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"CI SCRISSERO “ARTICOLO 31 W.C., SIETE DEI CESSI”. AVEVANO RAGIONE PERCHE’ POI ABBIAMO PISCIATO IN TESTA A TUTTI"- A ‘ROCK IN ROMA’ J-AX SCATENATO TRA IL NUOVO TORMENTONE ESTIVO ‘OSTIA LIDO’ (CHE PIACE ANCHE A TOTTI), NOSTALGIA ANNI ’90, L’OMAGGIO A PRIMO BROWN DEI 'COR VELENO' -  “IN QUESTO MOMENTO IN ITALIA C’E’ GIA’ TROPPA GENTE CHE SEMINA ODIO, VEDIAMO DI DIVERTIRCI…” - IL BOTTA E RISPOSTA CON SALVINI SU TWITTER - VIDEO

LA STORY INSTAGRAM DI TOTTI CON OSTIA LIDO DI J-AX
J-AX AL ROCK IN ROMA

IL TWEET DI SALVINI Ma come si fa a paragonare carola a Gandhi, Nelson Mandela e Martin Luther King? Il caldo non fa bene ai radical chic
 
LA REPLICA DI J-AX Io vengo dalla periferia milanese, sono figlia di una cassiera e ho cominciato a lavorare a 18 anni e fare musica di notte. A differenza di chi non ha mai lavorato un giorno solo in tutta la sua vita e viene mantenuto dagli italiani da 20 anni. Chi è il radical chic fra noi 2?

 

 

 Francesco Persili per Dagospia

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“Mi ricordo quello che scrissero gli altri gruppi sulla porta del nostro camerino all’epoca di una delle nostre prime esibizioni: Articolo 31 W.C., siete dei cessi. Avevano ragione perché poi abbiamo pisciato in testa a tutti”.

Al ‘Rock in Roma’ va in scena lo show di J-Ax che con Dj-Dad riporta sul palco gli Articolo 31 a distanza di 13 anni dallo scioglimento e dopo i concerti di ottobre 2019 al 'Fabrique' di Milano. “Roma è stata una delle prime città a darci autostima quando non riuscivamo a ingranare al Nord”, ricorda il rapper milanese che ha dedicato il brano tormentone dell’estate 2019 a Ostia Lido.

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“Cosa importa se sognavi Porto Rico/ Ma se restiamo insieme sembra un paradiso anche Ostia Lido”. Tra le fonti di ispirazioni della canzone, scelta da Totti come colonna sonora di una sua Storia su Instagram, il calippo e la birretta citate dalle due ragazze protagoniste qualche anno fa del video che fece impazzire l’Italia (e arrabbiare diversi abitanti di Ostia).

Dall’hip hop al tormentone estivo, passando per la tv, lo “zio Ax” ha frullato generi musicali e demolito pregiudizi collocando la sua ricerca artistica su una latitudine aperta al dubbio, alla contaminazione: "Io non sono rock / io non sono hip hop / mi odiano i puristi sono troppo pop / vendo troppi dischi per chi scrive sui blog", la sua firma da artista “vecchia scuola”.

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“Io, in questa vita, sono venuto per dare fastidio. Per far spostare da dov’è seduto comodo il conformismo italiano e fargli cambiare vagone. Voglio essere la pietra nella scarpa”, questa è stata in questi 25 anni di carriera la filosofia di J-Ax che, fedele alla lezione del premio Nobel Desmond Tutu, non ha esitato a prendere posizione sulla vicenda Sea Watch schierandosi dalla parte della capitana Carola nel braccio di ferro con Salvini: “Se rimanete neutrali in situazioni di ingiustizia avete scelto la parte dell'oppressore. Se un elefante ha la zampa sulla coda di un topo e voi dite che siete neutrali, il topo non apprezzerà la vostra neutralità”. 

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Così quando in prima fila sale la tensione per qualche ‘pogata’ di troppo, il rapper si fa sentire: "In questo momento in Italia c'è già troppa gente che semina odio, vediamo di divertirci almeno in concerto". Sullo schermo scorrono immagini delle Spice Girls, Dragonball, Fiorello, il Festivalbar, la Playstation in un tripudio di nostalgia anni ’90.

“2030 e stiamo senza aria/Ma odio ce ne abbiamo in abbondanza. Prima divisero Nord e Sud, poi città e città/ E, pensa, adesso ognuno è chiuso nella propria stanza. L'intolleranza danza, non c'è speranza”, J-Ax lo cantava nel 1996 in quel ritorno al futuro in musica che è il brano “2030”.  

Tra richiami al rap tamarro di “funkytarro" e “il vero inno nazionale” rappresentato da “L’italiano medio”, c'è spazio anche per un omaggio a Primo Brown, "uno dei rapper più bravi mai nati in Italia, fondatore del gruppo Cor Veleno, scomparso nel 2016: "Il suo genere di rap era hardcore, molto duro, ma lui non ce l’ha mai menata con quei discorsi: 'Siete commerciali...'. Eravamo amici e anche artisticamente avevamo molti punti in comune", ha aggiunto prima di salutare sul palco il papà del rapper romano. “Questo è un messaggio rivolto a tutti quelli che dicono di amare il rap italiano e non conoscono nemmeno la storia: Primo Brown è un capitolo che dovete studiare, ca**o…"

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