dino risi vittorio gassman

LA PASSIONE DI DINO RISI PER LA BATTUTE (E LE BELLE DONNE) - I RICORDI DEL FIGLIO MARCO: “LE RIPRESE DI “PANE, AMORE E...” SI SVOLGEVANO A SORRENTO, IN UN CLIMA RILASSATO. A RALLEGRARE DI PIÙ L'ATMOSFERA, UN GIORNO ARRIVÒ NELL'ALBERGO DOVE ALLOGGIAVA LA TROUPE UN PULLMAN DI PATTINATRICI SVEDESI. PAPÀ NON SI LASCIÒ SCAPPARE L'OCCASIONE. EBBE UN'AVVENTURA CON UNA DELLE SVEDESINE E CI PASSÒ LA NOTTE. IL MATTINO DOPO SI SVEGLIÒ ALLE 11, QUANDO LA CONVOCAZIONE PER LE RIPRESE ERA ALLE 8. SI VESTÌ IN UN LAMPO. CORSE COME UN MATTO. ARRIVÒ SUL SET TRAFELATO E…”

Dal “Fatto quotidiano”

marco risi forte respiro rapido

 

Pubblichiamo un estratto dal libro "Forte respiro rapido" scritto da Marco Risi

 

La dedizione di papà alla battuta è sempre stata totale. Aveva assoluta precedenza su tutto. Gli piacevano al punto da non calcolarne le conseguenze. C'è da dire che ne sbagliava poche. Al mio terzo film con Jerry Calà, che andò piuttosto male rispetto ai precedenti, sentenziò: "Levategli l'accento!". E quella volta che c'incontrammo per caso al cinema Roxy a vedere La passione di Cristo di Mel Gibson, dove il povero Gesù prendeva un sacco di botte dall'inizio alla fine del film, all'uscita, dopo qualche minuto di silenzio, disse: "Sai qual è il problema di questo film? Non ti appassioni al protagonista!".

 

marco dino risi

Arrivavano come frustate. Te ne accorgevi, o meglio, io mene accorgevo, dallo sguardo, che aveva un'intensità nuova, viva e affilata. Di lui potrei anche dire che non era attentissimo alla forma né alle apparenze per tutto quello che lo riguardava; con se stesso, diciamo, era piuttosto tollerante, era attentissimo invece alle sfumature, anche le più insignificanti, degli altri. Non gli sfuggiva una risata falsa o un gesto o un affanno improvviso e se aveva la luna storta poteva diventare spietato.

 

Durante le riprese di Profumo di donna passai una settimana con lui a Napoli a fargli da aiuto regista perché mio fratello Claudio, da qualche anno suo aiuto ufficiale, aveva avuto problemi con il servizio militare. Una sera, sulla terrazza dell 'amico di Gassman, cieco anche lui, come il protagonista del film, bisognava girare la scena di una festicciola con un paio di ragazze amiche di Agostina Belli, che dovevano correre e ridere allegre e sguaiate giocando a moscacieca. Il vantaggio con Gassman, in questo caso, era che non si doveva bendarlo...

Marco Risi e Vittorio Gassman insieme nel 1999

 

Secondo papà una delle ragazze non era abbastanza allegra e sguaiata e, forse perché qualcosa delle riprese non lo soddisfaceva e aveva bisogno di ritrovare la tensione giusta con il cast e con la troupe, cominciò ad aggredire la poveretta che se ne stava immobile, la testa bassa, umiliata. La insultò pesantemente e a lungo, tanto che a un certo punto mi sentii in dovere di intervenire, rischiandomela grossa perché avrebbe potuto insultare anche me, duramente. Era quello che mi aspettavo: come mi permettevo io, piccolo stronzo, di intromettermi?

