ricky gianco

LE NOTE ARRABBIATE DI RICKY GIANCO – “IL RITORNELLO DI QUESTO PICCOLO GRANDE AMORE È COPIATO DALLA MIA ‘È IMPOSSIBILE’”. IL TRIBUNALE GLI HA DATO TORTO IN PRIMA ISTANZA MA LUI NON RICORRERA’ IN APPELLO - "GEORGE HARRISON MI INSULTO’ CHIAMANDOMI 'ITALIANO PIZZA E MANDOLINO'. CELENTANO? MI RUBO’ PREGHERO’. ME LA SONO RIPRESA. LA SENTIRETE" – E POI DE ANDRE’, LA PRESA IN GIRO DI DYLAN E LE 'PIETRE' CHE GLI TIRARONO AL CANTAGIRO DEL 1965 - VIDEO

 

Antonio Lodetti per “il Giornale”

 

ricky gianco

“Quando sbarcai a Milano ero un ragazzino malato di rock and roll e incontrai subito le persone giuste. Giampiero Reverberi mi portò alla Ricordi dove incisi tre 45 giri che però non comprò nessuno. Cantavo ma avevo un brutto problema, non pronunciavo la erre, non mi usciva proprio. Infatti incontrai Celentano che non mi filò neppure. Il primo ad aiutarmi fu Mike Bongiorno, era molto generoso. Mi faceva cantare ai suoi spettacoli e mi fece fare anche qualche Carosello. Così andai a scuola di dizione: mi feci un mazzo così. Una cosa pesantissima, gli sforzi mi procuravano nausea e giramento di testa, ma ce la feci...

 

Una sera, mentre strimpellavo in un bar, Adriano mi rivide per caso e disse: Ueh, ma tu non sei quello che non aveva la erre? Adesso ce l' hai, canti bene, vieni a trovarmi che devo farti una proposta». Così decollò la carriera di Ricky Gianco - che a tutt' oggi ha una voce profonda e potente in stile rock - autore e cantautore dalle mille svolte artistiche. Lui c' è sempre, anche se non si fa vedere spesso le sue canzoni parlano per lui... Autore di classici come Pregherò (la versione italiana di Ben E. King), Ora sei rimasta sola, Il vento dell' Est, Pugni chiusi, Nel ristorante di Alice, Pietre, tedoforo della canzone impegnata anni Settanta (con la casa discografica L' ultima spiaggia di Nanni Ricordi) con Un amore, A Nervi nel '92, Fango che sono brani simbolo del cantautorato impegnato dell' epoca.

 

ricky gianco

Gianco si è fatto conoscere anche a livello internazionale incidendo con i Toto (l' album È Rock' n'Roll), e con le stelle del country rock (Non si può smettere di fumare),ha reinventato con Gianfranco Manfredi il teatro-canzone di gaberiana memoria (sempre negli anni Settanta il corrosivo spettacolo Zombie di tutto il mondo unitevi a Nervi nel '92 fu in cartellone per diverse stagioni). La sua carriera si può riassumere nel triplo cofanetto Ricky Gianco Collection: tutti i successi, alcuni brani acustici inediti su disco e interpretazioni di classici jazz e swing.

 

Baffoni a nascondere il suo sorriso sornione, fa dell' ironia, spesso caustica, il motore con cui forgia la sua arte popolare e al tempo stesso racconta la sua vita.

 

fabrizio de andrè

Quando guarda indietro a tratti li suo sguardo si illumina («perché è stata una grande avventura»), a tratti s' incupisce («quanti amici se ne sono andati, da Tenco a De André»). Lui, lodigiano di origine sarda, è cresciuto a Milano (il 7 dicembre riceverà dal Comune di Milano l' Ambrogino d' oro) ma con un piede a Genova. «Come dimenticare le giornate a Sampierdarena con Paoli, Tenco, De André: discorsi, fiumi di alcol e sogni. Un mondo che non c' è più, ci si divertiva anche con le monetine».

