rosanna purchia isotta mattarella

PAOLO ISOTTA SCRIVE A MATTARELLA: “PRESIDENTE, PERCHÉ PREMIA GLI INCAPACI? ELLA HA NOMINATO GRANDE UFFICIALE ROSANNA PURCHIA, SOPRINTENDENTE DEL TEATRO SAN CARLO. L'ULTIMA IMPRESA DI COSTEI È STATA QUELLA DI ONORARE L'OSPITE RE DI SPAGNA CON L'ESECUZIONE DELL'INNO FRANCHISTA - LE SONO GRATO, SIGNOR PRESIDENTE, DI NON AVERMI FATTO NEMMENO CAVALIERE. NON ACCETTEREI MAI ALCUNA ONORIFICENZA DI STATO”

Paolo Isotta per il “Fatto quotidiano”

Paolo Isotta

 

Al Capo dello Stato Sergio Mattarella

Signor Presidente, noi italiani abbiamo tanti motivi di gratitudine verso di Lei. Dall' equilibri e la saggezza con i quali esercita la più alta carica della Nazione. Al signorile riserbo del quale circonda ogni suo atto e gesto. Alla Sua cultura ricca di studia humanitatis, come può cogliere chi L' abbia ascoltata discorrere in pubblico e in privato.

Tutto ciò è incontestabile.

 

Rosanna Purchia

A questo desidero aggiungere una privata espressione di gratitudine; che diventa pubblica data la mia qualità di napoletano. Il 2 giugno, a Napoli, Ella ha nominato Grande Ufficiale la signora Rosanna Purchia, soprintendente del Teatro San Carlo. L' ultima impresa di costei, che si aggiunge a lunghi anni di benemerenze al servizio del suo dante causa Salvo Nastasi (dall'aver orgogliosamente accettato di presiedere a un teatro l'acustica del quale venne dal Nastasi distrutta, dall' aver abbassato il livello artistico di uno dei più importanti teatri del mondo al di sotto di ogni tollerabile decenza, all'ospitare fieramente le regie della figlia del m° Muti, etc), è stata quella di onorare l'ospite re di Spagna con l' esecuzione dell' inno franchista: presente, sempre, il Capo dello Stato; il quale ha dovuto porgere al collega Capo di Stato scuse ufficiali.

mattarella con re felipe al teatro san carlo di napoli 1

 

Se ciò fosse avvenuto per nostalgia politica, sarebbe l' espressione di un'opinione. Ma è avvenuto semplicemente perché la predetta rag. Purchia, né l' intero staff alle sue dipendenze, hanno mai in vita loro inteso parlare del fatto che in Spagna ci fu una guerra civile, che al termine di essa sorse un regime clerico-fascista retto dal Caudillo, il generale Francisco Franco, e che poi lo stesso Franco transitò la Nazione verso la democrazia monarchica che attualmente la regge. Onde, pure, il cambiamento dell' inno nazionale.

 

Ma, sempre la predetta, è molto più democratica di me: infatti non fa differenze.

mattarella con re felipe al teatro san carlo di napoli 2

Anche se le chiedeste chi siano Omero, Lucrezio, Virgilio, Bach e Beethoven, non saprebbe rispondere. Forse solo Dante lo conosce: perché quando Raffaella Carrà si è recata a Ravenna a intervistare il m° Muti e consorte in televisione, mostrando più cultura di tutta la famiglia Muti (sono cinque, più annessi e connessi), prima ha fatto il bellissimo gesto di rendere omaggio alla tomba del Poeta che ha creato la lingua della nostra Patria. Di certo un soggetto come la rag. Purchia, che sul proprio "whatsapp" reca il manifesto "Muti torna!" (non terza persona dell'indicativo, bensì seconda dell' imperativo), questa trasmissione se l' è imparata a memoria.

Paolo Isotta

 

Le sono dunque grato, signor Presidente, di non avermi fatto nemmeno cavaliere. (Ricorda Totò? "Come, Lei non è commendatore? Ma la faranno!"). Sotto l' Italietta umbertina, celebre motto era: "Un sigaro e una croce di cavaliere non si negano a nessuno". Le sono in debito per non aver pensato di offrire a me il sigaro, perché non fumo, e la croce, che non ho mai chiesta. Grazie di non propormela in futuro: alla stregua di ciò, non accetterei mai alcuna onorificenza di Stato.

 

Paolo Isotta foto Salvatore Pastore

Anche Verdi, in analoga circostanza, restituì nel 1868 la commenda al ministro della Pubblica Istruzione Broglio. Ben vero, io sono un microbo; so di esserlo. E sto a Verdi come la rag. Purchia sta a me. Mi permetto altresì ricordarLe, signor Presidente, che ci sono tanti altri soprintendenti aventi causa dal Nastasi, da Chiarot di Firenze, che su tutti eccelle, in giù, i quali della croce hanno diritto quanto la Purchia e non hanno minori demeriti. Perché stabilire disparità? Todos caballeros per aver dato l'ultimo colpo di piccone a quello che fu per cinque secoli uno dei predominî culturali della nostra Patria, la musica.

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