pinocchio garrone

PINOCCHIO “DARK”: GARRONE SFIDA LA MALEDIZIONE - BENIGNI FECE FLOP NEL 2002, E COSI’ SPIELBERG CON "A.I.-INTELLIGENZA ARTIFICIALE" – LE COSE NON ANDARONO MEGLIO A FRANCESCO NUTI E A ENZO D’ALO’ (NONOSTANTE LE MUSICHE DI DALLA) - PROTAGONISTA IL PICCOLO FEDERICO IELAPI, OGNI GIORNO SOTTOPOSTO A 4 ORE DI TRUCCO - BENIGNI: "ORA MI DICONO CHE MI RESTA DA INTERPRETARE SOLO LA FATA TURCHINA. MA IO FAREI ANCHE LA BALENA O IL TONNO" - VIDEO

 

Cinzia Romani per “il Giornale”

 

pinocchio garrone

Quanti bei musi di asinelli e pecorelle, mentre un cuore umano pulsa dentro il petto di legno di Pinocchio. E che spasso quel giudice babbuino: grugniti, grattatine e infine la lapidaria sentenza contemporanea: «Gli innocenti vanno in prigione!».

 

Tra abbracci e scricchiolii lignei, tuttavia, e mentre abbondano boschi e tramonti meravigliosi, una Fata dai capelli turchini (Marine Vacth) s' affaccia con la sua aria tossica, da malìa senza tempo, labbra violastre. E ripugnanti peli da somaro invadono i corpicini di Lucignolo e Pinocchio, trasformati - come da fiaba - in bestie raglianti. Poi arriva un altro pugno nello stomaco: l' asinello-Pinocchio gettato in mare, con una macina al collo perché affoghi. Amanti degli animali, corazzatevi.

 

pinocchio garrone

Perché Matteo Garrone, tra gli autori più prestigiosi del nostro cinema, ai suoi tocchi dark non può rinunciare.

 

Anche se, stavolta, punta al lieto fine e pensa d' aver concepito un film per le famiglie. Un conto è leggere la favola di Pinocchio, romanzo conosciuto in tutto il mondo da quando il suo autore Carlo Lorenzini, in arte Collodi, nel 1883 pubblicò il suo famoso romanzo, con le illustrazioni di Enrico Mazzanti, preso a modello concettuale dal regista di questo film natalizio molto atteso, e un altro conto è dar vita all' immaginario pinocchiesco insieme ai tecnici del silicone e agli artisti del 3D, avendo il tocco de L' imbalsamatore e l' acuminata visione di Dogman. Qualcosa di freddo irrompe, comunque, sulla scena che, tra effetti speciali, costumi sontuosi e scenografie favolose, rimane fiammeggiante, però non infiamma.

 

pinocchio garrone

Nell' insieme, Pinocchio viene riscaldato più dall' interpretazione umanissima di Roberto Benigni, qui un Mastro Geppetto commovente quando, da povero falegname, mendica lavoro e legno per sbalzarsi un figliolo con le sue mani, che dalle numerose figure di animali antropomorfi - la Lumaca bavosa di Maria Pia Timo; il Tonno nel ventre della Balena, alias Maurizio Lombardi, il Gatto (Rocco Papaleo), o la Volpe (Maurizio Ceccherini), laidi quanto basta mentre fanno spuntini alle spese di Pinocchio - seminate ad arte. Un' arte pittorica che Garrone possiede di suo (è prima pittore e poi cineasta per gioco) ed è il suo marchio di fabbrica in questa coproduzione internazionale Italia/Francia.

 

I macchiaioli e Bosch si mescolano nei campi, dove contadini e mercanti da fiera esercitano mestieri faticosi, intanto che il mago dei trucchi prostetici Mark Coulier, esperto britannico di face painting, ci restituisce un burattino-bambino (Federico Ielapi, già attore nella fiction tv Don Matteo e in Quo vado? di Checco Zalone), plastico e legnoso al contempo.

