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POTEVAMO ANCHE NON VEDERLA LA FINALE DEGLI EUROVISION. COME DA COPIONE HANNO VINTO GLI UCRAINI DELLA KALUSH ORCHESTRA CHE HANNO PORTATO SUL PALCO I COLORI DEL LORO PAESE, RISCHIANDO DI ESSERE SQUALIFICATI PER AVER URLATO: “SALVATE AZOVSTAL”. ZELENSKY ESULTA E SI PORTA AVANTI: “L’ANNO PROSSIMO A MARIUPOL”. DELUSIONE PER MAHMOOD E BLANCO CHE SI PIAZZANO SESTI E CI RISPARMIANO LO SPOGLIARELLO DI MALGIOGLIO – IL TENTATIVO DI ATTACCO DEGLI HACKER DEI RUSSI, IL MALORE DI LAURA PAUSINI, LA SOPORIFERA GIGLIOLA CINQUETTI. I MANESKIN CON DAMIANO AZZOPPATO CHE AVVISA IRONICAMENTE I CANTANTI: “NON AVVICINATEVI TROPPO AL TAVOLO” - VIDEO

1. L'EUROPA VOTA LA PACE L'UCRAINA CANTA VITTORIA

Mattia Marzi per "il Messaggero"

 

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Tutto come da copione. D'altronde da quando è scoppiata la guerra in Ucraina, nelle previsioni degli scommettitori non avevano praticamente mai avuto rivali: stanotte al PalaOlimpico di Torino gli ucraini Kalush Orchestra hanno vinto con il combat folk in salsa rap della loro Stefania l'Eurovision Song Contest 2022, portando sul tetto d'Europa i colori della bandiera di Kiev con 631 voti totali. Vincitore morale il britannico Sam Ryder con la sua Space Man, arrivato secondo.

Boom della Beyoncé spagnola Chanel, che chiude il podio con SloMo.

 

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Delusione per i nostri Mahmood e Blanco: con Brividi si sono classificati solamente sesti, nonostante alla vigilia fossero secondi solo al gruppo ucraino. «Slava Ukraini», «Gloria all'Ucraina!», hanno urlato i Kalush Orchestra al momento della proclamazione. E pensare che avevano pure rischiato di essere squalificati: «Salvate Mariupol, salvate Azovstal. Fatelo adesso», avevano detto. Il regolamento dell'Eurovision dice espressamente che il palco della manifestazione «non può essere politicizzato o strumentalizzato». Ma l'Ebu, che organizza lo show, ha deciso di chiudere un occhio.

 

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I PROBLEMI A pochi minuti dall'inizio dell'evento il presidente dell'Ucraina Zelensky aveva pubblicato un video su Telegram lanciando un appello a sostenere il gruppo (che oggi sarà ospite di Fazio a Che Tempo Che Fa): «A breve nella finale dell'Eurovision, il continente e il mondo intero ascolteranno le parole della nostra lingua. E credo che, alla fine, questa parola sarà Vittoria!». Contemporaneamente l'intelligence denunciava «un possibile imminente attacco» di hacker filorussi Mosca è stata esclusa dalla competizione «per impedire il conteggio di voti online», che poi non si è verificato. Ma l'Ebu ha ammesso con una nota arrivata a mezzanotte e mezza di aver comunque riscontrato non meglio specificati problemi con le votazioni di sei paesi, indipendenti dagli hacker, e di essere stato costretto a trovare un altrettanto non meglio specificata soluzione per individuare il vincitore. Non si può dire che sia andato tutto liscio. Laura Pausini, durante lo spoglio delle votazioni, scompare: avrebbe avuto un piccolo calo di pressione, probabilmente per la tensione e per il caldo.

