rolling stones brown sugar

MENO MALE CHE C'È KEITH RICHARDS! – IL CHITARRISTA DEI "ROLLING STONES" SI SMARCA DALLA BAND CHE HA DECISO DI  RIMUOVERE “BROWN SUGAR” DALLA SCALETTA DEL NUOVO TOUR NEGLI STATI UNITI: “NON SI ERANO MAI ACCORTI CHE ERA UNA CANZONE SULLA SCHIAVITÙ?” – GIÀ NEL 1995 MICK JAGGER DISSE: “NON RISCRIVEREI MAI QUELLA CANZONE. PROBABILMENTE MI CENSUREREI. TUTTI GLI ARGOMENTI SGRADEVOLI IN UN COLPO SOLO…” - VIDEO

ROLLING STONES

Mattia Marzi per "il Messaggero"

 

Ma come? La band più rock' n'roll di sempre, quella che ha fatto della linguaccia il suo simbolo, cede ora alla scure del politically correct senza difendersi in alcun modo e, anzi, si autocensura? Tutto vero. I Rolling Stones hanno deciso di rimuovere Brown Sugar dalla scaletta dei concerti del loro tour negli Stati Uniti. 

 

Non una canzone qualunque, ma una delle loro più amate, contenuta nell'album Sticky Fingers del 1971 e da sempre una costante negli show di Mick Jagger e soci. Il motivo? Riguarda il testo, che contiene riferimenti alle donne di colore e alla schiavitù. 

 

BROWN SUGAR

Compaiono già nella prima strofa, tra l'immagine della nave che trasporta schiavi destinati a lavorare nei campi di cotone («Gold coast slave ship / bound for cotton fields», canta Jagger) e quella del negriero che frusta le donne («Hear him whip the woman just around midnight»). Troppo, nel 2021? 

 

POLEMICA

«Non si erano mai accorti che questa era una canzone sulla schiavitù?», si è domandato Keith Richards, il 77enne chitarrista della leggendaria rock band, in un'intervista concessa la scorsa settimana al «Los Angeles Times», parlando delle critiche ricevute per via della canzone da quando è partito il tour negli Usa. 

 

Lo studio dove i Rolling Stones hanno registrato Brown Sugar

Forse l'orecchiabile riff e la melodia che hanno permesso alla canzone di diventare un classico dei Rolling Stones (oltre 600 mila copie vendute dal singolo nel Regno Unito e 3 milioni a livello mondiale per l'album di cui fa parte), per tutto questo tempo hanno in qualche modo distratto il pubblico dai contenuti del testo. O forse questa storia del politically correct sta davvero sfuggendo di mano. 

 

Jagger, 78 anni compiuti a luglio, è cauto. E non esclude di reinserirla in scaletta in futuro: «Abbiamo suonato Brown Sugar' ogni sera dal 1970, quindi abbiamo pensato che per ora mettiamo il brano fuori dalla scaletta e vediamo come vanno le cose», ha detto il cantante. 

 

Album dei Rolling Stones con Brown Sugar

LA STORIA 

Accreditata a Richards e Jagger, Brown Sugar fu scritta principalmente da Jagger, che lavorò al brano durante le riprese del film I fratelli Kelly di Tony Richardson, per il quale nel 1969 il cantante recitò indossando i panni del protagonista. Mick all'epoca aveva 27 anni e nel testo inserì riferimenti alle trasgressioni di cui gli Stones, otto album all'attivo fino a quel momento, erano già soliti parlare nelle loro canzoni, tra cenni al sesso e allusioni agli stupefacenti (lo «zucchero di canna» del titolo secondo alcuni rimanderebbe all'eroina). 

 

STICKY FINGERS ROLLING STONES

Jagger, Richards, Mick Taylor, Bill Wyman e Charlie Watts Ronnie Wood sarebbe entrato a far parte della band cinque anni più tardi, nel '75 la incisero alla fine del '69 durante le sessions di quello che sarebbe poi diventato Sticky Fingers. Già nel 1995, in un'intervista alla rivista americana Rolling Stone, Jagger ebbe a dire: «Non riscriverei mai quella canzone, oggi. Probabilmente mi censurerei. Penserei, Oh Dio, non posso. Devo fermarmi'. Dio sa di cosa sto parlando in quella canzone. È un tale miscuglio. Tutti gli argomenti sgradevoli in un colpo solo». 

rolling stones 6

 

FRECCIATA

Intanto, mentre gli Stones si stanno ancora riprendendo dal lutto che ha colpito la grande famiglia della band lo scorso agosto, con la scomparsa a 80 anni dello storico batterista Charlie Watts (Jagger, Richards e Wood non hanno neppure potuto partecipare ai funerali, per via delle norme anti-Covid nel Regno Unito al momento del decesso si trovavano negli Usa per le prove del tour insieme al nuovo batterista Steve Jordan e tornando in patria sarebbero dovuti restare alcuni giorni in isolamento), alla band arriva una frecciatina non di poco conto. 

 

paul mccartney e mick jagger in partenza per bangor

Da Paul McCartney. In un'intervista concessa al The New Yorker il 79enne ex Beatle che sta promuovendo la sua docu-serie 3, 2, 1 McCartney, in streaming su Disney+, il libro dei Beatles sulle lavorazioni di Let It Be e il suo The Lyrics, autobiografia appena uscita realizzata commentando tutti i testi scritti nel corso della sua carriera ha detto di Jagger e soci: «Non sono sicuro di doverlo dire, ma loro sono una cover band di blues». Che colpo basso. 

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