 

Non è stato facile per il perito di make-up, che ha contribuito alla serie Harry Potter e ha vinto l' Oscar per i trucchi di Grand Budapest Hotel, tener fermo il decenne Ielapi per sottoporlo a quattro ore al giorno di gelatina prostetica spalmata in faccia. Ma il risultato è notevole: Pinocchio si fa seguire «anche oltre il mare», per dirla con Collodi. Se si tratta d' un film per bambini dai 4 agli 80 anni, lo dirà il pubblico.

 

LA RICCHEZZA DEL POVERO PINOCCHIO

Alessandra De Luca per Avvenire

 

pinocchio garrone

Quella tra Matteo Garrone e Pinocchio è una storia d' amore che dura da 45 anni. Era solo un bambino infatti quando il futuro regista cominciò a disegnare il romanzo pubblicato da Collodi nel 1883 e da allora quella scintilla non si è mai spenta, tanto che trucioli del celebre burattino di legno sono sparsi i tutti i film dell' autore. Basti pensare che il Grillo Parlante compariva già in Reality.

 

E così, a quattro anni dal suo concepimento, il Pinocchio di Garrone arriva sul grande schermo interpretato dal piccolo Federico Ielapi, Roberto Benigni, Gigi Proietti, Massimo Ceccherini, Rocco Papaleo, Massimiliano Gallo, Gianfranco Gallo, Teclo Celio, Marine Vacht, Alida Calabria (già nel cast di Dogman), Alessio Di Domenicantonio, Maria Pia Timo, Davide Marotta, Paolo Graziosi.

 

Un gran numero di attori per dare vita a una favola senza tempo che, come sottolinea il regista stesso, è ricca di leggerezza, ironia e comicità, adatta a un pubblico vastissimo sulle orme di un romanzo dalla vocazione popolare. Prodotto da Archimede, Rai Cinema, Le Pacte e Recorded Picture Company, il film sarà in 600 sale dal 19 dicembre, distribuito da 01, ma le copie saliranno a 700 a Natale.

 

federico ielapi

La storia è nota: Geppetto, un falegname povero e affamato, riceve in regalo da Mastro Ciliegia un pezzo di legno con il quale realizza un burattino, che chiama Pinocchio. Ma in quel ciocco batte forte un cuore: appena avrà una bocca Pinocchio dirà «Babbo!» e appena avrà le gambe comincerà a correre per il mondo, curioso, puro, con la voglia di divertirsi, incapace di credere all' esistenza del male. Sul suo cammino incontrerà Mangiafuoco e il Grillo Parlante, il Gatto e la Volpe, la Fata Turchina, Lucignolo, la Balena e molti altri personaggi che tra tante avventure, alcune delle quali anche brutali (come la scena dell' impiccagione e quella della trasformazione in asino) consentiranno la sua educazione alla vita e la sua rinascita come bambino vero.

 

La scelta del regista, che ha sceneggiato il film insieme a Massimo Ceccherini («Garrone è la mia Fata Turchina», ha detto l' attore), è quella di rimanere fedele alla storia originale contando anche sul make up e gli effetti speciali del premio Oscar Mark Coulier, che sul volto di Ielapi, ogni giorno sottoposto a quattro ore di trucco, ha modellato una maschera di silicone disegnata da Pietro Scola simulando una texture legnosa che non coprisse però le espressioni facciali e le emozioni del giovanissimo attore, otto anni appena. Le scenografie sono di Dimitri Capuani, i costumi di Massimo Cantini Parini, le musiche di Dario Marianelli, la fotografia di Nicolaj Brüel e il mon- taggio di Marco Spoletini.

 

roberto benigni pinocchio

Garrone non nasconde la sua grande fascinazione per la favola. «È cominciata con Il racconto dei racconti che mi ha permesso di esplorare il soprannaturale, un territorio dove realtà e fantastico si mescolano, e ora continua con Pinocchio, un grande classico, riportato in vita per sorprendere e incantare il pubblico».