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«Scusate, ero troppo emozionata», ha spiegato in inglese. Torna alla fine, riprendendosi il palco, che aveva conquistato in apertura con un medley dei suoi successi, da La solitudine a Io canto, prima di omaggiare Modugno con Nel blu dipinto di blu, all'unisono con i 7 mila del PalaOlimpico: uno dei momenti più belli. Tra il collegamento dallo spazio con Samantha Cristoforetti e il soporifero passaggio di Gigliola Cinquetti con Non ho l'età (fu la prima vincitrice italiana, nel 64), a tenere svegli gli spettatori ci pensano i Maneskin. Suonano il nuovo singolo Supermodel.

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E confermano la partecipazione alla colonna sonora del film su Elvis di Baz Luhrmann con una cover un'altra? di If I Can Dream. «Non avvicinatevi troppo al tavolo», dice Damiano ai cantanti in gara, ironizzando sulle polemiche che sollevarono i francesi l'anno scorso, quando lo accusarono di aver consumato stupefacenti, prima di essere smentiti dal risultato negativo del test antidroga. Gli stessi francesi che quest' anno si devono accontentare del penultimo posto, subito prima della Germania, ultima con soli 6 punti.

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IL PRECEDENTE Give peace a chance, Date una possibilità alla pace: il classico di John Lennon, con il quale i Rockin'1000 hanno aperto la lunga maratona finale, diventa la colonna sonora ideale di questa edizione della kermesse, tra messaggi di pace, solidarietà e fratellanza. I temi tornano anche nell'esibizione di Mika con le hit Love Today e Grace Kelly mentre un gonfiabile a forma di cuore sovrasta il palco e un esercito di ballerini sventola bandiere con dei cuori stampati.

i maneskin all'eurovision 4

 

«L'Eurovision è una gara canora, qui niente politica», è da sempre il motto degli organizzatori: il caso dei Kalush Orchestra rappresenterà un precedente importante. I fan della kermesse, dentro e fuori di un coloratissimo PalaOlimpico, con le bandiere dei vari paesi europei esposte sugli spalti o usate come mantelli, devono aver ascoltato le parole di Zelensky. Dopo aver conquistato un risultato modesto nelle votazioni delle giurie, il gruppo ucraino ha rimontato con un plebiscito popolare: solo al televoto ha preso 439 voti. A Torino l'Europa ha davvero dato alla pace una possibilità.

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2. LA LEGGE DEL GOBBO, IL CROLLO DI PAUSINI E I POST DI ACHILLE (TORO SEDUTO) LAURO

Ilaria Ravarino per "Il Messaggero"

 Come i conquistadores del XVI secolo, che piegarono i nativi con la loro presenza modernizzatrice, i funzionari europei dell'Ebu colonizzano il Palaolimpico di Torino imponendo un grado di efficienza del tutto inedito. Ma le regole sono calate dall'alto, la Rai ne soffre e i dirigenti scelgono il basso profilo. La prima serata è commissariata: se va male è colpa di Ebu, ma va tutto bene e fino all'ultimo nessuno pare crederci davvero. Voto Ebu: 7. Voto Rai: 5 Da quando è stato eliminato nella semifinale di giovedì, Lauro affida a Instagram il suo senso di rivalsa: selfie sopra al toro, senza il toro, con il cappello di traverso e la chitarra in mano.

 

 

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IL POST Nel suo ultimo post dice «Non escludo il ritorno», citando Califano, augura «buona fortuna» agli italiani in gara e ricorda «le notti spese a immaginare questo spettacolo». Ma la sua performance è stata dimenticata rapidamente, sulla stampa internazionale non lo rimpiange nessuno: le ambizioni da star si riducono a sogni da stellina. La strada per lui adesso è in salita. Voto: 3

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I CONDUTTORI È la dura legge del gobbo: tutto scritto, guai a improvvisare, anche i «porca vacca» di Laura Pausini sono farina del sacco degli sceneggiatori. I tre fanno del loro meglio: Cattelan ha studiato (l'inglese) e si scopre ballerino, Mika esplode ugola ed ego nel suo show finale, Pausini dà il massimo, anche troppo, e alla fine crolla. Promossi. Voto: 6. Il trio Malgioglio, Corsi e Di Domenico addomestica il pubblico a casa, traducendo in gag normalizzanti la manifestazione aliena. «Per i bambini sono un cartone animato», dice Malgioglio. Voto: 6 (ai bambini).

