milanese imbruttito film

IL MILANESE IMBRUTTITO FARÀ RIDERE ANCHE AL CINEMA? - IL PERSONAGGIO SATIRICO, CHE PRENDE IN GIRO I DIFETTI ESASPERATI DELL'IM-PRENDITORE DI MILANO CONVINTO CHE SOLO SOTTO LA MADONNINA SI SAPPIA FARE BUSINESS, LASCIA IL WEB PER SBARCARE NELLE SALE COL FILM "MOLLO TUTTO E APRO UN CHIRINGUITO" - IL PROTAGONISTA GERMANO LANZONI: "FA RIDERE I MILANESI CHE VI SI RICONOSCONO, MA ANCHE L'ALTRA PARTE DEL PAESE CHE MILANO NON LA AMA E QUI NE VEDE UNA SATIRA SPIETATA" - VIDEO

 

Adriana Marmiroli per "La Stampa"

 

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Il Milanese Imbruttito lascia la Circonvalla e si trasferisce in Sardegna. È quanto accade in Mollo tutto e apro un chiringuito, nella sale da domani distribuito da Medusa. «Milanese chi?», vi chiederete se vivete lontano dalla Circonvalla di cui sopra, ovvero non siete milanesi. Presto detto: è il figlio spurio e degenerato, coacervo di tutti i difetti dell'abitante supposto doc della città che non si ferma mai e macina dané.

 

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Lo hanno creato poco meno di una decina di anni fa i creativi Pozza-Marisio-De Crescenzio, da allora noti anche come i «founders»: incarnazione del rampante manager milanese, esagitato, anglofono (si fa per dire), competitivo, convinto che solo a Milano si sappia fare business, la sua vita sintetizzata nella regola: «Ogni mattina nella city un imbruttito si sveglia e sa che dovrà correre più veloce di tutti per fatturare».

 

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L'incontro con i cinque del Terzo Segreto di Satira (Belfiore, Bonacina, Fadenti, Mazzarella, Rossi) attivi nella produzione cinematografica, aveva fatto evolvere in video la creatura: anche grazie alla faccia perfetta e alla parlata di Germano Lanzoni, il fenomeno è esploso.

 

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«Il nostro personaggio - dice lo sterminato team artistico-produttivo - aveva raggiunto la maturità e la notorietà. Ci sentivamo pronti per farlo uscire dalla dimensione della macchietta e dello sketch. Durante il primo lockdown lo abbiamo finalmente portato alla dimensione del cinema».

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La storia parte da una domanda. Chi non ha sognato una volta nella vita di trasferirsi a bordo mare e fatturare in short e infradito? Pure il nostro, che pure non sa vivere lontano dal suo habitat: depresso dal primo fallimento professionale, accetta un azzardo sulla fiducia e investe tutto su un chiosco a bordo mare, in Sardegna.

 

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L'idea è diventare un nuovo Briatore. Ma l'Isola non è solo Costa Smeralda, dietro al miraggio c'è la fregatura e i sardi possono rivelarsi tosti e refrattari verso i continentali.

 

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Coinvolti l'eterno stagista non milanese e succube Giargiana (Valerio Airò Rochelmeyer), la moglie (Laura Locatelli) e il figlio (Leonardo Uslengo), il nostro dovrà rivedere priorità e prospettive per non affondare.

 

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A fare da contraltare una serie di personaggi antitetici: Claudio Bisio guru new age, Paolo Calabresi imprenditore ecologista, Alessandro Betti amico trafficone e traditore, oltre alle nemesi sarde Benito Urgu, ex chiambrettiano di ferro, e i sassaritani Pino e gli Anticorpi, al secolo Michele e Stefano Manca.

 

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«Volevamo l'Imbruttito lontano dalla confort zone - spiegano gli autori -. Così lo abbiamo trasferito in una Sardegna che non è quella che si aspetta, estensione di Milano, ma è terra legata alla tradizione e al rispetto del territorio. Questo contesto lo metterà alla prova».

 

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Anche loro in terra sarda qualche intoppo lo hanno avuto, raccontano: dal vescovo che ha negato l'uso di una chiesa abbandonata ma non sconsacrata alle pecore che avevano invaso il set.

 

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«Poi è arrivato un professionista vero, Benito, e con un paio di sonori fischi... Pecore inquadrate e allontanate». Così marcatamente milanese, come verrà accolto il film? «L'Imbruttito - spiega Lanzoni - come notorietà ha abbondantemente superato la Cerchia dei Navigli. E i primi cinque minuti del film spiegano tutto. Comunque: fa ridere i milanesi che vi si riconoscono, ma anche l'altra parte del Paese che Milano non la ama e qui ne vede una satira spietata».

 

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