hunters

AL PACINO NON DÀ PACE AI NAZISTI – POLEMICHE PER “HUNTERS”, LA SERIE DI AMAZON PRIME CON AL PACINO NEI PANNI DI UN EBREO CACCIATORE DI NAZISTI, CHE DA' UNA RAPPRESENTAZIONE FITTIZIA DI QUANTO SUCCESSO NEI LAGER: UN RACCONTO TROPPO CREATIVO DELLA REALTÀ CHE PUÒ DIVENTARE PERICOLOSO NELLE MANI DEI NEGAZIONISTI - UN RISCHIO REALE SE SI PENSA CHE UN RECENTE STUDIO HA RIVELATO CHE IL 60% DEGLI AMERICANI HA POSIZIONI ANTISEMITE… - VIDEO

 

1 – LA VENDETTA DI AL PACINO

Francesca Scorcucchi per il “Corriere della Sera”

 

hunters 6

In mezzo secolo di carriera Al Pacino ha interpretato italiani, portoricani, cubani, buoni, cattivi, poliziotti e mafiosi. Mai prima d' ora aveva vestito i panni di un ebreo cacciatore di nazisti.

Succede ora, in Hunters , visibile su Amazon Video, serie tv prodotta da Jordan Peele (il regista rivelazione di Scappa-Get Out e Noi (Us ).

 

Vagamente ispirato a una storia vera, Hunters racconta di una squadra di ebrei impegnata nella caccia di un gruppo di nazisti che negli Stati Uniti sta cercando di creare il Quarto Reich. Siamo negli anni Settanta a New York. Un giovane assiste impotente alla morte della nonna, sopravvissuta ai campi di sterminio.

 

hunters 5

Jonah Heidelbaum interpretato da Logan Lerman, scoprirà presto che dietro alla morte violenta della nonna non c' è una rapina finita male ma ben altro. La donna faceva parte di una rete di cacciatori di nazisti capeggiata da Meyer Offerman, interpretato da Al Pacino.

 

Guardando oltre la trama di un thriller dal sapore quasi fumettistico, con i cacciatori di nazisti che inventano metodi fantasiosi e vendicativi farsi giustizia - come apportare modifiche nelle tubature dei loro carnefici per fare uscire gas, al posto dell' acqua della doccia - la serie offre spunti di riflessione: «L' antisemitismo è un male che esiste da sempre - dice Al Pacino - ma in questi ultimi anni stiamo assistendo a una legittimazione di certi pensieri e di certe azioni che trovo molto pericolosa, non so se una serie tv possa fare qualcosa a riguardo ma parlarne è sempre un bene».

hunters 3

 

Il dibattito e le polemiche, infatti, non sono mancati. Pochi giorni dopo il debutto della serie sulla piattaforma di streaming, l' associazione Auschwitz Memorial ha criticato la rappresentazione fittizia di quanto successo nel lager, descrivendo come pericoloso questo racconto troppo creativo della realtà. In particolare non è piaciuta una scena, che descrive una partita a scacchi con gli ebrei usati come pedine umane, uccise nel momento in cui una mossa determina una cattura.

 

hunters 11

In un tweet Auschwitz Memorial ha fatto sapere che quei luoghi erano intrisi di sofferenze e dolori ben documentati dai sopravvissuti e che inventare un falso gioco perverso non solo può essere pericoloso ma può diventare anche utile ai negazionisti.

 

Rischio reale se si pensa che un recente studio ha rivelato che il 60% degli americani ha posizioni antisemite (e anche in Italia, Eurispes fa sapere che un italiano su sei sostiene che la Shoah non sia mai esistita).

hunters 4

 

Il creatore della serie, David Weil, la cui nonna è una sopravvissuta all' Olocausto come la parente del protagonista, ha risposto alle critiche spiegando che il racconto ha tratto aspirazione da eventi reali ma non ha mai avuto aspirazioni documentaristiche e che la principale preoccupazione della produzione era quella di raccontare la persecuzione ebrea senza attingere da esperienze personali.

 

hunters 2

«Quello che era importante per me - dice l' autore - era rappresentare il sadismo e la violenza perpetrata dai nazisti nei confronti degli ebrei e di altri gruppi di popolazione».

 

Per Al Pacino si tratta di sterili polemiche: «Quando ho letto il copione del primo episodio ho capito subito che si sarebbe trattato di un progetto significativo e importante.

