franca leosini

"LEOSINERS" PREPARATEVI, FRANCA STA TORNANDO - NUOVO PROGRAMMA IN ARRIVO PER LA LEOSINI: "RACCONTO IL 'DOPO' DI QUELLI CHE HANNO SCONTATO LA LORO PENA. COL COVID STO A CASA A STUDIARE. PER IL CASO DI AVETRANA MI CONSEGNARONO 10.000 PAGINE DI ATTI GIUDIZIARI" - "IL MONDO DEL CRIMINE MI ATTIRA DA SEMPRE. SE NON AVESSI FATTO LA GIORNALISTA, SAREI STATA UN MAGISTRATO" - "L'INTERVISTA A SCIASCIA MI HA CAMBIATO LA VITA. HO AVUTO PAURA SOLO QUELLA VOLTA CHE IL 'CACCIATORE DI ANORESSICHE'..."

Simona Sparaco per "Specchio – La Stampa"

 

tweet su franca leosini

Che fine ha fatto Franca Leosini? Parafrasando il titolo del suo nuovo programma, ho la fortuna di poterlo chiedere direttamente a lei. Voglio sapere come ha trascorso questa storia maledetta che stiamo vivendo e per l'occasione installo anche un'app sul cellulare che mi permetterà di registrare la nostra telefonata, così da poter restituire alla carta la giusta intonazione di tutte le memorabili frasi che vorrà regalarmi, e che, per gli appassionati del genere, o leosiners (è così che si chiamano in rete i suoi fan), sono ormai una pietra miliare.

 

tweet su franca leosini 2

Cara Franca, il virus come ha cambiato la tua vita?

«Mi ha colto alla sprovvista, come tutti. Io però ho la fortuna di lavorare molto da casa. Per ogni puntata di un mio programma ci vogliono mesi di studio, per la disperazione di chi ne vorrebbe avere molte di più da mandare in onda. Ricordo che per il caso di Avetrana l'avvocato Coppi mi consegnò 10.000 pagine di atti giudiziari e io le studiai tutte. Prima di raccontare un caso, devo conoscerlo in ogni dettaglio».

 

Come quando si scrive un romanzo.

«Sì, solo che non si tratta di personaggi di fantasia, e neanche di professionisti del crimine, ma di persone normali che sono cadute nel gorgo di una maledetta storia. Una storia noir. E nel noir si concentrano tutte le passioni umane».

franca leosini

 

C'è qualche reato che giustificheresti in nome di una di queste passioni?

«I reati non si giudicano. Si interpretano». (Questa devo appuntarmela)

 

franca leosini roberto d agostino foto di bacco

E quindi in questi mesi di restrizioni hai continuato a interpretare?

«Ho lavorato alla realizzazione del mio nuovo programma. Andrà in onda in primavera e porta il titolo di un vecchio film, "Che fine ha fatto Baby Jane?", e ne restituisce anche il senso. Mi interessava sapere come affrontano il "dopo" quelli che hanno scontato la loro pena. Qual è il loro rapporto con la società una volta liberi? E in che modo si misurano con tutto ciò che resta del mondo di prima? Per certi crimini mediatici esiste una memoria storica. Chi non ne regge il peso, una volta fuori, si trasferisce all'estero. Ma non posso dare altre anticipazioni».

 

Tu credi nella funzione riabilitativa del carcere?

franca leosini foto di bacco

«La rieducazione rientra in una logica romantica. Il carcere è prima di tutto un'espiazione. Lì ci si confronta con il bene, ma anche con il male. Certo, ci sono tante strutture straordinarie, penso a Opera, Bollate, Rebibbia, dove, e la gente questo spesso lo ignora, i detenuti si dedicano ad attività culturali, ma la riabilitazione è soggettiva. Il ritorno alla società è una questione complessa, e anche la realizzazione di questo nuovo programma non è stata facile».

 

Perché?

«Ho dovuto indurre delle persone a rimettersi in gioco quando avrebbero voluto essere solo dimenticate. Raccontarsi è un trauma. Parlando con me, devono trovare il coraggio di ritornare nell'inferno del loro passato. Il mio è un approccio che presuppone un profondo rispetto. Sono tre i verbi che più frequento: capire, dubitare, raccontare».