 

Anche tra Benigni e Pinocchio c' è un legame speciale: prima di diventare Geppetto, l' attore era stato il celebre burattino nel film da lui stesso diretto nel 2002. Ma prima ancora sua madre e Federico Fellini lo avevano ribattezzato Pinocchietto. «Ora mi dicono che mi resta da interpretare solo la Fata Turchina - scherza - ma io farei anche la Balena o il Tonno. La storia di Pinocchio appartiene a tutti, ci avvolge e affronta molti temi cruciali, primo fra tutti il rapporto tra padre e figlio, che io avevo già raccontato ne La vita è bella. Insieme a san Giuseppe, Geppetto è il padre più famoso del mondo: i due sono entrambi falegnami, hanno un figlio "adottivo" che fugge per il mondo, che muore e che risorge. Il mio Geppetto, segnato dalla vita e dall' età, è un uomo povero, di una povertà meravigliosa però, che fa sembrare la vita un miracolo. Una dignitosa povertà, come quella di Chaplin, che si trasforma nella più grande ricchezza. Pinocchio guadagna la vita e non potrebbe essere più ricco».

benigni pinocchio

 

«La storia di Pinocchio - commenta Garrone - può essere letta in molti modi. Racconta la ribellione all' ordine, la forza delle tentazioni, l' importanza dell' amore e della redenzione ». E Benigni aggiunge: «Pinocchio va oltre la classicità, è una storia densa di significati, simboli, metafore, allegorie, insegnamenti. Ci invita a non mentire, e lo fa attraverso la meravigliosa trovata del naso che si allunga, a diffidare di chi ci promette ricchezza in breve tempo, a credere nei miracoli, ad amare e rispettare chi ci ama, a cominciare dai genitori».

 

Sulle influenze esterne, Garrone non ha dubbi. «Amo i registi come Tim Burton, che conosco bene, ma per costruire sullo schermo il mondo di Pinocchio sono partito dalle origini, e cioè dai disegni di Enrico Mazzanti, il primo illustratore della favola di Collodi. Sono poi stato ispirato dalla semplicità cromatica dei macchiaioli e dalle atmosfere del Pinocchio di Comencini». E aggiunge: «Sono fiero che questo film sia stato fatto in Italia con facce italiane e attori capaci di restituire tutte le sfumature dei personaggi di Collodi. Mi piace pensare che ne sarebbe felice anche a lui».

pinocchio di matteo garrone 9pinocchio di matteo garrone 6pinocchio di matteo garrone 16matteo garrone foto di bacco (1)pinocchio di matteo garrone 17matteo garrone foto di bacco (2)pinocchio di matteo garrone 1pinocchio di matteo garrone 11pinocchio di matteo garrone 12pinocchio di matteo garrone 14pinocchio di matteo garrone 2pinocchio di matteo garrone 3pinocchio di matteo garrone 5pinocchio di matteo garrone 7pinocchio di matteo garrone 8pinocchio garrone

Ultimi Dagoreport

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...

