pif rider

"E NOI COME STRONZI, RIMANEMMO A GUARDARE" – PIF PALADINO DEI RIDER: “FACCIO UN FILM PER FARLI SENTIRE MENO SOLI. ALTRO CHE MANAGER DI SE STESSI, LAVORANO A COTTIMO SENZA NESSUNA GARANZIA. BOICOTTARE LE APP? NON È LA SOLUZIONE GIUSTA LA TECNOLOGIA NON SI FERMA. È LA DEMOCRAZIA CHE DEVE CORRERE VELOCE" – L’OMAGGIO A SCOLA

Walter Veltroni per il “Corriere della sera”

 

pif foto di bacco

Pif, dopo la mafia hai deciso di occuparti, col tuo cinema, di uno degli altri flagelli del nostro tempo, lo sfruttamento del lavoro precario...

«L' idea era immaginare come sarà il mondo del lavoro fra venti, trent' anni. La degenerazione del mondo del lavoro e non solo. Stiamo attraversando un periodo in cui le app ci danno la possibilità di una serie di servizi che, da consumatori, viviamo come una meraviglia. Il problema è la condizione del lavoratore dietro e dentro questo universo. Faccio una premessa: io non sono un estremista, cioè non penso, ad esempio, che sia ingiusto lavorare la domenica, però credo sia giusto capire quanto il lavoratore della domenica guadagni.

 

E la stessa cosa vale per le app. Cioè il problema è, come sempre, la distribuzione della torta della ricchezza. Ordinare una pizza è comodissimo con il cellulare, non ti muovi da casa, paghi poco. Ma se tu paghi poco, ci sono altri che pagano.

PIF

Una volta lo schema era: io sono precario perché guadagno tanto ma non ho la sicurezza, io sono dipendente guadagno meno ma ho più sicurezze.

Abbiamo unito il peggio del dipendente con il peggio del precario: guadagno poco e non ho più sicurezze. Ecco, ho pensato di raccontare questo paradosso e di farlo in forma di commedia».

 

Il tuo protagonista che lavoro fa?

rider deliveroo

«Il rider. Lui perde un lavoro classico in un' azienda multinazionale per colpa di un algoritmo che lui stesso ha contribuito a introdurre. A me l' algoritmo mi dà ai nervi. In teoria nasce per facilitarci la vita e invece è diventato, forse all' italiana, un alibi: "Questo non si può fare, lo dice l' algoritmo". E tu dici "vabbé se l' algoritmo dice così io mi fermo". È diventato un' ideologia. E poi non ho mai sopportato questi nuovi guru della tecnologia che ti presentano un telefonino come se fosse il Messia, come se ti dovesse cambiare la vita intera. Per carità, ce l' ha cambiata, eccome.

pierfrancesco diliberto in arte pif

 

Penso a un ragazzo disabile di oggi che parla con il mondo.

Però quando i guru dal palco ti parlano, non vedono te come uno a cui migliorare la vita. Vogliono spremerti, succhiare informazioni della tua vita che trasformano nel loro profitto. E anche quando ti presentano il lavoro, quando dicono "io ho questa compagnia di rider, lavori quando vuoi", è tutto un bluff perché non è vero che lavori quando vuoi. Lavori quando loro ti danno la possibilità di lavorare.

 

rider deliveroo

Se stai male e non lavori o se lavori poco vieni punito. Se piove e non lavori vieni punito e poi lavori sempre meno. In realtà tengono un dipendente con le condizioni di un libero professionista. L' affermazione secondo la quale "tu sei manager di te stesso" è una palla clamorosa. Ma ci vuole qualcuno, come sempre è stato nella storia, che introduca nel nuovo mercato del lavoro regole che garantiscano le persone e i loro diritti. Non lo faranno da sole, le multinazionali. Servono i governi, gli Stati. Non è questa l' essenza della democrazia?».

pif

 

Ti sembra che gli esseri umani che vivono questa condizione siano sostanzialmente soli? Senza sindacati o partiti che si occupino di loro...