 

antonio ciontoli intervistato da franca leosini

Dubitare?

«Mi è capitato di scegliere sulla carta delle storie che poi, una volta conosciuti di persona i protagonisti, ho deciso di non raccontare più. Avevo intravisto, da due tre cose che mi avevano detto e che non mi erano piaciute, l'ipotesi che volessero manipolarmi. Del resto io offro, attraverso il mio racconto, anche una possibilità, se non di riscatto, di perdono sociale. E non tutti se la meritano. Forse anche per questo non mi voglio occupare di serial killer o di pedofili».

 

IL CACCIATORE DI ANORESSICHE marco mariolini

Hai mai avuto paura?

«Sì, una volta. Con Marco Mariolini, il cacciatore di anoressiche. Prima ancora che Matteo Garrone decidesse di farci un film, io lo intervistai. Di solito ottengo, con grande cortesia e generosità da parte dei responsabili delle realtà carcerarie, che gli agenti di polizia restino al di fuori dalla stanza dove faccio le mie interviste. Altrimenti quelle persone non si racconterebbero in quel modo. E così resto sola davanti al diretto interessato. Nel caso di Mariolini, quando a un certo punto gli ho fatto una domanda più scomoda delle altre, lui ha cominciato ad agitarsi sulla sedia, non mi puoi vedere ma lo sto mimando, oscillava in un modo così inquietante che ho avuto la netta sensazione che volesse saltarmi addosso e farmi del male. Per fortuna non è successo. Ma non bisogna mai perdere la calma».

 

franca leosini e i fratelli castagna

Deve attirarti molto, il mondo del crimine.

«Sin da ragazza, sono sempre stata affascinata dai processi. Ma sono laureata in lettere, e m'interessa ancora di più scoprire le anime dei loro protagonisti. Però se non avessi fatto la giornalista, avrei fatto il magistrato. E penso che si debba farlo con coscienza. Del resto si decide per il destino degli altri. Per questo non manco di essere critica quando serve. Ho visto comminare pene in modo assurdo. Da venticinque anni a diciotto per le ventinove coltellate che Parolisi ha dato alla sua compagna, e poi l'ergastolo a Sabrina e a sua madre per il concorso nell'omicidio di Sara Scazzi».

 

franca leosini (2)

Torniamo al presente. Come è cambiato?

«Prima dicevo "Vivo a Roma e vengo a Napoli". Mentre adesso vivo a Napoli e vengo a Roma. E a Roma lavoro meglio. Vado spesso in redazione, perché credo nel lavoro di gruppo e la mia presenza lì è catalizzante, e poi perché a Roma vengo meno coinvolta dalle cose di casa».

 

Quindi ora stai passando più tempo con la tua famiglia?

«Ho la fortuna di avere accanto un uomo molto innamorato, che sa prepararsi a malapena il caffè e che accetta il fatto che neanche io ami particolarmente cucinare. Ho sempre pensato che il segreto delle coppie che durano stia nel vedersi poco, come gli amanti che non hanno il problema dei calzini bucati. L'amore a targhe alterne, come lo chiamo io». (Ecco, un'altra delle sue celebri frasi da appuntare).

 

franca leosini sulle magre

E le tue figlie?

«Non le vedo, per evitare rischi di contagio. Così come non vedo neanche la mia nipotina».

 

Che nonna sei?

«Non sono una nonna classica. Ma l'amore non ha l'orologio al polso. Così vedersi diventa un evento. Ora più che mai».

 

Come passi il tempo in casa quando non lavori?

«Ho una vera e propria forma di bulimia per la lettura. Sin da quando ero piccola. Ho sempre amato i gialli. E quanto alla televisione, sono molto selettiva, ma seguo la politica e quindi anche alcuni dei programmi che se ne occupano».

 

franca leosini storie maledetti sabrina misseri

Come è stata affrontata secondo te l'emergenza nel nostro paese?

«Criticare è l'operazione più facile, lo diceva anche Oscar Wilde. Io penso alle cose buone che sono state fatte, come gli ospedali che sono stati allestiti con grande velocità, e anche alla reazione di Napoli, città anarchica, con la sua vita comunitaria e la sua filosofia del "basso", che in realtà, a conti fatti, ha risposto con grande rigore e rispetto. Oggi la Campania non è neanche tra le regioni che hanno una diffusione del virus più evidente. Ma in generale tutti gli italiani hanno agito con consapevolezza. Una delle cose che faccio fatica ad accettare è il computo quotidiano delle vittime. Sento dire "oggi solo trecento morti". Penso a tutte quelle persone che muoiono in quel modo. Come si può dire "solo"?».