giorgia meloni trump viviana mazza netanyahu

DAGOREPORT – PERCHÈ È PIÙ FACILE PARLARE CON L’UOMO PIÙ POTENTE (E DEMENTE) DEL MONDO CHE CON GIORGIA MELONI? - PORRE UNA DOMANDINA ALLA "PONTIERA IMMAGINARIA" DEI DUE MONDI È PRATICAMENTE IMPOSSIBILE, MENTRE CON TRUMP BASTA UNO SQUILLO O UN WHATSAPP E QUELLO…RISPONDE – L'INTERVISTA-SCOOP AL DEMENTE-IN-CAPO, CHE LIQUIDA COME UNA SGUATTERA DEL GUATEMALA LA PREMIER DELLA GARBATELLA, REA DI AVER RESPINTO L'INAUDITO ATTACCO A PAPA LEONE, NON E' FRUTTO DI CHISSA' QUALE STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DELLA CASA BIANCA, MA SOLO DELLA DETERMINAZIONE GIORNALISTICA DELL'INVIATA DEL "CORRIERE", VIVIANA MAZZA, CHE L'HA TAMPINATO E SOLLECITATO AD APRIRE LE VALVOLE – E' PASSATO INVECE QUASI INOSSERVATO IL SILENZIO SPREZZANTE DI NETANYAHU VERSO MELONI CHE HA FINALMENTE TROVATO IL CORAGGIO DI SOSPENDERE IL PATTO DI DIFESA ITALIA-ISRAELE - TRA UN BOMBARDAMENTO E L'ALTRO DEL LIBANO, IL GOVERNO DI TEL AVIV HA DELEGATO UN FUNZIONARIO DI TERZO LIVELLO PER AVVERTIRE CHE “L’ITALIA HA MOLTO PIÙ BISOGNO DI NOI DI QUANTO NOI ABBIAMO BISOGNO DI LORO''...

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni pier silvio nicola porro paolo del debbio tommaso cerno

DAGOREPORT - MARINA BERLUSCONI NON È MICA SODDISFATTA: AVREBBE VOLUTO I SUOI FEDELISSIMI BERGAMINI E ROSSELLO COME CAPOGRUPPO, MA HA DOVUTO ACCETTARE UNA MEDIAZIONE CON IL LEADER DI FORZA ITALIA, NONCHE' MINISTRO DEGLI ESTERI E VICE PREMIER, ANTONIO TAJANI - LA CACCIATA DEL CONSUOCERO BARELLI, L'AMEBA CIOCIARO NON L'HA PRESA PER NIENTE BENE: AVREBBE INFATTI MINACCIATO ADDIRITTURA LE DIMISSIONI E CONSEGUENTE CADUTA DEL GOVERNO MELONI – AL CENTRO DELLA PARTITA TRA LA FAMIGLIA BERLUSCONI E QUELLO CHE RESTA DI TAJANI, C’È IL SACRO POTERE DI METTERE MANO ALLE LISTE DEI CANDIDATI ALLE POLITICHE 2027 – PIER SILVIO SUPPORTA LA SORELLA E CERCA DI “BONIFICARE” LA RETE(4) DEI MELONIANI DI MEDIASET GUIDATA DA MAURO CRIPPA (IN VIA DI USCITA), CHE HA IN PRIMA FILA PAOLO DEL DEBBIO E SOPRATTUTTO NICOLA PORRO (SALLUSTI SI E' INVECE RIAVVICINATO ALLA "FAMIGLIA") – RACCONTANO CHE IL VOLUBILE TOMMASINO CERNO-BYL SI E' COSI' BEN ACCLIMATATO A MILANO, ALLA DIREZIONE DE "IL GIORNALE", CHE PREFERISCA PIU' INTRATTENERSI CON I “DIAVOLETTI” DELLA BOLLENTE NIGHTLIFE ''A MISURA DUOMO'' CHE CON GLI EDITORI ANGELUCCI…

xi jinping donald trump iran cina

DAGOREPORT – LA CINA ENTRA IN GUERRA? L’ORDINE DI TRUMP DI BLOCCARE "QUALSIASI NAVE CHE TENTI DI ENTRARE O USCIRE DALLO STRETTO DI HORMUZ E DAI PORTI IRANIANI" NON POTEVA NON FAR INCAZZARE IL DRAGONE, PRINCIPALE ACQUIRENTE DI GREGGIO IRANIANO – SE NON VIENE REVOCATO IL BLOCCO, PECHINO MINACCIA DI FAR SALTARE L’ATTESO INCONTRO AL VERTICE CON XI JINPING, IN AGENDA A MAGGIO A PECHINO - DI PIU': IL DRAGONE SI SENTIRÀ AUTORIZZATO A RIBATTERE CON RAPPRESAGLIE POLITICHE CHE POTREBBERO TRASFORMARSI IN RITORSIONI MILITARI - L'ARABIA SAUDITA IMPLORA TRUMP DI FINIRLA DI FARE IL VASSALLO DI ISRAELE E DI TORNARE AL TAVOLO DEI NEGOZIATI CON L'IRAN. RIAD TEME CHE TEHERAN POSSA SCHIERARE I SUOI ALLEATI HOUTHI IN YEMEN PER BLOCCARE LO STRETTO DI BAB AL-MANDEB, UN'ARTERIA VITALE CHE TRASPORTA IL 10% DEL COMMERCIO GLOBALE TRA L'ASIA E I MERCATI EUROPEI ATTRAVERSO IL CANALE DI SUEZ, DETTA "PORTA DELLE LACRIME"…

