selvaggia lucarelli mauro da mantova cruciani parenzo

"LA MORTE DI MAURO DA MANTOVA È LA MORTE DI UN POVERETTO TRATTATO DA GIULLARE" – SELVAGGIA LUCARELLI BASTONA CRUCIANI E PARENZO CHE HANNO TRASFORMATO IL NO VAX IN MACCHIETTA A “LA ZANZARA”: “DOVREBBE FARE SCUOLA NON TANTO PER I NO-VAX, MA PER CHI, TRA MEDIA E CONDUTTORI, USA I NO VAX PER FARE UN PO' DI SHOW. FINCHÉ NON SI SCOPRE CHE ANCHE LE MACCHIETTE MUOIONO E CHE FORSE NON C'ERA NIENTE DA RIDERE NEL CONTINUARE AD APPLAUDIRLE MENTRE SI SCEGLIEVANO LA LAPIDE"

Selvaggia Lucarelli per www.editorialedomani.it

 

giuseppe cruciani e selvaggia lucarelli 2

Mauro da Mantova (che poi si chiamava Mauro Buratti) è morto a 61 anni dopo ventidue giorni di terapia intensiva e anni di sproloqui a cui era stato dato un microfono da La Zanzara di Radio 24.

 

Leggo oggi messaggi commossi di chi quel microfono glielo aveva dato con sommo divertimento, con risatine e domande destinate ad alzare l’asticella delle scemenze pericolose urlate in radio da questo tizio che sì, era un negazionista e un no-vax, ma era prima di tutto molto altro. Era una persona che, per usare eufemismo, non stava benissimo.

 

E chi ha fatto finta di non saperlo e ancora oggi, col morto caldo, continua a far finta di non saperlo, forse ingannerà gli ingenui ma non chi conosce il sistema. Mauro da Mantova era una persona con un disordine mentale evidente, su cui non azzarderò diagnosi specifiche, ma che era palese a tutti.

 

giuseppe cruciani e selvaggia lucarelli

A meno che si possa ritenere normale una persona per la quale David Parenzo era figlio di Schicchi, che girava con la maschera di Hitler, che «Anna Frank era morta e amen perché non aveva vissuto nel periodo migliore per lei», che le banche ebraiche avevano scatenato le guerre mondiali, che gli ebrei sono malati sessuali, che le donne vanno prese a schiaffi e «scopate a secco», che dava dei coglioni ai virologi e urlava che il Coronavirus era un’influenza mentre da positivo andava per supermercati a fare l’untore – raccontandolo in  radio – tra le risate dei conduttori. Questo fino a un mese fa, fino agli esordi della malattia.

 

SELVAGGIA LUCARELLI E GIUSEPPE CRUCIANI

Mauro Buratti era paranoico, complottista, urlatore e involontariamente comico, nonostante le cose gravissime che diceva, proprio perché era evidente che non stava bene. Se fosse stato lucido, nessuno gli avrebbe mai consentito di dire quelle cose, né gli avrebbe risposto ridendo.

 

E per questo, il programma lo usava con cinismo, consegnandogli pure l’ebrezza della notorietà, anziché relegarlo all’anonimato pietoso che andrebbe riservato in generale a chi ha disordini mentali, figuriamoci durante una pandemia.

 

«Eri Belvaman, volevi essere Re, l’interventista radiofonico per eccellenza, eri felice quando qualcuno ti riconosceva per strada e ti chiedeva un selfie. Eri, sei, Mauro da Mantova. Ti abbiamo preso in giro, ci hai insultato, ci siamo divertiti come mai nella vita», ha scritto oggi Giuseppe Cruciani nel ricordarlo.

 

mauro da mantova 2

Appunto. Una persona che non stava bene esaltata e fomentata ulteriormente, in un periodo storico in cui la sua esaltazione poteva costargli la vita. Non dico che fosse compito di un conduttore radiofonico salvargli la vita (probabilmente gli sarebbe servito un aiuto da un terapeuta) ma certo non gli serviva qualcuno che ridesse delle sue convinzioni pericolose per se stesso e per gli altri. O meglio, per le sue follie, perché chiamarle idee è troppo.

 

MAURO DA MANTOVA

«A noi piacciono i personaggi ributtanti, ma Mauro è così, tutti conoscono le idee di Mauro!», diceva Cruciani di lui. Peccato che quelle di Mauro da Mantova non fossero idee ma scempiaggini deliranti oltre che il preludio di quello che è accaduto. Della sua morte.

 

mauro da mantova 7

Non era divertente ridere mente giocava alla roulette russa e non poteva essere intrattenimento spanciarsi di fronte all’azzardo di una persona obesa, ipertesa, non giovanissima e poco lucida. Spiace dirlo, ma non è vero, come ha scritto David Parenzo, che la sua morte potrà essere di insegnamento agli scettici del vaccino.

 

mauro da mantova 5

La sua morte è la morte di un poveretto trattato da giullare che ha il suono non del monito ma della barzelletta triste. E dovrebbe fare scuola non tanto per i no-vax, ma per chi, tra media e conduttori, usa i no vax nel ruolo delle macchiette per fare un po’ di show. Finché non si scopre che anche le macchiette muoiono e che forse non c’era niente da ridere nel continuare ad applaudirle mentre si sceglievano la lapide.

 

mauro da mantova 2david parenzo e mauro da mantovamauro da mantova 3

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