noemi letizia

NOEMI LETIZIA GIÀ IN LACRIME NELLA PRIMA PUNTATA DEL NUOVO REALITY ”THE REAL HOUSEWIVES"- ECCO COSA È SUCCESSO - NOEMI CI TIENE A SCROLLARSI DI DOSSO L’ETICHETTA DI “PAPI GIRL” DEL CASO BERLUSCONI AMMETTE DI ESSERSI PENTITA DEL RITOCCO ALLE LABBRA E DA MAMMA CON INCLINAZIONI FASHIONISTE PUNTA A REALIZZARSI NEL SETTORE BEAUTY - A SORPRESA, LA SALVA L’AUTOIRONIA...

Francesco Canino per www.ilfattoquotidiano.it

 

noemi letizia

Altro che fascino discreto della borghesia. Lì dove vero e verosimile s’intrecciano fino a sovrapporsi e dove la realtà si trasforma in commedia, ecco materializzarsi le sei surreali casalinghe – molto feroci e poco disperate – protagoniste di The real housewives di Napoli, il nuovo reality di Real Time, partito il 25 gennaio (in onda il venerdì, in seconda serata). Avete presente la Posillipo ovattata dove va a vivere Andrea, il padre di Giovanna, la protagonista de La vita bugiarda degli adulti, l’ultimo romanzo di Elena Ferrante? Bene, dimenticatela.

 

Perché in The real housewives a dominare sono tutte le sfumature dell’esagerazione, dell’eccesso e del lusso ostentato (o millantato, chissà) in una Napoli che diventa inaspettato palcoscenico dove giocare con l’effimero e portarlo all’estremo fino al cafonal. Proprio come accade nel format internazionale, che conta tredici edizioni in tutto il mondo. Solo che nella versione italiana le sciure benestanti scorrazzano tra Chiaia e Posillipo e non tra le colline di Beverly Hills e al posto di Yolanda Hadid (la milionaria mamma delle super modelle Gigi e Bella), c’è Noemi Letizia, già star del programma ancora prima di andare in onda.

NOEMI LETIZIA

 

 

 

E tale si conferma nelle prime due puntate del reality, l’antipasto funzionale a inquadrare le protagoniste e pregustare le future liti, solide fondamenta dello show assieme al montaggio (serrato e curatissimo, e qui si sente il tocco di Fatma Ruffini, la produttrice per decenni firma dei programmi di punta di Mediaset) e al casting (perfetto). «In The real housewives voglio mostrare chi è la vera Noemi Letizia», dice nel confessionale di presentazione, cedendo quasi subito alle lacrime. Per ora di lei si capisce poco, se non che si è imborghesita passando in una decade dal festone per i 18 anni in provincia, a Casoria, con Berlusconi come guest star (capitolo mai citato, nemmeno per sbaglio), all’appartamento con marito agèe e servitù ispanica. Noemi ci tiene a scrollarsi di dosso l’etichetta di “papi girl”, ammette di essersi pentita del ritocco alle labbra e da mamma con inclinazioni fashioniste punta a realizzarsi nel settore beauty, tanto che vola nella prestigiosa scuola di Grasse per creare il suo profumo ma l’insegnante parla inglese e lei annaspa vistosamente. A sorpresa, la salva l’autoironia.

 

NOEMI LETIZIA

Il resto del cast? Poco chic e molto choc. C’è Daniela Sabella, giornalista attiva nel sociale e nelle pr, con look tendenza Barbie e allergia alle periferie (per lei tutto ciò che va oltre la ztl). Poi c’è la spruzzata di sangue blu con Maria Consiglio Visco Marigliano del Monte, duchessa e autrice di un romanzo erotico, costantemente in bilico tra il parlare male delle altre e il rimarcare senza sosta il suo blasone e i suoi averi (chissà come sarebbe inorridita l’iconica Marella Caracciolo Agnelli). E ancora Simonetta De Luca, psicologa ma anche stilista e networker del benessere (qualunque cosa voglia dire), che si autoproclama «la queen» ma finisce per incarnare dal minuto zero l’antipatica del gruppo. E ci riesce benissimo. Poi c’è Stella Giannicola, titolare di un centro estetico, che esibisce ciglia finte in abbondanza, forme prosperose («è grassa», sentenzia cattivissima Maria Consiglio) e presunte frequentazioni da jet setter. «Riccardo Tisci, con cui faccio il Gay Pride, mi ha presentato Madonna», azzarda sorseggiando champagne. «Lei e Maria Consiglio sono due megalomani», replica implacabile l’ultima casalinga, Raffaella Siervo, discendente di una famiglia di commercianti di perle e coralli, subito stroncata dalle altre arpie: «Oggi abbiamo visto due rovine, Ercolano e Raffaella».