meloni orban trump netanyahu papa leone

DAGOREPORT - REFERENDUM, GUERRA DEL GOLFO, ORBAN, PAPA LEONE: UNA BATOSTA DOPO L'ALTRA. IL BLUFF DEL CAMALEONTE DELLA GARBATELLA È GIUNTO AL CAPOLINEA: MEJO PRENDERE LE DISTANZE DA TRUMP E NETANYAHU, DUE TIPINI CON GROSSI PROBLEMI DI SALUTE MENTALE, PRIMA DI ANDARE A FAR COMPAGNIA AI GIARDINETTI AL SUO AMICO ORBAN - SOLO L'EROSIONE DEI CONSENSI LE HA FATTO TROVARE IL CORAGGIO DI CONDANNARE,  DOPO UN TRAVAGLIO DI SETTE ORE, IL BLASFEMO ATTACCO DEL SUO "AMICO" DI WASHINGTON AL PONTIFICATO DI PAPA PREVOST (SUBITO BASTONATA DA TRUMP: "SU DI LEI MI SBAGLIAVO") - OGGI E' STATA COSTRETTA A PRENDERE LE DISTANZE DAL "BOMBARDIERE" NETANYAHU, ANNUNCIANDO LA SOSPENSIONE DEL RINNOVO DEL PATTO DI DIFESA CON ISRAELE (ARMI, TECNOLOGIA, INTELLIGENCE) – CHISSÀ SE IL RINCULO INTERNAZIONALE DELLA DUCETTA AZZOPPATA RIUSCIRA' ANCORA AD ABBINDOLARE GLI ITALIANI….

donald trump papa leone xiv marco rubio jd vance andrea riccardi

DAGOREPORT - È FINITA LA PRESIDENZA TRUMP, È INIZIATO IL PONTIFICATO DI LEONE! SI MUOVE LA “RETE” VATICANA LEGATA ALL’AMERICA LATINA PER “NEUTRALIZZARE” IL BIS-UNTO DEL SIGNORE - IL RUOLO DI MARCO RUBIO, CATTOLICO E FIGLIO DI ESULI CUBANI CHE, A DIFFERENZA DEL NEO-CONVERTITO JD VANCE CHE HA AGGIUNTO BENZINA AL DELIRIO BLASFEMO DI TRUMP ("IL PAPA SI ATTENGA AI VALORI MORALI"), È RIMASTO IN SILENZIO, IN ATTESA SULLA RIVA DEL FIUME DI VEDERE GALLEGGIARE A NOVEMBRE, ALLE ELEZIONI DI MIDTERM, IL CIUFFO DEL TRUMPONE - IN CAMPO LA COMUNITA' DI SANT’EGIDIO CON LA SUA POTENTE RETE DI WELFARE E DIPLOMAZIA - IL PROSSIMO SCHIAFFO DI LEONE AL TRUMPISMO CRIMINALE: DOPO AVER DECLINATO L'INVITO A CELEBRARE IL 250° ANNIVERSARIO DELL'INDIPENDENZA AMERICANA ALLA CASA BIANCA, IL 4 LUGLIO DEL 2026 PREVOST VISITERÀ LAMPEDUSA. UN POSTO E UNA DATA DI SICURO NON SCELTI PER CASO...