 

Amicizie coltivate e ricambiate per decenni. «Con Paoli ogni tanto ci invitano in tv a suonare qualche rock scatenato come Bye Bye Love degli Everly Brothers. Siamo sempre in sintonia. Abbiamo inciso insieme Parigi con le gambe aperte, il seguito di Quattro amici al bar, che ha avuto un buon successo, e non ha mai saltato un Festival di Mantova di cui io ero uno degli organizzatori.

 

De André ha duettato con me in un mio album nel pezzo Navigare. Era pigro: ci misi un mese a convincerlo. Il giorno della registrazione andai a prenderlo a casa, lui mi invitò a prendere un caffè, a chiacchierare e a scherzare, arrivammo in studio con tre ore di ritardo con tutti i tecnici che ci stavano aspettando. Ma quando iniziava a cantare si faceva perdonare tutto».

ricky gianco

 

Ricky va ancora molto fiero del periodo del Clan. «Fummo il primo gruppo di lavoro indipendente. Con Adriano sono in buoni rapporti e ho un ottimo ricordo di quel periodo. Anche se volle interpretare lui Pregherò e a me lasciò il seguito: Tu vedrai, che non ebbe altrettanto successo. Fu un gran periodo, anche se certe cose non le capivo, come il diktat di far firmare tutte le canzoni a Miki Del Prete. Comunque non si può negare che Adriano ha avuto delle grandi intuizioni». Quando Gianco entrò nel Clan si chiamava ancora Ricky Sanna, il suo vero cognome.

 

«Una mattina alle 5 squillò il telefono e Adriano dall' altra parte del filo disse: Ueh, ti piace Gianco come nome d' arte?. Io mezzo addormentato dissi ok e da allora quello fu il mio nome». Adriano gli fece cambiare nome perché la Ricordi se l' era presa perché Ricky Gianco aveva cambiato casa discografica. Tra le prima canzoni Unchained My Heart, poi portata la successo decenni dopo da Joe Cocker. L' idillio con il Clan però finì presto. Gianco era ed è uno spirito libero. «Adriano amava circondarsi di una corte. Così quando andò a Capri per girare un film e disse: Dovete accompagnarmi tutti, io decisi di mollare».

 

ricky gianco

E si dedica da solo al rock, il suo primo amore. «Tornai allo stile dei miei primi brani, tipo Dubbi, un brano con frasi onomatopeiche tipo abbi dubbi ubbidabodeio per cui alla Ricordi mi presero per matto». Riscosse un buon successo e nel 1964 fu invitato a Londra al Christmas Show dei Beatles. «Che emozione! Non mi sembrava vero. Mi proposero di suonare in apertura dei loro concerti italiani ma non me la sentii. Si vedeva che Paul e John erano i leader, ed erano anche simpatici. Solo George Harrison mi chiamò con aria sarcastica italiano pizza e mandolino». In quei giorni conobbe anche Brian Jones: «Era completamente fuori di testa. Comunque nella diatriba Beatles contro Rolling Stones io sto con i primi. Gli Stones hanno rinnovato il rock blues; i Beatles hanno rivoluzionato la musica e il costume». Nel suo cuore però ci sono i Toto: «Ero troppo giovane ai tempi dei Beatles, la mia esperienza più emozionante è stata incidere con i Toto e soprattutto con James Burton, il chitarrista di Elvis. Ho imitato a lungo i suoi assolo».

 

ricky gianco

Ma nei favolosi Sixties in Italia il rock è ancora roba per pochi «capelloni»... Così Gianco colpisce la platea di Sanremo con Pietre: «Non ci credevo molto, era una canzoncina ironica e ricca di doppi sensi. La sua forza sta nell' interpretazione di Antoine. Lui non sapeva l' italiano, prima di entrare in scena gli dissi: Hai imparato le parole?. Lui rispose: Non preoccuparti le ho scritte su un foglietto.