 

Invece ci fu qualche secondo di silenzio assoluto, il set sembrava sospeso. Gassman, che stava prendendo appunti per il Kean da portare a teatro di lì a poco, alzò un sopracciglio quando sentì la mia voce sovrastare quella del suo amico. Era successo qualcosa alla quale non aveva mai assistito. Il regista, mio padre, non reagì. La sera dopo andammo a cena da Ciro a Mergellina e incontrammo Vittorio De Sica, elegantissimo, camicia bianca immacolata e completo beige di cotone chiaro.

vittorio gassman dino risi

 

I due, con le loro belle chiome candide, si abbracciarono e parlarono di cinema, dei giovani colleghi che incalzavano, Bertolucci, Bellocchio, Samperi, Faenza. Lo fecero con attenzione e considerazione: erano anni di tensioni politiche, di contestazioni dure, bisognava tenerne conto. Quello era bravo, quell'altro meno, quell'altro sarebbe diventato famoso. Ma la sentenza finale in napoletano di De Sica, lucida, sincera e soprattutto allegra, fu: "Ma diciamoci la verità, Dino: 'sti giovani ci stann' scassand ' 'o cazz'...".

vittorio gassman dino risi

 

E se la risero beati. Una ventina di anni prima di questo incontro, erano sul set di Pane, amore e..., il terzo film della serie che era iniziata con la coppia in bianco e nero Lollobrigida-De Sica, diretta da Luigi Comencini, e ora passava a quella De Sica-Loren con il colore del grande Tonino Delli Colli. Le riprese si svolgevano a Sorrento, in un clima disteso e rilassato. A rallegrare ancora di più quell'atmosfera, un giorno arrivò nell'albergo dove alloggiava la troupe un pullman di pattinatrici svedesi. Che cosa ci facessero delle pattinatrici svedesi a Sorrento nell'estate del 1955 rimane un mistero.

 

vittorio gassman marco e dino risi gianni minà

Papà non si lasciò scappare l'occasione. Ebbe un'avventura con una delle svedesine e ci passò la notte. Il mattino dopo si svegliò alle 11, quando la convocazione per le riprese era alle 8. Che fare? Immaginava che fossero tutti lì ad aspettarlo, con il direttore di produzione furibondo. Si vestì in un lampo. Corse come un matto. Arrivò sul set trafelato. E che vide? De Sica che aveva già girato un paio di inquadrature e stava impostando quella successiva come se fosse la cosa più naturale del mondo. Mio padre si fermò ai bordi del set a osservarlo, incantato. Quando De Sica si accorse di lui, gli si avvicinò e, nel passargli le consegne, gli chiese in un sussurro, complice, all'orecchio: "La svedese?".

DINO RISIDINO RISIvittorio gassman dino risi

Ultimi Dagoreport

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…

giorgia meloni ignazio la russa matteo salvini antonio tajani

DAGOREPORT – LE REGIONALI SONO ANDATE A FINIRE COME NON VOLEVA, SALTELLANDO FUNICULÌ-FUNICULÀ, GIORGIA MELONI: LA "STATISTA DELLA SGARBATELLA", CHE RISCHIA DI NON TORNARE A PALAZZO CHIGI TRA DUE ANNI, ACCELERA SULLA DOPPIETTA PREMIERATO-LEGGE ELETTORALE, MA NON TUTTO FILA LISCIO A PALAZZO CHIGI: SALVINI E TAJANI SPUTERANNO SANGUE PUR DI OPPORSI ALL’INDICAZIONE DEL NOME DEL PREMIER SULLA SCHEDA ELETTORALE, CHE FINIREBBE PER CANNIBALIZZARLI - LA LEGA È CONTRARISSIMA ANCHE AL PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA COALIZIONE (CON LA SOGLIA AL 40%, LA LEGA DIVENTEREBBE SACRIFICABILE) – ALTRA ROGNA: IGNAZIO LA RUSSA SCENDE IN CAMPO IN MODALITÀ SCASSA-MELONI: HA RINFOCOLATO LA POLEMICA SU GAROFANI E SE NE FOTTE DEI DIKTAT DELLA DUCETTA (FIDANZA SINDACO DI MILANO? NO, MEJO LUPI; PRANDINI GOVERNATORE DELLA LOMBARDIA? NO, QUELLA È ROBA MIA)