furio colombo maurizio belpietro

I PUTINISTI CHE NON TI ASPETTI – BELPIETRO: “SU ‘REPUBBLICA’ È COMPARSO UN INCREDIBILE ARTICOLO A FIRMA DI FURIO COLOMBO, FRESCO DI ADDIO AL ‘FATTO’ IN POLEMICA CON LA LINEA DEL DUPLEX TRAVAGLIO-ORSINI. SECONDO L'EX SPICCIAFACCENDE IN AMERICA DI CASA AGNELLI, LA REDAZIONE A CUI HA DETTO ADDIO SAREBBE INFESTATA DA AGENTI AL SERVIZIO DEL NUOVO ZAR. TUTTAVIA, LEGGENDO IL SUO ARTICOLO SULLE PAGINE DEL QUOTIDIANO DIRETTO DA MAURIZIO MOLINARI, SI CAPISCE CHE LA POLEMICA SERVIVA A CELARE IL VERO OBIETTIVO, OVVERO TRASLOCARE PRESSO UN'ALTRA TESTATA PER DISSEMINARE DUBBI SULLA STRATEGIA DELL'EUROPA IN DIFESA DELL'UCRAINA…” – RAMPINI, QUIRICO, TONACCI: TUTTI GLI ARTICOLI CHE SMASCHERANO LA PROPAGANDA A SENSO UNICO

Maurizio Belpietro per “la Verità”

 

maurizio belpietro la verita

Sono costretto a segnalare altri pericolosi putinisti che si aggirano nelle redazioni dei giornali italiani, dando seguito alla denuncia del Corriere della Sera circa l'esistenza di una rete «complessa e variegata» che nel nostro Paese fa propaganda per lo zar russo.

 

Secondo il quotidiano, per questa struttura lavorerebbero diversi influencer e commentatori, i quali condizionerebbero con i loro interventi di «contro informazione» l'intera opinione pubblica italiana. Nei giorni scorsi mi ero permesso di aggiungere alla lista di proscrizione redatta dal giornale di via Solferino, anche il nome di due collaboratori della medesima testata, ovvero l'ex ambasciatore Sergio Romano e l'esiliato speciale in America Federico Rampini.

i putiniani d'italia corriere della sera 5 giugno 2022

 

In un suo articolo il primo metteva in dubbio l'efficacia delle sanzioni contro Mosca e il secondo addirittura si chiedeva se fosse giusto, per sottrarsi ai ricatti del Cremlino, soggiacere a quelli di Pechino.

 

Tuttavia, oggi mi trovo nella condizione di denunciare nuove subdole argomentazioni filo Putin, ad opera di opinionisti in servizio presso alcuni cosiddetti quotidiani indipendenti. Sulla prima pagina di Repubblica, per esempio, è comparso un incredibile articolo a firma di Furio Colombo, fresco di addio al Fatto in polemica con la linea del duplex Travaglio-Orsini.

L'ORA DELLA REAL POLITIK - L ARTICOLO DI FURIO COLOMBO SU KISSINGER

 

Secondo l'ex spicciafaccende in America di casa Agnelli, la redazione a cui ha detto addio sarebbe infestata da agenti al servizio del nuovo zar. Tuttavia, leggendo il suo articolo sulle pagine del quotidiano diretto da Maurizio Molinari, si capisce che la polemica serviva a celare il vero obiettivo, ovvero traslocare presso un'altra testata per disseminare dubbi sulla strategia dell'Europa in difesa dell'Ucraina.

 

Già dal titolo si intuisce dove l'ex direttore dell'Unità voglia andare a parare: «L'ora della Realpolitik». Segue un nostalgico ricordo di quando lo stesso Colombo ebbe la fortuna di incontrare Henry Kissinger, ovvero il diplomatico più diplomatico che gli Stati Uniti abbiano mai avuto, e di sentirsi dire «please, call me Henry», ovvero un amichevole «chiamami Enrico, per favore». E così, ecco Furio che per la vicenda Ucraina chiama in ballo Enrico come mai ci si poteva attendere dopo la sfuriata, e conseguente porta sbattuta, a Travaglio.

federico rampini a piazzapulita 1

 

Riporto testualmente: «L'insegnamento di Kissinger è che lo stato delle cose conta più dei progetti, quelli aggressivi e quelli eroici. Non è una sgridata agli ucraini che resistono e un gesto di tolleranza per i russi che si ostinano. È la stessa posizione che ha indotto la potentissima America a interrompere la guerra in Vietnam. Non importa se una visione politica (russa) sia giusta o distorta, se una resistenza (ucraina) sia eroicamente condotta.

 

HENRY KISSINGER

L'importante è interrompere, perché i contendenti sono destinati a restare uno accanto all'altro e in mezzo all'Europa. È la politica della realtà che ha sempre guidato Kissinger».

