corrado guzzanti mattia torre 9

IL NECROLOGIO DEI GIUSTI - PER MATTIA TORRE OGNI SITUAZIONE, ANCHE LA PEGGIORE, ERA BUONA PER SCRIVERCI SU UNO SPETTACOLO, UN MONOLOGO, UNA SERIE. OGNI SITUAZIONE DRAMMATICA ERA RISCRIVIBILE IN MANIERA IRONICA - È NELLE SUE COSE PIÙ PERSONALI, COME ''LA LINEA VERTICALE'' E I MONOLOGHI, IN CUI HA DIMOSTRATO UNA CAPACITÀ DI SCRITTURA E DI COSTANTE IRONIA DEL TUTTO ORIGINALI, CHE MOLTO SPESSO MANCA ALLE NOSTRE COMMEDIE

 

 

 

 

 

 

Marco Giusti per Dagospia

 

corrado guzzanti mattia torre

Mattia Torre, autore di culto grazie a serie tv popolarissime come Boris, a spettacoli teatrali e a film, come Ogni maledetto Natale, magari non sempre riusciti, come la serie Dov’è Mario? con Corrado Guzzanti, ma sicuramente originali e divertenti, se ne va a soli 47 anni dopo una malattia inesorabile e un calvario che lui stesso ha descritto proprio in una delle sue ultime serie, La linea verticale, interpretata dall’amico fraterno Valerio Mastandrea.

 

mattia torre

Aveva, scrive un Corrado Guzzanti, “una curiosità, un coraggio e un senso dell’umorismo rari in questo mondo, rarissimi in Italia. Uno che se adesso gli dicessi “che la terra ti sia lieve” ti scoppierebbe a ridere in faccia, ci scriverebbe sopra un monologo”. Ogni situazione, anche la peggiore, era buona per scriverci su uno spettacolo, un monologo, una serie. E ogni situazione drammatica era riscrivibile in maniera ironica.

 

mattia torre

Torre non è ben definibile rispetto all’egocentrismo del regista e dello sceneggiatore medio italiano. Perché quasi tutti i suoi lavori, film o serie tv, sono lavori di gruppo. Boris, sia la serie che il film, Piovono mucche o Ogni maledetto Natale, erano scritti assieme a Luca Vendruscolo e Giacomo Ciarrapico. Difficile capire di chi fossero i meriti.

 

mattia torre

Ma certo Boris è stata oltre che una fucina di nuovi talenti comici, pensiamo solo a Francesco Pannofino o a Pietro Sermonti, una grande fonte di divertimento intelligente per tutti, soprattutto per chi lavorava dentro al mondo delle serie tv e viveva le stesse frustrazioni e follie che vivono i protagonisti. Per Mastandrea e Marco Giallini aveva scritto anche una curiosa e non fortunata serie di Raitre, Buttafuori.

 

Ma le sue cose più personali, a parte La linea verticale, che scrisse e diresse sempre per Raitre, sono i monologhi resi celebri da Valerio Mastandrea o il geniale Coatto unico, cavallo di battaglia di Giorgio Tirabassi. Lì dimostrò una capacità di scrittura e di costante ironia del tutto originali, qualcosa che proprio molto spesso manca alle nostre commedie. Soprattutto cinematografiche.

 

“Se n’è andato il più bravo di tutti, che dispiacere grande non poterti ascoltare più”, scrive Maria Sole Tognazzi. Non ci resta che ricordarci uno dei monologhi di Mastandrea per La linea verticale, di fatto il suo testamento: "Devi vivere in asse, concentrato. Su una linea verticale in piedi. Orizzontale ci sei stato troppo tempo. Orizzontale devi uscire da morto. La vita va vissuta da uomo verticale."

ogni maledetto nataleogni maledetto natale 02ogni maledetto natale di mattia torre images

 

MATTIA TORREcorrado guzzanti mattia torreogni maledetto natale di mattia torre image

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