«Eh sì, perché queste nuove tecnologie fanno fatica a riconoscere le figure sociali. Anche perché è stato introdotto un metodo lavorativo da libero professionista. Il professionista storicamente non ha un sindacato, cioè ognuno pensa a sé. Oggi il modello di organizzazione produttiva che ci attrae tanto è proprio spezzettare il mondo del lavoro. Gli stessi sindacati sono colpevoli perché hanno reagito troppo tardi rispetto alla trasformazione del mondo del lavoro.

 

pif

E questo nuovo mondo del lavoro fa fatica a riconoscere il sindacato. Qual è la soluzione? Io non ce l' ho, però so quello che non si deve fare, boicottare Amazon o cose simili. La storia insegna che è andare contro i mulini a vento. La tecnologia non si ferma. È la democrazia che deve correre veloce. Quindi rimodulare le garanzie, per dare diritti anche in un mondo del lavoro con più flessibilità, rispetto al tempo dei nostri genitori».

 

Per preparare il film hai parlato con i riders?

«Sì, ho fatto amicizia con uno di Firenze. In una tappa dello spettacolo teatrale "Momenti di trascurabile felicità" l' ho chiamato perché venisse e poi ho detto a questo ragazzo: alla fine sali e racconti la tua battaglia.

 

proteste dei rider in inghilterra

Sei uno di quelli che sta combattendo per avere diritti, assicurazione, il minimo che uno dovrebbe avere quando lavora. Gli ho detto di vestirsi da rider, con l' uniforme. Appena è salito ho detto: "Scusate, ora devo farvi conoscere una persona". Lui è venuto sul palco vestito da rider ed è scattato l' applauso. L' applauso istintivo mi fa sperare che la gente abbia capito che questi esseri umani sono davvero i nuovi sfruttati».

 

pif alla leopolda

Il paradosso: un lavoratore 50enne che perde un lavoro storico deve quasi ringraziare l' opportunità che gli danno questi impieghi precari.

«La mia povera zia Gabriella, che faceva l' assicuratrice, un giorno, quando sognavo di fare il regista sdraiato sul divano a Palermo, mi invitò a salire a Frosinone dicendomi: "Perché non vieni ad aiutarmi? È un lavoro sicuro...". Il senso era che poi avrei preso l' agenzia, e oggi sarei qui a parlarti della nuova Sara assicurazioni».

 

A propormi una polizza...

«Feci questo ragionamento: in Italia una volta che hai lavoro, hai il tuo stipendio, come fai a mollare tutto perché vuoi fare dei film, la cosa più precaria nel mondo? E questa cosa è un po' un dramma. In Italia non hai la possibilità di sognare. Ed è un dramma. Cito sempre quel maledetto e benedetto libro, Il Gattopardo . Nessuno lo ha letto però tutti ci ricordiamo quella famosa frase -

proteste dei rider deliveroo just eat sgnam

 

"Se vogliamo che tutto rimanga com' è, bisogna che tutto cambi" - e con quella ci siamo costituiti un alibi di ferro al nostro cinismo e alla nostra rassegnazione. Io ho fatto una cosa rivoluzionaria per essere italiano: ho detto no al lavoro di zia Gabriella che mi voleva tanto bene e che ringrazio, tramite te. Ho detto no, io voglio rischiare. Però ero ventenne, a 50 anni è più difficile.

 

Cogliamo la possibilità di questa flessibilità per riuscire a lavorare in modo tale che uno a 50 anni possa cambiare professione, come succede negli altri Paesi. Questa è la flessibilità che mi piace, fatta di opportunità di cambiamento e di solide garanzie. La società non reggerà separando troppo poveri e ricchi, garantiti e non garantiti. Sarò ingenuo, ma quando vedi i profitti di queste società o le buonuscite dei manager dici: "Vabbé però forse ad una fetta di torta un po' ci potresti anche rinunciare"».

 

pif

Quanto guadagna un rider all' ora?

«Nel film ho cercato di essere un po' generico, ho voluto ricostruire il loro metodo di lavoro, non nelle cifre, perché il guadagno è vario e anche le assicurazioni. Ci sono alcune ditte che ti danno un' assicurazione sanitaria, altre che proprio ti ignorano, chi ti calcola le spese di manutenzione della bicicletta o del mezzo e chi no.

