rettore1

UN PENSIERO INDECENTE - DONATELLA RETTORE: ''LUCIO DALLA CONVINSE MIA MADRE A MANDARMI IN TOURNÉE CON LUI. ''SIGNORA, DEVE SOLO CANTARE, NON FARE LA TROIA'' - ''CON MIO MARITO DAGLI ANNI '90 NON CI SIAMO CONCESSI PIÙ LE NOSTRE INNOCENTI EVASIONI. COLPA DELL'AIDS. TANTO I PAPARAZZI, CHE ADORO, MI BECCAVANO. A VOLTE, QUANDO FINIVO IN MEZZO ALLE CATASTROFI, LI FERMAVO E…'' - ''MI OFFRIRONO DI DIVENTARE MASSONA, MA IO HO GIÀ I MIEI PROBLEMI. E POI TI CHIEDONO I PIACERI. PER CARITÀ'' - ''PATTY PRAVO NON CANTA, DICE'' - LA DIETA DI LUCIO BATTISTI

Alessandro Ferrucci per ''il Fatto Quotidiano''

rettore

 

 

È metà gennaio, "ma subisco ancora i postumi del Natale".

Dolore. "Sono come un pullman: quando mi fermo è complicato ripartire". Mannaggia. "Comunque di uomini non capisco nulla: o diventano sudditi o io ancella, e se mi tramuto in ancella poi si rompono loro". Bel guaio. "Di recente, per un gol, sono cascata dalla tribuna dell' Hellas Verona; alla fine della partita sono arrivati i dirigenti della squadra e mi hanno detto: 'Non ci venire più, sei pericolosa'. A me il pallone piace". E di pallone sa effettivamente molto, Donatella Rettore.

 

Punk, situazionista, pensatrice imprevedibile, come l' ape del Belli si posa - di argomento in argomento - con una padronanza non comune, con un misto di ironia, provocazione intrinseca e consapevolezza, solo da vivere, da percepire nella sua matrice, senza cercare di capire dov' è la prima mollica di Pollicino.

donatella rettore

Lei è la cantautrice più conosciuta all' estero.

In pochi ne sono coscienti, e in gran parte è colpa delle varie case discografiche: mi hanno voluto inquadrare più nel ruolo di creatrice di singoli che in quello di autrice di pezzi. Eppure scrivo bene. È la mia forza.

 

E quindi?

Ho deciso di cantare brani meno conosciuti, come Delirio, Curiosa o Brivido. Ho preparato una scaletta bellissima per l' estate. E mi piacerebbe ricoprire il Duomo di Milano con le mie canzoni.

A un certo punto ha smesso di scrivere per altri.

mostra fotografica su lucio dalla (15)

Perché ero diventata troppo famosa per loro, e questa è solo una reticenza italiana, una reticenza un po' bigotta; una volta Umberto Eco mi scrisse: "Lei è una ragazza forte, sarebbe andata meglio se fosse nata anglosassone, figlia di una cultura calvinista o luterana".

LUCIO DALLA

 

E invece

Sono veneta, tutti bigotti, polentoni e baciasantini: lì la religione è ovunque, e il parroco era la persona più importante della città.

Però lei ha iniziato a cantare all' oratorio.

Grazie a Dio! In Italia non esistevano scuole laiche di vera qualità con spazi aperti nei quali socializzare, gli unici erano gli oratori, e io ci sono cresciuta, tra una canzone e una partita a pallone.

Il calcio le piace proprio.

Tanto, quando posso vado allo stadio, e da sempre sono amica dei calciatori.

 

Di chi?

rettore

Uno dei primi è stato Picchio De Sisti: mi invitò all' Olimpico per la sua ultima partita, credo Roma-Atalanta (1979), io seduta in tribuna; a un certo punto sbaglia un passaggio e gli urlano "Mejo se te ritiri". Io zitta. Poco dopo si inventa un assist, e cambiano il tono: "Nun ce lascià!" A quel punto Mi sono girata: "Ve dovete decide"; (cambia all' improvviso) anche Walter Zenga, grande amico.

Innamorato di lei.

No, lui solo le giornaliste; però ci scambiavamo confidenze, e quando giocava all' Inter lo chiamavo in ogni albergo dove alloggiava la squadra; il calcio è veramente lo spettacolo più bello del mondo.

