death to 2020-12

QUANDO UN ANNO DI MERDA SUPERA LA FANTASIA – IL MOCKUMENTARY “DEATH TO 2020” DI NETFLIX NON È UNA NUOVA PUNTATA DI “BLACK MIRROR”, MA UNO SPECIALE FATTO DI BATTUTE, INTERVISTE, IMMAGINI, FINTI ESPERTI CHE RIPERCORRONO IL 2020 MESE PER MESE: PURA SATIRA SOCIALE PER CONDIRE QUESTI 365 GIORNI IN CUI LA FINZIONE SI È DOVUTA ADEGUARE ALLA REALTÀ… VIDEO

 

Gianmaria Tammaro per "La Stampa"

 

death to 2020 6

“Death to 2020”, disponibile da oggi su Netflix, non è una nuova puntata di “Black Mirror”. È un mockumentary di quasi un’ora fatto di interviste, immagini e video. È pieno di battute, di finti esperti e di comicità. Ripercorre il 2020 mese dopo mese, concentrandosi sulla pandemia, sulle elezioni americane, sulle manifestazioni e sugli incendi australiani. È stato girato in poco più di dieci giorni; sono stati coinvolti attori come Samuel L. Jackson e Hugh Grant: uno interpreta un giornalista americano, e l’altro uno storico inglese.

 

death to 2020 10

Charlie Brooker e Annabel Jones, produttori esecutivi e creatori, hanno seguito le riprese da remoto, e hanno aggiunto, cambiato e corretto fino all’ultimo momento. Ne hanno parlato per la prima volta a luglio, e da allora hanno messo insieme una squadra di scrittori e di registi, hanno scelto le storie da sviluppare e hanno lavorato in segreto. È una cosa diversa, hanno detto. Perché non è solo uno speciale di fine anno: è una riflessione sul 2020. Nel loro stile, secondo il loro punto di vista, trasformando chiunque, anche la Regina Elisabetta (interpretata da Tracey Ullman), in una maschera.

 

death to 2020 4

Ogni personaggio è il tassello di un mosaico più grande, e rappresenta un’idea, una prospettiva, una categoria precisa. C’è la madre di famiglia americana, convertita all’estrema destra e convinta di essere l’unica a conoscere la verità. C’è la psicologa che odia le persone, e c’è la politica ex-trumpiana pronta a negare qualunque cosa, anche l’evidenza. E poi ci sono l’influencer, il miliardario, lo scienziato. E soprattutto c’è la persona comune: il cittadino che vede e che commenta, che sa sempre da che parte stare, che vede tutto come un’infinita divisione, che odia, che giudica, che segue le notizie come un reality show, e che fa il tifo, si dispera e, nella disperazione, si appassiona.

 

death to 2020 5

“Death to 2020” è pura satira sociale. Non usa mezzi termini, non sceglie la strada più facile, e certamente non si abbandona al compromesso. Parla di politica, di attualità, di scelte sbagliate. Per Brooker, che ha cominciato proprio così, scrivendo battute e show, è come un ritorno alle origini. «Gli americani faticheranno a riconoscermi». Vero. Perché, appunto, non è “Black Mirror”. Non è fantascienza. Non è un racconto distopico. Qui il presente non guarda al futuro, e il passato non è un monito silenzioso. Ci siamo noi, con tutti i nostri limiti e i nostri problemi, con la nostra voglia di riunirci, di cercarci e di sostenerci, ma anche con la nostra impressionante capacità di ripetere sempre gli stessi errori. 

death to 2020 11

 

In “Death to 2020” il tempo è sospeso, immobile, e quella che ci viene mostrata è una fotografia ricca di dettagli, di sfumature, di cose che sono state dette (da Trump, per esempio) e di cose che sono successe. La realtà, quest’anno, ha superato la finzione. E la finzione ha provato a cambiare e ad adeguarsi. “Death to 2020”, in questo senso, è come un esperimento. È stato costruito pezzo dopo pezzo, in pochissimo tempo, utilizzando il linguaggio del documentario e quello della commedia. È meraviglia ed è, allo stesso tempo, consapevolezza. La domanda che alla fine rimane è: abbiamo imparato qualcosa dal 2020? Forse, chissà. Molto probabilmente, ahinoi, no.

death to 2020 1death to 2020 9death to 2020 8death to 2020 3death to 2020 2death to 2020 7

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…