amica chips rocco siffredi

LA PATATA NON HA MAI AMMAZZATO NESSUNO – BOTTA E RISPOSTA TRA L’ISTITUTO DI AUTODISCIPLINA PUBBLICITARIA E UNA SIGNORA BACCHETTONA CHE HA DENUNCIATO ALL’ENTE LO SPOT DELLE PATATINE CON ROCCO SIFFREDI, METTENDO IN MEZZO ANCHE I FEMMINICIDI: “LE ALLUSIONI E I DOPPI SENSI A PATATE E PACCHETTO HANNO EVIDENTI INTENZIONI VOLGARI E SESSISTE, LA SOLITA VULGATA MASCHILISTA” – LA RISPOSTA DEL COMITATO DI CONTROLLO DELLO IAP…(VIDEO)

 

Da "ilfattoalimentare.it"

 

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Da alcuni anni l’azienda Amica Chips ha deciso di impostare la comunicazione pubblicitaria di alcune linee di prodotti sulla figura della ex porno star Rocco Siffredi e di doppi sensi non troppo originali. Una lettrice ha deciso di rivolgersi all’Istituto di autodisciplina pubblicitaria per segnalare il contenuto e le ricadute di questi spot. Di seguito pubblichiamo il botta-risposta tra la lettrice e l’Iap.

 

Gentile IAP,

sto segnalando questo spot di Amica Chips con Rocco Siffredi per via dei riferimenti sessisti, che gioca su doppi sensi che reggono l’intera pubblicità, come evidenziato in modo goliardico anche da siti in rete dove sono anche riportati versione integrale e ridotte dello spot in questione.

 

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Come si può vedere, le allusioni e i doppi sensi a “patate” e “pacchetto” hanno evidenti intenzioni, più che tangibili, volgari e sessiste, la solita vulgata maschilista, formato spot, che riscuote ancora tanto successo nell’italietta di provincia e soprattutto in quell’Italia dove, guarda caso, fatica a sradicarsi questo pessimo fenomeno culturale stile califfo.

 

Questa pubblicità è piena di simboli di questa portata: tante donne, uomini pochi e infatti solo ad uno, un ragazzo, verbalmente, si rivolge l’attore nella parte finale come fosse l’unico soggetto in mezzo a tanti oggetti di scena (le donne) con la frase più che esplicita ed evidente: “sempre dritto, il pacchetto!”

 

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Questo linguaggio, apparentemente scherzoso e innocuo, si impone invece a manifestare un “diritto sul campo” del maschio sulla donna, dal “pacco sempre dritto”, viene avallato il consenso di tanta ignoranza davvero fuori tempo.

 

Inoltre, questa versione subdola (dunque ancor più pericolosa) e appena un po’ corretta di quello spot vergognoso, già ritirato in passato che ricordiamo tutti, non ha niente di educativo neanche per i minori i quali “apprendono” una cultura, ripeto, di stampo culturale sessista e a dir poco retrogrado, un voluto modello culturale da perpetrare alle giovani generazioni: ai giovani e piccoli spettatori maschi si “insegna” come trattare il genere femminile. così come le giovani donne che trasversalmente apprendono, come vorrebbero certi ricchi signori, quale sarà il loro ruolo nel mondo, ridendo e scherzando: patate erano e patate rimarranno, l’associazione è d’obbligo.

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Non bastano i delitti continui a fermare questa cultura da mentecatti (una media di 120 donne uccise ogni anno) dobbiamo pure subirla in modo trasversale attraverso simili pubblicità che mantengono quegli stessi giornalisti che apparentemente si schierano contro la violenza di genere, ridicolmente e a volte anche un po’ al limite.

 

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Voglio anche segnalare questa intervista dell’imprenditore Alfredo Moratti, il cui nome e protagonismo Ë stato dedicato al prodotto menzionato di amica chips, apparsa in rete solo due giorni dopo una a mia puntuale segnalazione a la7 e ad alcuni organi preposti per conoscenza della cosa (Giulia Buongiorno, Ordine dei giornalisti).

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Nella video intervista pubblicata su questo sito che potete confrontare l’imprenditore di amica chips fa alcune affermazioni su questa stessa campagna pubblicitaria: “… Visto che la patatina non è un prodotto che serve ma è un prodotto banale, un prodotto di divertimento… e abbiamo capito benissimo…”. “Questa idea (di usare come testimonial Rocco Siffredi) è venuta ad una agenzia anni fa, io sono molto sincero… ero un po’ contrario perché collegare o andare in simbiosi con un prodotto alimentare ad un personaggio di questo tipo ci vuole coraggio…”. “… Stiamo ripetendo questa esperienza che speriamo sia positiva ma già dalle voci che si sentono in giro “spaccherà”…”

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A poco serve il commento “riparatorio” dell’azienda sulla propria pagina ufficiale facebook del 15 luglio di Alfredo’s is back (il giorno dopo una mia segnalazione via mail agli organi preposti) del testimonial Siffredi che esclama “Mi piacciono le patatine. E non è un doppio senso”; una pezza, ed evidentemente peggiore del buco.

 

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Inoltre troverete una serie di commenti negativi estrapolati dalla pagina ufficiale Facebook di Amica chips, con precise argomentazioni da parte di numerosissimi utenti a sfavore dello spot menzionato, messe ovviamente in secondo piano e strategicamente oscurate, con a ciascuno dei quali relativa risposta e giustificazioni inconsistenti, copia incollata e sempre identica, da parte dei gestori della medesima pagina.

Patrizia S.

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Di seguito la risposta con il parere del Comitato di Controllo dell’Iap

La ringraziamo per la segnalazione. Desideriamo informarla che il Comitato di Controllo ha ritenuto che il telecomunicato in questione non presenti profili di contrasto con le norme del Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale.

L’organo di controllo ha verificato che la programmazione dello spot esclude la fascia oraria di protezione specifica per i minori, che per legge è quella compresa tra le 16:00 e le 19:00, nonché la diffusione in prossimità di programmi esplicitamente rivolti ai minori.

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È certamente lecito dubitare del buon gusto della scelta pubblicitaria operata dall’inserzionista. Tuttavia, non è attribuita al Giurì o al Comitato di Controllo la competenza di dover giudicare del cattivo gusto della comunicazione quando – come nel caso segnalato – non siano ritenuti violati i livelli di guardia posti dal Codice di Autodisciplina della Comunicazione Commerciale a tutela dei consumatori-cittadini e della pubblicità in generale, per ragioni attinenti al contenuto dei messaggi.

Il caso pertanto è allo stato concluso.

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IAP

 

La replica della lettrice.

Gentili membri dello IAP,

Non penso che un Consiglio direttivo (“l’organo che fissa le direttive generali dell’attività e formula ed aggiorna le norme del Codice”), composto da 18 uomini, su 24 membri, possa stabilire parametri su cosa sia lesivo per l’immagine della donna. Inoltre vi è un potenziale conflitto di interessi in quanto molti dei membri stessi rappresentano i committenti delle pubblicità da sdoganare.

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Saluto i membri dello IAP con un tributo alla loro “imparzialità”

Patrizia S.

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