 

È da stadio.

rettore

Nel 1981 ho cantato a Marassi prima di Sampdoria-Genoa, e grazie al presidente Mantovani, gran persona, solo che alla fine dello spettacolo stavo per sentirmi male: ero vestita di plastica, una sudata pazzesca.

È stata tra le prime a esibirsi negli stadi.

In quegli anni non era scontato, i parametri odierni, tipo Vasco, non erano stabiliti.

 

Le piace Vasco?

È un ammaliatore, è uno di casa, non mette soggezione, ha trovato la sua formula e la ripropone in ogni pezzo. Così il pubblico non si sforza.

È un punto di riferimento.

Come capita, chi più e chi meno, a chiunque diventa conosciuto.

Come a lei

donatella rettore

L' altro giorno ho partecipato a una fiera dedicata al mondo delle quattro zampe, ero lì per esibirmi con il mio cane e la mia squadra; alla fine si avvicina una signora: "Potevate organizzare meglio questa manifestazione".

 

A lei?

Quando ci sono è tutto merito o tutta colpa della sottoscritta; prima o poi divento un cantante mascherato.

 

Per questo è rimasta a vivere in provincia?

Ma qui arrivano dei pullman per cercarmi, qui sono nate personalità come Guidolin, Giorgione, Giorgio Lago (ex direttore del Gazzettino), ma vengono per me.

E la trovano.

donatella rettore

A volte mi beccano.

 

Le dispiace?

Dipende, è che hanno degli smartphone che sono simili a delle colt, ti tolgono brandelli di vita; ha ragione la Pravo: lei si rifiuta di partecipare al rito del selfie.

Tempo fa ha definito la Pravo "una fine dicitrice".

Premesso: sono una sua fan, il suo fascino è inarrivabile, è totalizzante, e con i suoi atteggiamenti per anni ha superato tutte, compresa Mina.

 

C' è un sottofondo di però.

Oggi spesso non canta, non trova proprio le note, mentre quando è uscita con Se perdo te, non resistevo, e in casa la intonavo tutto il giorno, mamma disperata.

Mamma attrice goldoniana.

donatella rettore

Sono arrivata dopo tre gravidanze andate male, mi ha partorita quando aveva 39 anni, per quel tempo una rarità, mentre oggi non c' è limite.

 

Sbagliato?

Sì, perché sei costretto a delegare: io sono cresciuta con la tetta di mamma, con i suoi anticorpi, e come lei, come spesso i veneti, soffro di microcitemia.

E Nel '92 mi ero decisa ad avere un figlio: ho rinunciato quando ho capito che non sarebbe stato sano. Ho sofferto.

 

Da lì la passione per i cani?

No! Già da ragazzina raccattavo tutti i cani randagi e li portavo a casa, alla fine mi hanno sbattuta in collegio: non ne potevano più.

Dicevamo: mamma goldoniana.

Era la pupilla di Cesco Baseggio, e d' estate raggiungeva apposta Chianciano Terme per beccare Armando Curcio e cercare uno scambio culturale; (cambia tono) mamma aveva finito solo il ginnasio, era quindi autodidatta, e ha ripreso a studiare quando sono andata via di casa.

 

È stata dura lasciare la sua quotidianità?

donatella rettore

Sono una donna pigra, pragmatica e abitudinaria; poi però mi rompo le palle di essere abitudinaria, mi sparo sei mesi di follie, e dopo mi riconnetto con me stessa.

Un percorso.

È difficile vivermi dentro.

 

E starle accanto?

Tutti dobbiamo abbozzare, poi ogni tanto scoppia la bomba, e con mio marito siamo sposati dal 2005, ma ci conosciamo dal 1977 (sorride). Però dai primi anni Novanta non ci siamo più concessi le nostre innocenti evasioni.

 

 

DONATELLA RETTORE

Come mai?

Colpa dell' Aids.

 

Ve le confessavate?

In assoluto è sempre meglio tacere, ma un tempo c' erano i paparazzi, quelli veri e bravi, e dovevi alzare le mani davanti alla verità.

 

Si innervosiva per gli scatti?

Li adoro, hanno un senso di affetto per i personaggi, e poi svolgono il loro lavoro.

