liberazione 25 aprile partigiani mussolini piazzale loreto

MUSSOLINI, ULTIMO ATTO - IL MISTERO DEL PARTIGIANO CHE UCCISE IL DUCE - DIETRO LONATI, I SERVIZI INGLESI: L’OBIETTIVO (FALLITO) ERA RECUPERARE E FAR SPARIRE IL CARTEGGIO TRA MUSSOLINI E CHURCHILL CHE SOSTENNE IL FASCISMO NEI PRIMI ANNI DEL REGIME

MUSSOLINIMUSSOLINI

Simone Paliaga per “Libero Quotidiano”

 

La fitta trama di misteri che costella la storia italiana perde un altro dei testimoni che forse avrebbe potuto rischiarare almeno uno di questi buchi neri. E forse l' ha fatto. È morto alcuni giorni fa, ma il lancio dell' Adnkronos è solo di ieri, all' età di novantaquattro anni il partigiano Bruno Giovanni Lonati, nome di battaglia «Giacomo».

 

Al tempo della guerra civile del 1943-1945 egli era commissario politico della 101° Brigata Garibaldi e anche comandante di una divisione partigiana operante nel Milanese negli ultimi giorni del conflitto. Ma il suo non è certo uno dei nomi più noti anche se il mistero in cui si trova coinvolto è tra quelli che hanno fatto scorrere più fiumi d' inchiostro: la morte di Benito Mussolini e Claretta Petacci.
 

Già nel 1984 Roberto Gervaso nella biografia Claretta fa trapelare la versione dei fatti di Lonati fino allora sconosciuta. Secondo questa nuova versione sarebbe stato proprio «Giacomo» a premere il grilletto per porre fine alla vite del duce e della sua compagna. La questione però non termina così.
 

BRUNO LONATIBRUNO LONATI

Viene ripresa, approfondita da ulteriori dettagli, in un libro dello stesso Lonati, Quel 28 aprile. Mussolini e Claretta la verità pubblicato da Mursia nel 1994 e ancora oggi disponibile. Ne emerge una versione dei fatti della fine del capo del fascismo ben diversa da quella ufficiale e che lo stesso Renzo De Felice, il maggiore storico di quel periodo, non aveva esitato a definire semplice vulgata.
 

La versione proposta da Lonati demolisce il resoconto ufficiale di Walter Audisio, il colonello Valerio, e dei suoi compagni Michele Moretti e Aldo Lampredi che molti dubbi lasciava aperti benché fosse stato accolto favorevolmente dalla storiografia. Lonati invece spodesta Audisio da podio e si promuove protagonista della vicenda. Sostiene di essere stato contattato, il giorno precedente alla morte del duce, dal Capitano John del SOE, il servizio di informazioni britannico agli ordini diretti del generale Harold Alexander.

MUSSOLINI 1MUSSOLINI 1

 

L' agente inglese di origini italiane, specializzato in azioni coperte sul territorio italiano e soprattutto nel rifornimento delle bande partigiane, gli avrebbe chiesto di radunare alla svelta altri partigiani per compiere un' importante missione che doveva rimanere segreta. E Lonati in breve tempo, senza pensare di coinvolgere il CLN, raccoglie intorno a sé Bruno, Gino e Lino (di cui non conosciamo le generalità) e insieme si preparano a eseguire gli ordini dell' ufficiale inglese.
 

Nel pomeriggio dello stesso giorno il gruppo al comando del Capitano John si muove alla volta di Brunate, nei pressi di Como, dove un informatore chiamato Franco, ma il cui nome reale rimane avvolto nell' oscurità, li informa che Mussolini era stato catturato e si trovava rinchiuso in una abitazione tra Bonzanigo e Mezzegra.

 

Appena giunti alla casa dei De Maria il gruppo disarma i partigiani di guardia alla casa e fa irruzione nell' abitazione dove era imprigionato il Duce. Dal racconto di Lonati veniamo a sapere che la preoccupazione principale dell' azione era politica.
 

benito mussolinibenito mussolini

Si trattava di recuperare il celebre carteggio tra il capo del fascismo e Winston Churchill, il primo ministro inglese che nei primi anni di regime aveva più volte sostenuto apertamente il fascismo. Sembra però che al momento della perquisizione il celebre scambio epistolare non sia venuto alla luce e che Mussolini stesso abbia confessato che gli era stato sottratto a Dongo, al momento della cattura. Deluso dall' insuccesso il gruppo capitanato dal fantomatico John abbandona la casa con i due prigionieri.
 

MUSSOLINI HITLERMUSSOLINI HITLER

Mussolini con un cappotto sulle spalle e Claretta Petacci con addosso una pelliccia percorrono i duecento metri che li separano dalla stradina dinanzi all' abitazione per fermarsi a un crocevia con un viottolo dove, con una scusa, vengono spinti contro una specie di recinzione a rete ignari forse che da lì a qualche istante sarebbero stati assassinati. A farlo, su ordine del capitano John, sarebbe stato proprio il nostro Lonati.

 

L' obiettivo di questa doppia esecuzione era quello di eliminare i testimoni, secondo il partigiano bresciano, di quella pericolosa liaison che si è intessuta tra Roma e Londra per lunga parte del Ventennio.
 

WALTER AUDISIO 1WALTER AUDISIO 1

Vera o falsa che sia, questa ulteriore versione aggiunge un altro tassello nella ricostruzione dei fatti della nostra storia e soprattutto confermerebbe il continuo tentativo della Corona inglese di ingerire nella politica italiana, anche nei momenti più tragici. E confermerebbe la sua premura nel nascondere le tracce del proprio operato.

DIARIO MUSSOLINI 1942DIARIO MUSSOLINI 1942Mussolini e Petacci - Piazzale LoretoMussolini e Petacci - Piazzale LoretoMUSSOLINI PIAZZALE LORETO MUSSOLINI PIAZZALE LORETO MUSSOLINI  MUSSOLINI MUSSOLINI CON RACHELE MUSSOLINI CON RACHELE

 

Ultimi Dagoreport

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?

guido crosetto giorgia meloni roberto vannacci marina berlusconi

DAGOREPORT - L’IRRESISTIBILE ASCESA DEL FENOMENO VANNACCI SARÀ LA PIETRA TOMBALE DEL MELONISMO? IMBARCARE LA “FECCIA” DI FUTURO NAZIONALE AVREBBE CONSEGUENZE CATASTROFICHE PER MELONI & CAMERATI – FORZA ITALIA, PER LA VOCE DI FRANCESCO PAOLO SISTO, GIÀ AVVOCATO DI SILVIO BERLUSCONI E ATTUALE VICEMINISTRO DELLA GIUSTIZIA, HA GIÀ INVITATO I DEPUTATI AZZURRI CHE SI SENTONO ATTRATTI DALLE POSIZIONI DI VANNACCI, A "PASSARE IL RUBICONE". CIOÈ A TOGLIERSI DAI PIEDI E ACCOMODARSI ALTROVE - ALLO STESSO TEMPO LA PRESENZA DEL GENERALISSIMO RISCHIA DI TRAFIGGERE IL VERTICE DI FRATELLI D’ITALIA. IL PRIMO AD ALZARE I TACCHI SAREBBE DI CERTO IL CO-FONDATORE DEL PARTITO E MINISTRO DELLA DIFESA, GUIDO CROSETTO…