 

franca leosini avetrana

Per tornare ai momenti che ci cambiano, come quello che stiamo vivendo adesso, quali altri rammenti?

«L'intervista a Leonardo Sciascia. Ho avuto la fortuna di conoscerlo personalmente, tramite amici di famiglia. Si era appassionato anche lui a questa ragazza così curiosa, ero quel tipo di ragazza che a scuola prende dieci in italiano e i professori le regalano la matematica. Sciascia mi ha scritto lettere bellissime che conservo nella cassaforte. Un giorno, a Roma, mi invitò a pranzo al Bolognese e in quell'occasione incontrammo Valerio Riva, che dirigeva la sezione culturale dell'Espresso. Salutò Leonardo e si appuntò il mio numero su un foglio di carta. Poi mi telefonò, aveva visto che avevo un blocco pieno di appunti, mi chiese il pezzo e mi disse che avrebbe mandato una macchina a prenderlo alle cinque e mezza del mattino per pubblicarlo. Fu un'intervista che fece molto scalpore, era la prima volta che Sciascia denunciava il ruolo della donna nella criminalità organizzata, e spiegò quanto la mentalità femminile fosse responsabile nella formazione dei princìpi mafiosi. La intitolai "le zie di Sicilia" e da quel giorno cominciai a scrivere per l'Espresso e tutto cambiò».

franca leosini

 

E la televisione? Quando è arrivata?

«Con il Telefono Giallo. Quando sono diventata autrice del programma».

 

Il tuo giallista preferito?

«Georges Simenon».

 

Perché preferisci Maigret a Sherlock Holmes?

«Perché ha un quoziente di umanità supportata da una bonaria ironia, che lo schioda dalla pagina e lo porta tra noi. L'inquilino della porta accanto, al quale però dai del lei».

 

franca leosini rudy ghede

Prima di salutarci mi chiede dei miei bambini e lo fa con una tenerezza molto materna. Mentre attacco penso a questa donna, che più di ogni altra, forse, ha frequentato il male, e a tutte le volte che, con la forza della parola, ha cercato di scartavetrarlo alla ricerca di un riverbero di umanità. Non vedo l'ora di riascoltare l'intervista, e solo nel momento in cui mi accingo a farlo, scopro che l'app per la registrazione si è inceppata ai convenevoli iniziali. Fortuna che ho preso appunti sul primo foglio di carta che mi è capitato il quaderno dei compiti di mio figlio. E in fondo anche questa intervista è stata una lezione.

franca leosini citazionifranca leosini e rudy guede storiemaledette 18franca leosini e rudy guede storiemaledette 24FRANCA LEOSINI BERLUSCONI SARXfranca leosini stylefranca leosini franca leosini 8

Ultimi Dagoreport

elly schlein marta bonafoni igiaba sciego laura boldrini michela di biase annalisa corrado

A UN ANNO DALLE ELEZIONI POLITICHE, BISOGNA PARLARE AGLI ELETTORI O SCACCIARLI? - LA “FESTA DELL’UNITÀ” 2026 DEL PD E’ UNA SBOBBA INDIGERIBILE DI DIBATTITI SU FEMMINISMO, QUESTIONI LGBTQ+ E SUPERCAZZOLE DA ACCHIAPPANUVOLE - SCHIERATO UN PARTERRE DI SCACCIAVOTI, DA LAURA BOLDRINI A MARTA BONAFONI - MICHELA DI BIASE MARITATA IN FRANCESCHINI CI SPIEGHERA’ COME LOTTARE CONTRO IL PATRIARCATO; LA SCRITTRICE IGIABA SCEGO CI FARA’ PENTIRE DEL PASSATO COLONIALE; L’EURODEPUTATA ANNALISA CORRADO RIBADIRA’ CHE NON BISOGNA USARE IL FERRO DA STIRO PER RISPARMIARE ENERGIA – IN COMPENSO ZERO ATTENZIONE AI TEMI CHE INTERESSANO AI CITTADINI: BOLLETTE, SALARI, TASSE, LAVORO, IMMIGRAZIONE – I RIFORMISTI DEM NON PERVENUTI, ELLY SCHLEIN E IL SUO RADICALISMO WOKE TRIONFANO (E POI DICI CHE UNO VOTA VANNACCI…)