 

Poi, certo, se lavori sotto la neve, se lavori sempre, anche quando stai male, riesci ad avere uno stipendio di mille, milleduecento euro. Però ti devi ammazzare. Un tempo si chiamava cottimo. Oggi si deve chiamare cottimo».

 

La precarietà, figlia della flessibilità, è alla base del sentimento di paura che c' è nell' opinione pubblica? Cioè nasce dal fatto che, sentendosi insicuri socialmente per sé e per i propri figli, la reazione più facile è prendersela con qualcuno che, ipoteticamente, porta via ricchezza?

«Sì, quando lo stagno è piccolo, c' è poco spazio per farsi il bagno, il primo ad essere di troppo è quello che non parla la tua lingua. Lì ci dimentichiamo tutti gli impegni morali, i valori cattolici e cristiani. Quando lo stagno è piccolo il primo che ti dà fastidio è quello che non è del tuo colore di pelle.

 

pif

L' aggravante è che spesso non è l' immigrato che ti ruba il lavoro. Io posso sostenere una discussione con chi dice prima gli italiani. Non sono d' accordo, ma parliamone. Il problema è che spesso parli con uno che si basa su numeri completamente inventati e questo rende difficile capirsi. Al razzista dico che questa loro politica non funziona. Io amo i neri, tu li odi, ok. Applichiamo pure la tua politica, ma vedrai che è sbagliata, non ha mai risolto i problemi che indicava. C' è un solo posto al mondo in cui, anche con i populisti al governo, il problema dell' immigrazione sia stato risolto? La realtà è più forte delle urla».

 

Con «La mafia uccide solo d' estate» e ora con questo film ti proponi una forma di cinema civile in senso classico o quella che c' era in una certa commedia all' italiana?

protesta dei rider di deliveroo e justeat

«C' è una frase meravigliosa di Ettore Scola che lui non ricordava di aver detto. Stava montando il suo primo film e diceva: "Non so se essere Risi o Rosi". Geniale, come lui. Io credo che nelle mie storie l' impegno civile sia sempre filtrato dalla commedia quindi, umilmente, penso di appartenere più alla scuola di Scola».

 

Che titolo avrà il tuo film?

«Si intitolerà "E noi come stronzi, rimanemmo a guardare"».

la protesta dei rider per le consegne a domicilioPIFriderfoodoraPIF

Ultimi Dagoreport

tomaso montanari carlo deodato carmen bambach giuli

DAGOREPORT – “MI DIMETTO”, “MI DIMETTO” MI “RIDIMETTO” E RIMETTO: QUANTE VOLTE HA RIMESSO TOMASO MONTANARI? LO STORICO DELL’ARTE, TANTO CARO AI SINISTRATI DA "SAL-OTTO E MEZZO" DI LILLI GRUBER, LASCIA IL COMITATO SCIENTIFICO DEGLI UFFIZI CON UNA LUNGA ARTICOLESSA SUL "FATTO QUOTIDIANO" - IL MINISTRO GIULI HA SCATENATO LA SUA IRA NOMINANDO ALL'INTERNO DEL CDA CARLO DEODATO, SEGRETARIO GENERALE DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO – MA COSA C’ENTRA DIMETTERSI ANCHE PER LA “COLLEGA” (SCRIVE MONTANARI) CARMEN BAMBACH, NOMINATA DA GIULI DOPO IL VIAGGIO NEWYORKESE DALL’OUTFIT STILE CAMICIE BRUNE? MENTRE MONTANARI HA TRASCORSO PARTE DEI SUOI ULTIMI ANNI DAVANTI ALLA TV, LA BAMBACH HA PUBBLICATO IL PIÙ IMPONENTE STUDIO IN TRE VOLUMI SU LEONARDO DA VINCI DIVENTANDONE LA MAGGIORE STUDIOSA MA NON LO FAI MICA FESSO COSÌ IL MONTANARI! VUOI VEDERE CHE, IN FUTURO, IL COMITATO SCIENTIFICO-FASCISTA DEGLI UFFIZI INTENDA PRESTARE A QUESTA MALANDRINA DEL CDA UNO O PIÙ DEI SUOI CIRCA 50.000 DISEGNI CONSERVATI NEI DEPOSITI? MEGLIO DIMETTERSI PREVENTIVAMENTE...