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I FAN Si mettono in fila fin dal pomeriggio davanti al Palaolimpico, fotografandosi mascherati come cosplayer a una fiera di manga. Arrivano dall'Europa, dagli Stati Uniti, c'è pure un nutrito contingente australiano: i fan dell'Eurovision si sentono, così dicono, «una grande famiglia». Affollano i mezzi pubblici la sera per raggiungere l'Eurovillage, applaudono a qualsiasi cosa attraversi il palco, non si lamentano, non protestano per i ritardi. «Siamo solo felici di essere qui, dopo tanto tempo». Autentici. Voto: 8 Tra insulti reciproci e accuse di aver rubato il posto in finale, i commenti che le tifoserie affidano alla rete fanno sembrare la fratellanza e la solidarietà propugnate dall'Ebu più un'utopia che una realtà. Anche la vittoria dell'Ucraina, che a parole tutti sostengono, è un tema caldo che nei corridoi del palazzetto irrita e divide.

 

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TUTTI UGUALI Ma sul palco siamo tutti uniti e tutti uguali, e nelle gelaterie di Torino impazza il gusto Euro Skin (pelle europea). C'è tanta strada da fare, ma da qualche parte si deve pur cominciare. Voto: 6

 

3. EUROVISION NEL MIRINO DEGLI HACKER RUSSI: SVENTATI ATTACCHI INFORMATICI ANCHE DURANTE LA FINALISSIMA DI IERI

Da www.leggo.it

 

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Le mani degli hacker russi su Eurovision, ma ogni tentativo di attacco informatico è stato neutralizzato. Gli hacker del collettivo di killnet hanno provato a infiltrarsi sia nella serata inaugurale che durante la finale, ma grazie alla collaborazione e alla partnership tra Polizia di Stato e Rai per garantire la sicurezza durante lo svolgimento delle manifestazioni di carattere internazionale - Eurovision compreso - tutto si è svolto per il meglio.

 

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L’attivazione di una sala operativa dedicata all’evento di Eurovision nella quale tecnici e poliziotti specialisti del CNAIPIC (Centro Nazionale Anticrimine Informatico Protezione Infrastrutture Critiche) della Polizia Postale hanno lavorato nelle ultime settimane fianco a fianco h24, ha permesso la neutralizzazione di attacchi informatici del collettivo di killnet e la sua propaggine “Legion”.

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L’attività info-preventiva condotta dal personale del CNAIPIC della Polizia Postale sulla base dell’analisi delle informazioni tratte a partire dai canali Telegram del gruppo filo-russo, ha consentito altresì di desumere importanti informazioni di sicurezza, già condivise con la RAI per la prevenzione di ulteriori eventi critici. La sala operativa del CNAIPIC ha svolto più di 1000 ore di monitoraggio; con oltre 100 specialisti della Polizia Postale è stata monitorata l’intera rete e analizzato miliardi di dati informatici provenienti anche dalle diverse piattaforme social.

 

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Durante le attività sono state eseguite milioni di analisi di dati relativi agli IP di compromissione che hanno consentito di emanare importanti procedure, grazie alle quali gli attacchi sono stati mitigati e respinti. Sono stati mitigati in collaborazione con la direzione Ict Rai e Eurovision TV diversi attacchi informatici di natura DDOS diretti verso le infrastrutture di rete durante le operazioni di voto e l’esibizione canora. Dall’analisi delle evidenze sono stati individuati dal CNAIPIC della Polizia Postale numerosi “PC-Zombie” utilizzati per l’attacco informatico. Le ulteriori analisi e approfondimenti hanno delineato la mappatura geografica degli attacchi provenienti dall’estero.

 

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