 

Lì cominciai a tremare; infatti lo perse immediatamente, così cominciò a inventare le parole, a saltare e ballare in mezzo al palco. Fu il successo, eliminata la prima sera, fu ripescata in finale e vendette milioni di copie». Qualcuno disse che Pietre era un plagio di Rainy Day Women di Bob Dylan ma Ricky ha la coscienza tranquilla. «La mandammo ai suoi avvocati che dissero: Tutto regolare. In realtà riprendeva una marcia tradizionale di New Orleans di pubblico dominio». Anche Ricky Gianco, a sua volta, ha fatto causa per plagio.

 

ricky gianco con moglie, kam kwan fong

Il ritornello di Questo piccolo grande amore secondo lui è copiato dalla sua È impossibile. Il tribunale gli ha dato torto in prima istanza e lui, sempre sicuro di avere ragione, ha deciso di non ricorrere in Appello. «Tanto mi toccherebbe aspettare ancora più di dieci anni».

 

baglioni

Tornando alle Pietre, ne ha più tirate o più ricevute nella sua vita? «Non ho nemici, le ho ricevute al Cantagiro del 1965 a Pesaro». Critico con tutto e con tutti, Ricky Gianco ha scritto Zimmerland, un brano che prende in giro causticamente Bob Dylan paragonandolo a Gesù. «Per carità lo amo ancora oggi.

 

celentano

Il brano l' ho scritto quando aveva smesso di fare il poeta». Proprio in quel periodo infatti Gianco incontrava l' impegno politico e sociale: «Nel '68 ho trovato la risposta a tante domande e ho smesso con le canzoncine. Quando ho sentito O' sole mio cantata da Elvis ho capito cosa fosse il sistema, che aveva risucchiato un idolo ribelle trasformandolo in una marionetta.

 

george harrison

Il rock è nato da una generazione di ragazzini che nessuno ascoltava, ma poi il mercato lo ha fatto suo inventando la musica per teen ager. Così ho cercato di creare in Italia un suono indipendente. Ho prodotto Demetrio Stratos, Il Canzoniere del Lazio, Albero Motore». E ha cominciato con le canzoni scomode come Fango, che adesso interpreta nei concerti, sempre a scopo sociale e politico, che tiene un po' in tutta Italia. Il nuovo disco?

 

L' anno prossimo: «Conterrà nuove ballate e forse, per la prima volta, la mia versione di Pregherò. È il momento di farla sentire».

george harrison monocigliogeorge harrison india 1966ricky gianco

Ultimi Dagoreport

malago galliani calcagno ulivieri

DAGOREPORT - NELLA CORSA ELETTORALE PER LA PRESIDENZA FIGC, L’ASSOCALCIATORI (AIC) E L’ASSOALLENATORI (AIAC) SONO PRONTE A SCARICARE MALAGÒ, CANDIDATO DELLA LEGA A, PER ACCODARSI A BEPPE MAROTTA E SOSTENERE IL SENATORE FORZISTA ADRIANO GALLIANI - COME GIUSTIFICHERANNO IL REPENTINO VOLTAFACCIA AI LORO STESSI ASSOCIATI? L’AIC DI UMBERTO CALCAGNO NELLA STORIA RECENTE È STATA SOSTENITRICE DELLE DECISIONI DELLA SERIE A, COME L’ASSOALLENATORI DI RENZO ULIVIERI CHE LO SCORSO LUNEDÌ AVEVA DICHIARATO: “LA NOSTRA IDEA RESTA QUELLA DI ESSERE AL FIANCO DELLA LEGA DI SERIE A. ASPETTEREMO DUNQUE QUELLO CHE DECIDERANNO LORO” - L’ASSOCALCIATORI DEVE FRONTEGGIARE UN CRESCENTE NUMERO DI OPPOSITORI INTERNI CHE DANNO BATTAGLIA SUL FONDO DI FINE CARRIERA: “DOVE SONO I NOSTRI SOLDI?” - L’ASSOALLENATORI E' IN PIENA LOTTA DI SUCCESSIONE PER IL POST-ULIVIERI...

