"DELUSA DA AMADEUS, CHE DOLORE L’ESCLUSIONE DA SANREMO" - SUBIAMOCI PURE LO SFOGO DI MARCELLA BELLA: "IL PEZZO L’AVEVO SCRITTO CON MIO FRATELLO GIANNI DOPO L'ICTUS CHE L’HA COLPITO. AMADEUS L'HA ASCOLTATO MA NON L'HA VOLUTO. IO, UNA SOPRAVVISSUTA: ERAVAMO ALLE MALDIVE, HO VISTO L’ONDA DELLO TSUNAMI ALLE MIE SPALLE. POTEVA UCCIDERMI. INVECE…” - E SULLE ACCUSE DI AVER SOTTRATTO AL FISCO DUE MILIONI E MEZZO DI EURO... - VIDEO

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Elvira Serra per il Corriere della Sera

 

Anche lei delusa da Amadeus?

«E come faccio a dire no?».

marcella e gianni bella marcella e gianni bella

Si sarà chiesta perché non è in gara.

«Ormai c' è una certa incompatibilità tra me e il Festival di Sanremo. Non arrivo da un reality, non ho una delle grandi case discografiche alle spalle. Mi ha consolato vedere la lista degli esclusi: penso che abbiano fatto uno scherzo ad Amadeus e l' abbiano sostituita con l' altra...»

 

Marcella Bella non abdica alla fama di persona schietta.

«Dico sempre la verità, non ho ancora imparato... Fin da quando dissi a Teddy Reno che avevo 13 anni, e non i 15 necessari per essere ammessa al Festival degli sconosciuti di Ariccia, nonostante avessi vinto le selezioni».

Chiacchiera volentieri e non mette mai paletti davanti a un caffè nel centro di Milano. Ha una pelle bellissima, nessun ritocco, una erre sicula molto divertente che ogni tanto irrompe senza chiedere il permesso. Solo alla fine dell' intervista ammetterà che l' esclusione da Sanremo è stato proprio un dolore. E allora, adesso, ripartiamo da lì.

 

Perché un dolore?

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«Non per me, ma per mio fratello Gianni. Avrei voluto partecipare con la nuova canzone che abbiamo scritto tutti insieme noi quattro fratelli: io, lui, Antonio e Rosario. Si intitola "Un amore speciale".

Amadeus l' aveva sentita e mi aveva detto che era una canzone importante. Evidentemente non abbastanza».

 

Ci dica lei perché è importante.

«Gianni nel 2010 ha avuto un ictus che gli ha paralizzato metà del corpo. È sempre stato il mio idolo, ma persino dopo quell' evento mi ha dato l' ennesima lezione di vita.

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Avrebbe potuto diventare depresso, egoista, si sarebbe potuto incattivire. Tutte cose legittime. E invece ha affrontato l' ictus con dignità. Nei primi tempi, quando mi scoraggiavo preoccupata, mi dava un colpetto con la mano sinistra sulla coscia, come per dire: guarda che sto bene».

 

Gianni non parla più. Come avete fatto a scrivere la canzone?

«L' ictus gli ha colpito la porzione di cervello delegata alla parola, ma non quella alla musica. Quando lo chiamo, io parlo come un fiume e lui dice sì, sì, no, no. Poi comincia a farfugliare e allora mi faccio passare sua moglie che è una interprete bravissima. Dopo l' ictus aveva paura di riavvicinarsi al pianoforte, teme lo stress. Però canticchia, emettendo dei suoni. Una volta ha improvvisato una melodia, l' ho registrata con il telefonino e ho coinvolto gli altri due fratelli per metterla in musica e scrivere il testo. Quella è la nostra canzone».

 

Lei è sempre stata l' anti-Bertè della canzone italiana. Mai uno scandalo.

«Ma io e Loredana andavamo d' accordo proprio per questo! Mi divertivo a guardare le cose che faceva lei, a me sarebbe mancato il coraggio».

 

Da più di quarant' anni sta con la stessa persona, suo marito Mario Merello. Avete tre figli: Giacomo, Carolina e Tommaso.

«Quando mi dicono che sono stata fortunata mi arrabbio: non è fortuna, ho sempre avuto chiaro cosa volevo essere e ho dato priorità alla mia famiglia».

È una donna passionale.

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Liti memorabili?

«Una, ma ero giovane e insicura...».

 

Non mi lasci così!

«Giacomo era piccolo, stavo preparando il biberon con i biscotti. Mio marito era al telefono da venti minuti e intuisco con una donna. Gli chiedo chi è e lui bofonchia: la parrucchiera. Allora gli scaglio contro il biberon, lui lo schiva con il mignolo e va a spaccarsi sul muro. Il bambino quella sera non ha cenato e ha pianto per un' ora...».

 

Se le chiedo il momento più brutto della sua vita?

«A parte l' ictus di Gianni?

Un altro è stato lo tsunami del 2004, sono una sopravvissuta».

Racconti.

«Eravamo alle Maldive. Quando ho sentito la prima scossa di terremoto, nessuno mi credeva. Ma mio marito ormai era allertato, così quando è arrivata la seconda si è preoccupato. Alla terza gli ho detto di correre a mettere in salvo i nostri figli, che dormivano in un altro bungalow, e io mi sono messa a cercare i passaporti e l' orologio del nonno di mio marito, il suo portafortuna. Quando sono uscita per raggiungerli ho visto l' onda alle mie spalle. Poteva uccidermi, invece mi ha spinta verso la piscina, nel centro dell' isola. Mio marito mi dava già per morta».

È stato l' orologio del nonno!

«Non lo so... Però oggi ho ancora paura...».

 

marcella bella marcella bella

La prescrizione per aver sottratto al Fisco due milioni e mezzo di euro?

«Guardi che non c' è stata nessuna prescrizione perché non ho commesso alcun reato, anzi ho ricevuto le scuse da parte di chi mi aveva accusata ingiustamente di evasione.

Mio marito, invece, ha avuto dei problemi fiscali che ha sanato».

Chiudiamo con la musica.

 

Si ricorda tutti i testi delle sue canzoni?

«Leggo sempre il gobbo, ma solo per essere più sicura.

Sono molto emotiva. Quando salgo sul palco e vedo il pubblico mi viene una paura irrefrenabile di non piacere».

 

E se le dico di cantarmi «Montagne verdi» in giapponese?

marcella bella (45) marcella bella (45)

« Nikitàki potùkusàki ...

Non so se era proprio così: mi scrivevano la pronuncia degli ideogrammi e io la leggevo!».

 

 

 

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