carlo cimbri andrea orcel messina luigi lovaglio giuseppe castagna

FLASH – MILANO HA PIAZZA AFFARI MA GLI AFFARI SI GESTISCONO AL CENTRO-SUD! NESSUNO DEI PRINCIPALI ATTORI IN CAMPO NEL RISIKO PIÙ CLAMOROSO DELLA STORIA È NATO ALL’OMBRA DELLA MADUNINA – L’AD DI INTESA, CARLO MESSINA, QUELLO DI UNICREDIT ANDREA ORCEL, E CALTAGIRONE SONO ROMANI DE ROMA; CARLO CIMBRI È CAGLIARITANO; IL RISANATORE DI MPS, LUIGI LOVAGLIO, PASSATO IN POCHE SETTIMANE DA PREDATORE A PREDA, È LUCANO - GIUSEPPE CASTAGNA E' DI NAPOLI - L'UNICO MENEGHINO E' ALBERTO NAGEL: E' ANCHE L'UNICO CHE HA PERSO LA POLTRONA (A PROPOSITO DELL’EGEMONIA MILANESE…)

giorgia meloni merz macron starmer trump salvini vannacci friedrich donald emmanuel keir matteo roberto

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI CONFERMA DI POSSEDERE TUTTE LE VIRTU' DEL CAMALEONTE, ANCHE LE PIU' SFACCIATE: DA QUANTO TEMPO NON PRONUNCIA PIU' IL NOME DI TRUMP? SE VIENE ESCLUSA DAL TAVOLO DELLE DECISIONI DA MACRON E MERZ, PER RIPICCA FA LA ORBAN IN GONNELLA E DICE NO ALL'ABOLIZIONE DEL DIRITTO DI VETO NELLE DECISIONI DEL CONSIGLIO EUROPEO – PERO' A FAR VORTICARE GLI OTOLITI GIÀ FRAGILI DELLA DUCETTA E' LA TENUTA DI FORZA ITALIA E LEGA SULLA LEGGE ELETTORALE: COSTRETTA A CEDERE A SALVINI (ACCISE) E A DARGLI PURE UNA MANO PER NON VEDERE LA LEGA SMANTELLATA DA VANNACCI – DIFFICILE CHE SI AVVERI IL “GIORGIA'S DREAM"” DI ELEZIONI ANTICIPATE A PRIMAVERA, MA SENZA ELECTION DAY INSIEME ALLE AMMINISTRATIVE NELLE CINQUE GRANDI CITTÀ GOVERNATE DAL CENTROSINISTRA (ROMA, MILANO, NAPOLI, TORINO, BOLOGNA): MATTARELLA HA FATTO SAPERE ALLA FU "GIORGIA DEI DUE MONDI" CHE NON CI PENSA PROPRIO DI SPEZZARE IN DUE IL VOTO: SAREBBE UN DOPPIO, INUTILE, COSTO PER UN PAESE CHE ARRANCA TRA BOLLETTE ALLE STELLE E INFLAZIONE - E IL PALLINO DELLO SCIOGLIMENTO ANTICIPATO DELLE CAMERE E', PER ORA, IN MANO AL CAPO DELLO STATO...