 

 

NOEMI LETIZIA

In questo gioco delle parti, la Siervo si ritaglia il ruolo del jolly: è la più vera del gruppo – nel senso che non è mai ricorsa alla chirurgia plastica – e a lei è affidato il controcanto, in un racconto in cui domina asfissiante un birignao di sottofondo tra “amore”, “tesoro”, “ti lovvo”, “texture”, “top” e “queen”. Perché sarà pure l’upper class posillipina ma il rischio omologazione è dietro l’angolo. A partire dai connotati estetici: le signore sfoggiano senza pudore i danni del ritocco a tutti i costi, labbra a canotto, zigomi ferilleschi, pelli smaltate a lucido da filler e botulino, chilate di extension alle ciglia. «Che volgarità le ciglia finte su una donna sopra i 40 anni», si lascia scappare Raffaella. Fosse solo quello. Ma così facendo, in un curioso gioco di rimandi con altri due programmi cult di Real Time, le casalinghe napoletane rischiano di sembrare appena uscite dal salone di Federico Fashion Style o pronte per un matrimonio al Castello delle cerimonie. Solo con più soldi e con un coté più mondano, di quella mondanità alla Sorrentino de La grande bellezza (vedi l’esageratissima festa Limitless, in scena nella terza puntata).

NOEMI LETIZIA

 

Se il reality avesse un sottotitolo, sarebbe senza dubbi «Pailettes a colazione» – no, gli smeraldi a colazione di Marta Marzotto stanno decisamente su un altro piano – perché le pailettes sono uno dei trait d’union che lega le ferocissime «scugnizze patinate», oltre allo shopping compulsivo, ai ritocchini e alla passione per il lusso. Quale direzione prenderà il racconto? Facile pensare ad un fitto intreccio di liti, feste esclusive in ville inaccessibili, pranzi riconciliatori, giri in auto o in barca, mondanità sfrenata, eternamente in bilico tra trash e disimpegno. Niente di nuovo, insomma, per chi ha visto la prima e unica stagione di Lucky Ladies, andato in onda qualche anno fa su Fox Life: ambientato sempre a Napoli, aveva come voce narrante l’indimenticabile Alessandra Rubinacci, erede dell’iconica sartoria napoletana, che di questa nuova produzione è la casting director. Che cosa manca rispetto a Lucky Ladies? Proprio la voce narrante, che sapeva bilanciare con l’ironia l’eccesso di farsa.

 

 

NOEMI LETIZIA NOEMI LETIZIA

Sarà un cult? È presto per dirlo. Per ora l’“ostento dunque sono” domina su tutto: è questo il gioco ed è inutile domandarsi dove inizi la realtà e dove finisca la recita. Potrebbe essere tutto vero – in un flusso ininterrotto di surreale (niente a che vedere col surrealismo di Buñuel) che sfocia nel cinepanettone – o tranquillamente scritto e artefatto. Poco importa, perché la tv ha un copione anche quando il copione non c’è.

 

noemi letizianoemi letizianoemi letizia

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni carlo nordio fabio pinelli sergio mattarella ugo zampetti

DAGOREPORT – COSA, E CHI, HA CONVINTO SERGIO MATTARELLA A PRESIEDERE, PER LA PRIMA VOLTA IN 11 ANNI AL QUIRINALE, IL PLENUM DEL CSM? LA MISURA È DIVENTATA COLMA CON IL VIDEO RINGHIANTE DI GIORGIA MELONI, PUBBLICATO SUI SOCIAL IERI SERA: DA GIORNI IL VICEPRESIDENTE DEL CSM, IL LEGHISTA FABIO PINELLI, ERA IN ALLERTA PER LE VERGOGNOSE PAROLE DI CARLO NORDIO SUL SISTEMA “PARA-MAFIOSO”. PINELLI SI È “COORDINATO” CON UGO ZAMPETTI, POTENTE SEGRETARIO GENERALE DEL COLLE, E I DUE HANNO PREGATO MATTARELLA DI METTERE FINE ALL’ESCALATION DI TENSIONE – IL GUARDASIGILLI NORDIO ABBASSA LA CRESTA: “MI ADEGUERÒ” – L’INCAZZATURA MAGGIORE DEL COLLE È CON GIORGIA MELONI: AVEVA PROMESSO DI FAR ABBASSARE I TONI A NORDIO, E POI È STATA LEI A TORNARE ALL’ATTACCO… - VIDEO

giorgia meloni matteo salvini gian marco chiocci roberto sergio bruno vespa giampaolo rossi