 

Amo quando riesco a percepire un racconto personale nelle sceneggiature che ricevo.

hunters 10

Questa storia lo è e così ho voluto saperne di più e poi farne parte». Del suo personaggio, il ricco Meyer Offerman, dice: «Si tratta di una personalità complessa e misteriosa che si scoprirà man mano che la serie proseguirà con gli episodi».

 

Offerman ripete spesso un detto ebreo: la migliore forma di vendetta è la felicità, salvo poi correggersi. «Non è vero, la migliore forma di vendetta è la vendetta». Per David Weil il fine ultimo è fare arrivare lo spettatore a porsi delle domande: «Se cacciamo i mostri, se li uccidiamo per vendetta, se placchiamo così la nostra sete, rischiamo di diventare a nostra volta dei mostri?».

hunters 8

 

2 – AL PACINO A CACCIA DI NAZISTI NELLA NEW YORK ANNI 70

Gianmaria Tammaro per “la Stampa”

 

Racconta Al Pacino che gli sono sempre stati offerti ruoli televisivi. «E li ho rifiutati a malincuore, anche quando si trattava di grandi parti. Ho detto di no perché io, semplicemente, non ero quella cosa lì; "non ero da tv". Ma parliamo di trent' anni fa». Con Hunters, la nuova serie di Amazon Prime Video, è andata diversamente. «Mi ha colpito la scrittura, e poi mi hanno colpito le idee. Io vengo dal teatro, e per me la prima cosa è la sceneggiatura».

hunters 9

 

Al Pacino si è convinto quando David Weil, il creatore di Hunters, i produttori e i registi gli hanno raccontato la storia: il suo Meyer Offerman è un ricco imprenditore naturalizzato americano, è ebreo, e dopo essersi ritirato dagli affari, decide di mettere insieme una squadra di cacciatori di nazisti. Siamo a New York, negli Anni '70. Alla corte di Meyer, arriva Jonah Heidelbaum (Logan Lerman), il vero protagonista, e tutto, da quel momento, è destinato a cambiare. Perché Jonah vuole vendetta.

 

al pacino hunters

Meyer gli dice che c' è bisogno di giustizia, perché quello che è successo durante la II Guerra mondiale non si ripeta mai più. Comincia così una corsa contro il tempo, tra enigmi, indagini, operazioni speciali. Jonah riesce a mettere insieme i pezzi di un puzzle invisibile, a decifrare codici, a trovare una scia fatta di briciole e di ricordi sbiaditi.

hunters 1

 

Nella squadra che Meyer ha radunato, ci sono un attore (Josh Radnor), una suora (Kate Mulvany), due pensionati (Carol Kane e Saul Rubinek), un veterano del Vietnam (Louis Ozawa Changchien) e una ragazza-madre (Tiffany Boone). I nazisti sono ovunque. Infiltrati ad ogni livello. Aiutati a cambiare nome e a cominciare una nuova vita dal governo americano.

hunters 6

 

C' è una cospirazione in atto: la minaccia di un nuovo Reich. E gli hunters, i cacciatori, devono fermarla. Per quanto assurdo possa sembrare, però, la cosa più incredibile di Hunters non è la storia. O meglio: non è solo la sua storia. Ci sono anche regia e sceneggiatura, il continuo richiamo al cinema e alla televisione più pulp, con tantissimo sangue, tantissimi stacchi e montaggi serrati, e una ricerca estetica da B-Movie. Hunters è fumettoso, appassionante, pieno di colori. È adrenalinico, è eccessivo, è travolgente.

 

hunters 4

La linearità del racconto viene interrotta di continuo: da una cosa che immagina Jonah, per esempio; oppure dall' altra trama: quella che procede parallelamente e che vede protagonisti i nazisti. In dieci episodi, si alternano giusto e sbagliato, torto e ragione. Dove inizia il perdono e dove finisce la pietà tendono a confondersi, e a coincidere. Il regista Jordan Peele (Get out, Us) è tra i produttori esecutivi, e si notano, anche se solo in parte, anche se in modo quasi marginale, il suo tocco e la sua presenza.

 

hunters 5

In Hunters si respira una libertà creativa estrema. C' è il dramma, c' è la commedia, c' è una specie di docu-racconto, con ricostruzioni d' epoca e materiali d' archivio; c' è una vena profonda che ricalca il genere dell' heist movie, con colpi di scena misuratissimi e precisi; ci sono citazioni e riferimenti, non solo a Quentin Tarantino, ma a tutto un filone del grande e piccolo schermo che ha avuto fortuna durante gli Anni '70 e 80.

 

hunters 3

E poi Hunters è una serie che parla di memoria, dell' importanza e della necessità di ricordare, e che trova in un ragazzo, orfano, il suo eroe. Diviso tra quello che bisogna fare e quello che, invece, vorrebbe essere. Innamorato, deluso, senza neanche più sua nonna che l' ha sempre accudito. Vorrebbe lavorare in un negozio di fumetti, ma è costretto a spacciare per pagare l' affitto.

 

hunters 9

In Hunters, Al Pacino è l' ago della bilancia, volto e voce del Virgilio di Jonah: è lui che lo guida e lo sostiene. La sua parlata lenta, la voce sporcata dal forte accento e lo charme con cui riesce a tenere la scena lo mettono al centro di ogni momento. Non c' è palco troppo piccolo per lui. E ogni inquadratura ci ricorda perché sia uno dei più bravi.

hunters 8hunters 7

Ultimi Dagoreport

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGIE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO

craxi di pietro napolitano

VIDEO-FLASH! - NON CAMBIA UN CAZZO: PRIMA C'ERANO IL KGB E I SERVIZI BULGARI CON LE LORO RICETRASMITTENTI, OGGI CI SONO I "MAGA" E I "PUPAZZI PREZZOLATI" DI PUTIN - LE PAROLE VERE, TRAGICHE E ATTUALISSIME PRONUNCIATE DA BETTINO CRAXI NELL’INTERROGATORIO DEL 19 DICEMBRE 1993 DAVANTI A DI PIETRO, AL PROCESSO CUSANI: "I PARTITI ERANO TENUTI A PRESENTARE I BILANCI IN PARLAMENTO E I BILANCI ERANO SISTEMATICAMENTE FALSI” – “C’ERA UN REFLUSSO CHE PROVENIVA DALL’UNIONE SOVIETICA CHE COSTITUIVA UNA DELLE VOCI PRINCIPALI DEL FINANZIAMENTO DEL PARTITO COMUNISTA - NON È CREDIBILE CHE IL PRESIDENTE DELLA CAMERA, GIORGIO NAPOLITANO, CHE È STATO PER MOLTI ANNI MINISTRO DEGLI ESTERI DEL PARTITO COMUNISTA E AVEVA RAPPORTI CON TUTTE LE NOMENCLATURE COMUNISTE DALL'ESTERO, A PARTIRE DA QUELLA SOVIETICA, NON SI SIA MAI ACCORTO DEL GRANDE TRAFFICO CHE AVVENIVA SOTTO DI LUI, TRA I VARI RAPPRESENTANTI E AMMINISTRATORI DEL PARTITO COMUNISTA E I PAESI DELL'ESTERO…”

giorgia meloni roberto vannacci antonio tajani

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI PASSERÀ IL FERRAGOSTO CON UNA MARGHERITINA IN MANO: AL POSTO DEL "M'AMA/NON M'AMA" CHE LA FACEVA SOSPIRARE DA ADOLESCENTE, IL DILEMMA SARÀ: "VANNACCI SÌ - VANNACCI NO?" - A FACILITARLE LA DECISIONE CI PENSA IL GENERALE, SEMPRE PIÙ CONVINTO DI NON FARSI IMBARCARE IN MAGGIORANZA: MEGLIO RESTARE ALL’OPPOSIZIONE, SPARARLA SEMPRE PIÙ GROSSA E INGROSSARE LA SUA "SPORCA DOZZINA" – IN ATTESA DI SCIOGLIERE IL DILEMMA, LA DUCETTA HA MESSO IN MOTO LA CONTROFFENSIVA: SE L’EX GENERALE DELLA FOLGORE, DOPO AVER PROSCIUGATO LA LEGA, ORA STA DRENANDO VOTI ANCHE A FRATELLI D’ITALIA (E NEL SUD PURE AI 5STELLE), PERCHE' NON RIACCIUFARE I CONSENSI AL CENTRO? DETTO, FATTO: MESSI IN STAND-BY I SUOI COLONNELLI COL FEZ, HA RILANCIATO SULLA SCENA IL SUO EX MAGGIORDOMO DI FORZA ITALIA. COSÌ SI SPIEGA LA PRESENZA A SANT’ANNA DI STAZZEMA DI ANTONIO TAJANI, E L’IMPROVVISA ACCELERAZIONE ANTIFASCISTA DELL'EX MONARCHICO CIOCIARO... - VIDEO

theodore kyriakou enrico mentana cnn

FLASH – A CHE PUNTO E' LA “CNN ITALIANA” BY KYRIAKOU-MENTANA, IL CUI DECOLLO E' PREVISTO PER IL PROSSIMO GENNAIO? - SFUMATE LE TRATTATIVE SUL CANALE “NOVE” E “TV8”, IL MAGNATE GRECO SI SAREBBE RASSEGNATO A PRENDERE IN “AFFITTO” DA DISCOVERY IL CANALE 52, VICINO ALLE ALTRE ALL NEWS, DOVE ORA C’È “DMAX” – IL PROBLEMA È IL COSTO DELL’OPERAZIONE: TRA RETE, TECNICI, GIORNALISTI E IL CONTRATTONE DI CHICCO, VERREBBE A COSTARE SUI 25 MILIONI DI EURO ALL’ANNO, MENTRE I RICAVI PUBBLICITARI STIMATI SI FERMEREBBERO A 6. UN DEFICIT SOSTENIBILE? - KYRIAKOU CONFIDA NEL “BRAND” CNN, MA I BILANCI DELLE ALL NEWS ITALIANE NON È RASSICURANTE. SKYTG24 E TGCOM RESISTONO (CON PERDITE), RAINEWS DRENA MILIONI ALLA TV PUBBLICA PER COLPA DELLE MANCATE SINERGIE: OGNI TG HA I SUOI INVIATI E REDATTORI, CREANDO DOPPIONI INUTILI…

sergio cola

LA VITA È STRANA, LAVITOLA DI PIÙ – CHE COINCIDENZA: L’AVVOCATO DI VALTERINO, SERGIO COLA, L’UOMO DEL “NO COMMENT” ALLA DOMANDA SULLA CONSAPEVOLEZZA DI RANUCCI DELL’ATTENTATO, È UN UOMO DI DESTRA, DA SEMPRE – GIÀ DEPUTATO DI ALLEANZA NAZIONALE PER TRE LEGISLATURE, FINO A 20 ANNI FA, HA PARTECIPATO A MOLTE INIZIATIVE PER IL “SÌ” AL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA GIUSTIZIA. E NEGLI ULTIMI TEMPI AVREBBE RIPRESO CON RINNOVATO VIGORE L’ATTIVITÀ POLITICA, CON FRATELLI D’ITALIA (AL PADRE, ARTURO, FU INTITOLATA L’ANNO SCORSO LA SEZIONE DEL PARTITO DI MELONI A SAN GIUSEPPE VESUVIANO) - COME MAI VALTER LAVITOLA HA SCELTO, TRA I TANTI AVVOCATI POSSIBILI, PROPRIO UNO COSÌ LEGATO A FDI, IL PARTITO CHE PIÙ DI TUTTI HA ATTACCATO SIGFRIDO RANUCCI E NON VEDE L'ORA DI BUTTARLO FUORI DALLA RAI? ANCHE PERCHÉ, COME SCRIVE "MOWMAG", DI LAVITOLA, SERGIO COLA NON È AFFATTO LO STORICO DIFENSORE. E ALLORA PERCHÉ IL FACCENDIERE SI FA DIFENDERE DA UN LEGALE COSÌ DI PARTE E COSÌ VICINO A UN PARTITO? AH, SAPERLO...

giorgia meloni in sardegna - foto di oggi

FOTO FLASH! - MA CHI E': UNA LONTRA FUORI HABITAT, UN SUB SPAESATO O UN "NAVY SEAL" DELLA GARBATELLA? - IL SETTIMANALE "OGGI" PUBBLICA UNA IMMAGINE "ANFIBIA" DI GIORGIA MELONI CHE, CON I CAPELLI BAGNATI, MASCHERA E BOCCAGLIO, EMERGE MINACCIOSA DALLE ACQUE DELLA SARDEGNA - LA PREMIER NUOTA A PELO D'ACQUA SCRUTANDO L'ORIZZONTE, CON L'OCCHIO DA SQUALETTA COATTA - COSA HA PUNTATO? QUALCHE GIORNALISTA SGRADITO, I SONDAGGI SULLE PROSSIME ELEZIONI O LE TRUPPE BALNEARI DI VANNACCI? AH, SAPERLO...