andrea orcel carlo messina generali giorgia meloni

DAGOREPORT - IL BLITZ DI INTESA SANPAOLO SU MPS INTRECCIA LA STRATEGIA FINANZIARIA E IL SISTEMA POLITICO – CON L’OPAS, PER ORA SOLO ANNUNCIATA, CARLO MESSINA PUNTA A NEUTRALIZZARE IL SUO RIVALE PIÙ INTIMO: L’UNICREDIT DI ANDREA ORCEL, CHE AVREBBE POTUTO FARE BINGO RILEVANDO LE PARTECIPAZIONI DI DELFIN DELLA FAMIGLIA DEL VECCHIO IN MPS E GENERALI SUL LATO POLITICO, SE L’OPERAZIONE VA IN CULO ALLA LEGA, CHE TIFAVA LA FUSIONE BPM-MPS, FA CONTENTI I FRATELLI D’ITALIA CHE VOGLIONO TUTELARE “L’ITALIANITÀ” DEL LEONE DI TRIESTE, FORZIERE DEL RISPARMIO ITALIANO, DAL PRIMO AZIONISTA DI BPM, LA FRANCESE CREDIT AGRICOLEE CHI MEGLIO DELLA ''BANCA DI SISTEMA" PUÒ FARLO? – NEL BLITZ CI SONO GROSSI DUE PUNTI DEBOLI, ENTRAMBI LEGATI ALL’ANTITRUST (ANCORA SENZA PRESIDENTE): I 625 SPORTELLI DEL “MONTE” E LE ASSICURAZIONI DEL RAMO VITA, SU CUI INTESA È IL PRIMO CONCORRENTE DI GENERALI - SAREBBE UN UNICUM: IL NUMERO DUE È ANCHE AZIONISTA DEL NUMERO UNO, SUO RIVALE DIRETTO...

ordina nazionale dei giornalisti scuole giornalismo carlo bartoli

DAGOREPORT – L’ORDINE NAZIONALE DEI GIORNALISTI HA BISOGNO DI FARE CASSA. E IL PRESIDENTE, CARLO BARTOLI, HA PENSATO BENE DI “TASSARE” LE SCUOLE DI GIORNALISMO, INTIMANDO LORO DI VERSARE I DUE TERZI DEI DIRITTI DI SEGRETERIA CHE INCASSANO PER EFFETTUARE LE SELEZIONI DEGLI ASPIRANTI PROFESSIONISTI – LA DELIBERA È GIÀ STATA APPROVATA E UN INVITO PERENTORIO È ARRIVATO ALLE SCUOLE TRAMITE PEC, CON TANTO DI IBAN DELL’ODG – NON SOLO, BARTOLI E I SUOI CONSIGLIERI VOGLIO IMPORRE UNA TASSA DEL 10% SULLE RETTE DI TUTTI GLI ALLIEVI. UNA NORMA CHE VERREBBE INTRODOTTA NEL NUOVO “QUADRO DI INDIRIZZI” – PROVVEDIMENTI CHE HANNO SCATENATO ALLARME TRA GLI ATENEI, AI QUALI FANNO CAPO LE SCUOLE DI GIORNALISMO, GIÀ ALLE PRESE CON CONTI PRECARI – COSA ACCADRÀ ORA? SI RISCHIA UNA BATTAGLIA LEGALE…