schlein bonafoni taruffi furfaro boccia

DAGOREPORT – IL PD-ELLY E’ MESSO MALISSIMO: DOPO IL NAUFRAGIO VENEZIANO, I SONDAGGI SONO IN CALO DI DUE PUNTI, CIO' CHE RESTA DELL'ANIMA RIFORMISTA DEL PARTITO O LA DETESTA O TAGLIA LA CORDA E I 5STELLE NON LA VOTERANNO MAI COME CANDIDATO PREMIER DEL “CAMPO LARGO” – LE PRIMARIE SONO UN GUAZZABUGLIO: CHI POTRA’ VOTARE? SARANNO APERTE A TUTTI O SOLO AGLI ISCRITTI? E CHI CONTROLLERA’ CHI, E QUANTI, SONO GLI ISCRITTI DI 5STELLE, AVS, CASA RIFORMISTA? - E POI: SI VOTERÀ IN UN TURNO UNICO O CI SARÀ UN BALLOTTAGGIO? - SE NEL PD, IL SOVIET DI ELLY, I VARI CARNEADI BONAFONI, TARUFFI, FURFARO, SI PERMETTONO ORMAI DI BULLIZZARE SULLA CHAT DEL PARTITO PINA PICIERNO ("UNA ‘ROMPICOJONI IN MENO’’), LA VERA ANIMA NERA DEL SOVIET PD, DOVE SPADRONEGGIANO "PIPPE E MART-ELLY", E' L'UNO-E-TRINO FRANCESCO BOCCIA: IL "RASPUTIN DI BISCEGLIE" FA E DISFA PER LA DUCETTA DEL NAZARENO...

thiel olah papa leone xiv prevost

DAGOREPORT - COME MAI PETER THIEL TORNA A CIANCIARE DI ANTI CRISTO A ROMA? - A FAR GIRARE I NEURONI DEL CAVALIERE DELLA TECNODESTRA AMERICANA È STATA LA SCELTA DI PAPA LEONE XIV DI INVITARE IL CO-FONDATORE DI ANTHROPIC, CHRISTOPHER OLAH, ALLA PRESENTAZIONE DELL’ENCICLICA “MAGNIFICA HUMANITAS” -PER QUESTO, L'ARROGANTE TECH-PARAGURU DEL MONDO MAGA HA DECISO DI FAR ORGANIZZARE UNA NUOVA "CROCIATA" A ROMA (APPUNTAMENTO PER L’11 GIUGNO ALLE 14:30, AL SALONE BORROMINI ALLA BIBLIOTECA VALLICELLIANA) - THIEL TORNA NELLA CITTA' ETERNA DOPO CHE, LO SCORSO MARZO, IL SUO CICLO DI CONFERENZE ERA STATO SNOBBATO SIA DAL GOVERNO MELONI, SIA DAI QUATTRO SCAPPATI DI CASA DELL’EGEMONIA CULTURALE DI DESTRA...

palantir papa leone xiv enciclica magnifica humanitas peter thiel

PALANTIR SBARCA A ROMA! – PETER THIEL, L’ESEGETA DELL’ANTICRISTO, TORNA NELLA CAPITALE PER SFIDARE L’ENCICLICA “MAGNIFICA HUMANITAS” DI PAPA LEONE XIV SUI PERICOLI DELL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE: L’APPUNTAMENTO È FISSATO PER L’11 GIUGNO ALLE 14:30, AL SALONE BORROMINI ALLA BIBLIOTECA VALLICELLIANA – TRA I SELEZIONATISSIMI ORATORI C’È IL GURU DELLA TECNODESTRA AMERICANA ANDREA VENANZONI, IL “TECNOEVANGELISTA”  DAN CALINESCU, IL COSTITUZIONALISTA ALESSANDRO STERPA – L’EVENTO, DAL TITOLO “MAGNIFICA HUMANITAS. LO SGUARDO DELLA CHIESA SULL’INTELLIGENZA ARTIFICIALE”, È ORCHESTRATO DALL’ASSOCIAZIONE CULTURALE VINCENZO GIOBERTI, CHE AVEVA GIÀ PORTATO A ROMA LO SCORSO MARZO THIEL A SPROLOQUIARE SULL'ANTICRISTO – SARÀ IL PRIMO SCONTRO FRONTALE TRA LA TECNODESTRA AMERICANA, CONVINTA CHE LA PACE SI OTTENGA A COLPI DI DRONI E SORVEGLIANZA PREDITTIVA, E LA CHIESA CHE VUOLE DISARMARE GLI ALGORITMI – LA SILICON VALLEY PROVERÀ A SPIEGARE A DIO COME SI GESTISCE IL PARADISO DEI DATI... (PENSA TU CHE COJONI: SE LA CHIESA ESISTE DA DUEMILA ANNI, CI SARA' UN MOTIVO...)