FLASH! – IERI È STATO SVENTATO IL PROPOSITO DI GIAMPAOLO ROSSI DI DIMETTERSI DAL VERTICE DEL BORDELLONE RAI, NON CERTO IMPIOMBATO DALL’INESISTENTE OPPOSIZIONE, BENSÌ DEVASTATO DALLE FAIDE E LOTTE TRA I TELE-MELONIANI – “IL FILOSOFO DI COLLE OPPIO” HA RICEVUTO LE RICHIESTE RASSICURAZIONI: SEI IL NUMERO UNO E TUTTI I CHIOCCI E I SERGIO SON NESSUNO. DUNQUE STRINGI I DENTI E RESISTI FINO A MAGGIO QUANDO CON IL VARO DEL DECRETO DI RIFORMA RAI CADRÀ IL CDA E TUTTE LE DIREZIONI…

john elkann repubblica

ALTISSIMA TENSIONE SULLA ‘’TRATTATIVA ESCLUSIVA” TRA JOHN ELKANN E THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI – LE PROBABILITÀ CHE L’OPERAZIONE VADA A PUTTANE AUMENTANO AL PARI DELLE PERDITE DI ‘’REPUBBLICA’’ E ‘’STAMPA’’ - SE SALTA, PRENDE IL FARDELLO GEDI E LO METTE ALL’ASTA? RICICCIA LEONARDINO DEL VECCHIO? – FINORA, TUTTO ERA ANDATO IN DISCESA PER ELKANN: L’ACQUISIZIONE NEL 2020 DE “LA REPUBBLICA” E “LA STAMPA”, DA SEMPRE QUOTIDIANI DI RIFERIMENTO DEL PARTITO DEMOCRATICO, È STATA UN’ABILE MOSSA NON SOLO PER SQUAGLIARE LA FIAT IN STELLANTIS SENZA ROTTURE DI COJONI MEDIATICHE E SINDACALI, MA ANCHE PER PORTARE A TERMINE TRANQUILLAMENTE LA CESSIONE DELLE GRANDI AZIENDE ITALIANE DELLA HOLDING EXOR: DA MAGNETI MARELLI A IVECO – RESTAVA GEDI PRIMA DI VOLARE SOTTO IL CIUFFO DEL PREDILETTO TRUMPONE. MA, A VOLTE, NON TUTTE LE CIAMBELLE RIESCONO COL BUCO…

giuseppe conte stefano patuanelli

DAGOREPORT – ANCHE NEL MOVIMENTO 5 STELLE TIRA UNA BRUTTA CORRENTE: L’EX MINISTRO DELLO SVILUPPO ECONOMICO, STEFANO PATUANELLI, È IN DISACCORDO CON GIUSEPPE CONTE SULLE “TEMPISTICHE” DEL CAMPO LARGO. L’INGEGNERE TRIESTINO (E ANCHE UN PO’ TRISTINO) VUOLE ACCELERARE E SANCIRE IL PRIMA POSSIBILE L’ALLEANZA CON PD E ALTRI “PROGRESSISTI”, PER ORGANIZZARE LA CAMPAGNA ANTI-MELONI – PEPPINIELLO APPULO, INVECE, TEMPOREGGIA. IL MOTIVO? NON HA MAI ABBANDONATO IL SOGNO DI TORNARE A PALAZZO CHIGI…

meloni board of peace marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT - GIORGIA MELONI PORTA L’ITALIA NEL CLUB DEI PUZZONI GLOBALI! IL NOSTRO DISGRAZIATO PAESE SARÀ L’UNICA GRANDE POTENZA EUROPEA A ENTRARE NEL “BOARD OF PEACE” DI DONALD TRUMP, INSIEME A DITTATURE, REGIMI MILITARI, AUTOCRAZIE E MONARCHIE ASSOLUTE DOVE I GIORNALISTI VENGONO FATTI A PEZZETTI - IL NOSTRO PENSIERO VA A MARINA BERLUSCONI: UNA SETTIMANA FA IN UN’INTERVISTA AL “CORRIERE” HA TUONATO CONTRO TRUMP (“LA SUA UNICA REGOLA È CANCELLARE TUTTE LE REGOLE. E LUI LA CHIAMA LIBERTÀ”), E SI RITROVA IL SEGRETARIO DEL SUO PARTITO, ANTONIO TAJANI, IN PARTENZA PER WASHINGTON A BACIARE IL PANTOFOLONE DEL TYCOON, IN MODALITÀ MAGGIORDOMO DI CASA MELONI...