fenech la felicità nel peccato

LA QUARANTENA DEI GIUSTI – GUIDA TV PER RECLUSI: OGGI LA NOSTRA RAZIONE DI FENECH È RIDOTTA A “LA POLIZIOTTA FA CARRIERA” (CINE 34 ALLE 19, 25) E ALLA REPLICA DEL NOTEVOLE “LA VEDOVA INCONSOLABILE…”, CON UN CARLO GIUFFRÉ CHE NON RIESCE A SCOPARLA – LE PERLE: IL PRIMO FILM DOVE BUD SI DOPPIAVA DA SOLO IN INGLESE, “LA FELICITÀ NEL PECCATO” CON I FANTASMI SCOPATORI E “RAVANELLO PALLIDO”, UN CASCHETTO-MOVIE CHE AVREBBE DOVUTO LANCIARE NELLA COMMEDIA LUCIANA LITIZZETTO - VIDEO

Marco Giusti per Dagospia

 

edwige fenech

Che vediamo oggi? Dopo il trionfo di commedie sexy di ieri con Edwige Fenech nuda praticamente tutto il giorno e di “Diavoli” con Alessandro Borghi vestito su Sky, miglior esordio per una serie originale Sky della stagione, oggi la nostra razione di Fenech è ridotta a “La poliziotta fa carriera” di Michele Massimo Tarantini, Cine 34 alle 19, 25, e alla replica, alle 14, 25, stesso canale, del notevole “La vedova inconsolabile ringrazia quanti la consolarono”, pochade di Mariano Laurenti costruita tutta su un Carlo Giuffré che non riesce a scopare la bella vedova Edwige. Ha proprio un blocco. Stasera, vi dico subito, passa davvero pochino.

 

Io mi rivedrei “Conan il barbaro” di John Milius con Arnold Schwarzenegger, Rai 4 alle 21, il primo e il miglior Conan, con tanto di Max Von Sydow, James Earl Jones e Sandhal Bergman.

 

Posso anche dirvi lo spaghetti western “Un esercito di cinque uomini” di Don Taylor e Italo Zingarelli con Bud Spencer, Peter Graves, James Daly, Nino Castelnuovo e Tetsuro Tamba, Cine 34 alle 21, un curioso mischione di cast da tvmovie e spaghetti puro, scritto da Dario Argento, fotografato da Enzo Barboni e musicato da Ennio Morricone. E’ il primo film dove Bud si doppiava da solo in inglese. La cosa che non funziona bene, purtroppo, è il cast così poco amalgamato, e la regia un po’ piatta di Don Taylor. Non mi ricordo quasi niente, invece, di “Forza 10 da Navarrone” di Guy Hamilton, Rai Movie 21, filmone di guerra con Robert Shaw, Harrison Ford, Edward Fox, Barbara Bach, Franco Nero e del 1978. 

 

fenech

Sequel del celebre “I cannoni di Navarrone” del 1967, venne scritto da Alistair MacLean giò nel 1968 per Carl Foreman con l’idea di girarlo nel giro di pochi anni se non di pochi mesi. Venne girato invece dieci anni dopo, con un nuovo cast, e un occhio ai recenti 007, ci sono pure Richard Kiel e Barbara Bach. Ultimo film completato da Robert Shaw che morì l’anno dopo sul set di “Avalanche Express”.

 

 Ma potrei anche proporvi, intorno alle 21, due film da cineclub, l’opera prima di Antonio Pietrangeli, “Il sole negli occhi” con Irene Galter, Gabriele Ferzetti e Paolo Stoppa, Rai Storia, bellissimo, e il da me mai visto “La felicità nel peccato” di Jesus Franco con le sue muse Alice Arno, Lina Romay e il grande Paul Muller, Cielo tv, erotico con i fantasmi scopatori. La versione hard dura 81 minuti, quella soft 76…  Paul Muller vive a pochi passi da Roma, era molto amato da Jesus Franco. Le maggiori perle della notte sono “Black Killer”, spaghetti western diretto da Carlo Croccolo (lui!) col nome di Lucky Moore interpretato da Klaus Kinski, Cine 34 alle 00, 30, e “Song to Song” di Terrence Malick con Ryan Gosling, Rooney Mara, Michael Fassbender su Rai 3 alle 00, 40. Inutile dire che dopo aver visto un quarto d’oro del noiosissimo film di Malick cercherete un po’ di vita nel western di Carlo Croccolo. Magari la trovate…

 

edwige fenech

“Il film era abbastanza innovativo”, mi raccontò Croccolo, “e per questo all’estero è piaciuto molto più che in Italia. C’erano sequenze violente girate con la camera a mano, che era una cosa del tutto nuova. Come era nuovo il fatto che girassi con tre camere per risparmiare tempo. Ero anche produttore, come nel mio film precedente, Una pistola per cento croci.. Ma non lo sapevo fare, infatti poi venne fregato dai miei soci. Lo girammo in un villaggio western, vicino Campagnano, a Sutri. Klaus Kinski era delizioso. Lo conquistai facendogli trovare una speciale roulotte con la vasca da bagno, così mi guardò e mi ha detto che ero un grosso figlio di mignotta. Il fatto era questo. Klaus Kinski costava 40 milioni a film. E io avevo un budget limitato, 150 milioni di distribuzione. Non potevo dare 40 milioni a Kinski. Così lo chiamai e gli dissi che aveva un bel ruolo, importante. Lui mi disse: Ti faccio le otto pose però voglio essere pagato in contanti, un milione e mezzo a posa. In questi otto giorni delle otte pose io  mi concentrai interamente su di lui. Facevo il totale, ma giravo con due o con tre macchine riuscivo poi anche a fargli i primi piani e tutte le inquadrature che lo riguardavano. E non facevo i controcampi a meno che non fossero strettamente necessari. Allora al sesto giorno Kinski chiamò il suo manager, Pietravalle, e gli disse che io gli avevo fregati. In pratica era diventato il protagonista. Tanto valeva scrivere Klaus Kinski in… sui titoli piuttosto che: con la partecipazione speciale…”. 