roberto vannacci carlo freccero marina berlusconi otto e mezzo lilli gruber

CARLO FRECCERO ANALIZZA PER DAGOSPIA IL SUCCESSO TELEVISIVO DI ROBERTO VANNACCI – ‘’FUNZIONA PERCHÉ È IN GRADO DI PROPORSI AL PUBBLICO CON UN DISCORSO SEMPLICE E LINEARE CHE INDUCE ALL'IDENTIFICAZIONE. LUI INCARNA LA NORMALITÀ - È UN GENERALE CHE DALLA GRUBER SI PRESENTA IN TENUTA CASUAL, COME UNO STUDENTE FUORICORSO - RISPONDE DISINVOLTO, DIVERTITO, RILASSATO OSTENTANDO UNA NATURALEZZA CHE OGGI LA DESTRA GESTISCE MEGLIO DELLA SINISTRA. MA IN REALTÀ NON DICE NULLA - L’IMMAGINE DI VANNACCI È RITAGLIATA SULLE ATTESE E GLI STEREOTIPI DELLA DESTRA: È UN GENERALE, DI VALORI TRADIZIONALI, DEVOTO ALLA FAMIGLIA. TUTTAVIA È IN GRADO DI GESTIRE QUESTI VALORI CON NATURALEZZA, SPONTANEITÀ E NEI LIMITI DEL BUON SENSO COMUNE - LA SUA PERFORMANCE A “OTTO E MEZZO”, DA ESAME POLITICO SI È TRASFORMATA BEN PRESTO IN UN FORMAT DI CONFESSIONI, COME ‘’BELVE’’. E L’UNICA BELVATA È L’ATTACCO CONTRO MARINA BERLUSCONI" - VIDEO

pier silvio berlusconi milo infante

DAGOREPORT - CON IL PASSAGGIO A MEDIASET DI MILO INFANTE, PIER SILVIO BERLUSCONI AVVIA LA RIFONDAZIONE DELL'INFORMAZIONE DEL "BISCIONE": INFANTE, NON E' DESTINATO SOLO ALLA CONDUZIONE DI QUALCHE PROGRAMMA TV, MA SARA' ANCHE CONDIRETTORE DI VIDEONEWS AFFIANCANDO MAURO CRIPPA, VICINO ALLA PENSIONE - E' UN PASSAGGIO CHIAVE PER LA LINEA POLITICA DI MEDIASET: CON LA FINE DEL TANDEM CRIPPA-CONFALONIERI, SUONA LA CAMPANA ANCHE PER LA FILIERA, PRIMA PRO-SALVINI POI PRO-MELONI, DEI VARI PORRO, GIORDANO E DEL DEBBIO - NON SOLO: "PIERDUDI" SI AGGIUDICA UN CAMPIONE DI ASCOLTI DEL FILONE "CRIME" CHE, CON IL SUO "ORE14 SERA", ARGINAVA IL SUCCESSO DI "QUARTO GRADO", SU RETE4...

generale roberto vannacci chi guido crosetto

DAGOREPORT - LI VANNACCI VOSTRI! SE I FRATELLINI D’ITALIA AVESSERO SEGUITO LA LINEA DEL MINISTRO DELLA DIFESA GUIDO CROSETTO, ADESSO NON SI RITROVEREBBERO IL CETRIOLO DI "FUTURO NAZIONALE" IN QUEL POSTO - DOPO LA PUBBLICAZIONE DEL LIBRO “IL MONDO AL CONTRARIO”, IL GENERALE ANDAVA PROCESSATO E CACCIATO DALL'ESERCITO PER INSUBORDINAZIONE - IL MINISTRO, CHE SI MUOVEVA CON IL CONSENSO DEL CAPO DELLE FORZE ARMATE, OVVERO SERGIO MATTARELLA, DIFENDEVA IL PRINCIPIO CHE LE FIGURE APICALI DELL’ESERCITO, IN VIRTÙ DEL PROPRIO RUOLO DI GARANZIA, NON POTESSERO INTERVENIRE A GAMBA TESA NEL DIBATTITO PUBBLICO. IL RISCHIO ERA QUELLO DI CREARE UN PRECEDENTE PERICOLOSO CHE POTESSE “MINARE DALL’INTERNO L’ORDINE E LA DISCIPLINA NELL’ESERCITO” - INVECE DI DEGRADARLO E CACCIARLO A PEDATE, NEL GOVERNO MELONI HA PREVALSO IL TIMORE DI FAR PASSARE IL GENERALE IN VESTAGLIETTA FROU-FROU PER UN MARTIRE DEL LIBERO PENSIERO - E L'EX PARA' DIVENTATO PARA-GURO SE L'E' CAVATA CON UN MITE PROCEDIMENTO DISCIPLINARE: LA SOSPENSIONE DALL'ESERCITO PER 11 MESI... - VIDEO