edouard philippe melenchon le pen hollande glucksmann

DAGOREPORT! LO SPETTRO DEL BALLOTTAGGIO LE PEN-MELENCHON AGITA LA FRANCIA (E L’EUROPA) – PER QUESTO LA BORGHESIA PARIGINA È IN SOMMOVIMENTO, COME L’EX PRESIDENTE, FRANCOIS HOLLANDE. IL VISPO “BUDINO SCOPAIOLO” NON AVREBBE INTENZIONE DI SCENDERE DIRETTAMENTE IN CAMPO, MA STA LAVORANDO COME “EMINENZA GRICIA”: AVREBBE GIÀ INCONTRATO IL RIFORMISTA GLUCKSMANN, PER CERCARE DI CONVINCERLO A TROVARE UN’INTESA CON IL CENTRISTA EDOUARD PHILIPPE – L’IDEA E’ QUELLA DI LANCIARE PER LA CORSA ALL’ELISEO PHILIPPE, EX PREMIER MACRONIANO, ESPERTO E MOLTO POPOLARE NEL PAESE CON GLUCKSMANN CHE FAREBBE IL PREMIER. OBIETTIVO: EVITARE LA TRAGEDIA DI UN BALLOTTAGGIO LE PEN-MÉLENCHON, ARRIVARE AL SECONDO TURNO E GIOCARSELA CONTRO LA ZARINA SOVRANISTA. CE LA FARANNO I NOSTRI EROI?

meloni tajani crosetto garavaglia giorgetti salvini conte

DAGOREPORT - NON SOLO SALVINI MA ANCHE I COSIDDETTI ''RIBELLI LEGHISTI'' APPARTENGONO ALL'IMMORTALE COMMEDIA ITALIANA: SCALPITANO, BRIGANO, ANNUNCIANO, MA NEL MOMENTO DELLA VERITÀ SI DIMOSTRANO SEMPRE I MEJO “CAGHETTA” DELLA PADANIA - IL CONGRESSO STRAORDINARIO DELLA LEGA, CHE HA MANTENUTO AL VERTICE IL MALCONCIO SALVINI, È L’ULTIMO, LAMPANTE ESEMPIO - TUTTO IL CORAGGIO DI GIORGETTI E' STATO QUELLO DI MANDARE ALLO SBARAGLIO IL FIDO GARAVAGLIA: SE FEDRIGA NON SI E' NEMMENO PRESENTATO (SCUSA CRESIMA DEL FIGLIO), QUEL CUOR DI CONIGLIO DI ZAIA SI E' LIMITATO A FARE CIAO-CIAO CON LA MANINA: COSI', GARAVAGLIA SI E' RITROVATO AL FIANCO SOLO FONTANA (E ROMEO) – LA SPARATA ANTI-UCRAINA DI SALVINI (“DIRÒ STOP ALLE ARMI A KIEV”) DEFLAGHERA' NEL PROSSIMO CDM CHE DOVRA' DARE IL VIA AL PACCHETTO DI AIUTI A ZELENSKY DI 4 MILIARDI, FERMI DA GIUGNO – SUL RIPETUTO NO DI SALVINI, LA MELONI NICCHIA, MENTRE TAJANI PREME PER VOTARLA - TANTA FIBRILLAZIONE, PUR ESSENDO L'ITALIA IN FONDO ALLA CLASSICA DEI CONTRIBUTORI EUROPEI DI AIUTI ALL'UCRAINA, LA SVELO' CROSETTO IN UN'INTERVISTA ALLA BBC: "LA MAGGIORANZA DELL'OPINIONE PUBBLICA ITALIANA E' CONTRARIA A SOSTENERE L'UCRAINA" - E MICA SOLO A DESTRA: SE IL M5S DI CONTE DA SEMPRE SBERTUCCIA I "CESSI D'ORO" DI ZELENSKY, ANCHE PER IL 70% DEGLI ELETTORI DEL PD SERPEGGIA UNA FORTE INSOFFERENZA (EUFEMISMO) PER LE SORTI DELLA DISGRAZIATA UCRAINA... - VIDEO

