narcisista narcisismo

I NARCISISTI CHE DISTRUGGONO LA DEMOCRAZIA - PANARARI: "LA STRAORDINARIA REPERIBILITÀ DELLE INFORMAZIONI STA FACENDO DILAGARE UNA FORMA DI “EGUALITARISMO NARCISISTICO” - SONO GLI ESITI DELLO SPROFONDAMENTO NELLA VORAGINE DI UNA SOCIETÀ FONDATA SULLA “STRANA ADOLESCENZA PERPETUA DI MOLTI ADULTI” CHE HA MESSO LA COMPETENZA ALLA SBARRA E COLLOCATO GLI ESPERTI SUL BANCO DEGLI IMPUTATI, QUALIFICANDOLI COME ESPONENTI DELLE "ÉLITES AVVERSARIE DEL POPOLO"

MASSIMILIANO PANARARI

Massimiliano Panarari per “La Stampa”

 

Ebbene sì, il problema è dentro di noi. Non è una diagnosi psicologica, ma la psicologia c'entra moltissimo. 

 

A portare l'attenzione sugli umori (distruttivi) che percorrono la democrazia rappresentativa ci pensa Il nemico dentro (Luiss University Press, pp. 230, euro 20; trad. di Chiara Veltri), l'ultimo libro di Tom Nichols, uno dei più interessanti intellettuali pubblici statunitensi di questi anni, professore di relazioni internazionali alla Harvard Extension School e allo Us Naval War College, columnist di The Atlantic e brillante polemista-twittatore col suo seguitissimo account @RadioFreeTom. 

 

Per completare le presentazioni, va anche detto che Nichols non è un accademico liberal di una delle metropoli costiere, ma quello che Donald Trump etichetterebbe probabilmente alla stregua di un «americano autentico»: di orientamento conservatore, nato in una famiglia modesta di Chicopee (una piccola città deindustrializzatasi del Massachusetts), e in passato pure campione del quiz tv Jeopardy!. 

 

tom nichols 3

Ma un conservatore tenacemente antitrumpista e difensore dello «spirito americano» che, per lui, coincide con la società aperta, la liberaldemocrazia e le sue garanzie costituzionali, e che si è trasformato in un osservatore molto acuto dei guasti del postmodernismo. È stato lui, ne La conoscenza e i suoi nemici (Luiss University Press, 2018), a descrivere le caratteristiche letali dell'attuale «era dell'incompetenza», alla confluenza tra la politica-spettacolo, l'imperialismo incontrastato del modello dell'intrattenimento e l'egemonia (sottoculturale) del paradigma dell'«uno vale uno». 

 

Una stagione dominata dal paradosso per cui la straordinaria reperibilità delle informazioni non ha affatto prodotto una cittadinanza più consapevole e «vigile». Mentre, al contrario, sta facendo dilagare una forma di «egualitarismo narcisistico» che ha trovato il proprio habitat ideale nelle odierne democrazie emozionali e «Stati nervosi» (come li ha definiti il sociologo britannico William Davies), contraddistinti da un'«emozione pubblica» che ha scalzato l'opinione pubblica. 

 

il nemico dentro tom nichols

Ed è proprio lì che si annida il «nostro peggior nemico» - come Nichols argomenta nel suo nuovo libro - quello «interno» che erode la fiducia nella democrazia, nega ogni credibilità alla politica, rigetta i progressi (indubitabili) compiuti nel corso del tempo e, giustappunto, ha messo la competenza alla sbarra e collocato gli esperti sul banco degli imputati, qualificandoli come esponenti delle «élites avversarie del popolo». 

 

Questo nemico, dice l'intellettuale statunitense, risponde al nome di «politica del narcisismo», la vera officina del disincanto e del risentimento: il suo germe si annida in seno a ciascun individuo di questa epoca - non a caso, sempre sollevato da qualsiasi responsabilità, e proclamato come innocente a prescindere dai populisti - e straripa in ogni circuito sociale. 

