giampiero mughini

MUGHINI, “L’INTELLETTUALE INATTUALE” – STENIO SOLINAS RILEGGE IL NUOVO DIZIONARIO SENTIMENTALE DI MUGHINI: "DI FRONTE ALLA CAPACITA’ DI GIAMPIERO DI RIMETTERE CRITICAMENTE IN ORDINE LE SUE IDEE, NON MI RESTA CHE RICORRERE ALL'IRONIA DEL FASCISTA LONGANESI NEI CONFRONTI DEL GIOVANNI ANSALDO UN TEMPO OPPOSITORE DI MUSSOLINI: “BADI CHE LEI SI È SALVATO PER UN MIRACOLO DALL'ESSERE IL SOLITO ANTIFASCISTA FESSO! DA GIOVANE AVEVA PRESO UNA BRUTTA STRADA” - MUGHINI A 24 ANNI RITENEVA INDEGNO APPASSIONARSI AL GIOCO DEL CALCIO. POI…

Stenio Solinas per "il Giornale"

 

GIAMPIERO MUGHINI

L'idea che alla metà degli anni '60, il ventiquattrenne Giampiero Mughini ritenesse indegno appassionarsi al gioco del calcio è una di quelle curiosità di cui è pieno il suo Nuovo dizionario sentimentale (Marsilio, pagg. 282, euro 18) e che mi strappano un sorriso divertito, se si pensa quanto e come il football gli abbia poi condizionato la vita.

 

Mughini ha scritto una ventina di libri, tutti ben rifiniti e pieni di idee, tutti con un buon successo di vendita, ma ogni volta che prende un taxi o va a bersi un caffè non c'è taxista o barista che non gli chieda del calcio mercato o dell'ultima partita della Juventus, la sua squadra del cuore.

 

ISRAELE

È indubbio che in Italia ci siano più baristi e più taxisti che lettori, ma mi ricordo che una volta a Perugia, dove eravamo in tandem a parlare di non so più cosa, ma di certo roba pesante e probabilmente noiosa ai più, al termine della serata spuntò finalmente un lettore e, mentre si faceva autografare la sua copia, ne approfittò per chiedergli di Platini.

 

giampiero mughini cover

«Di calcio parlo solo in televisione e solo a pagamento» gli rispose bruscamente, ma sorridendo. «È la legge del contrappasso» gli dissi poi. «Sei il solito coglione» fu la replica. Avevamo entrambi ragione. In quella metà degli anni '60, il giovane Mughini non era comunque il solo a pensarla così.

 

stenio solinas

 Il calcio era uno sport popolare, ma tranne le doverose eccezioni che confermano la regola, all'intellighentia di sinistra, l'unica deputata a ritenersi intelligente, il calcio puzzava di oppio dei popoli e, naturalmente, di fascismo.

 

La parola patria aveva ceduto il posto al più anodino Paese e qualche frammento di «nazione» sopravviveva nelle sostantivazioni brachilogiche del linguaggio sportivo, «la nazionale di calcio», «la nazionale di nuoto», e lì sorvegliata con occhio censorio anche da intellettuali intelligenti e fuori dagli schemi come Ennio Flaiano, il cui lungo sonno durante il fascismo gli aveva lasciato incubi antifascisti.

brigitte bardot topless 2

 

In un film di Marco Tullio Giordana, La meglio gioventù, uno dei protagonisti, perfetto esempio del di lì a poco sessantottino contestatore, applaude con gioia al coreano Pak-do-Ik che elimina l'Italia dai mondiali del 1966

pannella

 

Oltre a disdegnare il calcio, in quel 1965 Mughini era già il fondatore e direttore di una rivista che si chiamava Giovane critica, allora molto considerata, ed era, insomma, al suo meglio, un concentrato della «passione determinante in quegli anni, la passione per le idee del dibattito politico e culturale».

 

brigitte bardot

Un'altra curiosità che spunta dal Nuovo dizionario sentimentale conferma questo «ritratto di un intellettuale di sinistra da giovane» ed è il non aver letto, da ragazzo,

 

I tre moschettieri di Dumas, che per me ragazzo non è stato un romanzo, ma un'estetica della vita: la fedeltà alle amicizie e non alle idee, o, peggio, alle ideologie, il mantenere sempre la parola data, il gusto di fare banda a parte, la sprezzatura del comportamento Sottolineo tutto questo perché rende ancora più chiaro l'incredibile salto mortale (del resto da giovane Mughini è stato un buon ginnasta) di cui successivamente sarebbe stato capace nel rimettere in ordine criticamente le sue idee, il suo mondo, le sue chiavi di lettura del mondo «altro», in breve lo sterminato e spesso sconsiderato continente della sua generazione.

 

CLINT EASTWOOD IMPUGNA LA COLT

Da questi salti mortali, quando riescono, si esce in piedi, si esce vittoriosi, ma si esce soli. E così è stato. Per evitare a questo punto il rischio della retorica, non mi resta che ricorrere all'ironia bonaria del fascista Longanesi nei confronti del Giovanni Ansaldo un tempo oppositore di Mussolini: «Badi che lei si è salvato per un miracolo, all'ultimo momento, dall'essere il solito antifascista fesso! Da giovane aveva preso una brutta strada».