 

PAPA ALBINO LUCIANI

Reciproco amore?

Qualche volta finivo dentro a delle catastrofi, allora li fermavo e pregavo: "Quelle foto no, magari organizziamo altre situazioni". Accettavano.

Reciproco rispetto.

Il lavoro va trattato come merita: me lo ha insegnato mio padre, socialista nenniano, orgoglioso di un numero storico de l' Avanti!; peccato, non ci sono più personalità come Pertini e Nenni.

 

Cantava alle Feste de l' Unità?

Certo, e pure a quelle socialiste e democristiane e i miei primi pezzi erano molto impegnati, tanto che una volta Andrea Mingardi mi disse: "Sei una bella figa, cosa te ne frega di cantare sulla rivoluzione spagnola o sulle femministe. E poi le femministe sono tutte brutte".

 

Il suo rapporto con le femministe?

Un pomeriggio ho partecipato a una manifestazione in piazza Farnese, a Roma: salgo sul palco, canto e capisco di non rientrare nei loro parametri.

 

 

Come mai?

Ero bionda, curata e con i jeans.

Un suo pezzo del tempo è dedicato alle molestie.

donatella rettore

È la storia di un preside, un democristiano di merda; (due secondi di silenzio) già mi interessavo di politica, a casa veniva Tina Anselmi, convocata da mia madre per ragguagliarla dei pettegolezzi della cittadina, ma allora il livello culturale era veramente più alto, poi sono arrivati questi barbari leghisti e la liturgia del piccolo imprenditore.

 

Che si fa?

Ma lo mandiamo via il pomata?

Chi?

Zaia! Lo voteranno ancora? Io pago le tasse in Italia, non a Montecarlo o a Lugano.

 

Le hanno mai proposto un paradiso fiscale?

sanremo donatella rettore

In passato mi hanno prospettato ben altro, ma ogni volta ho risposto: "Voi siete pazzi, non posso diventare massona, ho già i miei problemi". E poi ti chiedono i piaceri. Per carità.

Torniamo al preside.

Si divertiva con le proposte sconce alle professoresse, che non si sottraevano, anzi le vedevo civettare, così non erano più supplenti. Altri non capivano certe dinamiche, io sì: già allora ero sveglia.

Scuola pubblica.

Fino alla seconda media sono andata dalle suore, poi in terza ho chiesto a mamma di affrontare la realtà e ho visto il disastro.

 

È cattolica?

Sono cristiana non praticante, sposata in chiesa. Per me l' ultimo vero papa è stato Albino Luciani, quando c' era lui sono tornata a confessarmi.

 

Papa Francesco?

No, è argentino, e lì ci sono le corride: non mi fido di un paese dove esiste il piacere di uccidere.

 

Vegetariana?

Sì, però mangio il formaggio.

Sul risotto è fondamentale.

 

DONATELLA E RETTORE 1

È sempre claustrofobica?

Certo. Ultimamente mi è presa pure la sudarella dentro al traffico di Roma. Tutti che suonano. Tutti che rompono. Uno mi ha pure urlato: "Se non te levi te passo sopra".

Ha abbozzato.

Sono scesa dalla macchina. "Ma sei la Rettore? Allora nun te preoccupà, va bene così".

 

Aereo?

rettore

Mi piace, eppure a 18 anni sono finita dentro a un Fokker che è atterrato con i motori in fiamme e la schiuma per tamponare la situazione; ogni tanto vado vicino casa a vedere i caccia dell' esercito, il mio sogno è salirci sopra.

Subito un appello.

Negli anni Ottanta ho scritto a Craxi, e lui: "Sei matta?".

 

Lo conosceva?

Eravamo molto amici, ma ci siamo allontanati quando non ha capito dove andava la questione del finanziamento pubblico ai partiti.

 

A chi dice grazie?

Uno dei primi? A Lucio Dalla, uomo ironico, spiritoso e di grandissimo talento; sono stata l' unica donna che ha amato, ma solo perché mi considerava un maschiaccio.

lucio battisti

 

Il grazie

Non avevo una lira e lui mi coinvolse nei concerti in Veneto e riuscì a togliere i dubbi a mia madre con una frase lapidaria: "Signora deve solo cantare, non fare la troia".

 

Risposta di mamma?