 

tom nichols 5

I «cittadini illiberali e insoddisfatti», al punto da dichiarare la loro incomprensibile preferenza per autocrazie e sistemi politici antidemocratici (come la Cina e la Russia), si ribellano a ingiustizie e pericoli presenti più nel loro immaginario che nella realtà. «Oggi - scrive Nichols - la minaccia alla democrazia, in America e altrove, proviene dalla classe operaia e dal ceto medio, le persone tra cui sono nato e cresciuto». 

 

E questa rabbia e questo rancore, che tutto travolgono, costituiscono un impasto micidiale dove sono la psicologia e il narcisismo individuali a risultare determinanti, generando la reazione collettiva di tante monadi. 

 

SCIAMANO QANON

Alimentata, se si guarda bene, assai poco da dati di fatto e molto «da un'insicurezza culturale, da aspettative eccessive, alleanze tribali faziose, da ossessioni sull'etnia e l'identità, da ambizioni infrante e da una visione infantile dei limiti del governo», che fanno scattare l'effetto «ferro di cavallo», in cui le differenze tra le critiche provenienti dall'estremismo di destra e da quello di sinistra tendono ad assottigliarsi fino a convergere di fatto (e lo conferma quanto avviene nel movimento no-vax). 

 

HERMES FERRARI LO SCIAMANO DI PIAZZA MONTECITORIO

Insomma, soffriamo perché abbiamo quello che volevamo, e la democrazia ha realizzato la gran parte delle sue finalità, compresa la felicità promessa dalla Costituzione a stelle e strisce. Ma non lo vogliamo vedere e ci rinserriamo dentro furiose «piccole patrie» e tribù di «uguali», potenziate dalla logica dei social network. E, così, il trionfo del familismo amorale, nota l'autore sulla scorta degli studi di Edward Banfield, per certi versi si attaglia meglio agli individui globali del Duemila che alle comunità lucane degli Anni 50. 

 

antisocial

Sono gli esiti dello sprofondamento nella voragine di una società narcisistica e infantile, «affamata di apocalisse», imbevuta di «pessimismo populista» e fondata sulla «strana adolescenza perpetua di molti adulti». È questa «pandemia di narcisismo» che ha originato il declino della democrazia contemporanea e sparso a piene mani dovunque il senso di deprivazione relativa tipico di chi non sta affatto male, ma vuole di più, immerso in un'incessante ansia da prestazione e comparazione. 

 

antisocial

E che, quindi, si ritrova intento a confrontare la propria esistenza con le altrui vite idealizzate proposte senza sosta dal sistema dei media. Insomma, scagli la prima pietra chi è senza peccato. Ma per quanto la situazione risulti critica, Nichols non si sottrae al compito di mettere in campo alcune proposte. Come il tentativo di un rafforzamento del ruolo dei partiti politici. 

 

 

Una reintroduzione del servizio militare obbligatorio per provare a radicare di nuovo nelle giovani generazioni una «cultura della disciplina spartana» (ma la stessa logica potrebbe applicarsi anche a un «equipollente» servizio civile). E una riforma costituzionale per aggiornare la struttura delle istituzioni, e renderle più performative e vicine ai cittadini inquieti e rabbiosi. -