Sciascia

 

Nuovo dizionario sentimentale fa il verso nel titolo al Dizionario sentimentale che Mughini scrisse ormai trent' anni fa e che, fossimo la Marsilio, ripubblicheremmo pari pari, magari cambiandogli nome, che so, Alfabeto del Novecento, tanto ancora oggi è pieno di vita

 

Questo appena uscito si differenzia completamente nella sua struttura, perché allinea due lunghi saggi, uno sui moti parigini del febbraio 1934, il cosiddetto «68» della destra d'allora; l'altro sulla nascita dello Stato di Israele, un concentrato di terrorismo e di violenza non indifferenti. C'è inoltre un bel profilo di Clint Eastwood, una lunga intervista con Leonardo Sciascia, le ultime ore di Marco Pannella, un capitolo doloroso dedicato alla figura materna, un capitolo allegro dedicato ai cani di casa, due setter, i cui nomi, Clint e Bibi, rimandano a due miti, non solo cinematografici, mughiniani: Eastwood e Brigitte Bardot.

 

giampiero mughini

Ci sono poi altre cose, che lascerò al lettore il piacere di scoprire, perché poi una recensione non è la lista della spesa, ma quel che viene fuori dall'insieme è un sentimento particolare, che non saprei ben definire, che non ha a che fare con la nostalgia o con il rimpianto, ma con l'inattuale, una specie di disagio rispetto al mondo che gli è toccato in sorte.

 

LEO LONGANESI

Non che Mughini sia un antimoderno, tutt' altro, figlio esemplare semmai del modernismo novecentesco e post novecentesco, dal design alle serie tv satellitari alla moda, ma prendiamo questa sua annotazione, a chiusura di quel lungo saggio sulla destra francese prima citato: «Sensuali dell'attualità, uomini dalle cento revisioni e sempre disposti a giocare tutto se stessi, gli uomini dei trenta sono forse i fratelli maggiori della generazione europea dei sessanta, impegnata anch' essa nella revisione dei teoremi precedenti e nell'esplorazione di territori inusitati. Solo che sulla nostra scena intellettuale c'erano soltanto i metalmeccanici di Mirafiori e l'ospedale psichiatrico di Gorizia, Oreste Scalzone e Renato Curcio, qualche trockista di mezza età e qualche abatino ebbro della Rivoluzione culturale cinese. Nella scena intellettuale della generazione dei trenta ci fu l'agonia e la morte di una certa Europa».

platini

 

Infine, si colga questo passaggio al volo: «Se per caso qualcuno mi invita a cena e lì c'è gente che non conosco, per tutta la sera parlano di se stessi. Non esiste più nessuno che mostri curiosità per gli altri, voglia di ascoltarli, magari di imparare qualcosa. Dicessi che ho un tumore e che fra tre ore sarò morto, passerebbero immediatamente all'argomento successivo». Inattuale, sì. E come dagli torto?

mughini bibiGIAMPIERO MUGHINI CON MICHELA PANDOLFI CLINT E BIBI sciascia

mughiniGIAMPIERO MUGHINI

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...

meloni gasparri nordio paromonov vannacci

DAGOREPORT – COSA CI FANNO IL MINISTRO NORDIO E IL SENATORE GASPARRI NEL PARTERRE DI UN MAXI-EVENTO CHE SEMBRA AVER ARRUOLATO SAN FRANCESCO NEL MONDO “MULTIPOLARE” E FILO-RUSSO? CON LORO ANCHE ALTI UFFICIALI DELLE FORZE ARMATE – PRENDERANNO PARTE AI “TAVOLI DI PACE: UN’ESPERIENZA FRANCESCANA, UN’ETERNA SFIDA TUTTA ITALIANA”, CHE SI TERRANNO A FORMELLO, ALLE PORTE DI ROMA, DA FINE AGOSTO A INIZI DI SETTEMBRE – I PARTECIPANTI ALL’EVENTO SEMBRANO ACCOMUNATI DAL DISPREZZO PER IL MONDO OCCIDENTALE E PER SIMPATIE NEMMENO TROPPO CELATE PER LE VARIE AUTOCRAZIE. SI VA DALL’AMBASCIATORE RUSSO ALEXEY PARAMONOV, ALL’AYATOLLAH IRANIANO MOHAMMAD HOSSEIN. E, NATURALMENTE, CI SARÀ IL GENERALISSIMO VANNACCI – IMMAGINIAMO QUANTO SARÀ ENTUSIASTA GIORGIA MELONI DELLA PRESENZA DEL “SUO” GUARDASIGILLI IN MEZZO A QUESTE TRUPPE…

valter lavitola sigfrido ranucci bomba attentato

DAGOREPORT - BOMBAROLI D’AMORE O C’E’ DELL’ALTRO? - PAOLO MIELI HA LANCIATO IL SASSO SUL CASO DELL’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI: “PUÒ DARSI, CHE QUALCUNO SI SIA INFILATO IN QUESTO RAPPORTO CON LAVITOLA PROPRIO ALLO SCOPO DI METTERE IN PIEDI UNA MISSIONE PER DANNEGGIARE RANUCCI” – CERTO, CI SONO MOLTE ZONE D’OMBRA: TUTTO GIRA INTORNO AL MOVENTE CHE HA SPINTO LAVITOLA A COMMISSIONARE L’ATTENTATO - IL FACCENDIERE VOLEVA ACCRESCERE LA POPOLARITÀ DI RANUCCI PER SPINGERLO A ENTRARE IN POLITICA? - AI MAGISTRATI HA SPIEGATO DI VOLER “SFRUTTARE” LA BOMBA PER SPINGERE LE AUTORITÀ A RAFFORZARE LA SCORTA DEL CONDUTTORE DI “REPORT”. MA SE FOSSERO QUESTE LE RAGIONI, LA CONDIZIONE INDISPENSABILE DEL PIANO ERA: NON ESSERE SCOPERTI – UN’ASSURDITA’, A PENSARCI BENE: COME POTEVANO, VALTERINO E I SUOI UOMINI, ILLUDERSI DI NON ESSERE ACCIUFFATI, DOPO UN ATTENTATO DINAMITARDO? – ECCO PERCHE’ QUALCOSA NON TORNA…

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGIE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO