marco masini

"MIO PADRE AVREBBE VOLUTO PER ME UN LAVORO SICURO, MAGARI STATALE" - I 60 ANNI DI MARCO MASINI: "TANTI CONSIGLI NON LI HO ASCOLTATI NON TANTO PER RIBELLIONE MA PER AMORE VERSO LA MUSICA. CARLO CONTI LO CONOBBI NEL 1982, AVEVO 17 ANNI. AI TEMPI FACEVO MUSICA DANCE: REGISTRAVO, REALIZZAVO E SCRIVEVO PEZZI, SIGLE PER DISCOTECHE, JINGLE PER LE RADIO DI FIRENZE. UN GIORNO MI CHIESE DI FARE UN PEZZO SUO CHE SI CHIAMAVA 'IT'S OK IT'S ALL RIGHT', CANTATO DA LUI: PURTROPPO PER LUI L'AUTOTUNE NON ERA STATO INVENTATO..."

Paola Italiano per la Stampa - Estratti

 

marco masini carlo conti

Ha appena compiuto 60 anni e di vite alle spalle ne ha più di una. Marco Masini aprì il sipario sugli Anni 90, i miti sorridenti da windsurf svanivano e ci scoprivamo «tutti un po' più infelici». 

 

(...)

 

Masini, bizzarra scelta un concept album in tempi di tormentoni mordi e fuggi, no?

«È una cosa che si faceva negli Anni 70, volevo dare un senso vintage. Amore è in senso universale, non solo lei e lui, intendo l'amore per sé, per un figlio, un padre, un animale, un angolo della nostra adolescenza».

 

marco masini carlo conti panariello pieraccioni

(...)

Perché?

«Devi combattere con paletti, regole, minutaggi, radiofonicità. Veniamo da un mondo in cui le storie si potevano raccontare in 5 minuti, non è più così e ci si deve adeguare, cercando di mantenere quel senso di viaggio interiore che mi ha rappresentato negli Anni 90».

 

Chi era quel ragazzo degli Anni 90 e chi è oggi?

«Uno che voleva cambiare il mondo e poi si è accorto che il mondo non l'ha cambiato. Ma è più consapevole e maturo».

 

Quindi i 60 anni li ha presi bene.

«Beh, il baricentro dell'anagrafe oggi si è spostato: io guardavo mio padre a 40 anni e mi sembrava un vecchio. Oggi sembriamo più giovani, ma poi gli anni sono quelli».

 

marco masini carlo conti

Nei nuovi pezzi ci sono molti riferimenti all'infanzia: che bimbo era il piccolo Marco?

«Un'infanzia guidata dalla musica. A 4 anni i miei genitori mi regalarono un organetto Bontempi, la mattina di Natale ho cominciato a suonare a orecchio, senza mai aver visto una tastiera: capirono che sarebbe stato un incubo. A Sanremo '90 feci capire che l'incubo si era trasformato in sogno, anche se mia madre non riuscì a vederlo: morì quando avevo 17 anni. L'organetto però mi aveva portato lontano, anche se mio padre non l'aveva vissuta benissimo».

 

Cosa non gli andava bene?

«Avrebbe voluto per me un lavoro sicuro, magari statale».

 

marco masini

Lei invece, per dirla con versi suoi, era il figlio che non voleva consigli e rispondeva tra i denti "vaffanculo".

«Tanti consigli non li ho ascoltati non tanto per ribellione, quanto per amore incondizionato verso la musica. Vivevo la mia gioventù con l'entusiasmo e l'emozione del concertino che avrei fatto alla Casa del popolo, o per il piano bar il venerdì sera all'Hotel Croce di Malta di Firenze. Sono passato da tre stranieri con il whisky a guardarmi senza capire nulla a migliaia di fan nei palasport».

 

Ma Carlo Conti lo conobbe prima del successo, giusto?

marco masini

«Nell'82, avevo 17 anni. Ai tempi facevo musica dance e mi ero messo in proprio: registravo, realizzavo e scrivevo pezzi, sigle per discoteche, jingle per le radio di Firenze. E conobbi molte persone tra le quali Carlo. Un giorno mi chiese di fare un pezzo suo che si chiamava It's ok it's all right, cantato da lui: purtroppo per lui allora l'autotune non era stato inventato».

 

Era tanto tremendo?

«Siamo stati quasi tre giorni a cercare di farlo cantare. Ma alla fine da lì è nata un'amicizia.E Carlo è stato poi una sorta di impresario per me, mi ha sponsorizzato, mi chiamava e mi diceva: "C'è da fare la sigla per un'altra discoteca"».

 

Lo imita perfettamente.

«Siamo diventati amici di quelli che si sentono e si vedono quasi tutti i giorni».

 

Quindi c'è una probabilità che accompagni il suo amico Conti a Sanremo?

«È capacissimo a guidare».

 

Suona come un no.

marco masini

«Lo accompagno allo stadio, ma a Sanremo ci va da solo».

 

Disperato nacque in inglese, perché?

«Ai tempi scrivevamo prima la musica, i testi nascevano in inglese, ma un inglese finto. Come Prisencolinensinainciusol di Celentan: buttò giù una traccia guida e decise che era più forte del testo in italiano».

 

Celentano è un personaggio importante nella sua biografia, raccontò i pregiudizi di cui era vittima.

marco masini a viva rai 2

«Mi chiamò per raccontare in tv la mia storia e cantai un pezzo di Mia Martini, erano storie erano molto simili. Per me Adriano è un mito assoluto, una leggenda e lo ringrazierò per sempre per aver dedicato il suo tempo alla mia storia».

 

Scusi, ma lei per caso lo ha sentito ultimamente?

«No, da allora ci siamo risentiti un paio di volte, ma non siamo diventati amici stretti. Non c'è quel tipo di rapporto».

 

A 60 anni c'è un desiderio che deve ancora realizzare?

marco masini a viva rai 2

«Vedere la mia Fiorentina vincere uno scudetto».

marco masini a viva rai 2

Ultimi Dagoreport

claudia conte matteo piantedosi giorgia meloni

FLASH! – CHI AVRÀ SUGGERITO AL MINISTRO DELL’INTERNO MATTEO PIANTEDOSI DI QUERELARE DAGOSPIA PROPRIO QUANDO I GIORNALONI DE’ NOANTRI SI ERANO GIÀ DIMENTICATI DELLA SUA AMANTE CLAUDIA CONTE? - QUELLO CHE È CERTO È CHE NE' I VERTICI DEL VIMINALE NE' LA ''FIAMMA MAGICA'' ERANO A CONOSCENZA DELL’INTEMERATA DEL MINISTRO INNAMORATO VERSO DAGOSPIA - E, A QUANTO PARE, A ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI, GIÀ ALLE PRESE CON MILLE ROGNE (EUFEMISMO), LA MOSSA DI PIANTEDOSI NON È STATA ACCOLTA PER NIENTE BENE…

roberto gualtieri alessandro rivera fabrizio palermo francesco gaetano caltagirone

CHI NON SALTA, CALTA E'... – DIETRO ALLE DIMISSIONI DI FABRIZIO PALERMO DAL CDA DI MPS CI SAREBBE UN "SUGGERIMENTO" DI ROBERTO GUALTIERI: IL SINDACO DI ROMA, PRIMO AZIONISTA DI ACEA (HA IL 51%), AVREBBE CONSIGLIATO AL MANAGER DI NON RISCHIARE LA FACCIA PER LE BATTAGLIE (PERSE) DI CALTAGIRONE. “ALTRIMENTI AVRÒ DIFFICOLTÀ CON I MIEI DEL PD PER RICONFERMARTI ALL'ACEA” – LA “STAFFETTA” POSSIBILE CON ALESSANDRO RIVERA: L’EX DG DEL TESORO ARRIVA COME PRESIDENTE, MA TRA UN ANNO POTREBBE DIVENTARE CEO (SE PALERMO TENTASSE NUOVE AVVENTURE, DOPO IL FALLITO ASSALTO DI CALTARICCONE AL “MONTE”)

la stampa alberto leonardis carlo toto luciano tancredi antonio di rosa alessandro de angelis maurizio molinari

DAGOREPORT- LA ''SAE'' L’ULTIMA? PROSSIMAMENTE IN EDICOLA “LA STAMPA D’ABRUZZO”! BATTUTACCE A PARTE, LA NOTIZIA DEL GIORNO È L’INGRESSO DELL’ABRUZZESE DI CHIETI, CARLO TOTO, CON UNA QUOTA DEL 25%, NELLA NUOVA SOCIETÀ “SAE-LA STAMPA”, DI CUI L’ABRUZZESE DELL’AQUILA, ALBERTO LEONARDIS, MANTIENE IL CONTROLLO AL 51% - DOPO AVER ACQUISITO PER LA CIFRA RECORD DI 14 MILIONI DAGLI ANGELUCCI IL 40% DEL QUOTIDIANO ROMANO ''IL TEMPO'', ORA, FIUTATO IL VENTO, TOTO TRASLOCA VERSO UN GIORNALE DA POSIZIONARE SU UN CENTRO-SINISTRA BEN PETTINATO, ADEGUATAMENTE ANCORATO SUL TERRITORIO, CON UNA FORTE VOCAZIONE INTERNAZIONALE AD OPERA DI MAURIZIO MOLINARI – COM’È CONSUETUDINE NELLE OPERAZIONI DI LEONARDIS, TOTO AFFIANCA AGNELLI-ELKANN (TRAMITE UNA NUOVA SOCIETÀ NON PROFIT) CHE RESTANO COSÌ NELLA ''STAMPA” COL 20%, PIÙ VARIE FONDAZIONI E AZIENDE PIEMONTESI - IN POLE PER LA DIREZIONE, IL VETERANO ANTONIO DI ROSA; VICE: TANCREDI E DE ANGELIS...

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...