reato sarebbe?».

 

 

Tidei smentisce anche altri favori e raccomandazioni emerse dagli ascolti. «Il dipendente comunale che avrei stabilizzato? Bravissimo, ha fatto il concorso e non è arrivato tra i primi tre. Gli hanno chiesto un diploma per lavorare col decespugliatore... La raccomandazione per una conoscente alle Ferrovie? Ho ricevuto il curriculum e non l’ho girato. La signora che avrei aiutato a diventare vigilessa? Ma se è arrivata quasi ultima al concorso! La verità è che come tutti i sindaci sono sommerso da richieste di aiuto».

 

pietro tidei 2

Resta l’altro sospetto: al marito della signora ripresa in intimità con Tidei, che è un militante di Rifondazione, era stata proposta una consulenza sul rischio idrogeologico. «Vero, l’avevo sondato per capire se aveva disponibilità e competenza, mi ha detto “no” e non se n’è fatto nulla. Quello che è successo tra me e la signora non c’entra nulla».

 

L’altro epicentro della storia è a Santa Severa. Qui ha il suo regno l’imprenditore “nemico” di Tidei, Fabio Quartieri, proprietario del ristorante L’isola del pescatore, molto frequentato dai romani, ben considerato in quella fetta di Capitale che può spendere 25 euro per dei tagliolini allo scoglio.

 

A gestirlo sono i gemelli Marco e Stefano, nipoti di Fabio, amicissimi di Vito Scala, factotum di Francesco Totti: è all’Isola che il Capitano chiese la mano di Ilary Blasi. Secondo Tidei la scatola nera della vicenda è tutta lì: «Buona parte della veranda del ristorante è abusiva e la sanatoria è risultata irregolare. In più volevano aprire uno stabilimento davanti al locale, dove ora c’è la spiaggia libera. Io gli ho detto: mica si può fare».

 

PIETRO TIDEI E ROBERTO ANGELETTI

Però, sindaco, siamo sicuri che non ci siano altre confessioni da fare? «No, è successo tutto in quella stanza, una volta sola». E l’altra donna? «Forse potrebbe esserci stato un episodio goliardico, una signora che alza la gonna per mostrare come è dimagrita. Aspetto di vedere i video per ricordare. Mia moglie dice che ho l’Alzheimer. Povera, dopo 53 anni di matrimonio non se lo meritava.

 

 

Si è incazzata ma mi ha perdonato, ora partiremo qualche giorno insieme ». La signora del primo video dice che lei dovrebbe dimettersi: «Non lo farò. Con lei ci conosciamo da una vita, e anche con il marito, sono brave persone». L’hanno perdonata anche i suoi quattro figli? «Sì, ora spero non leggano i messaggi sul mio Facebook, si complimentano tutti che alla mia età... sì insomma, ci siamo capiti».

pietro tidei 4pietro tidei 7pietro tideiPIETRO TIDEI - 1pietro tidei 10

Ultimi Dagoreport

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE OGNI CERTEZZA: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI