gianni ippoliti su pamela prati

PAMELA STREGATA - GIANNI IPPOLITI PRESENTA IL TRAILER DEL SUO FANTA-THRILLER SUL PRATI-GATE E SVELA IL VOLTO DI MARK CALTAGIRONE: ''MATTEO RENZI LASCIA IL PD, C’È UN NUOVO GOVERNO DOPO LA CRISI AGOSTANA E MASSIMO GILETTI CHE FA? APRE LA SUA TRASMISSIONE DOMENICA SERA CON PAMELA PRATI E IL PRATI GATE!'' - E ALL'AVVOCATO DI PAMELA CHE LO HA DIFFIDATO DAL PROIETTARE IL FILM, RISPONDE…

Gabriella Sassone per Dagospia

 

 

 

“Matteo Renzi lascia il Pd, c’è un nuovo Governo dopo la crisi agostana e Massimo Giletti che fa? Apre la sua trasmissione domenica sera con Pamela Prati e il Prati Gate!”. Per fortuna che c’è Gianni Ippoliti col suo sarcasmo e la sua ironia dissacrante in questo mondo televisivo sempre più urlato dove si vedono sempre le stesse facce (cambiate ospiti ogni tanto, please!) e dove spesso si inventano (complici anche i social) matrimoni, liti, tradimenti e riappacificazioni pur di apparire.

MARK CALTAGIRONE

 

Gianni, uno degli uomini più interessanti del tubo catodico, quest’anno impegnato con ben 3 programmi, convoca i giornalisti al Palazzo dell’Informazione, sede dell’Adnkronos, per presentare il trailer di 2 minuti (che vi facciamo vedere in esclusiva) del suo fanta-thriller. Il suo “Mark Caltagirone: una storia italiana”, che è ancora un work in progress, la cui proiezione al Festival di Maratea quest’estate era stata bloccata da una diffida dei legali di Pamela Prati. “Tanto che ero arrivato a pensare che Nicola Timpone, il direttore del Festival, e Pamela Prati, si fossero messi d’accordo, tale il risalto mediatico di cui hanno beneficiato tutti”.

 

gianni ippoliti

 Gianni vuole capire dai giornalisti se questo filmato è davvero altamente lesivo della dignità di Pamela Prati, come sostenuto dalla diffida. E’ un fiume in piena, segno che questa storia, il Pratiful, una colossale fake news scoperchiata giorno dopo giorno con prove eclatanti da Dagospia (indimenticabile Dago scatenato dal suo studio in una diretta di “Live Non è la D’Urso” dove ha fato crollare tutto il castello di bugie costruito dal terribile trio dell’Apocalisse), ha attizzato anche la sua mente geniale. In una scena del breve filmato, Mark Caltagirone, interpretato da Massimo Di Carlo, incontra degli psicologi che lo informano: "Pamela Prati non esiste".

 

“E’ vero: Pamela Prati non esiste più! Lo ha detto lei stessa. Lei è Paola Pireddu. Esiste invece con forza Mark Caltagirone. Questo mio film vuole ispirarsi al teatro dell’assurdo ma, se già normalmente la realtà supera la fantasia, in questa vicenda io mi sento quotidianamente superato da sviluppi inquietanti. Sono seriamente preoccupato. Per raccontarla ci vorrebbe un film di 6 ore, i colpi di scena sono continui”, ha aggiunto Ippoliti.

 

gianni ippoliti e il film su pamela prati

Accompagnato alla proiezione dal suo legale, Fabio Verile, che, a proposito della diffida che ha bloccato al proiezione al festival di Maratea ha sottolineato: "A nostro avviso questo filmato non contiene niente di lesivo nei confronti di Pamela Prati. Non vi è nessun tipo di violazione della privacy. Si tratta di legittima satira di costume. Noi abbiamo replicato alla diffida e ad oggi non abbiamo ancora ricevuto alcuna risposta. Se dovessero procedere con un’azione legale deciderà un tribunale. Ma a mio avviso nulla osta alla divulgazione del trailer di questo lungometraggio. Né una diffida extragiudiziale può intimidire il regista o gli attori”, ha aggiunto il legale.

 

Anche il direttore del Festival di Maratea, Nicola Timpone, sostiene di aver ritenuto da subito che non c’era “nessun reale motivo per bloccare la proiezione al festival”, ma di aver soprasseduto “per non creare ulteriori problemi a Ippoliti”. Ed ha concluso: “Questa vicenda, in compenso, ci ha procurato grande pubblicità. Grazie a quella diffida, oggi il festival di Maratea è conosciuto da più persone”.

 

Purtroppo, come noi che speravamo nell’oblio visti anche gli strascichi giudiziari in atto sul Pratiful, Ippoliti pensa che da questa storia non ne usciremo vivi. “L’apoteosi delle fake news è questa. Una storia abbastanza infinita, come si vede i riflettori non accennano a spegnersi su questa vicenda. Io volevo sopperire solo ai 3 mesi che non è andata in onda la D’Urso, per aggiornare la gente, orfana di Barbarella e di questa telenovela. Ma qui ci sono aggiornamenti continui, segno che l’eco di questa storia non accenna a spegnersi. E questo mi fa riflettere”. “Il consiglio che darei a Pamela Prati? Di auto diffidarsi a dire certe cose. Di pensarci bene prima di parlare. Pamela l’ho conosciuta quando arrivò a Roma e aveva solo 18 anni.

GIANNI IPPOLITI E IL FILM SU MARK CALTAGIRONE

 

La conobbi con Leda, una sua amica che era invaghita di me. Posso dire che mi fa tenerezza, in ragione della sua età. Ritrovarsi invischiata in una storia così a 61 anni, manco fosse un tronista o uno di “Temptation Island”! Le Kessler, per dire, sono invecchiate facendo le ballerine”, continua Gianni che quest’anno oltre alla consueta ironica rassegna stampa del week-end a “UnoMattina in Famiglia” lavora con Marco Liorni nel suo “Italia Sì” curando i collegamenti esterni e da ottobre condurrà “L’Italia con voi” su Rai Italia. Un programma in cui vestito da Dante Alighieri spiegherà la lingua italiana e alcuni dialetti supportato da professori della Dante Alighieri. 

striscione per mark caltagirone

 

La parola poi ai due protagonisti della pellicola. “Interpretando qualcuno che non esiste, non ho dovuto seguire le linee guida di nessuno. E' stato semplicissimo, perché ho vestito i panni di chi non esiste. Ecco perché sono stato solo me stesso, un cinquantenne che fa l’imprenditore edile. Ecco, per questo posso dire che in questo senso Mark Caltagirone sono io”. Massimo Di Carlo, che nel fanta-thriller interpreta appunto Mark, il presunto sposo in predicato di Pamela Prati.

 

 Massimo Di Carlo, in sostanza, poiché nella vita è un imprenditore ed ha la stessa età del Mark Caltagirone raccontato da Pamela Prati non ha fatto altro che interpretare se stesso. Diverso, invece, è il caso di Fabiana Latini che nel film di Ippoliti veste i panni di Pamela Prati: “In genere per interpretare una persona nota, si studia per circa tre settimane. Io sono arrivata a 7 mesi in cui ho visto tutte le trasmissioni in cui è stata ospite Pamela”.

mark caltagirone all elezionicappuccino mark caltagironemark caltagironestatuine del presepe mark caltagirone e pamela prati

Ultimi Dagoreport

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

vladimir putin colpo di stato soldati militari.

DAGOREPORT – ORA PUTIN È DAVVERO TERRORIZZATO: PIÙ CHE I DRONI UCRAINI CHE BUCANO LE DIFESE AEREE OGNI GIORNO, A TORMENTARE IL CAPOCCIONE DEL “MACELLAIO RUSSO” (COPYRIGHT BIDEN) È UN POSSIBILE COLPO DI STATO – QUESTA VOLTA A INSORGERE NON SAREBBE UN GRUPPO DI SCALMANATI MERCENARI COME LA WAGNER GUIDATA DA PRIGOZHIN, MA L’ESERCITO. I COLONNELLI GLI RINFACCIANO L’UMILIAZIONE SUBITA IN UCRAINA (AVEVA PROMESSO DI CONQUISTARE KIEV IN TRE SETTIMANE, È IMPANTANATO DA 4 ANNI), E LUI REPLICA DANDO LA COLPA AI SOLDATI – L’OCCASIONE PERFETTA PER UN GOLPETTO? POTREBBE ESSERE DIETRO L’ANGOLO. DOMANI “MAD VLAD” PARTE PER LA CINA. E AL SUO RITORNO…