Dal tono adorante si comprende che Colombo riconosce l'autorevolezza dell'ex segretario di Stato di Nixon e fa l'esegesi del suo pensiero.

 

Che tradotto in parole comprensibili al volgo significa una sola cosa: a prescindere da torti e ragioni, si deve interrompere la guerra. Capito il concetto? Il povero Zelensky dovrebbe rassegnarsi a fare pace con Putin.

furio colombo foto di bacco

 

Ma ancor peggio è ciò che nell'edizione dello stesso quotidiano è stato pubblicato dall'inviato nel Donetsk. Fabio Tonacci dà voce al comandante del plotone (ucraino) in panne, facendogli dire che «i locali aiutano le truppe nemiche, rivelano loro le nostre posizioni e i nostri spostamenti. Io guido tre plotoni, siamo gli ultimi in questa zona (a 30 chilometri da Severodonetsk, ndr), e ci tocca difenderci da quelli che siamo venuti a proteggere».

 

Ma è anche peggio quello che Tonacci fa dire a Rita e Vadim. La prima è furiosa con l'esercito di Kiev, il secondo, con il torace avvolto da una benda su cui affiora una macchia di sangue, racconta che «i soldati ucraini sono entrati in casa nostra, mi hanno picchiato con il calcio del fucile per farci sloggiare. Vi sembra normale?».

joe biden

 

Vadim, che lavorava come autista per i pompieri, alla fine conclude: «Non ci interessa sotto quale autorità vivremo, per noi l'unica cosa importante è che finisca». Insomma, subdolamente Tonacci demolisce una narrazione lunga tre mesi, con i buoni da una parte e i cattivi dall'altra, insinuando dubbi sulla strategia della guerra di liberazione: un chiaro favore a Putin.

 

E che dire di Domenico Quirico che sulle pagine della Stampa se la prende con Joe Biden che stringe la mano a Mohammed bin Salman, quel simpatico principe che ha fatto segare in due - letteralmente - il povero Jamal Khashoggi all'interno dell'ambasciata di Istanbul?

 

DOMENICO QUIRICO

Per l'inviato del quotidiano sabaudo, il presidente americano crede che tutto sia permesso e di potersi permettere tutto. E conclude: un meccanismo che dovrebbe indignare e far riflettere. Un altro assist a Putin da segnalare agli addetti alle liste di proscrizione.

 

Ps. Fa piacere che, anche se con tre mesi di ritardo, alcuni commentatori siano arrivati alle conclusioni a cui questo giornale era giunto fin dall'inizio della guerra. Segno che non è mai troppo tardi per raccontare i fatti senza i pregiudizi dell'ideologia e della propaganda.

Ultimi Dagoreport

gian piero cutillo mariani lorenzo giovanbattista fazzolari

DAGOREPORT - ALLACCIATE LE CINTURE DOMANI IN BORSA: PER LA NOMINA DEL NUOVO AD DI LEONARDO È ANCORA TUTTO IN ARIA - LA PARTITA NON È AFFATTO CHIUSA: IL TUTTOFARE GIOVANBATTISTA FAZZOLARI, IN VERSIONE CACCIATORE DI TESTE, HA VOLUTO VEDERE LORENZO MARIANI, AD DI MDBA ITALIA, GIÀ CANDIDATO CEO DI CROSETTO NEL 2023. SU UNA COSA "FAZZO" E MARIANI SONO GIÀ D’ACCORDO: SPIANARE L’ATTUALE GRUPPO DIRIGENTE DI CINGOLANI - GIAN PIERO CUTILLO, MANAGING DIRECTOR DELLA DIVISIONE ELICOTTERI DI LEONARDO, IL CUI NOME AVEVA PRESO QUOTA NEL POMERIGGIO, È CONSIDERATO TROPPO VICINO A GIORGETTI E CROSETTO...

matteo piantedosi claudia conte

DAGOREPORT - CLAUDIA CONTE HA CREATO UNO "SCHEMA PONZI" DELL'AUTOREVOLEZZA: ACCUMULARE INCARICHI E VISIBILITA' PER OTTENERNE SEMPRE PIU' - LA 34ENNE CIOCIARA E' GIORNALISTA PUBBLICISTA: CON QUALE TESTATA HA COLLABORATO PER ISCRIVERSI ALL'ORDINE? CHE FINE HANNO FATTO I SUOI VECCHI ARTICOLI? - GRAZIE AL TITOLO, HA INANELLATO OSPITATE, MODERAZIONI DI CONVEGNI E INCARICHI E IL "SISTEMA" DEI MEDIA, NELL'INDIFFERENZA DEI GIORNALONI (CHE, A DIFFERENZA DI DAGOSPIA, NON SI SONO NEANCHE CHIESTI CHI FOSSE), HA TRASFORMATO L'EX "RAGAZZA CINEMA OK" IN UN'OPINIONISTA AUTOREVOLE (PENSA CHE COJONI)