"È già piena di grilli per la testa". E Dalla: "Risolviamo così: sua figlia canta e lei va a dire un paio di preghiere".

 

Quando è salita sul palco?

Tremavo, avevo una paresi alle labbra e salivazione azzerata; ah, pure un altro Lucio mi ha colpita.

Battisti.

Incontrato per la prima volta ad Amburgo: lì avevo un gran bel successo, la numero uno, mentre in Italia no. E stupito mi domanda: "Ma tu chi sei?".

rettore

Gli spiego la situazione E Sconsolato mi coinvolge in una riflessione: "Da noi guardano più alla forma, al foulard, a quanto pesi, se hai le gambe a x. Mi sono rotto le palle di stare a dieta, e poi la mia donna l' ho trovata". Da quel giorno ha acquistato tutti i miei dischi.

 

È una sopravvissuta?

Sono piena di cicatrici.

 

Con la fama a cosa ha rinunciato?

Alla libertà, per questo ogni tanto mi difendo con il ruolo della stronza, e non rinuncio a una passeggiata in città con il mio cane e a una bella tazza di cioccolata. Adoro impiastricciarmi di panna.

Guai a chi la scoccia.

Un pomeriggio ci ha provato Sgarbi: "Come ti sei messa?

Sembri un travestito". Tranquilla ho replicato: "Non mi rompere. Sto mangiando".

(Ride) A me piace Grillo.

 

Che c' entra?

Nulla, volevo dirlo. È il mio preferito, voglio andare con lui a scavare la sabbia a Marina di Bibbona, e un tempo mi faceva il filo: è un seduttore.

Con lei non solo Grillo.

Bionda, bella, con due chilometri di gambe, solo i gay non ci provavano. Ma adesso ho la pace dei sensi. Forse.

(Perché il cobra non è un serpente, ma un pensiero frequente. Che diventa indecente). Twitter: @A_Ferrucci.

 

rettore vanoniRettore1donatella rettorerettore

Ultimi Dagoreport

valter lavitola sigfrido ranucci bomba attentato

BOMBAROLI D’AMORE O C’E’ DELL’ALTRO? - PAOLO MIELI HA LANCIATO IL SASSO SUL CASO DELL’ATTENTATO A SIGFRIDO RANUCCI: “PUÒ DARSI, CHE QUALCUNO SI SIA INFILATO IN QUESTO RAPPORTO CON LAVITOLA PROPRIO ALLO SCOPO DI METTERE IN PIEDI UNA MISSIONE PER DANNEGGIARE RANUCCI” – CERTO, CI SONO MOLTE ZONE D’OMBRA: TUTTO GIRA INTORNO AL MOVENTE CHE HA SPINTO LAVITOLA A COMMISSIONARE L’ATTENTATO - IL FACCENDIERE VOLEVA ACCRESCERE LA POPOLARITÀ DI RANUCCI PER SPINGERLO A ENTRARE IN POLITICA? - AI MAGISTRATI HA SPIEGATO DI VOLER “SFRUTTARE” LA BOMBA PER SPINGERE LE AUTORITÀ A RAFFORZARE LA SCORTA DEL CONDUTTORE DI “REPORT”. MA SE FOSSERO QUESTE LE RAGIONI, LA CONDIZIONE INDISPENSABILE DEL PIANO ERA: NON ESSERE SCOPERTI – UN’ASSURDITA’, A PENSARCI BENE: COME POTEVANO, VALTERINO E I SUOI UOMINI, ILLUDERSI DI NON ESSERE ACCIUFFATI, DOPO UN ATTENTATO DINAMITARDO? – ECCO PERCHE’ QUALCOSA NON TORNA…

moulay hassan marocco ceuta melilla donald trump giorgia meloni pedro sanchez friedrich merz