tom nichols 4

Ultimi Dagoreport

150corriere

DAGOREPORT - ALL’EVENTO-CONCERTO ALLA “SCALA” PER LA CELEBRAZIONE DEI 150 ANNI DEL “CORRIERE DELLA SERA”, PRESENTE SERGIO MATTARELLA, NON SONO PASSATE INOSSERVATE LE ASSENZE ILLUSTRI DELLA POLITICA: DA FRATELLI D’ITALIA (MELONI E MANTOVANO) A FORZA ITALIA (TAJANI) FINO ALLA LEGA (SALVINI) - HANNO INVECE TIMBRATO IL CARTELLINO I SINISTRATI ELLY SCHLEIN, BONELLI & FRATOIANNI FINO AL “GIANNILETTA” DI CAIRO, WALTER VELTRONI - MA LA LATITANZA PIÙ CHIACCHIERATA È STATA QUELLA DELL’EX PLURI-DIRETTORE DEL “CORRIERONE”, PAOLO MIELI, CHE HA GIUSTIFICATO L’ASSENZA CON L’URGENZA DI “UN CONTROLLO MEDICO” A ROMA - FORSE, DALL’ALTO DEL SUO EGO ESPANSO, PAOLINO AVEVA INTUITO IL RUOLO DI MATTATORI CHE KING URBANO (PROPRIETARIO), LUCIANO FONTANA (DIRETTORE DEL ''CORRIERE'') E FERRUCCIO DE BORTOLI (PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CORRIERE) AVREBBERO AVUTO NELL’EVENTO DEI 150 ANNI E LUI NO? AH, SAPERLO... – IN COMPENSO, CONFONDENDO L’EVENTO STORICO CON LA CONVENTION AZIENDALE, CAIRO HA FATTO SFILARE SUL PALCOSCENICO, DAVANTI AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, BEN SEI BIG SPENDER PUBBLICITARI CHE FANNO LA GIOIA DEL BILANCIO RCS… - VIDEO

marina berlusconi silvio mario orfeo repubblica

DAGOREPORT - LA GUERRA È FINITA, ANDATE IN PACE… - DOPO AVER VISSUTO 20 ANNI DI ANTI-BERLUSCONISMO SENZA LIMITISMO, MARIO ORFEO DIMENTICA LA STORIA E L’IDENTITÀ DI "REPUBBLICA" E SPARA IN PRIMA PAGINA UNA LETTERA DI MARINA BERLUSCONI (+ FOTO) CHE FA UN'INSOSTENIBILE PROPAGANDA AL REFERENDUM CONTRO LA MAGISTRATURA: ‘’SE DOVESSE VINCERE IL SÌ, NON SI TRATTERÀ DI UNA VITTORIA DEL GOVERNO O DI FORZA ITALIA, NÉ DI UNA VITTORIA POSTUMA DI MIO PADRE. IO PENSO SEMPLICEMENTE CHE SARÀ UNA GRANDE VITTORIA DEGLI ITALIANI’’ – MENO SPAZIO (E NIENTE FOTO) PER LA REPLICA DEL VICEDIRETTORE CARLO BONINI, AUTORE CON D'AVANZO DI MILLE INCHIESTE CONTRO IL MARCIO DEL BERLUSCONISMO, ALLA "PADRONA" DI FORZA ITALIA CHE AL "CORRIERE DELLA SERA" DELLO SCORSO 10 FEBBRAIO AFFERMÒ, TRONFIA: "SE VINCE LA MELONI, VINCE IL PAESE" – DOPO L’INCHINO REVERENZIALE, SEMPRE IN PRIMA, ALLA MELONI (“REFERENDUM, NON È VOTO SUL GOVERNO”), L’"ORFEO NERO" OGGI DÀ IL SUO BENVENUTO AL NUOVO PROPRIETARIO DI “REPUBBLICA”, IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU - SEMPRE CON IL SOLITO GIOCHETTO PARAGURU DI CHI DÀ UN COLPO ALLA BOTTE E UNO AL CERCHIO, DI CHI METTE TUTTI SULLO STESSO PIANO, IL SOLITO VIZIO PILATESCO DI LAVARSI LE MANI CON "EQUIDISTANZA" (MA, SI SA, L’IMPORTANTE È MANTENERE LA POLTRONA SOTTO IL SEDERE…)

monte dei paschi di siena luigi lovaglio francesco gaetano caltagirone fabrizio palermo corrado passera francesco milleri