buffon gravina gattuso

DAGOREPORT - LA FIGC? NON SERVE A UN CAZZO! IL PRESIDENTE DIMISSIONARIO GABRIELE GRAVINA CERTIFICA L’IMPOTENZA DELLA FEDERAZIONE CHE HA GUIDATO PER 8 ANNI – NELLA "RELAZIONE SULLO STATO DI SALUTE DEL CALCIO ITALIANO", CONFERMA L'IMPOSSIBILITA' DI AGIRE: DALLA VALORIZZAZIONE DEI VIVAI AL TANTO EVOCATO NUMERO MINIMO DI ITALIANI IN SQUADRA, LA FIGC NON HA POTERI - GRAVINA FA CAPIRE CHE LE RIFORME VENGONO BLOCCATE DA UN FIREWALL DI NORME E VETI INCROCIATI, DALLA MANCANZA DI UNITÀ TRA LE VARIE COMPONENTI (COME IL PROGETTO DI RIFORMA DEI CAMPIONATI DI SERIE A, B, C E D, “ALLO STATO INATTUABILE”) - SU STADI E SETTORI GIOVANILI, GRAVINA SCARICA LA PATATA BOLLENTE AL PARLAMENTO E AL GOVERNO CON LE SOLITE RICHIESTE DI DETASSAZIONI, AGEVOLAZIONI FISCALI, CREDITI DI IMPOSTA E FINANZIAMENTI - MA SE L’UNICA COSA CHE SA FARE IL CALCIO ITALIANO È CHIEDERE SOLDI ALLO STATO, CHE SENSO HA TENERE IN PIEDI IL CARROZZONE DELLA FEDERCALCIO?

paolo mereghetti alessandro giuli marco giusti giulio regeni documentario

DAGOREPORT- “AVEVO UN SOLO MODO PER DIRE CHE NON ERO D’ACCORDO. ANDARMENE...”, SCRIVE EROICAMENTE PAOLO MEREGHETTI SUL ‘’CORRIERE DELLA SERA’’, E MARCO GIUSTI LO UCCELLA: ''SE NON FOSSE SCOPPIATO IL BUBBONE SUL FINANZIAMENTO NEGATO AL DOCU-FILM SU GIULIO REGENI, IL CRITICO CINEMATOGRAFICO DEL PRIMO QUOTIDIANO ITALIANO SI SAREBBE DIMESSO DALLA COMMISSIONE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, IN MANO ALL'EGEMONIA CULTURAL GIULI-VA DELL'ARMATA BRANCA-MELONI? - ECCO: TE LO DOVREMMO CHIEDERE NOI PERCHÉ (CAZZO!) HAI ACCETTATO DI ANDARE ALLA CORTE DI SANGIULIANO E GIULI, COMPENSATO CON 20 MILA EURO ALL’ANNO? E DOPO QUASI DUE ANNI DI "EIA EIA BACCALA'" SVEGLIARSI E ARRIVARE ALLA CONCLUSIONE CHE ERA UNA SCELTA SBAGLIATA? E PER FINANZIARE POI QUALE CAPOLAVORO? E INFINE ACCORGERSI CHE IL CONTRIBUTO NEGATO AL DOCU-FILM SULL'ASSASSINIO DI REGENI, VIENE INVECE ELARGITO AD ALTRI DOCUMENTARI COME ‘’ALFREDO, IL RE DELLE FETTUCCINE’’…

giuseppe conte pd nazareno

DAGOREPORT – TRA UNA "SORA GIORGIA" DIVENTATA DI COLPO "SÒLA GIORGIA" PER UN ELETTORATO CON LE TASCHE SEMPRE PIÙ VUOTE E UNA "SINISTR-ELLY" SEMPRE PIÙ IN MODALITA' SFOLLA-CONSENSO, IL CIUFFO DI GIUSEPPE CONTE NON RISCHIA PIÙ DI AMMOSCIARSI - ANZI, C'E' CHI SCOMMETTE CHE L'EX ''AVVOCATO DEL POPOLO'' PUNTI A UN IMMAGINIFICO COLPO GROSSO: IN CASO DI VITTORIA  ALLE PRIMARIE APERTE DEL CAMPOLARGO PER SFIDARE NEL 2027 LA MELONA AZZOPPATA, SI VOCIFERA CHE PEPPINIELLO SAREBBE PRONTO A PROPORRE UNA FUSIONE TRA PD E M5S PER DAR VITA A UN "PARTITO PROGRESSISTA" - UNA SORTA DI RIEDIZIONE, MA DA SINISTRA, DELL'ACCOPPIATA DS-MARGHERITA (2007) - UN FANTASCENARIO CHE NON DISPIACEREBBE ALLA FRONDA ANTI-ELLY DEL PD (IDEOLOGO BETTINI) NE' AGLI EX GRILLINI ORMAI "CONTIZZATI" CON POCHETTE...