 

la felicità nel peccato

Il pomeriggio, invece, passano “Va’ dove ti porta il cuore” di Cristina Comencini con Virna Lisi e Margherita Buy, tratto dal romanzo di Susanna Tamaro, Rai Movie alle 14, 10, diciamo che non è il mio genere, che se la batte con “La vedova inconsolabile ringrazia…” con Edwige Fenech, Cine 34 alle 14, 25. Poi un western senza fama con Audie Murphy, “Gun Point – Terra che scotta” dello sciapissimo Earl Bellamy, Rete 4 alle 15, 35. Solo per i fan di Audie Murphy.

 

“Mine vaganti” di Ferzan Ozpetek, Rete 4 alle 15, 55, lo avete già visto penso, ma fa sempre piacere rivederlo. “Ravanello pallido” di tal Gianni Costantino, scritto da Fabio Bonifaci, Cine 34 alle 16, 15, è un Caschetto-movie che avrebbe dovuto lanciare nella commedia Luciana Litizzetto. Il film è terribile, ma non andò affatto male, anzi, inoltre è curioso perché esplora dal di dentro il mondo della tv italiana e del rapporto fra agenti, star, direttori di rete. La scena clou è quando Massimo Venturiello, cercando di ingraziarsi il direttore di una rete Rai, gli offre una rara copia de “La società dello spettacolo” di Guy Debord e gli fa “Legga l’introduzione”.

 

la felicità nel peccato

Al posto dell’introduzione c’è una busta di cocaina… Meglio di quasi tutto quello che passa nel pomeriggio sono i 180’ di “I ragazzi di Via Panisperna”, Rai Storia dalle 17, 05, kolossal tv di Gianni Amelio che racconta con grande scrittura, la sceneggiatura è sua e di Vincenzo Cerami, i primi esperimenti nucleari negli anni ’30 di Enrico Fermi e soci nella loro sede di Via Panisperna. Con Ennio Fantastichini, Andrea Prodam, Laura Morante. Sempre con la sceneggiatura di Cerami, il caso…, passa su Cine 34 alle 17, 50 il poco riuscito “A.A.A. Achille”, opera prima dell’artista Giovanni Albanese con Sergio Rubini e Paolo Bonacelli prodotto da Vittorio Cecchi Gori e finito in uno dei suoi disastri finanziari. In un primo tempo ci dovevano essere Teo Mammuccari e Alberto Sordi… Poi il film venne fatto ma non usciva… Feci una specie di cammeo ma fortunatamente sono finito tagliato.

 

Decisamente superiore “La poliziotta fa carriera” di Michele Massimo Tarantini, Cine 34, sorta di sequel de “La poliziotta” di Steno con Mariangela Melato e primo film della serie della Poliziotta con Edwige Fenech. Dal film di Steno vengono recuperati Mario Carotenuto, Gigi Ballista, Alvaro Vitali. “A differenza del primo film interpretato da Mariangela, che rivendica un certo impegno sociale”, spiegò la stessa Edwige, “il mio è di diverso genere, vuole far ridere, rendere assurde certe situazioni in cui si trova un agente del corpo di polizia femminile quando cerca di catturare un delinquente incappando però in grossi guai a causa delle sue avvenenti forme.” Continuando con un “Anche se non sono la Duse, desidererei davvero che qualche regista si accorgesse della mia piccola qualità recitativa e non esclusivamente delle mie forme. E’ accaduto alla Bouchet e alla Antonelli, perché non dovrei provarci anch’io ad avere altre soddisfazioni?”

arnold schwarzenegger 6

 

Alle 21 vi ho già detto cosa passa, da “Conan il barbaro” di John Milius a “Un esercito di cinque uomini” di Don Taylor. 

Alle 22, 50  su Cine 34 arriva un altro spaghetti western rarissimo, “I vendicatori dell’Ave Maria” di Bitto Albertini. E’ una sorte di Tre fantastici Supermen in versione western, visto che i tre protagonisti, Tony Kendall alias Luciano Stella, l’acrobatico Alberto Dell’Acqua e il culturista catanese Pietro Torrisi ,sono acrobati di un circo che cercano di autare i messicani vessati da un potente ribaldo della città. Remo Capitani ricordava che lo girarono quasi tutto alla Magliana.

 

“Se Albertini non ci avese avuto il vizio del bere sarebbe stato bravo. Io lo conoscevo da quando faceva il direttore della fotografia. I soldi c’erano. Se ci fosse stata una storia un pochettino piu’ forte, sarebbe riuscito un bel filmetto.” Per un pubblico meno stracultista propongo il celebrato “Le vite degli altri” di Florian Henckel von Donnersmark, ritratto della vita nella vecchia Germania dell’Est fra spie e spiati con Ulrich Muhe, Sabastian Koch e Martina Gedek. A mezzanotte e mezza avete “Song to Song” di Terence Malick, Rai 3, o “Black Killer” di Carlo Croccolo, Cine 34. Dura, eh? Se siete svegli alle 4, 30 su Rete 4 passa “Twist, lolite e vitelloni” di Marino Girolami con Aldo Fabrizi, Enio Girolami, Gloria Milland…

bud spencer

 

 

 

 

LUCIANA LITTIZZETTO

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