DAGOREPORT – LA CRISI SUI FLUSSI MIGRATORI TRA ITALIA E SPAGNA È APPESA A CIÒ CHE SUCCEDERÀ DOMANI, 15 AGOSTO: UNA NUOVA “INVASIONE” È STATA MINACCIATA SUI SOCIAL MAROCCHINI A CEUTA E, SOPRATTUTTO A MELILLA, L’ALTRA EXCLAVE SPAGNOLA NEL PAESE NORD-AFRICANO – E QUI SI ARRIVA AL VERO NODO IRRISOLTO DELLA QUESTIONE, CHE NON RIGUARDA L’ITALIA, MA IL MAROCCO E LA ROTTURA DELL'ACCORDO CON LA SPAGNA. A RABAT MOHAMMED VI FORMALMENTE HA SULLA CAPOCCIA LA CORONA, MA A GOVERNARE DI FATTO È IL FIGLIO, IL 23ENNE MOULAY EL HASSAN, BEN SUPPORTATO DA MADRE E SORELLA NELLA SUA ASCESA PER DIVENTARE IL “BIN SALMAN MAROCCHINO” – L’ALLEGRO TERZETTO, ACCOMPAGNATO DA NUMEROSA CORTE ALLE PRESE CON BEN 224 VALIGIE, HA SVACANZATO A LUGLIO A CAPRI DOVE AVREBBERO TROVATO IL TEMPO DI INTRATTENERSI CON EMISSARI DELLA GALASSIA “MAGA” – E DIVENTA SEMPRE PIÙ PLAUSIBILE CHE L'"ISPIRAZIONE" AL PRINCIPE MAROCCHINO PER L'OPERAZIONE CEUTA ABBIA IL MARCHIO DEL SOVRANISMO USA - SE TRUMP S’È BUTTATO A PESCE CON LE SUE ARMATE DI TROLL E ACCOUNT SOCIAL PER SOFFIARE SUL FUOCO DELL’''INVASIONE'', LA SUA EX "AMICA SPECIALE" GIORGIA MELONI È ANDATA A SBATTERE SUL “MURO DI BERLINO” DI MERZ… - VIDEO

craxi di pietro napolitano

VIDEO-FLASH! - NON CAMBIA UN CAZZO: PRIMA C'ERANO IL KGB E I SERVIZI BULGARI CON LE LORO RICETRASMITTENTI, OGGI CI SONO I "MAGA" E I "PUPAZZI PREZZOLATI" DI PUTIN - LE PAROLE VERE, TRAGICHE E ATTUALISSIME PRONUNCIATE DA BETTINO CRAXI NELL’INTERROGATORIO DEL 19 DICEMBRE 1993 DAVANTI A DI PIETRO, AL PROCESSO CUSANI: "I PARTITI ERANO TENUTI A PRESENTARE I BILANCI IN PARLAMENTO E I BILANCI ERANO SISTEMATICAMENTE FALSI” – “C’ERA UN REFLUSSO CHE PROVENIVA DALL’UNIONE SOVIETICA CHE COSTITUIVA UNA DELLE VOCI PRINCIPALI DEL FINANZIAMENTO DEL PARTITO COMUNISTA - NON È CREDIBILE CHE IL PRESIDENTE DELLA CAMERA, GIORGIO NAPOLITANO, CHE È STATO PER MOLTI ANNI MINISTRO DEGLI ESTERI DEL PARTITO COMUNISTA E AVEVA RAPPORTI CON TUTTE LE NOMENCLATURE COMUNISTE DALL'ESTERO, A PARTIRE DA QUELLA SOVIETICA, NON SI SIA MAI ACCORTO DEL GRANDE TRAFFICO CHE AVVENIVA SOTTO DI LUI, TRA I VARI RAPPRESENTANTI E AMMINISTRATORI DEL PARTITO COMUNISTA E I PAESI DELL'ESTERO…”