maurizio martina francesco lollobrigida elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT – LA STORIA DELLA CANDIDATURA DI MAURIZIO MARTINA ALLA FAO È STATO UNO “SCHERZETTO” BEN CONGEGNATO DALL'AZZOPPATA MELONI CON L'EX COGNATO LOLLOBRIGIDA, PER METTERE IN DIFFICOLTÀ ELLY SCHLEIN: LA SPAGNA HA PUNTATO DA TEMPO LA POLTRONA, TANTO CHE SANCHEZ HA PROPOSTO UN SUO MINISTRO, FEDELISSIMO, LUIS PLANAS. È QUI CHE I FRATELLI D’ITALIA HANNO INTRAVISTO L’OPPORTUNITÀ: SAPENDO CHE L’ITALIA HA POCHE CHANCE, HANNO MESSO SUL PIATTO IL NOME DI MARTINA, PER SPACCARE IL PD E ACCUSARE SCHLEIN DI “SUBALTERNITÀ” RISPETTO AL BEL PEDRO – VORACI COME SONO DI CARICHE E INCARICHI, TI PARE CHE RINUNCIANO A UNA POLTRONA PER DARLA A UN EX SEGRETARIO DEL PD? ERA TUTTO “SPIN”, E I RIFORMISTI DEM HANNO ABBOCCATO…

elkann lapo ginevra john gianni agnelli margherita agnelli poteri

DAGOREPORT - MENTRE LAPO SI RIAVVICINA ALLA MADRE MARGHERITA AGNELLI (“VOGLIO RICOMPORRE UN RAPPORTO DI AFFETTO E DI SERENITÀ”), SI AVVICINA L’UDIENZA DEL 22 GIUGNO A TORINO CHE POTREBBE PORTARE A UN RINVIO A GIUDIZIO PER JOHN ELKANN PER TRUFFA AI DANNI DELLO STATO - NELLO STESSO TEMPO COMINCIA A DIPANARSI L’INTRECCIO DELLE VARIE CAUSE CIVILI INCASTRATE L’UNA CON L’ALTRA TRA ITALIA E SVIZZERA CHE VEDE CONTRAPPORSI MARGHERITA AI SUOI TRE PRIMI FIGLI, AL FINE DI TOGLIERE AL PRIMOGENITO JOHN LA GUIDA DELL’IMPERO EXOR - MA DAGOSPIA PUBBLICA UN ATTO UFFICIALE RELATIVO AI POTERI DELLA "DICEMBRE", LA SOCIETA' CHE HA LA QUOTA PRINCIPALE DEL GRUPPO CHE CONTROLLA EXOR, SOTTOSCRITTO NEL 1999 DALLA STESSA MARGHERITA, IN CUI SI LEGGE: "QUALORA GIOVANNI AGNELLI MANCASSE O PER QUALSIASI RAGIONE FOSSE IMPEDITO, L'AMMINISTRAZIONE NELLA SUA IDENTICA POSIZIONE CON GLI STESSI POTERI E PREROGATIVE SARA' ASSUNTA DA JOHN PHILIP ELKANN..."

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni

FLASH – COM’È FRICCICARELLO ANTONIO TAJANI IN QUESTI GIORNI: PRIMA HA FATTO USCIRE SUI GIORNALI L'IPOTESI DI UNA POSSIBILE “MANOVRA CORRETTIVA”. POI HA RINFACCIATO ALL’OPPOSIZIONE LO STALLO IN COMMISSIONE VIGILANZA RAI, CHE BLOCCA LA NOMINA DI SIMONA AGNES A PRESIDENTE DELLA TV PUBBLICA (CANDIDATURA A CUI ORMAI NON CREDE NEMMENO LEI). IL MOTIVO DI TANTO PENARE? MARINA BERLUSCONI: TAJANI DEVE DIMOSTRARE ALLA “PADRONA” DI FORZA ITALIA DI NON ESSERE IL MAGGIORDOMO DI GIORGIA MELONI…

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...