julianne moore tilman fertitta

FLASH – L’AMBASCIATORE AMERICANO IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, HA SCAPOCCIATO CON I VERTICI DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA: IL MILIARDARIO, AMICO PERSONALE E FINANZIATORE DI TRUMP, SOGNAVA DI INCONTRARE LA DIVA JULIANNE MOORE, NELLA CAPITALE PER PARTECIPARE AL FESTIVAL. LA GRANDE ATTRICE SI È RIFIUTATA, ESSENDO UN’ANTI-TRUMPIANA DI FERRO – FERTITTA SE LA SAREBBE PRESA DIRETTAMENTE CON L’INCOLPEVOLE SALVO NASTASI, PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CINEMA PER ROMA, CHE AVREBBE DOVUTO ORGANIZZARE, SECONDO FERTITTA, UN’IMBOSCATA ALL'ATTRICE PREMIO OSCAR…

elly schlein franceschini, zingaretti, orlando, speranza decaro, de pascale); gualtieri beppe sala veltroni, bersani, gentiloni

DAGOREPORT – SE ELLY SCHLEIN SPADRONEGGIA NEL PD E’ ANCHE PERCHE’ CHI POTREBBE CONTRASTARLA, PERCHE’ NON CONDIVIDE LE SUE IDEE, EVITA DI ESPORSI (PER PARACULISMO O CONVENIENZA) – DAI MAGGIORENTI DEM (FRANCESCHINI, ZINGARETTI, ORLANDO, SPERANZA) AI GOVERNATORI FURBACCHIONI (DECARO, DE PASCALE); DAI SINDACI CACADUBBI (GUALTIERI) A QUELLI CHE SI SONO ALLINEATI BEPPE SALA) FINO AI “PADRI NOBILI” (VELTRONI, BERSANI, GENTILONI) CHE SOGNANO IL QUIRINALE, IN CASO DI VITTORIA DEL “CAMPO LARGO” – IL RUOLO DI STEFANO BONACCINI CHE DA RIVALE DI ELLY SI E' TRASFORMATO NEL SUO CAVALIER SERVENTE ED E' STATO ABBANDONATO DAI SUOI - EPPURE, PER I SONDAGGI, SI PROFILA UNA SOLENNE BATOSTA PER ELLY - E SE COSI’ FOSSE, GLI ELETTORI DEL CENTROSINISTRA SAPREBBERO CON QUALI “IMBOSCATI” PRENDERSELA…

leonardo maria del vecchio marco travaglio il fatto quotidiano

DAGOREPORT - L’ULTIMA SMARGIASSATA MANICOMIALE DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO DI LANCIARE UN’OPA SULLA "SEIF", SOCIETA EDITORIALE DEL "FATTO QUOTIDIANO", REO DI SQUADERNARE CON I SUOI ARTICOLI FATTI E MISFATTI DELLA SUA AGITATISSIMA ATTIVITÀ PRIVATA E PROFESSIONALE, FINO A IERI POTEVA RIENTRARE IN UNA CATEGORIA BEN NOTA IN ITALIA CON IL TERMINE: "CI SEI O CI FAI?", "SEI SCEMO O MI STAI PRENDENDO PER IL CULO?" - NEL CASO DI LMDV, ORMAI, L’INTERROGATIVO NON HA PIÙ SENSO: IL SIGNORINO È PROPRIO FUORI DI TESTA, FUORI ORARIO, FUORI BINARIO - ANZICHÉ OCCUPARSI DI SBLOCCARE LA RISSA IN CASA DEL VECCHIO CHE OCCUPA LE CRONACHE FINANZIARIE ITALIANE DA BEN QUATTRO ANNI, NONCHÉ PREOCCUPARSI DI UN DEBITO PERSONALE CRESCIUTO A VELOCITÀ IMPRESSIONANTE, IL RISULTATO OTTENUTO DALL’ULTIMA SPACCONATA DA FEDEZ PICCHIATELLO DI LEONARDINO, DETTO LENNY, È CHE OGGI IN BORSA È RIUSCITO A FAR BALZARE IN POSITIVO IL TITOLO DELLA SOCIETÀ EDITORIALE IL FATTO: + 18,18%. BENE, BRAVO, CONTINUA COSÌ…