tarantino uma thurman

I MONOLOGHI SENZA VAGINA - TARANTINO NON FA PARLARE ABBASTANZA LE DONNE: L'ULTIMO DELIRIO BUROCRATICO DEL #METOO È CONTARE OGNI SINGOLA BATTUTA NEI SUOI FILM E CONCLUDERE CHE LE FEMMINE PARLANO MENO DEI MASCHI (A PARTE ''KILL BILL 1'' E ''GRINDHOUSE''). ORMAI SIAMO ALL'ARITMETICA APPLICATA ALL'ARTE. E PERSINO LE COMMEDIE ROMANTICHE HANNO DIALOGHI CHE SONO PIÙ MASCHILI PURE QUANDO LA PROTAGONISTA È DONNA

Francesco Borgonovo per “la Verità

 

pulp fiction

Il problema, molto probabilmente, sta tutto nel fatto che in giro c' è un sacco di gente con troppo tempo libero. Costoro sono costretti a inventarsi stravaganti attività per consumare le giornate, ed è così che nascono alcune assurde rivendicazioni. Prendiamo il caso di queste firme della prestigiosa rivista Time, Anna Purna Kambhampaty e Elijah Wolfson.

 

Costoro si sono messi a esaminare tutti i film di Quentin Tarantino, allo scopo di calcolare quante battute siano state affidate alle donne e quante agli uomini in ogni sceneggiatura. Scena dopo scena, riga dopo riga, hanno contato le battute di ogni singolo personaggio, compresi quelli minori e quelli che appaiono solo per pronunciare tre parole.

uma thurman in kill bill

 

Ed ecco che cosa hanno concluso: «I dati mostrano chiaramente che gli uomini hanno ottenuto la maggior parte dei dialoghi nei film di Tarantino. In parte questo è dovuto», spiegano gli autori di Time, «al fatto che nella maggior parte dei film del regista hanno cast a maggioranza maschile. Ma anche i film di Tarantino in cui i protagonisti sono donne tendono ad avere più dialoghi affidati agli uomini. In Kill Bill volume 2, ad esempio, la parte di battute affidate agli uomini all' interno dei dialoghi supera del 17.5% la parte affidata alle donne. In Jackie Brown la percentuale di battute affidate ai maschi supera di addirittura il 39.8% quella di battute delle donne».

 

UMA THURMAN E TARANTINO

A dirla tutta, ci sono anche un paio di film tarantiniani in cui le donne parlano più degli uomini. Si tratta di Kill Bill volume 1 e Death Proof. Del resto, entrambi i film hanno protagoniste femmine. Ma solo in Death Proof (in italiano Grindhouse - A Prova di Morte) i dialoghi al femminile sono molto molto superiori a quelli maschili (quasi del 60%).

 

Insomma, il succo è che Quentin Tarantino, nonostante le sue dichiarazioni pubbliche sul Me too e le battaglie femministe, sarebbe alla fine dei conti un misogino. Perché, dopo tutto, ciò che conta è lo spazio concesso ai due sessi: se non ci sono battute uguali, significa che siamo in piena discriminazione.

 

JACKIE BROWN -

Ora, tutto questo può sembrare una follia, ma tale genere di ragionamenti è piuttosto comune Oltreoceano. Calcoli di questo tipo sono stati fatti anche in altre occasioni. Lo studio più completo è quello realizzato, nel 2016, da Hanah Anderson e Matt Daniels, i quali hanno esaminato la bellezza di 2.000 sceneggiature, vagliandole sulla base dell' età e del sesso dei protagonisti. Che cosa hanno concluso i due? Ovvio: che il cinema hollywoodiano è orribilmente misogino. Nei cartoni Disney come nei blockbuster di maggior successo.

 

«Anche le commedie romantiche hanno dialoghi che sono, in media, al 58% maschili. Ad esempio, Pretty Woman e Dieci cose che odio di te hanno delle donne come protagoniste (ovvero personaggi a cui è assegnato il maggior numero di dialoghi). Ma a livello complessivo per entrambi i film i dialoghi sono al 52% maschili, a causa del numero di personaggi di supporto maschi».

rose mcgowan grindhouse

Un' altra ricerca, realizzata nel 2017 dalla Usc Viterbi e ripresa sempre da Time, spiegava che i «personaggi femminili ottengono le peggiori battute nei film». Le righe affidate ai maschi erano 37.000 contro le 15.000 affidate alle donne. Non solo. Le battute delle donne risultavano più incentrate su valori e famiglia, mentre quelle dei maschi riguardavano maggiormente sesso e morte.

 

roman polanski

Questo genere di ricerche mostra a che punto sia arrivata la psicopatologia chiamata politicamente corretto. L' idea che le donne debbano avere nei film le stesse battute degli uomini è una follia burocratica che ignora il peso di ogni singola parola e trascura il fatto che si possa cambiare un film con un solo sguardo, anche senza parlare. Mostra però anche un tratto distintivo delle battaglie per i diritti contemporanee.

 

 Chi ne beneficia? Dietro le rivendicazioni delle vestali della Mecca del Cinema, dietro le sparate pro donne di alcune celebrità o intellettuali impegnate (vedere per credere la sterile polemica sulla presenza di Roman Polanski alla mostra del cinema di Venezia) si cela in realtà un interesse piuttosto bieco. Lo notano persino femministe più che radicali come Nancy Fraser: certe campagne egualitarie Vip servono a promuovere le carriere di pochissime donne, l' 1% che vive sulle spalle del restante 99%.

 

sharon tate roman polanski

Nel caso dei film, se i dialoghi maschili e femminili fossero pareggiati, a guadagnarne sarebbero soltanto alcune attrici strapagate, non certo le donne normali o le spettatrici. Soprattutto, a perderci sarebbe il cinema. Burocratizzare l' arte o imbrigliarla in ridicoli discorsi sulle minoranze serve solo ad ucciderla.

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...