DAGOREPORT - MPS, LA PARTITA È PIÙ APERTA CHE MAI - A MILANO SUSSURRANO UN’IPOTESI CHE AI PIÙ PARE PIUTTOSTO AZZARDATA: UN IMBUFALITO LOVAGLIO STAREBBE LAVORANDO PER PRESENTARE UNA SUA LISTA - I FONDI NON APPREZZEREBBERO POI L’ECCESSIVA “IMPRONTA” DI CALTAGIRONE SU FABRIZIO PALERMO, CHE POTREBBE ESSERE SUPERATO DA VIVALDI COME AD - NEMMENO LA CONFERMA DI MAIONE È COSÌ SCONTATA. E SI RAFFORZA L’IPOTESI, CALDEGGIATA DA MILLERI, DI CORRADO PASSERA COME PRESIDENTE - LOVAGLIO MOLTO INCAZZATO ANCHE CON GIORGETTI…

lovaglio meloni maione caltagirone mps mediobanca caltagirone

DAGOREPORT – POVERO LOVAGLIO, USATO E GETTATO VIA COME UN KLEENEX USATO. CHE FARÀ ORA L’AD DI MPS, (GIUSTAMENTE) FUORI DI SÉ DALLA RABBIA DOPO ESSERE STATO ESCLUSO DALLA LISTA PER IL VERTICE DEL “MONTE”, NONOSTANTE ABBIA PORTATO A TERMINE CON SUCCESSO IL RISANAMENTO DI MPS E IL RISIKO MEDIOBANCA ED OGGI SCARICATO A MO’ DI CAPRONE ESPIATORIO? IL “LOVAGLIO SCARICATO” È IMBUFALITO IN PRIMIS CON CALTAGIRONE, CHE GLI PREFERIREBBE COME CEO FABRIZIO PALERMO, MA ANCHE CON GLI “ANTIPATIZZANTI” SENESI ALLA SUA RICONFERMA: NICOLA MAIONE, PRESIDENTE DI MPS, E DOMENICO LOMBARDI, PRESIDENTE DEL COMITATO NOMINE – È UNA MOSSA INEVITABILE (AGLI ATTI DELLA PROCURA C'È L'INTERCETTAZIONE BOMBA CON "CALTA" IN CUI SI DANNO DI GOMITO: "MA LEI È IL GRANDE COMANDANTE?"; "IL VERO INGEGNERE È STATO LEI"), MA RISCHIOSISSIMA: COSA USCIRÀ DALLA BOCCUCCIA DI UN INCAZZATISSIMO LOVAGLIO QUANDO SI RITROVERÀ SOTTO TORCHIO DA PARTE DEI PM DELLA PROCURA DI MILANO CHE INDAGANO SUL “CONCERTONE”? AH, SAPERLO….

crosetto meloni mantovano mattarella caravelli

DAGOREPORT - SUL CAOS DEL VIAGGIO DI CROSETTO A DUBAI, SOLO TRE QUESTIONI SONO CERTE: LA PRIMA È CHE NON SI DIMETTERÀ DA MINISTRO, PENA LA CADUTA DEL GOVERNO (CROSETTO HA INCASSATO ANCHE LA SOLIDARIETÀ DI MATTARELLA, CHE OGGI L’HA RICEVUTO AL QUIRINALE) – LA SECONDA È LA GRAVE IDIOSINCRASIA DELLO “SHREK” DI CUNEO PER LA SCORTA: COME A DUBAI, ANCHE QUANDO È A ROMA VA SPESSO IN GIRO DA SOLO. LA TERZA, LA PIÙ “SENSIBILE”, RIGUARDA LA NOSTRA INTELLIGENCE: GLI 007 DELL’AISE, INVECE DI TRASTULLARSI CON GLI SPYWARE E ASPETTARE DI ESSERE AVVISATI DA CIA E MOSSAD, AVREBBERO DOVUTO AVVERTIRE CROSETTO, E GLI ALTRI TURISTI ITALIANI NEGLI EMIRATI, CONSIGLIANDO DI NON SVACANZARE TRA I GRATTACIELI DI DUBAI. E INVECE NISBA: SUL SITO DELLA FARNESINA, NON ERANO SEGNALATI RISCHI...