giorgia meloni roberto vannacci antonio tajani

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI PASSERÀ IL FERRAGOSTO CON UNA MARGHERITINA IN MANO: AL POSTO DEL "M'AMA/NON M'AMA" CHE LA FACEVA SOSPIRARE DA ADOLESCENTE, IL DILEMMA SARÀ: "VANNACCI SÌ - VANNACCI NO?" - A FACILITARLE LA DECISIONE CI PENSA IL GENERALE, SEMPRE PIÙ CONVINTO DI NON FARSI IMBARCARE IN MAGGIORANZA: MEGLIO RESTARE ALL’OPPOSIZIONE, SPARARLA SEMPRE PIÙ GROSSA E INGROSSARE LA SUA "SPORCA DOZZINA" – IN ATTESA DI SCIOGLIERE IL DILEMMA, LA DUCETTA HA MESSO IN MOTO LA CONTROFFENSIVA: SE L’EX GENERALE DELLA FOLGORE, DOPO AVER PROSCIUGATO LA LEGA, ORA STA DRENANDO VOTI ANCHE A FRATELLI D’ITALIA (E NEL SUD PURE AI 5STELLE), PERCHE' NON RIACCIUFARE I CONSENSI AL CENTRO? DETTO, FATTO: MESSI IN STAND-BY I SUOI COLONNELLI COL FEZ, HA RILANCIATO SULLA SCENA IL SUO EX MAGGIORDOMO DI FORZA ITALIA. COSÌ SI SPIEGA LA PRESENZA A SANT’ANNA DI STAZZEMA DI ANTONIO TAJANI, E L’IMPROVVISA ACCELERAZIONE ANTIFASCISTA DELL'EX MONARCHICO CIOCIARO... - VIDEO

theodore kyriakou enrico mentana cnn

FLASH – A CHE PUNTO E' LA “CNN ITALIANA” BY KYRIAKOU-MENTANA, IL CUI DECOLLO E' PREVISTO PER IL PROSSIMO GENNAIO? - SFUMATE LE TRATTATIVE SUL CANALE “NOVE” E “TV8”, IL MAGNATE GRECO SI SAREBBE RASSEGNATO A PRENDERE IN “AFFITTO” DA DISCOVERY IL CANALE 52, VICINO ALLE ALTRE ALL NEWS, DOVE ORA C’È “DMAX” – IL PROBLEMA È IL COSTO DELL’OPERAZIONE: TRA RETE, TECNICI, GIORNALISTI E IL CONTRATTONE DI CHICCO, VERREBBE A COSTARE SUI 25 MILIONI DI EURO ALL’ANNO, MENTRE I RICAVI PUBBLICITARI STIMATI SI FERMEREBBERO A 6. UN DEFICIT SOSTENIBILE? - KYRIAKOU CONFIDA NEL “BRAND” CNN, MA I BILANCI DELLE ALL NEWS ITALIANE NON È RASSICURANTE. SKYTG24 E TGCOM RESISTONO (CON PERDITE), RAINEWS DRENA MILIONI ALLA TV PUBBLICA PER COLPA DELLE MANCATE SINERGIE: OGNI TG HA I SUOI INVIATI E REDATTORI, CREANDO DOPPIONI INUTILI…

sergio cola

LA VITA È STRANA, LAVITOLA DI PIÙ – CHE COINCIDENZA: L’AVVOCATO DI VALTERINO, SERGIO COLA, L’UOMO DEL “NO COMMENT” ALLA DOMANDA SULLA CONSAPEVOLEZZA DI RANUCCI DELL’ATTENTATO, È UN UOMO DI DESTRA, DA SEMPRE – GIÀ DEPUTATO DI ALLEANZA NAZIONALE PER TRE LEGISLATURE, FINO A 20 ANNI FA, HA PARTECIPATO A MOLTE INIZIATIVE PER IL “SÌ” AL REFERENDUM COSTITUZIONALE SULLA GIUSTIZIA. E NEGLI ULTIMI TEMPI AVREBBE RIPRESO CON RINNOVATO VIGORE L’ATTIVITÀ POLITICA, CON FRATELLI D’ITALIA (AL PADRE, ARTURO, FU INTITOLATA L’ANNO SCORSO LA SEZIONE DEL PARTITO DI MELONI A SAN GIUSEPPE VESUVIANO) - COME MAI VALTER LAVITOLA HA SCELTO, TRA I TANTI AVVOCATI POSSIBILI, PROPRIO UNO COSÌ LEGATO A FDI, IL PARTITO CHE PIÙ DI TUTTI HA ATTACCATO SIGFRIDO RANUCCI E NON VEDE L'ORA DI BUTTARLO FUORI DALLA RAI? ANCHE PERCHÉ, COME SCRIVE "MOWMAG", DI LAVITOLA, SERGIO COLA NON È AFFATTO LO STORICO DIFENSORE. E ALLORA PERCHÉ IL FACCENDIERE SI FA DIFENDERE DA UN LEGALE COSÌ DI PARTE E COSÌ VICINO A UN PARTITO? AH, SAPERLO...